martedì 4 giugno 2019

ACADEMY, Festa di fine anno

Portare i giocatori del nostro vivaio in prima squadra. Farli salire da protagonisti (non da meteore) sul palcoscenico nazionale della serie D, sfruttando il volano della prima squadra. 
Un obiettivo su cui si sta lavorando da tempo e che rappresenta uno degli obiettivi numero uno per le società dilettantistiche. Fiorenzuola e i suoi giovani per continuare a puntare in alto.
L'US FIORENZUOLA va oltre, da anni, al calcio che viviamo alla domenica. 
Non solo prima squadra ma anche impegno nella crescita e nell'educazione sportiva dei giovani delle nostre valli. 
Come ogni anno si è svolta la festa di chiusura dell'Academy Rossonera.  Nella serata di giovedì 30 maggio, i ragazzi del settore giovanile, lo staff e la dirigenza si sono ritrovati per un saluto finale al Cinema Capitol. L'incontro è stato anche occasione per tracciare un bilancio e mettere a fuoco i programmi futuri. 
Presenti come testimonial FRANCESCO BIGOTTO  e NICOLO' BEDINO, protagonisti nel Fiorenzuola di mister Lucio Brando. Due calciatori che possono rappresentare per i più giovani esempi da seguire. Bigotto nell'Inter e Bedino nella Pro Vercelli, entrambi sono cresciuti in settori giovanili importanti abbinando lo sport allo studio e arrivando ad essere protagonisti in serie D in campionati di vertice con la maglia del Fiorenzuola.
Le foto di questo post sono state inserite dall'aggiornatissima pagina Facebook dell'Us Fiorenzuola 1922. Per visualizzarle tutte accedi alla pagina e all'album


domenica 2 giugno 2019

Se ne va «Jack Rabona», l'incantatore di folle. Intervista a EMANUELE ANASTASIA

Forse è stata una magica illusione vissuta per l'intera stagione appena conclusa e coniata ora tra le pagine di questo blog con il nome «Jack Rabona», il bomber seriale che mai avremmo detto
Già stavamo pregustando il sogno di rivederlo trascinarci in C a suon di gol e assist e invece siamo già ai saluti. Costretti ad “innamorarci” di uno nuovo che verrà.
Ma era tutto maledettamente pronto. La t-shirt commemorativa per i tifosi da fare stampare. Davanti la scritta «Jack Rabona» con l’immagine di Ana mentre è intento nel suo gesto atletico più spettacolare: la rabona.
E’ stato per una stagione intera protagonista con la maglia del Fiorenzuola, serial killer di grandi giocate, abile illusionista, incantatore di folle con le sue New Balance ai piedi e i suoi colpi di genio. Emanuele Anastasia lascia Fiorenzuola per tornare in serie C. Abbiamo sentito forse per l’ultima volta EA11 :

Ciao Emanuele, innanzitutto grazie a nome di tutti i tifosi rossoneri per quello che hai fatto. Ci piacerebbe sapere qualcosa di più su di te e sullo splendido campionato appena concluso. Per iniziare, vuoi raccontaci la tua storia calcistica dagli inizi a oggi?
Con piacere. Ho iniziato nella squadra del mio paese, l'Aurora Pontecurone, per poi essere ingaggiato dall'Inter dove ho giocato per 4 anni. In seguito sono passato al Piacenza per 3 anni, fino al fallimento della società. Sono dunque approdato al Pavia dove ho giocato gli ultimi anni di settore giovanile, affacciandomi alla prima squadra allenata da Maspero. Ho esordito in Coppa Italia di serie C a 18 anni con mister Marcolini, e l'anno dopo ero un giocatore della prima squadra dove ho collezionato 13 partite segnando un goal. Purtroppo nel calcio non ci sono molte persone oneste, e anche da Pavia vado via causa il fallimento societario. Passo al Chieri in serie D dove agli ordini di Vincenzo Manzo vinciamo la Coppa Italia di serie C e in campionato gioco tutte le partite segnando 11 goal. L'anno successivo torno in serie C con la maglia del Cuneo disputando 13 partite e segnando 1 goal. A gennaio cambio società e vado al Casale, dove sono stati sei mesi difficilissimi per tutto. Infine sono arrivato al Fiorenzuola, una delle scelte più azzeccate mai fatte nella mia vita.
Emanuele e il calcio. A casa Anastasia hanno appoggiato la tua passione?


I miei genitori mi hanno sempre appoggiato per ogni cosa che ho fatto, soprattutto per il calcio che che è la mia grande passione. Hanno sempre fatto sacrifici per me, e mi hanno fatto sentire sempre il loro appoggio.
Questa cosa della rabona ha stupito un po' tutti. Non eravamo abituati a vedere cose del genere al Comunale. Da dove è nata questa tua attitudine spettacolare?
La rabona è un numero che mi piace particolarmente. Quando hai la fiducia dei compagni e della società trovi il coraggio di fare questi numeri senza neanche pensarci. Pensi solo a divertirti senza calcolare le conseguenze. Questo è il mio segreto.
Hai un modello di calciatore a cui ti ispiri?
 Ho un idolo: Leo Messi. Però non prendo ispirazione. Posso dire che mi piacciono molto nel mio ruolo  Neymar e Martial.
Come è avvenuta la trattativa con l’Us Fiorenzuola?
Il Fiorenzuola mi aveva cercato tramite il direttore sportivo Di Battista già lo scorso anno a giugno, e dopo a gennaio, ma alla fine non si era fatto nulla. Quest'anno a luglio ero ancora sotto contratto da professionista a Cuneo, ma c'era una situazione societaria non chiara, e ho deciso di cambiare. La scorsa estate il mio procuratore ha preso di nuovo contratti con il direttore ed è stato facile trovare subito l’accordo.
Come ti sei trovato da noi, in questo piccolo spicchio di Emilia?
A Fiorenzuola sono stato molto bene. Ho trovato una società seria e sana paragonabile a una famiglia che non ti fa mancare nulla. C'è tutto per lavorare bene con serenità. Posso affermare che ci sono tutti i presupposti per fare stagioni ottime, come è successo a noi quest'anno.
In rossonero sei arrivato dopo un lungo infortunio. Cosa ha rappresentato per te la stagione appena conclusa?
Sono arrivato con una frattura al quinto metatarso. Sono stato costretto a stare fermo 3 mesi. Ho giocato la mia prima partita ufficiale con il Fiorenzuola a fine ottobre a Carpenedolo contro il Calvina. Questa stagione è stata sicuramente per me la più importante. Mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa per tutte quelle persone che non hanno creduto in me.
E arriviamo ai gol che non sono mai mancati nel Fiorenzuola di Brando soprattutto grazie a te. Hai indicato il cuore con le dita per ben quindici 15 volte con lo sguardo rivolto alla tribuna. A chi era dedicato se si può dire?
L’esultanza col cuore era rivolta alla mia ragazza Martina che mi sopporta e supporta da 5 anni.
Quali ricordi più belli porterai con te in valigia?
Sicuramente la doppietta allo stadio di Braglia di Modena sarà un ricordo che porterò sempre nel mio cuore. Mi porto via anche tutte le immagini dei momenti in cui i miei compagni sono venuti ad abbracciarmi dopo ogni mio goal.
Non si è ancora aperto ufficialmente il calciomercato estivo che tu l'hai già infiammato. Come sono nati i contatti con la tua nuova squadra? Avevi ricevuto altre proposte?
Ho ricevuto diverse proposte dalla serie C, ma l'Arzignano mi ha colpito per il progetto e la serietà. Anche loro mi volevano da un paio d'anni. Adesso devo aspettare l'apertura del mercato per ufficializzare il tutto.
In verità non sarai un novello, la serie C l’hai già “assaggiata” a Pavia e a Cuneo. Che differenza c’è fra fra serie C e serie D? Cosa ti aspetti da questa nuova avventura che ti appresti a vivere?
mi aspetto di riuscire a confermarmi in categoria, di provare a essere protagonista e di divertirmi come ho fatto quest'anno. Ti dico la verità, per mia esperienza tra serie C e serie D cambia l'intensità durante gli allenamenti e le partite. In serie C trovi più squadre fisiche, ma noi quest'anno abbiamo dimostrato seppure in amichevole di poter tenere testa a squadre di categorie superiore, vedi la nostra mentalità e i risultati ottenuti contro l’Imolese e il Monza.
Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
I miei obbiettivi futuri sono arrivare più in alto possibile. Io nel calcio non smetterò mai di crederci.
L’ultima parola spetta a te…
Voglio ringraziare tutta la società e tutto lo staff tecnico per avermi aspettato dopo l'infortunio e aiutato a tornare in forma, per avere creduto in me dal primo giorno. Voglio poi ringraziare i miei compagni per l'anno magnifico appena concluso, per le emozioni che mi hanno regalato ogni giorno. 
Un grande abbraccio a tutti e naturalmente Forza Fiore!
il 10 novembre 2018 accade l'incredibile. Gli highlights di MODENA-FIORENZUOLA 1-4 con doppietta di Emanuele Anastasia :

sabato 1 giugno 2019

Ma guarda te il Cittadella

La Gazzetta dello Sport l'ha definita "la sera dei miracoli"

Trovarsi sul posto il giorno stesso della finale per serie A. La serie A. Ma vi rendete conto?

Ventimila anime non di più, un intero paese in fibrillazione, vestito di granata. La gente dentro le mura sembra essere sospesa nell'aria, se vieni da fuori lo percepisci ancora di più.
i segreti del miracolo? Forse alla base un progetto di gestione moderno, simile a quello prodigato dal nostro Simone Di Battista. La serenità della piazza.  
Diaw, diaw… Cittadella-Hellas Verona 2-0 fine primo atto.

Lo ammetto, proviamo una certa invidia, e i motivi sono i seguenti :

- sappiamo cosa si prova in queste situazione. Anche noi abbiamo vissuto un grande sogno. A due passi del cielo, anzi ad undici, ma siamo crollati giù.

- Venturato non ci piace tanto per dirla tutta.

- al "Tombolato" (premiato quest'anno come miglior impianto della serie cadetta) ci avevamo fatto una scappata nel nostro primo anno di serie C2. Non era come adesso. E tutti i cognomi degli avversari in distinta erano rigorosamente veneti. C'era l'ex Milan Giancarlo Pasinato e l'attaccante Sambo ma era poca cosa tanto che gliele avevamo suonate 0-3 con i gol di Pompini, Mazzi e Marco Pozzi. Fa impressione tutto questo.

a lunedì (ultimo atto) !


giovedì 30 maggio 2019

“Chi l’avrebbe mai detto” intervista a Paolo Rebecchi

“Chi l’avrebbe mai detto” è l’espressione che esce spontanea al termine dell’appassionante lettura della storia di Paolo Rebecchi. Una vita ricca di soddisfazioni in ambito professionale e non meno in ambito sportivo. Rebecchi e il Fiorenzuola, un legame nato male, sotto una cattiva stella e tramutato quasi inaspettatamente in una grande passione. 
Ci siamo incontrati in un caffè del centro per uno scambio di riflessioni sulla stagione calcistica appena conclusa. Ad accompagnarlo come annunciato, il dottore, nonché medico sociale e amico Bruno Sartori, che lui stesso definisce con un pizzico di ironia “il mio procuratore”.
Rebecchi e la Tailo Group Srl, azienda leader nel settore del beverage. Con impianti automatizzati per l’imbottigliamento installati in tutto il mondo. Il marchio campeggia in bella mostra allo stadio Comunale, nel sito ufficiale del club di via Campo Sportivo 1 e sulle maglie della formazione juniores nazionali. Paolo Rebecchi si racconta ai lettori del blog.


Paolo, oltre all’impegno economico profuso lei è spesso presente agli allenamenti della prima squadra e alla domenica non si fa mai mancare una partita dei rossoneri. Che significato ha per lei fare parte oggi dell’Us Fiorenzuola?
E’ un grande onore. Oltretutto sono circondato da tante persone brave e competenti. E vi dirò di più: mi capita di frequente di discutere e confrontarmi con dirigenti di società limitrofe e visto da fuori il Fiorenzuola è una delle società più stimate e ammirate, non solo per il suo glorioso passato ma anche per l’immagine e la struttura che ha attualmente. Ma la cosa più bella è che ho trovato in questa “famiglia allargata” un gruppo di amici con cui ritrovarmi anche fuori dall’ambito calcistico . Tutto è nato cinque anni fa in un Fiorenzuola-Fidenza di serie D dove ho incontrato di nuovo Pinalli e da lì è partito tutto.

Ci spieghi meglio…
Erano trent’anni se non di più che non mettevo piede a Fiorenzuola se non saltuariamente; confinato per motivi di lavoro a Fidenza, dove vivo con mia moglie Anna , che ringrazio per l’infinita pazienza e ho la mia attività. Luigi Pinalli è stato (e lo è tutt’ora) un grande amico, con un legame che affonda le radici nell’adolescenza , quando eravamo compagni di squadra nella Virtus (la squadra giovanile degli anni settanta della canonica di Fiorenzuola n.d.r.). In quel momento venivo da alcuni anni di sponsorizzazione al Fidenza Calcio. Dopo l’incontro in quel derby al Comunale ci siamo rivisti al Bar Commercio  e successivamente a cena , e il presidente ci ha messo due secondi per convincermi ad entrare in società. In questi quattro anni abbiamo consolidato un’amicizia ibernata per trent’anni.  E ci tengo a rivelare a tutti una cosa: da giovane non mi andava molto a genio il Fiorenzuola…

(foto di squadra anni settanta con Rebecchi in piedi a destra)
E per quale motivo?
Per i miei trascorsi da calciatore. Sono stato avversario del Fiorenzuola per ben tre campionati quando la Promozione era forse qualcosa di più dell’attuale Eccellenza. Vestivo la maglia della Vigor Carpaneto e i derby di allora erano molto sentiti. In quel Fiorenzuola c’era Giovannino Gavazzi ( come allenatore ) che aveva militato nella Reggiana e nel Catania in serie A, il portiere Frugoni ex Pontolliese , cognato di quel Brocchieri del Carpaneto ricercatissimo nei tornei estivi (soprattutto quelli di Castell’Arquato e Vigolo). Conoscevo bene anche Tanzi, difensore centrale bandiera del Fidenza, perché era borghigiano e io a Fidenza avevo iniziato a bazzicare già ai tempi della scuola all’Istituto Tecnico Industriale. Poi c’era bomber Bertelli che era davvero di un’altra categoria. Ricordo in particolare con tanta emozione un derby giocato a Carpaneto. Il Fiorenzuola era davanti a noi in classifica. Eravamo sotto di un gol a pochi minuti dalla fine. Negli ultimi minuti segnai la rete del pareggio e quella del sorpasso, e non potete immaginarvi la gioia immensa provata in quegli istanti con gli sguardi rabbuiati di diversi tifosi fiorenzuolani che stavano già pregustando la vittoria dopo averci provocato per tutta la gara. Nel finale ci furono discussioni e scambi di vedute animate e qualcuno di loro non se la passò affatto bene, prima che le cose tornassero alla calma.
Com’era il Rebecchi calciatore? Attualmente c’è un calciatore dell’Uesse che si sente di paragonare a lei?
Il calcio di oggi e i suoi interpreti sono cambiati notevolmente. Non è semplice trovare paragoni. Sono nato centravanti, e con il tempo sono passato a fare la mezz’ala, di quelle che fanno gol, tanto rare oggi giorno. Vedevo la porta e calciavo dal limite tanto da mettere assieme una decina di gol a campionato. A pensarci bene e con le dovute proporzioni credo di rivedermi a tratti in Francesco Bigotto, anche se lui è molto più bravo di me. Io rispetto a Francesco ero meno prezioso per i compagni ma vedevo di più la porta, finalizzando per la squadra. 

 (una formazione della Virtus. Rebecchi è il secondo in piedi a partire da sinistra. Il secondo in piedi a destra è Luigi Pinalli)
Proviamo a fare un confronto fra il calcio dilettanti degli anni settanta e ottanta e il nostro. Siamo molto distanti per quanto riguarda l’aspetto del gioco e dell’organizzazione a livello societario?
La differenza più rilevante è nell’aspetto organizzativo. Noi ex calciatori degli anni settanta eravamo meno “coccolati” dalle società. Per fare alcuni esempi: non avevamo il supporto di un preparatore atletico, tutto era incentrato nella figura dell’allenatore. Ci allenavamo due, massimo tre volte alla settimana, rigorosamente alla sera dopo il lavoro (e io facevo il fabbro). Il materiale tecnico era una chimera, e la poca roba ce la portavamo a casa per far lavare. La società possedeva solo tre palloni: quello “della festa” per la partita della domenica, e due di allenamento. I terreni di gioco certamente non erano paragonabili a quelli di oggi. Sotto l’aspetto tecnico: il gioco era meno veloce, ed era molto più duro. Non era vita facile con i difensori. Entravano senza fare tanti complimenti sulle caviglie di noi attaccanti. Categoria sicuramente meno tutelata rispetto ad oggi. La regola sull’obbligo dei giovani da schierare non esisteva. Perciò un ragazzo alle prime armi come me riusciva a ritagliarsi un posto da titolare solo se lo meritava.

(un'altra formazione della Virtus del presidente Allegri. Rebecchi è il terzo in piedi a partire da destra)
Riavvolgiamo il nastro sui suoi trascorsi calcistici
Avevo disputato due partite negli Allievi dell’Us Fiorenzuola. Non avevo ancora 14 anni e non potevo essere tesserato. Però il Fiorenzuola evidentemente era nel mio destino. Essendo di Chiaravalle conoscevo un paio di ragazzi della città sull’Arda: Ughetto Malchiodi e Daniele Morsia. I due mi convinsero ad andare a giocare nella Virtus. Oltre a loro furono determinanti gli ammiccamenti dell’allenatore Giorgio Montescani che veniva sempre in trattoria a Chiaravalle. Iniziò così la mia avventura nella Virtus Fiorenzuola. Si giocava “sull’uno” (lo stadio Comunale) che non era come lo vediamo oggi alla domenica. C’era un po’ di erba ad inizio stagione a settembre, e poi basta. Nella formazione dei boys federali spiccava Mauro Rosi. Un bravo centravanti che però era spesso infortunato. Allora mi vennero a pescare dagli Allievi e mi ritrovai a 14 anni a dovermi fare valere (e fare gol) in mezzo a ragazzi più grandi di me di due anni. In squadra c’era anche un certo Luigi Pinalli nelle vesti di portiere, già allora “abbastanza focoso” per la verità, nonostante fosse confinato tra i pali. Con la maglia a strisce giallo-verdi ho vinto il campionato provinciale Allievi 1971-72 assieme a Fanni e ai due fratelli Morsia per citare alcuni miei compagni. Quando la società ha chiuso i battenti ci hanno venduto in blocco (8 giocatori) al Cadeo in Seconda Categoria. Non avevo ancora la patente e per recarmi agli allenamenti Pinalli mi passava a prendere a Chiaravalle alla sera con la sua Fiat 500. Come sono cambiati i tempi. Con il Cadeo siamo arrivati secondi, e ho segnato 28 gol a soli 17 anni, tanto che il Carpaneto aveva messo gli occhi su di me; e l’anno dopo mi ritrovai in Val Chero a giocare nel campionato di Prima Categoria con l’ex Fiorenzuola Mario Gabbiani allenatore. La Prima di allora era ben diversa da oggi. Abbracciava addirittura quattro provincie: la nostra, quella di Lodi, Pavia e Cremona. Abbiamo vinto il campionato e in Promozione ho trovato per due anni avversario il Fiorenzuola (1977-78 e 1978-79). In quel periodo come detto non amavo il sodalizio Rossonero e guarda te adesso ne faccio parte e ne sono allo stesso tempo tifosissimo.
Sono stato avversario anche nell’anno al Pro Piacenza (1979-80) ancora con Gabbiani allenatore poi sostituito dall’ex Piacenza Beppe Corbellini. Dal Pro sono poi passato al Salso sempre in Promozione con alla guida Mauro Masi.

(ancora maglie a strisce in lanetta, in una formazione con Rebecchi calciatore)
Che pasta di allenatore era Masi?
Era preparato e avanti con i tempi, un lusso per la categoria. In quegli anni il Salso stazionava sempre nella zona compresa fra la metà e la bassa classifica. Ricordo che Masi fu chiamato dal club salsese per disputare un campionato da colonna di sinistra. E infatti arrivammo terzi, e in seguito Masi passò al Fiorenzuola del presidente Eugenio Villa vincendo il campionato e approdando in Interregionale. I miei anni migliori sono però stati senza ombra di dubbio quelli di Carpaneto, con la vittoria del campionato di Prima Categoria e le due stagioni in Promozione Lombarda. La Promozione era un campionato non facile. Nel girone erano presenti società come la Vogherese e il Codogno, l’anno prima il Pavia. Alcune trasferte che ti portavano a giocare fino nelle zone di Malpensa. Alcune squadre erano davvero ben attrezzate annoverando calciatori che avevano calcato i campi della serie A come l’ex viola Ugo Ferrante nel Robbio e Gavazzi nel Fiorenzuola. Purtroppo con la morte precoce di mio padre dovetti dire presto addio al calcio giocato. Avevo solo 26 anni. Vorrei prima di concludere rammentare un altro aneddoto legato ad una occasione mancata della mia vita. Negli anni della Virtus disputammo un torneo della selezione giovanile provinciale. Si giocava tutto in un’intera giornata a Pavia. Io, Fanni e Sorrenti eravamo nella squadra allenata da Gianni Rubini diventato poi dirigente affermato del Piacenza calcio negli anni della serie A. Vincemmo tutte tre le gare con i miei gol. Il Piacenza al termine del torneo prese tutta la squadra eccetto me perché Giorgio Montescani considerava migliore il settore giovanile della Cremonese e voleva piazzarmi al di là del Po. Al primo provino ci presentammo in ottanta, al secondo eravamo in ventisei. Li passai entrambi. Nella settimana prima della selezione definitiva partecipai a una partita fra amici a Fiorenzuola. Mi ruppi il malleolo facendo svanire la possibilità di essere ingaggiato dalla Cremonese. Scherzi della vita segnati dall’incoscienza e dalla sfortuna, ma senza alcun rimpianto.
Tornando ai giorni nostri, è soddisfatto del campionato del Fiorenzuola di quest’anno? Chi l’ha impressionata di più?
Abbiamo fatto a mio avviso un grande campionato ricordando che siamo stati derubati clamorosamente al termine della semifinale play-off di Modena. Siamo orgogliosi per quanto è stato fatto. Con l’eredità lasciata da Dionisi non era facile ripetersi. Devo fare un plauso sincero a tutti i ragazzi, allo staff tecnico e alla società che in toto ha dato piena fiducia al ds Simone Di Battista. Per lui vedo un futuro importante. Per quanto concerne i ragazzi, è impossibile stilare una classifica di merito ma se devo fare alcuni nomi vorrei citare l’ala Emanuele Anastasia per il livello tecnico e la personalità e poi Mattia Tunesi arrivato a stagione in corso che mi ha impressionato molto per le capacità tecniche e per la testa. Questo ragazzo può fare molta strada.

Un appello ai sostenitori rossoneri prima dei saluti..
La Società merita rispetto e considerazione visti gli sforzi che fa per la città, dunque, vi aspettiamo sempre più numerosi.
(Paolo Rebecchi assieme all'amico Bruno Sartori)

TAILO GROUP Srl sponsor US FIORENZUOLA CALCIO

mercoledì 29 maggio 2019

Summer Camp 2019

20 giorni al via del campo estivo Rossonero organizzato con il club andaluso

L'US Fiorenzuola 1922 e il Valencia CF organizzano il Summer Camp 2019 al Velodromo Pavesi di Fiorenzuola dal 17 al 21 giugno 2019 per i giovani calciatori dagli 8 ai 13 anni di età.
per iscrizioni ed informazioni: http://bit.ly/2Yf9ZVz  -  usfiorenzuola@gmail.com - tel. 0523.984326

martedì 28 maggio 2019

Sognando Sciapi

SCIALPI CON PREGHEREI AL FESTIVALBAR - Scommetto che in pochi o forse nessuno si ricorda di lui. Sarà per il suo nome particolare con l'assonanza che rimanda a Scialpi. Sarà per quella mitragliata di gol sparata all'impazzata contro il Fiorenzuola di Mantelli di qualche anno fa. In questo inizio di calciomercato, ci è svolazzata per la testa questa pazza idea da tifosi. Con i mezzi tecnologici di oggi, in un batter d’occhio sai tutto, vita, morte e miracoli di un calciatore. Dalla ricerca internet compulsiva abbiamo scoperto che Lorenzo Sciapi continua a fare gol. Il centravanti toscano ci aveva fatto male per ben due volte quando vestiva la maglia della Virtus Castelfranco, poi era scomparso come d'incanto dalla nostra vista.
NIENTE COLLE - Chiuso il campionato, con la triste consapevolezza di dover affrontare noiose domeniche estive, esplodono le fantasie di mercato. Si, perchè il calcio è così, non finisce mai anche quando non si gioca. Il fisico per andare al Colle San Giuseppe non c'è più, e allora approfittando delle domeniche libere per fare contente mogli o fidanzate, ci si ritaglia spazzi furtivi per sbirciare siti di informazione e whatsappare con esperti e più informati. Il calcio è un pianeta bellissimo, anche d’estate.
MODENA IN C ? - La coda play-off è stata amara per noi ma al contempo ci ha inorgoglito non poco. Inorgoglito perchè chi ci ha battuto a fatica alla fine ha trionfato. Evidentemente il Modena aveva tante cose da farsi perdonare a dirigenza, sponsor e tifosi. Strapazzata l'Audace Reggio con le reti di re Carlo Emanuele Ferrario (doppietta), ancora Sansovini e Baldazzi davanti a quasi 10mila spettatori. La serie C ora è vicinissima per i canarini. Sorprende la debacle dell'Audace. Questione di giorni e dovrebbe tornare a chiamarsi Reggiana. Dell'ex Borgosesia Zamparo il gol della bandiera. E così si sfregano le mani quelli della Correggese che possono sognare in grande, vedono all'orizzonte il suggestivo derby contro i granata. Settimane fa il patron Lazzaretti è stato accostato al Carpi retrocesso in serie C e abbandonato da Bonacini.
DIBA IN TV, A ZC - Simone Di Battista è stato protagonista nella serata di ieri sui teleschermi di ZonaCalcio. Il direttore sportivo rossonero è stato come prevedibile tartassato di domande su Alessio Dionisi, allenatore del momento, avversario del Piacenza nei quarti di finale dei play-off con la sua Imolese dei miracoli. Spazio anche alle prime indiscrezioni "vere" di mercato. Confermata la partenza di Emanuele Anastasia verso la serie C. La forte ala di Pontecurone si accaserà alla neo-promossa Arzignano. E ci viene da pensare con tutta sincerità che la canzone-tormentone di Mahmood (Soldi) non c'entra affatto con la scelta di Emanuele. Ci priviamo di un elemento importante ma allo stesso tempo siamo felici, perchè dopo Collodel e Dionisi si è valorizzato un'altro ragazzo che andrà a fare il professionista e alla domenica sera sarà bello informarsi sul risultato della compagine veneta e soprattutto se Ana ha fatto gol.
IL CALCIO MERCATO ROSSONERO - Di Battista ha smentito le voci su una possibile rivoluzione totale dell'organico. "Ad oggi, a parte Anastasia, i nostri sono ancora tutti giocatori del Fiorenzuola" ha commentato il direttore. Anche se le richieste per molti non mancano. Come per capitan Guglieri lusingato dal Nibbiano del presidente Alberici. Sono circolate voci poi smentite, anche su un possibile addio di Libertazzi. Il tutto nato da una male interpretazione del messaggio finale del forte portiere sulla sua pagina Instagram da parte del sito nazionale notiziariocalcio.com
BRANDO RESTA O SE NE VA? - Ma in primis, il nodo cruciale da sciogliere è senza dubbio quello della guida tecnica. Lucio Brando prende tempo. Da quanto emerso sembra che il coach di Biella sia stato contattato da una società di serie D piemontese per affidargli una super-squadra per tentare il salto nei professionisti. Venerdì dovrebbe esserci l'incontro decisivo dal qualche si saprà se Lucio Brando sarà ancora il tecnico del Fiorenzuola nel campionato 2019-20. In pole position per un'eventuale sostituzione Liberta.it mette l'ex Borgosesia Vincenzo Manzo. Ma è forte il pressing della Caronnese. Noi aggiungiamo il nome Fabio Fossati (ex Albissola) come papabile sostituto.
CHI PARTE? - Intanto è partito il toto-conferme. Plausibile pensare alle partenze degli elementi che hanno trovato meno spazio come il difensore Federico Davighi, il centrocampista Giuseppe Cosi e l'attaccate Kacorri. Su quest'ultimo si potrebbe aprire una parentesi. 16 presenze per l'attaccante arrivato dalla Fermana di cui 11 da titolare con tre gol realizzati senza aver partecipato al festival del gol all'ultima giornata contro il Mezzolara, senza il gol regolare di Crema, e con in aggiunta il gol-vittoria allo scadere del tre a due nella semifinale di Modena. Il gol di Modena è l'emblema di quello che molti tifosi fiorenzuolani vorrebbero vedere il prossimo anno. Un gol sbocciato grazie l'intuito del trovarsi nel momento giusto al posto giusto. Un gol di rapina, da vero opportunista, realizzato sul filo del rasoio (e del fuorigioco), cercato, decisivo.
CHI TENIAMO? - Per le conferme mai dare nulla per scontato. In ambito giovani è tutto un rebus legato alle regole sull'età e alla conferma di Libertazzi. Conoscendo la realtà Fiorenzuola le probabilità di rivedere in Rossonero capitan Guglieri, Francesco Bigotto e Paolo Contini sono forti. Contini ha emozionato. Nonostante una stagione da comprimario di lusso il difensore classe 1997 ha definito l'Us Fiorenzuola "casa mia" nella sua pagina social. Anche Andrea Corbari, piacevole e redditizia scoperta dello scorso anno, potrebbe rientrare nella lista. Conosciamo poi tutti quanti la duttilità di Bouhali che potrebbe sempre fare comodo al Fiorenzuola. Brando sembra stravedere per questo ragazzo in pianta stabile in Valdarda da tre anni. Per il mediano Zaccariello, se rientrerà nei piani bisognerà sedersi ad un tavolo con la Reggiana che ne detiene il cartellino. Con un budjet che a quanto pare è aumentato ulteriormente rispetto ai campionati scorsi e definite le conferme Di Battista avrà il suo bel da fare per completare l’organico scovando i nuovi con le giuste motivazione per sposare il progetto Fiorenzuola.
Vedremo, nel frattempo sogniamo Sciapi (non Scialpi).




lunedì 27 maggio 2019

Divertimento e successo nella prima edizione della FIORE LEAGUE

due giornate di divertimento puro per i più piccoli nella cornice dello stadio COMUNALE. 

Nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 maggio si è svolta con successo la prima edizione della FIORE LEAGUE
foto di US FIORENZUOLA CALCIO (dalla pagina Facebook e Instagram)
Torneo giovanile 7 contro 7 riservato alla categoria Pulcini 2008 organizzato dall'US FIORENZUOLA CALCIO. 

hanno partecipato le seguenti società: Usd Vigor Carpaneto, Asd Folgore 1939, USD Turris 1930, Gotico Garibaldina, FC Rottofreno, San Lazzaro Farnesiana, Lions Valdarda, US Fiorenzuola 1922, Piacenza Calcio, Cavatigozzi (Cremona), U.S. Esperia (Cremona)

sabato 25 maggio 2019

ricominciamo da Francesco?



La previsione del presidente Luigi Pinalli sulla possibile mezza-rivoluzione, innesca già il motore del calcio mercato rossonero. Stanno arrivando richieste dalla serie C per diversi componenti, protagonisti della stagione da incorniciare del Fiorenzuola di Lucio Brando.

FRANCESCO BIGOTTO (1995) potrebbe essere uno dei nomi caldi su cui puntare forte per costruire il nuovo Fiorenzuola che si presenterà con veste rinnovata al prossimo campionato di serie D.

Per rendimento e professionalità c'è da metterci la mano sul fuoco. Già nel suo primo anno in rossonero Bigotto arrivava da un anno di inattività causa un grave infortunio e con la maglia del Fiorenzuola di Dionisi fu protagonista (36 presenze, 8 reti e tanti assist per bomber Bosio)..
Quest'anno: 22 presenze e 5 reti prima di dirci arrivederci in seguito all'infortunio di Reggio Emilia; con i rimpianti di non averlo avuto a disposizione nel gran finale di stagione.

Ancora in Stand-by la posizione di LUCIO BRANDO. Sarà ancora il tecnico di Biella a guidare il Fiorenzuola?



giovedì 23 maggio 2019

2018-19: Le immagini più belle di un campionato da incorniciare (seconda parte)

Dopo lo stop imposto dal Ciliverghe nella prima uscita del girone di ritorno sbuca Francesco Bigotto, in rovesciata (la sua specialità) realizza il gol-capolavoro che riscatta il Fiorenzuola vittorioso di misura sull'agguerrito Axys Zola dell'ex Riccardo Cestaro.
E' tempo di rivincite e conti aperti. Arriva il Fanfulla dell'ex Andrea Ciceri per uno scontro di alta classifica dai tanti motivi di interesse. Sotto di una rete i Rossoneri ribaltano i lombardi con un gran secondo tempo e le reti di Kacorri, Anastasia e Bouhali. A fine gara non mancano polemiche e confronti.


Si va al Mapei Stadium per vivere uno degli impegni più prestigiosi dell'anno. La gara contro la Reggiana (la Reggio Audace) è molto tattica. I Rossoneri alla fine escono imbattuti fermando sullo zero a zero i granata di mister Antonioli e dell'ex Alvitrez.


A Reggio Emilia Francesco Bigotto si fa male. E' già fine stagione per lui. Nella gara seguente contro il Classe al Comunale viene esposto uno striscione di incoraggiamento per l'attaccante milanese. I gol vittoria di Anastasia e C. sono dedicati a lui.


Si torna a giocare al Fortunati di Pavia dopo più di vent'anni. Bruzzone e Matera (classe 2000) firmano le reti del successo rossonero, consolidando la posizione play-off.
Alla ventiseiesima giornata arriva al Comunale il Modena di Bollini, principale inseguitrice della capolista Pergolettese. La cornice di pubblico è notevole. In inferiorità numerica per buona parte della gara i Rossoneri escono sconfitti per tre reti a zero. Tanti i rimpianti per l'espulsione di Corbari in apertura di gara.


Contro il San Marino serve un successo per continuare a cullare il sogno play-off e il FIORE lo fa di misura. Basta un gol firmato a fine gara da Simone Saporetti.


Si torna al Voltini di Crema per fare visita alla capolista Pergolettese. I giallo-blu sfruttano le occasioni e si portano sul due a zero. Sotto una pioggia battente il Fiorenzuola è generoso e determinato. Riapre la gara con un gran gol del 2000 Mattia Tunesi. L'assedio finale non da gli esiti sperati ma i Rossoneri escono a testa alta e fra gli applausi.
E' tempo di derby. Una circolare della Lega di Serie D da il benestare per giocarla in anticipo serale. La Vigor Carpaneto si gioca le ultime chance di qualificazione play-off, mette paura al Fiorenzuola con il gol dell'ex Samuele Barba. Emanuele Anastasia grande protagonista del finale di stagione riprende gli avversari. Un super Libertazzi ipnotizza dagli undici metri lo specialista Rantier regalando un finale di gioia a compagni, dirigenti e pubblico Rossonero.
Animi distesi e gioia: mister Lucio Brando e la piccola Gloria nel dopo partita del derby con la Vigor. Ovazioni per il grande protagonista di giornata: Davide Libertazzi abbracciato dal Tm Luca Baldrighi. 




Ancora decisivo Davide Libertazzi. Devia in angolo un altro calcio di rigore a Voghera. I gol di Anastasia e Kacorri fanno il resto. Siamo alla penultima giornata di campionato e il Fiorenzuola con il successo ottenuto sull'OltrepoVoghera ha in mano la qualificazione Play-off. Piangono Ac Crema e Vigor Carpaneto staccate dietro in classifica.


Ultima uscita prima degli spareggi. Il Fiorenzuola resta concentrato e strapazza il Mezzolara salito in Valdarda a caccia di punti salvezza. Prima del fischio di inizio capitan Ettore Guglieri è premiato dalla società per le 150 presenze in maglia Rossonera.


La Pergolettese trionfa nello spareggio promozione di Novara. L'avversario da affrontare in semifinale play-off è il Modena. Arriva così il dono di vivere un'altra domenica magica nella cornice dello stadio Braglia. Un Fiorenzuola rimaneggiato fa tremare i gialloblu andando per ben due volte in vantaggio. A Kacorri a tempo scaduto viene annullato il gol regolare della qualificazione alla finale. Solo al termine dei supplementari il ragazzi di Lucio Brando si arrendono, uscendo ancora una volta fra gli applausi.