lunedì 25 gennaio 2010

FIORENZUOLA-Renate 1-1 Biolchi

Can da la bissa!!! Ci siamo fatti acchiappare dal Renate se no erano tre punti pesantissimi. Incaselliamo comunque un punticino che non è male, che fa classifica e morale. Giornata grigia, temperatura attorno allo zero, avversari in maglia a strisce nero-azzurre stile Inter e solo 200 spettatori a fare da cornice al match. Il Fiore lascia sugli scaffali degli spogliatoi la casacca pseudo-milanista a strisce rossonere e così il l’emulazione del Derby della Madonnina è scongiurato. Diverse le novità in formazione frutto degli studi sciamanici di mister Massimo Perazzi che non dispone ancora dei rinforzi tanto attesi. In difesa cambia di nuovo la corsia di destra affidata stavolta a Filippo Spagnoli. A centrocampo: rientra dalla squalifica Armani a fare reparto con capitan Orrù e un inedito Biolchi; fuori Dattaro. Duo d’attacco: Chiurato-Rosi con la novità Mattia Rovida in maglia numero undici a fare l’esterno alto. Partiamo contratti ma a mettere per primi la palla nel sacco siamo noi con Marco Biolchi nelle vesti di provetto bomber bravo da posizione impossibile a far passare la sfera fra palo e portiere ospite. Per Biolchi, schierato per la seconda volta da centrocampista a distanza di un anno dalla buona prestazione nello sfortunatissima Fiorenzuola-Crociati Noceto 0-1, è il primo gol in serie D. Congratulazioni grande Bio! Nella ripresa, al quarto d’ora, il Renate di mister Giuliano Dell’Orto coglie la rete del pareggio con Moretti. Il Fiore non ci sta a pareggiare, ma i tanti palloni serviti in mezzo all’area non trovano mai il terminale offensivo capace di mettere a segno il colpo vincente. La sfiga poi ha voluto che nella domenica del Derby di Milano (bum bum: Milito-Pandev! Bye-bye A.c. Milan!) mandassero in Valdarda una terna arbitrale di interisti sfegatati. Secondo voi, a poche ore da un Inter-Milan decisivo per le sorti del campionato, un arbitro può assegnare un calcio di rigore ai rossoneri contro la sua squadra del cuore per plateale fallo di mano del Lucio del Renate in piena area di rigore? E allora fanculo al derby di Milano e alla serie A! E domenica si va a Broni ragass, per una sfida importantissima contro il resuscitato Oltrepò di Rebecchi che è andato a sbancare Carate Brianza (reti di Girgenti e D’Aniello) portandosi da fanalino di coda a quota 13 punti. Oltrepò che schiera in difesa quel Stefano Rossini che sembrava in procinto di accasarsi in Valdarda ad agosto (poi Jameson si immolò e non se ne fece + nulla! Ramundo-Peri the best!). E qui tirando in ballo Rossini, si potrebbe aprire un discorso dagli scenari oscuri con l’ex difensore di Inter e Piacenza schierato dalla compagine pavese ad inizio campionato quando ad alcuni addetti ai lavori risultava ancora nei ranghi del Fidenza. Punti di penalizzazione o grazia ricevuta, domenica si va a Broni e l’imperativo è FARE RISULTATO. Sugli altri campi delle pericolanti: il Caravaggio per nostra fortuna si è dovuto arrendere al Voghera che ora è tornato in gioco per lo scudetto; a secco Arena, nel finale in gol per il Caravaggio il nostro ex Andrea Santonastaso. Si allunga la serie positiva del Borgosesia che a momenti vince contro il Darfo ed è sempre a -2 da noi e torna a fare paura. Pareggio per la ridimensionata Solbiatese che doveva essere “morta” e invece si tiene appaiata a noi come un fantasma a quota venti. L’Insubria ha raggiunto la Solbiatese solo nel finale. Rinviata per ghiaccio: Sestese-Pontisola.
"non ci han dato un rigore questo è un calcio nel cuore come quando l'amore se ne va, se ne va" (tratto dalla canzone "Cesarini" di Cochi e Renato).

LA CLASSIFICA “CHE INTERESSA A NOI!” del girone B serie D 2009-10: …Pontisola 23 (una partita in meno), FIORENZUOLA e Solbiatese 20, Borgosesia 18, Sestese VA 17, Caratese 16, Caravaggio 15, Oltrepo 13.

DOMENICA: TUTTI A BRONI (PV) …RITROVO ORE 12.30 IN PIAZZALE CAPPUCCINI!


ahahahah... Giovani fans rossoneri con pezze e due aste anche in tribuna.

"CAN DA LA BISSA" modo di dire curioso e tramandato negli anni. Molto usato a Piacenza e provincia e risalente ai tempi della signoria dei Visconti a Milano e in altri territori (secolo XIV-XV).
La "bissa" la biscia, simbolo della potente famiglia dei Visconti...

venerdì 22 gennaio 2010

22 gennaio 2006, IO C'ERO! (amarcord)

22 gennaio 2006, io c'ero!
Era una fredda domenica pomeriggio di gennaio.
La neve ghiacciata ai bordi delle strade, nei campi, sulla pista del velodromo e sugli spalti della vecchia gradinata dello stadio Comunale.

FIORENZUOLA-FIDENZA, derby del campionato di Eccellenza Emiliano!
I fumogeni banditi dalle forze dell'ordine, la coreografia mal riuscita studiata al Bar Joker settimane prima e preparata nei giorni precedenti dietro la gradinata in fredde serate dopo il lavoro. Il vecchio e vetusto striscione da trasferta Rusty Nails impreganto di tanti ricordi ero appeso alla recinzione.
Una domenica da pelle d'oca e da brivi lungo la schiena per tanti Fiorenzuolani.
Oltre 1000 Fiorenzuolani si erano dati appuntamento dopo il pranzo domenicale allo stadio Comunale per il sentito derby contro l'odiato Fidenza. E i fidentini o borghigiani ...chi lì ha visti e sentiti quella domenica?!?!
Erano anni che non tornava così tanta gente allo stadio. La gradinata era gremita come nei lontani anni della serie C1, i magici anni '90 valdardesi. La voglia di fare tifo come una volta, la volgia di tornare a vivere una domenica di passione dopo tanti anni di amarezze. La sciarpa rossonera ripresa dopo tanto tempo dall'armadio.

Allo stadio, tutti in piedi a sostenere i rossoneri, giovani e vecchi, di tutte le età per una gara sentitissima, per una sfida all'ultimo colpo ancora oggi ricordata nel tempo.
Molti tifosi del Fiorenzuola la portano ancora oggi nel cuore!
22 gennaio 2006, IO C'ERO!

leggi la cronaca di quella domenica: http://ultrasfiorenzuola.blogspot.com/2009/03/200506-campionato-di-eccellenza.html
l'articolo di LIBERTA': https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiPXGfCZqaaCIBlcWAe2XHjyITA9VLG9V-QqCBnDqmoLYuZmYu59VY0j4iEYl-qvtebrTTZw8_PY-L5Y_RUeQlKWezDbGR1xHlTLTd2r-vNjeRaSXHnqEfa9WdmeJOVoJ4uHv-INLK95ZQ/s1600-h/derby4.jpg

IO C'ERO! ...clicca sulla foto per ingrandire:

mercoledì 20 gennaio 2010

LA ROTELLA DA TAGLIARE LA PASTA

"Fiorenzuola, la crisi fa morire i negozi" titola Libertà il 3 gennaio 2010.
Già mi immagino di percorrere Corso Garibaldi come un cow boy o un vaquero senza destriero. I “gniuuu gniuuu” delle porte cigolanti mosse dal vento che fischia, palle di sterpaglie aggrovigliate che rotolano sui sampietrini separati l'uno dall'altro non da coriandoli ma da muschio ed erbacce. Nesuuna anima viva all’orizzonte, nessun “bello”. Solo il suolo dei miei stivali a punta che battono a terra, alternato al tintinnio ritmato delle rotelle per tagliare la pasta fatta in casa che ho fissato con il mastice Pattex sopra ai tacchi dei miei stivaletti per farmi più figo. No, non è come pensate voi. non è il martedì mattina successivo alla baldoria cittadina della Zobia, e io non sono ne l'ultimo sopravvissuto della baraonda carnevalesca, ne il Gatto con gli Stivali. E' un sabato pomeriggio qualsiasi dell'anno 2010, e per fortuna questo è solo un brutto sogno!
…Abbiamo superato l’anno 2009 con la sua crisi, cosa ci accadrà nel nuovo anno?
Hanno chiuso tanti esercizi, le attività, i locali, le balere (Scacco Matto e My Way già da tempo). il Fiore invece è sopravvissuto! Il Fiorenzuola c’è dal lontano 1922! Il Fiore sopravvive! E tutto questo grazie alla passione e agli sforzi del sire e di una dirigenza composta da tifosi veri! Grazie agli sponsor e a quella cerchia di fedelissimi tifosi che si sta restringendo anno dopo anno (purtroppo).
E anche se la classifica piange un pò. Se non è arrivato quell'Andrea Margheritoni attaccante di sfondamento, il Filibustiere tanto atteso che sognavamo a Natale. Dopo i dispiaceri e la pippa di Caronno: …Teniamoci stretto questo Fiorenzuola! Straviviamo questo momento magico in serie D (...la nostra serie A! ...SALVIAMOCI ALLORA!).
Siamo sempre di meno sia in casa che in trasferta. Non riusciamo più a trasmettere ai ragazzi quell'entusiasmo, quella carica che riuscivamo a garantire ogni domenica negli anni passati. Vedi la gara di domenica e a Terno d'Isola contro il Pontisola. Poco tifo, poco entusiasmo e il freddo da bestia non può essere un attenuante. Se non fosse per la presenza delle nostre pezze rossonere qualcuno avrebbe potuto dire: "ma i tanto decantati Ultras Fiorenzuola, quelli che vantano una tradizione, quelli del bel blog e del frequentato forum, C'ERANO?!?!?
Torniamo tutti allo stadio! Torniamo a sostenere alla grande la gloriosa squadra di calcio della nostra città!
Domenica 24 gennaio: FIORENZUOLA-Renate! TUTTI IN GRADINATA! ...ritrovo ore 14.
*** (partecipa anche tu alla nostra RIFFA ...contribuisci (1 euro a biglietto)!!! Disponibili ancora sciarpe in lana ULTRAS FIORENZUOLA a 10 euro l'una e aperte prenotazioni per la sciarpa del gemellaggio con gli amici spagnoli del CF PALENCIA ...prezzo 10 euro).

Fiorenzuola d'Arda, Corso Garibaldi ...la Contrada Dritta

Andrea Margheritoni al Fiorenzuola?

lunedì 18 gennaio 2010

Insubria CaronneseTurate-FIORENZUOLA 1-0

Mayday! Mayday! E’ piena crisi. Battuti di misura anche a Caronno Pertusella contro l’Insubria CaronneseTurate. Nella giornata di Sant'Antonio Abate, della grande maialata: sanfini, coda, salame, fegato, ecc. ecc. A Caronno, aria fredda, grigia e pesante che taglia la faccia. Ciminiere fumanti a fare da sfondo al piccolo impianto varesino. Al 30’ punizione non irresistibile del rinforzo Cretaz, Mercati chiamato a sostituire l’infortunato Anelli sfiora la palla solo con l’unghia e la palla si insacca. Di tempo ce n’è per emulare le riscosse di: Alzano Lombardo, Olginate, Ponte San Pietro; ma stavolta mancano: le idee, la corsa, il carattere, la personalità. Poi ci si mette ancora il palo a negarci il pareggio, ancora con Luca Rosi che il legno già lo aveva colpito a Ponte San Pietro. Da Fiorenzuola erano partiti in 13. I soliti 13 fedelissimi ballanudi della domenica in rossonero. Puttan-tour from Binasca e Mc Donald’s incorporato. 13 ballanudi carichi di entusiasmo e voglia di riscatto dopo la batosta contro il Voghera. E’ andata male. Nel mesto viaggio di ritorno nemmeno la corsa ai wc dell’autogrill di Jameson e nemmemo quella pettina bigiunta, quella parpaglia purpurea del box per il pagamento del pedaggio della Tangenziale Ovest di Milano sono riuscite a strapparci un sorriso.
Si legge oggi sulla Libertà che ora si tornerà sul mercato. Ma le sfide con Voghera e Insubria le abbiamo considerate come prove-test per valutare se era proprio necessario "tentare" di tornare sul mercato oppure andare avanti così? "Tentare" minchia che brutto verbo! Avevamo tre settimane di pausa natalizia a disposizione per scegliere e poi amalgamare, integrare nel gruppo eventuali e forse indispensabili rinforzi e abbiamo aspettato fino adesso? Siamo partiti all’osso. Con oggetti diventati misteriosi e rimessi sul mercato. Con ruoli scoperti e un continuo tourn-over di terzini: bel cinque in rosa. Con tante scommesse: elementi giovanissimi ed al doppio e anche triplo salto di categoria che nonostante questo stanno dando tutto quello che hanno e forse non basterà. Uno sforzo a dicembre andava fatto.

“Riparare il motore… ridargli colore, anche se stanco… può tornare in alto!” (Lucio Dalla).
Domenica sbarca al Comunale il Renate! Forza Ragazzi!

Parpaglia purpurea al Casello o pettina di Imo??? INSERIRE I SOLDI!...PREGOOO!

giovedì 14 gennaio 2010

Bufanda de Hermanamiento hinchas CF Palencia – US Fiorenzuola ..MADE IN CASTILLA!

Che idea partorita dai nostri amici castigliani! …Che sorpesa!

Sciarpa 2010 del Gemellaggio fra tifosi del CF Palencia e noi dell’US Fiorenzuola, in lana, stile inglese! Mezza VIOLA e mezza ROSSO-NERA! …Bellissima! Fantastica!

SIEMPRE AMIGOS! SEMPRE AMICI!



Palencia con noi! il nostro Gemellaggio!
Ne parla FAN'S MAGAZINE n.4 del 8 gennaio 2010 a pag. 83
L'unica e curatissima rivista del Tifo Organizzato italiano di Gianluigi Carlino e Giuseppe Nasti:

lunedì 11 gennaio 2010

Ponte San Pietro Isola – FIORENZUOLA 1-1 Chiurato (R)

Prima uscita del nuovo anno 2010 veramente non male…! Partono da Fiorenzuola i soliti romantici della domenica con un pulmino da nove, una macchinata (Acab) e Jameson non pervenuto al ritrovo ma assente giustificato perché in visita a dei suoi cari amici di Suisio. Il capo dei lidnoni ci raggiungerà come da accordi direttamente allo stadio.
A casa dunque, autisti sclerotici e incompetenti per una domenica che si preannuncia non da preti ma da leoni per la libido della Decina Ultras. La guida del mezzo è affidata a quella vecchia volpe di Piccolo Kempes from Binasco e qui ho già detto tutto. All’altezza di “Melegnano”, la nostra guida non ci pensa due volte e con un colpo secco di sterzo imbocca l’uscita del casello destinazione Binasca! Incannellati da fare schifo percorriamo sotto un bel sole e un cielo splendente la trafficatissima rute almeno quattro volte. Quanto pop o di roba ragass! Altro che i fatti di Rosarno e il razzismo! “E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto… ti scatterò una foto…!” (Tiziano Ferro). Precisissimi sulla tabella di marcia, ritorniamo in autostrada prendendo sempre per Venezia in modo tale da lambire Milano e schivare il Granducato delle ATE. Alle 14.10 in perfetto orario varchiamo il cancello del Comunale di Terno d’Isola. In tribuna, nel nostro settore laterale c’è con noi lo squalificato Armani, al suo posto in campo il giovane Losi. Il tempo di posizionare le nostre pezze e siamo già sotto con Di Placido che fulmina Anelli. Che fatica tornare in carreggiata, il Ponte San Pietro più in palla ci mette alle corde. Grazie a dio le nitide occasioni che capitano sui piedi della Cooperativa del Gol Zirafa-Salandra non vengono sfruttate. Una sola grossa occasione capita anche a noi. Ma il nostro Savarino che non è un attaccante spara sopra la traversa da buona posizione. Intervallo: break-bar preceduto dal saluto e dal coro al nostro indimenticato ex: Diego Piacentini. Ad inizio ripresa spunta dalla tribuna l’amuleto Carlo da Monza e tutto cambia in campo e fuori. Il Fiore pigia forte sull’acceleratore e al decimo giro di orologio Luca Rosi va a conquistarsi il calcio di rigore che Chiurato trasformerà in scioltezza (fra le proteste di squadra e pubblico locale). 1-1 e settimo centro stagionale per il nostro puntero che torna al gol dopo alcuni mesi di astinenza. A questo punto, i ragazzi mica si accontentano. Continuano a macinare gioco e idee. Il Ponte va in crisi, sbanda, il tecnico Verdelli e il terzino Tremolada vengono espulsi. Rosi (fra i migliori in campo con Chiurato e Anelli) colpisce il palo interno con una cannonata dalla lunga distanza, poi fallisce una buona occasione spedendo a lato su colpo di testa un cross al millimetro di un compagno. Chiurato quando prende palla, ha due occhi che sembra un diavolo. Semina il panico nell’area di rigore bergamasca, serve un ottimo pallone al neo-entrato Araldi che sottoporta spreca clamorosamente. Qualche istante prima Matteo Anelli era stato chiamato agli straordinari con due ottimi interventi che hanno evitato il colpo del kappao all’11 di mister Perazzi. Due punti persi o un punto guadagnato? Visti l’andamento della gara e i risultati dagli altri campi, io dico un punto guadagnato su un campo non facile, contro una diretta avversaria alla salvezza, frutto di una sfida che ha visto protagonista i padroni di casa nel primo tempo e il ritorno del Fiore nella ripresa. E’ tornato al gol Chiurato, il nostro attaccante principe, cosa non da poco, perché vista la scarsa vena realizzativa dei compagni, sembra proprio che i gol salvezza dovranno arrivare dalle sue giocate. Facciamo su rapidamente baracca e burattini. Portiamo in stazione Carlo e via …destinazione Carpiano! Binasca! A Capriate, all’imbocco dell’autostrada una galeotta firma poteva costarci cara, ma alla fine c’è andata bene! Sfrecciamo lungo l’autostrada carica di veicoli che taglia la Milano di notte con le sue luci, il suo caos. Eccolo là il cartello Melegnano. “Il gol della vittoria adesso lo facciamo noi!”

venerdì 8 gennaio 2010

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Giocare al Casino Online
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mercoledì 6 gennaio 2010

SOGNA RAGAZZO SOGNA

Finita la grande abbuffata delle feste natalizie e di Capodanno si riparte! Si riparte con la pancia veramente piena e tanti sogni e speranze nel cassetto per questo nuovo anno 2010. Ma quanti galleggianti (anolini in brodo) avete ingurgitato in queste feste? Per il dolce: panettone o pandoro? Dopo i pranzi e i cenoni, i brindisi, il vin brulé dopo la messa di mezzanotte in piazza Molinari, le indigestioni, gli auguri ai nostri cari, il gioco della bestia, le tombole, le riffe e i mercanti in fiera, gli auguri inviati con il telefonino, il cinepanettone ("Natale a Beverly Hills" quest'anno), i botti di Capodanno, i week-end sugli sci, la Befana-Jameson, eccetera eccetera si torna alla vita di sempre e torna in campo il nostro Fiorenzuola.
Ci eravamo lasciati con il sogno di un regalo di Natale poi rimasto mestamente sulla bancerella del Mercato di riparazione e di una partita dal sapore antico purtroppo rinviata causa maledetta neve. Il Fiore e il conto ancora aperto con Generale Inverno. Ho cercato di immaginare, al caldo della mia casuccia la truppa di Perazzi in sedute di allenamento spezzettate dalle festività, costretta a danzare sul ghiaccio e a moltiplicare lo sforzo sulla neve come Roky Balboa nei suoi durissimi e sfiancanti allenamenti nelle desolate steppe dell'URSS in vista della sfida decisiva contro il super-doppato Ivan Drago.
Ora basta! Non c'è più tempo per le miei cazzate… fra poco capitan Orrù e compagni tornano a fare sul serio e bisogna subito fare i conti con un tour de force mica male. Domenica 10 gennaio scontro-salvezza a Ponte San Pietro; mercoledì 13 recupero della sfida contro il Voghera al Comunale; domenica 17 trasferta a Caronno per dare inizio al girone di ritorno contro l'Insubria.
Tre partite in sette giorni con nove punti in palio.
La sfida di domenica avrà un sapore molto vintage per tanti tifosi rossoneri. ?-05-1983, spareggi per il salto in Interregionale, una sfida epica sul campo neutro di Pandino sotto un'acqua che faceva il fumo e con fondo di gioco ridotto a poltiglia dove il Fiorenzuola di Masi annientò con un perentorio 3-1 il Ponte San Pietro di mister Biffi. Le reti: al '23 Ernestino Meraviglia, al '29 Mauro Ferrari, al '63 per i bergamaschi accorciò le distanze Rigamonti E., e al '77 Amadei portò a tre le marcature per il Fiorenzuola del presidente Villa. La partita-spareggio di Pandino che fece da preludio all'apoteosi della domenica successiva con il pareggio che valse in salto in serie D contro il Pontevico, è rimasta nel cuore a tantissimi sostenitori rossoneri che seguono ancora oggi il Fiore. Alla gara diretta dal fischietto Cinciripini di Ascoli Piceno erano presenti 2000 spettatori e il numero nove dei bianco-blu era un giovanissimo Gianfranco Serioli che in seguito fece storia dalle nostre parti con la maglia del Piacenza prima e con la casacca rossonera dopo.
Deh! 2000 spettatori allora! Domenica se l'impianto di ??? ne farà almeno 300 il cassiere si potrà ritenere soddisfatto. Sono passati ventisette anni da quella sfida, poi le strade di Fiorenzuola e Ponte San Pietro non si sono più incrociate fino ai giorni nostri e di acqua sotto i ponti ne è passata. L'attuale denominazione dell'avversario è U.s. Ponte San Pietro Isola frutto della fusione che nell'estate del 2007 ha congiunto in un unico club il Ponte San Pietro per l'appunto (addirittura un apparizione in serie B negli anni '40) e l'Isola Calcio dei paesini Terno d'Isola e Chignolo d'Isola.
Il Ponte San Pietro Isola o Pontisola è alla sua nona stagione in serie D. Nella passata stagione ha vinto in campionato di Eccellenza dopo lo spareggio contro il Seregno. I bergamaschi allenati dall'ex interista Corrado Verdelli (che ha sostituito Marco Bolis) hanno solo un punto in più di noi in classifica. La forza della squadra orobica sta nell'attacco a mitraglia costituito dal duo Zirafa-Salandra, due veri e propri banditi del gol. Paolo Zirafa, classe 1974, è una nostra vecchia conoscenza dei tempi della serie C, autore di 27 reti nella passata stagione e del gol-vittoria nello spareggio contro il Seregno. Il ventinovenne Stefano Salandra è uno fra i bomber più temuti nei campi dilettanti della Lombardia. Nella stagione 2001-02 ha vinto la classifica cannonieri con la maglia dell'Oggiono realizzando la bellezza di 21 sigilli. Salvo cessioni di mercato dell'ultima ora, agli ordini di mister Verdelli c'è pure un ex rossonero: quel Diego Piacentini da Brescia che militò nel Fiorenzuola una stagione e mezzo dal settembre 2003 al novembre 2004. Quel giovane ma promettente trequartista funambolico e all'occorrenza mezza punta sempre relegato in panchina da mister Galli. Quando entrava, Piacentini sapeva farsi apprezzare dal pubblico Valdardese con tanta vivacità e belle giocate.
Domenica è uno scontro diretto! Domenica bisogna non lasciare per strada altri punti. Guarite le ferite causate mordersi le mani del dopo Olginate, fatto tesoro degli errori e delle ingenuità commesse in quella sciagurata domenica …si riparte! E adesso si fa veramente dura.
Gli ultras come sempre organizzano un mezzo per raggiungere in comitiva e sostenere il Fiore in terra bergamasca.
Il ritrovo è fissato per le 11.30 in piazzale Cappuccini.
Ultras Fiorenzuola, quella ristretta cerchia di ragazzi con addosso quell'amore appassionato e indefesso esternato ogni domenica e sempre ripagato dalle fatiche, dall'impegno e dal sudore, di quei fantastici ragazzi che hanno tre rose cucite sul petto.
"Sogna ragazzo sogna! Non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu!"
"Sogna ragazzo sogna! Ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia e puoi finirla tu!" (Sogna ragazzo sogna, Roberto Vecchioni).

domenica 3 gennaio 2010

Questa è una chicca per tutti gli appassionati di tifo organizzato.
Fumogenate, bandieroni copri curva, stendardi, striscioni, coriandolate, i collage...
Ecco un contenitore con le foto datate anni '80 dei gruppi ultras che hanno fatto la storia del movimento ultras italiano.
visita il sito-forum:

http://fototifo80.forumcommunity.net/

TORINO: Ultras Granata, Granata Korps, Leoni della Maratona
INTER: Boys SAN, Skins, FUI (Forever Ultras)
MILAN: Fossa dei Leoni, Brigate Rossonere, Commandos Tigre
ROMA: Commando Ultrà Curva Sud - CUCS
LAZIO: Eagles Supporters, Irriducibili
FIORENTINA: Ultras Viola, Collettivo Autonomo Viola
BOLOGNA: Forever Ultras, Total Chaos, Supporters Rosso Blu, Mods
VERONA: Brigate Gialloblu
ATALANTA: Brigate Nerazzurre, Wild Kaos
NAPOLI: Commando Ultrà Curva B
GENOA: Fossa dei Grifoni

PIACENZA: Ragazzi della Nord, Legione Gotica
CREMONESE: Red Grey Supporters, Longobards
PARMA: Boys, Crusader Ultras Supporters


...e tifoserie che noi di FIORENZUOLA abbiamo potuto ammirare negli anni '90 con i nostri occhi:
Ultras Giallo blù TRENTO, Wild Kaos PRATO, Virgilians Kaos MANTOVA, Gioventù Estense SPAL, Ultras SPEZIA, Fossa Lariana COMO, Ultras Grigi ALESSANDRIA, Eagles MONZA, Brigate MODENA, Desperados e Rangers EMPOLI, Ultras TRIESTE, Ultras BRESCIA, Ultras Vis Boys PESARO, Indians CENTESE, Onda d'Urto SAMBENEDETTESE, ecc
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giovedì 31 dicembre 2009

CALCIO e TIFO tra cinema e film

Mica tutte le ciambelle escono con il buco... fra buchi nell'acqua, documentari, colossali flop ed esperimenti mal riusciti, pellicole di azione, opere diventate cult, parodie e comicità ecco alcuni film legati al mondo del Calcio e al fenomeno del tifo organizzato:

ULTIMO ULTRAS (2009)Il film “L’ ultimo ultras” diretto dal regista Stefano Calvagna, descrive la piaga della violenza negli stadi e apre un punto di vista inedito anche sul mondo dei supporters organizzati.
Il film “L’ ultimo ultras” parla con toni duri e pungenti, ma è anche un film colorito e folcloristico senza riferimenti a squadre realmente esistenti e senza la presenza di poliziotti in scena, proprio per mettere in luce soltanto il lato della tifoseria organizzata nuda e cruda.
La TRAMA del film “L’ ultimo ultras” è incentrata sul personaggio di Giovanni: latitante dopo aver ucciso un giovane allo stadio durante uno scontro tra ultras. Giovanni, accanito tifoso ultras e scommettitore, conosce persone che cambieranno la asua vita: Sergio, un capo tifoseria di una squadra locale, Lucrezia, una giovane prostituta, Marina, cassiera ad un ufficio scommesse di cui si innamora, e Alice, una violinista.
Nel CAST del film “L’ Ultimo Ultras” ci sono gli attori Stefano Calvagna (regista del film e attore), Francesca Antonelli, Mattia Sbragia, Mauro Meconi, Giulia Elettra Gorietti.


SECONDO TEMPO (2009)Un film ("Secondo tempo") per raccontare la curva, gli ultras, la violenza. Lo sta girando Fabio Bastianello, che in un'intervista concessa a "sportemotoriblogsfere" ammette le difficoltà del tema spiega le tecniche di ripresa per rendere il più veritiera possibile la storia
La storia, come si legge sul sito della pellicola, "si sviluppa attorno alla figura di un poliziotto infiltrato che sta svolgendo un?indagine a carico di un gruppo ultras. Un errore arbitrale allo scadere del secondo tempo (da cui il titolo del progetto) scatenerà la violenza sugli spalti e, attraverso gli occhi del protagonista, parteciperemo contemporaneamente ad altre quattro vicende".
Alcune scende del film saranno girate il 5 luglio allo stadio Olimpico di Torino. Per preparare le scene di scontri, molti attori si stanno sottopendo ad una vera e propria preparazione atletica." Gireremo per 105 minuti in presa diretta ", ha spiegato il regista, "senza mai staccare la camera. Loro dovranno recitare, partecipare agli scontri, spostarsi da un lato all'altro della curva senza sosta. Servirà fiato e preparazione fisica. Non è semplice gestire una situazione del genere in una curva di uno stadio".
I propositi sono buoni. La speranza è che per una volta il cinema riesca a raccontare il mondo ultras come veramente è. Senza volontà di creare mostri o banalizzandolo come è stato fatto più volte in passato.


ULTRA' (1990)
Cast: Claudio Amendola, Ricky Memphis, Giuppy Izzo, Fabio Buttinelli, Michele Comparino, Fabrizio Franceschi, Fabio Maraschi, Antonello Morroni, Alessandro Tiberi
Regia: Ricky Tognazzi
Sceneggiatura: Graziano Diana, Simona Izzo, Giuseppe Manfridi
Data di uscita: 1990 Genere: Drammatico
Il venticinquenne Luca, soprannominato Principe, capo dei più scatenati ultrà romanisti, dopo due anni trascorsi in carcere per un episodio di violenza, torna in libertà alla vigilia di una partita di calcio tra la squadra della Roma e quella della Juventus. Egli intuisce che molte cose, durante la sua assenza, sono cambiate, anche se Red, il suo migliore amico, e Cinzia, che era la sua ragazza, non trovano il coraggio di dirgli che si amano e hanno progettato di trasferirsi insieme a Terni, dove sperano di trovare lavoro. Il gruppo degli ultrà parte per Torino, e Red accetta di condurre con sè Fabio, il fratellino undicenne di Cinzia, appassionato tifoso. Durante la notte trascorsa in treno, affiorano spesso gli attriti latenti fra Principe e Red. Poichè Principe si vanta insistentemente davanti all'amico degli ardenti rapporti amorosi che dice di aver avuto con Cinzia e alcuni amici alludono al probabile trasferimento di Red a Terni, questi trova finalmente il coraggio di confessare a Principe la verità. La mattina seguente, giungendo a Torino, gli ultrà romanisti sono accolti da una sassaiola, prima ancora di scendere dal treno, e trovano alla stazione la polizia e gli ultrà avversari, coi quali scoppiano subito tafferugli, che causano lunghi accertamenti in questura, in modo che i romanisti giungono allo stadio quando la partita è già iniziata. Subito nei locali dei gabinetti scoppia la battaglia coi rivali. Durante un duro corpo a corpo con un nemico, Principe ferisce incidentalmente col proprio coltello lo Smilzo, un buon ragazzo timido e infantile che era accorso in suo aiuto, e il ragazzo muore poco dopo fra le braccia di Red, il quale accusa, davanti agli amici, Principe di essere colpevole di quella morte. Ma Principe nega la sua responsabilità, e, divelti alcuni tubi, per usarli come spranghe, guida i più scalmanati alla vendetta.
Recensioni:
"Siamo nel realismo più crudo, accentuato da un ricorso al romanesco che potrà accrescere l'insofferenza per i comportamenti bestiali." (Giovanni Grazzini, Il Messaggero)
"Ammiriamo la disinvoltura registica di Tognazzi con le perplessità suscitate dai narratori buoni a tutte le storie e della scelta di un soggetto tanto evocato nei dibattiti sui tumultuosi dopo partita da lasciare poco margine a una trattazione dai connotati originali." (Alfio Cantelli, Il Giornale)
"Tognazzi ha scritto una sceneggiatura precisa e grandiosamente trucibalda, in cui la violenza del linguaggio è necessaria e scientifica." (Irene Bignardi, La Repubblica)
"Tognazzi è ormai un regista solido e sicuro, di qualità molto serie." (Gian Luigi Rondi, Il Tempo)
"Efficace, duro, vittimista, sentimentale, il film sembra rimanere esterno al fenomeno, esterno e sommario nel disegno dei personaggi." (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
"Unendo il tema del disagio giovanile a quello più specifico, della violenza legata allo sport e alle sue manifestazioni, Tognazzi osserva con occhio freddo e analitico le miserie di una bestialità che appare gratuita: ma sa esprimere con il cuore la sua volontà di capire." (Mirella Poggialini, L'Avvenire)


ULTIMO STADIO (1988)Un film di Alan Clarke. Con: Gary Oldman, Lesley Manville, Phil Davies
Titolo originale: The Firm.
Drammatico, durata 65 min.
Sposato e padre di una piccina, impiegato in un'agenzia immobiliare, il trentacinquenne Bex Bissek ha una seconda vita come capo dell'Inner City Crew, banda di violenti hooligans in competizione con i Buccaneers nella scorta alle squadre inglesi di calcio in trasferta sul continente. Sarà vittima del suo fanatismo teppistico dopo aver sconfitto sul campo l'odiata banda rivale. Prodotto dalla BBC, è un film TV con “le scansioni di un allucinante reportage più che una storia di fiction e Clarke lo controlla con estrema sicurezza realistica.” (C. Bertieri, U. Casiraghi). Pochi minuti di calcio giocato: l'azione si svolge fuori dagli stadi. Un documento sulla degenerazione violenta del tifo sportivo con un finale di pessimistico sarcasmo.


HOOLIGANS (1995)
Hooligans è un film-documentario diretto dal regista Philip Davis e conosciuto anche con il titolo originale inglese I.D.
Esso tratta principalmente del fenomeno hooligans nel calcio inglese degli anni '80 e le sue connessioni con il mondo della violenza e dell'estremismo politico.
Quattro poliziotti si infiltrano nel gruppo hooligan che supporta la fittizia squadra dello Shadwell Town F.C., con lo scopo di svelare l'identità del leader. Tuttavia, quando i poliziotti entrano in contatto con un mondo fatto di frequenti bevute e violente risse, John (Dinsdale) diventa rapidamente come uno dei teppisti su cui avrebbe dovuto investigare.
La trasformazione di John in un violento e tossicodipente hooligan, lo porta alla rottura con la fidanzata e all'inizio di una nuova relazione con la proprietaria di un pub, Lynda (Reeves). La sua nuova identità si rivela quando, durante uno scontro, colpisce con una pugnalata un tifoso del Tyneburn.
Il film si chiude con John che abbraccia la nuova vita di neo-Nazi con la stessa rapidità con la quale era diventato un hooligan.
La squadra di calcio al centro del film, lo Shadwell Town F.C., ha dato il nome ad un gruppo ultras che segue le sorti del Rimini, chiamato appunto Shadwell.


ARANCIA MECCANICA (1971)
Arancia meccanica (A Clockwork Orange) è un film del 1971, diretto da Stanley Kubrick.
Siamo a Londra, nel 1980. Alex è il capo di un quartetto di giovani teppisti che trascorrono le loro giornate nell'esercizio di efferate violenze e stupri, dopo essersi drogati. A farne le spese sono un mendicante selvaggiamente picchiato, una banda rivale fatta a pezzi, una ragazza di strada violentata e infine uno scrittore, massacrato di botte fino a procurargli una paralisi agli arti, mentre sua moglie, di cui abusano, morirà qualche tempo dopo. Alex, inoltre, è appassionato della musica di Beethoven, di cui si serve per immergersi in sogni innaturali. Scontenti per il suo dispotismo, i compagni, allorché uccide una ninfomane, lo colpiscono e lo lasciano nelle mani della polizia. Condannato a 14 anni di reclusione, il giovane si finge mite e ottiene, dopo due anni, di venire sottoposto ad una specie di lavaggio del cervello, un trattamento di condizionamento al bene mediante nausea per il male. Rimesso in libertà, dopo essere diventato remissivo e pacifico, sono gli altri ora ad essere violenti con lui: la famiglia lo respinge, due suoi amici - divenuti poliziotti - lo seviziano, lo scrittore sua vittima cerca di farlo impazzire. Dopo un tentativo di suicidio, viene ricoverato a spese dello Stato in una clinica, dove gli verrà restituita la sua primitiva fisionomia.


THE WARRIORS (1979)
I guerrieri della notte è un film del 1979, diretto da Walter Hill.
La trama del film è ispirata sia all'omonimo romanzo, che è a sua volta una metafora dell'Anabasi tradotta in un contesto di guerra tra bande giovanili rivali. L'Anabasi, scritta come autobiografia dallo storico ateniese Senofonte che, come mercenario, aveva partecipato ad una guerra civile persiana, narra come 10.000 mercenari ellenici si siano ritirati attraverso l'impero persiano, dopo che il loro reclutatore e capo (Ciro il giovane, pretendente al trono imperiale) era stato sconfitto in battaglia. I guerrieri greci, proprio come i Warrioris del film, dovranno attraversare l'impero basandosi solo sulle proprie forze, attaccati da tutti i popolo sottomessi all'impero (con un parallelismo rispetto alle altre gang rivali) e inseguiti da un esercito nemico. Riusciranno nel loro intento, rivedendo il mare in una penisola della Turchia settentrionale (Coney Island?).
Nella città di New York, in una notte d'estate senza luna, viene indetta una grande adunata di tutte le bande giovanili che controllano i quartieri della città. L'appuntamento è in uno stadio nel parco del Bronx.
I ragazzi tramite il passaparola si informano e arrivano da ogni dove: a piedi, con la metropolitana, con gli autobus, per giungere allo stadio dove si terrà il grande evento. Si vedono bande con divise caratteristiche di ognuna, tra cui dei ragazzi vestiti come giocatori della squadra di baseball New York Yankees, essi sono i Baseball Furies.
Il promotore di questo raduno è il capo dei Riffs, Cyrus, carismatico individuo che viene acclamato come un santone dalle delegazioni delle bande giovanili. Egli, avvolto in una specie di kimono in seta, arringa la folla e chiede di unire le proprie forze. Insieme tutte le bande giovanili di N.Y. hanno oltre 60.000 adepti, più della polizia. Invece di consumare le proprie forze nel combattere contro il gruppo dell'isolato vicino, il grande disegno di Cyrus è quello di unire queste forze e sfidare sia la polizia che la criminalità organizzata. Al raduno gli accordi erano di non portare armi di sorta. Ma ad un certo punto, uno dei ragazzi, Luther, il capo -mentalmente instabile- di una banda minore chiamata i Rogues, spara a Cyrus che cade morto sotto gli occhi della folla. Uno dei membri dei Guerrieri (Fox), una formazione che si distingue per i corpetti in pelle senza maniche, vede chi è stato, ma non fa in tempo a parlare perché Luther arringa la folla dicendo che a uccidere Cyrus è stato Cleon, il capo della delegazione dei Guerrieri. Non c'è modo di spiegare la verità e lui si difende come può a pugni, fino a quando non viene attaccato da un ragazzo che lo indebolisce a colpi di arti marziali e accerchiato dagli uomini dei Riffs, che lo uccidono. A quel punto arriva anche la Polizia, evidentemente informata dei fatti, che fa una immensa retata tra gli astanti.
Tutti scappano per sottrarsi alla cattura, ma la notizia dell'assassinio di Cyrus è oramai arrivata alla radio 'ufficiale' delle gang: sono stati i Guerrieri, e il vice di Cyrus dà l'ordine di intercettarli e portarli da lui, passando tale ordine alle bande locali. I Riffs sono una banda diversa dalle altre: oltre che numerosi sono inquadrati come un vero e proprio gruppo paramilitare, formato solo da afroamericani. Quando il vice di Cyrus appare allo schieramento tutti rispondono compatti 'sì capo!'.
I guerrieri scappano e si dividono. Alcuni sono arrestati. quelli che riescono a cavarsela devono vedersela con innumerevoli pericoli. Inseguiti dalla polizia, devono fare decine di km attraversando tutta New York da nord a sud per tornare a Coney Island. Nel mezzo vi sono un gran numero di bande, e la dj della 'loro' radio passa le informazioni sulla posizione del gruppo e li spinge ad attaccarli.
I Guerrieri hanno anche dei problemi di 'leadership'. Ora che il loro capo è stato catturato, chi deciderà per tutti? I Guerrieri sono tutti ragazzi forti e combattivi, ma qui vi è necessità di stabilire una linea di condotta 'avveduta', più che usare la sola forza. Swan è riflessivo e di buon senso, ma Ajax contesta le sue decisioni e di fatto la banda non trova il consenso tra chi sia il capo tra loro. Numerose le battaglie che sostengono, come quella con la banda dei 'giocatori di baseball' (i Furies, appunto) e quella contro gli "skinhead", ovvero i Turnbulls Ac's. I Furies, apparsi come fantasmi, senza dire una parola, agitano le mazze contro i Guerrieri che, in inferiorità numerica, scappano. Mentre la colonna sonora sottolinea la tensione dell'inseguimento (che dura oltre 2 minuti), Swan e Snow deviano non visti e prendono il gruppo degli inseguitori alle spalle. Ajax, meno scaltro, si scontra frontalmente con il resto della banda e sconfigge direttamente il capo. Finita la successiva scazzottata con la vittoria dei Guerrieri, la questione di chi 'comanda' è ancora aperta, ma Ajax si mette a perdere tempo con una ragazza seduta su di una panchina, che si rivelerà una poliziotta anti-adescamento, così viene ammanettato alla panchina, catturato e picchiato dai poliziotti accorsi sul posto mentre cercava di resistere. Swan nel frattempo si è allontanato con gli altri tre della banda, mentre un altro gruppo di Guerrieri viene attirato da un gruppetto di ragazze, che sembrano ospitali. Invece, appena i ragazzi si sono accomodati da loro cercano di catturarli armi alla mano (anche loro sono una banda femminile, le Lizzies). I Guerrieri scappano dopo una breve colluttazione, nonostante le ragazze gli sparino addosso. In questo frangente i Guerrieri sanno finalmente perché sono continuamente attaccati dalle altre bande: non è una questione di territorialità, ma di essere accusati di avere ucciso Cyrus.
Nel frattempo, al gruppo di Swan e Ajax si è unita una ragazza della banda degli 'Orfani', che pure inizialmente aveva aizzato i suoi contro i Guerrieri. Dopo una serie di discussioni, diventa rapidamente la ragazza di Swan.
Tra le ultime battaglie della notte vi è stata anche quella con i 'pattinatori'( Punks ), un selvaggio scontro in un bagno pubblico nella metropolitana di NY. Anche qui i Guerrieri riescono ad avere la meglio.
All' alba Swan e i suoi sono praticamente tornati a casa, ridotti ad un gruppetto di superstiti (uno catturato, un altro finito sotto una metropolitana dopo una colluttazione con un poliziotto), gente stanca e scioccata dopo avere passato la notte in una città così deserta e ostile. A quel punto vengono avvicinati dalla banda guidata dal vero assassino di Cyrus, Luther, deciso ad eliminare i componenti della gang per non lasciare testimoni e potersi guadagnare la reputazione dell'Uomo che ha vendicato Cyrus, conquistando quindi un posto di grande prestigio tra le bande.
Swan non smentisce il suo carattere indomito, e nonostante Luther lo minacci con una pistola (quella usata al raduno) lo disarma lanciandogli un coltello sull'avambraccio. A quel punto arrivano in massa i Riffs, guidati dal loro nuovo capo. Luther crede di vedere finalmente i Guerrieri massacrati, ma al vice di Cyrus un ragazzo, ascoltato come testimone, ha raccontato quello chi ha realmente sparato a Cyrus. Così i Riffs si dirigono contro la banda di Luther che incredulo, viene portato via per essere presumibilmente linciato assieme ai suoi compagni. La notte, come la battaglia per la sopravvivenza dei Guerrieri, è conclusa, e i ragazzi tornano alle loro case mentre il sole già splende basso sul mare.


L'ALLENATORE NEL PALLONE (1984)L'allenatore nel pallone è un film commedia italiano diretto dal regista Sergio Martino e ambientato nel mondo del calcio italiano. Il film, distribuito nelle sale cinematografiche il 26 ottobre 1984, ha come protagonisti Lino Banfi, interprete dell'allenatore calcistico Oronzo Canà, Camillo Milli e il duo comico Gigi e Andrea.
Il film è diventato un cult per i fan di Banfi (come dimostrano le vendite del recente DVD e per gli appassionati di calcio, grazie anche ai numerosi protagonisti reali del Campionato di calcio italiano degli anni ‘80 come giocatori, allenatori, commentatori e giornalisti sportivi, più altri sostituiti da comparse.
Le immagini della partita in cui la Longobarda è promossa in Serie A, Sambenedettese-Longobarda, sono in buona parte tratte dal repertorio di una partita di Serie B del 1983/84 tra la Samb e la Pistoiese, giocatasi alla penultima giornata di quel campionato allo Stadio Fratelli Ballarin di San Benedetto del Tronto. A provarlo c'è anche il cartellone pubblicitario della Banca Toscana che era sponsor istituzionale degli arancioni. La prima scena di esultanza del pubblico, che si vede alla fine dell'incontro, è in verità quella dei tifosi della Sambenedettese, che pareggiando quell'incontro 1-1 si poterono salvare con un turno di anticipo (la Pistoiese invece retrocesse). Le restanti scene di quel match, nonché tutti gli altri incontri del film, furono girati allo Stadio dei Marmi e allo Stadio Flaminio di Roma. Uno degli spezzoni delle partite della Longobarda (Il gol di testa dell'Inter) fu usato l’anno successivo per il film Mezzo destro, mezzo sinistro dello stesso regista.
La prima partita di campionato Roma-Longobarda è stata girata allo Stadio dei Marmi. Nel sottopassaggio degli spogliatoi dello stesso stadio è ambientato l’incontro tra Canà e i giocatori della Roma Pruzzo, Graziani, Ancelotti, Chierico, mentre gli altri giocatori che indossano la maglia della Roma erano invece delle semplici comparse.
Gli esterni della casa lombarda di Canà, dove si svolsero le contestazioni e la manifestazione di giubilo prima dell’ultima di campionato, sono stati girati a Marino in provincia di Roma.
Le riprese del ritiro della squadra sono state girate presso l’hotel La locandina, vicino a Frascati.
La scena in cui Canà ruba il pallone a Zico per il rito Vudù è stata girata nei campi di allenamento dell’Udinese, più precisamente allo Stadio Moretti di Udine che in seguito alla corstruzione dello Stadio Friuli (1976) divenne il campo d'allenamento della società friulana. Negli anni 90 è stato abbattuto e ora al suo posto sorge il parco urbano Alfredo Foni.
L’inseguimento di Canà alla stazione ferroviaria, prima che Aristoteles (Urs Althaus) raggiunga l’aeroporto e ritorni a casa in Brasile, è stata girata a Roma Tuscolana (qui tutti i cartelli azzurri con il nome della stazione furono coperti). Curiosa la presenza della scritta W la Longobarda su di una colonna della banchina.
Verso il termine del film, Aristoteles suona la chitarra per Michelina in un dehor sulle rive di un lago che, secondo la sceneggiatura, rappresenterebbe un lago del Nord-Italia; in realtà le riprese furono fatte nei pressi del Lago Albano di Castel Gandolfo.
Canà sollevato in aria dai tifosi.Il finale del film e l'ultima partita del campionato Longobarda-Atalanta sono stati girato allo Stadio Flaminio; gli spogliatoi inquadrati prima dell'inizio della partita e durante l'intervallo sono effettivamente quelli del medesimo stadio. Al termine della partita, durante l’invasione di campo, la sceneggiatura prevedeva che i due gemelli ultrà della Longobarda (Antonio e Luigi Soldati) portassero Oronzo Canà in trionfo sulle spalle, ma durante le riprese le comparse presero il povero Banfi per i testicoli; questo infortunio ispirò la penultima scena comica del film, inizialmente non prevista nella sceneggiatura.
« Canà: In che cosa consiste questa bizona: voi sapete che le norme generali di tutti gli allenatori del mondo più o meno usano le stesse formazioni, c'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: il 5-5-5.
Speroni: Ma mister, che si gioca in quindici?
Canà: Sono sedici, perché ti sei dimenticato il portiere. »
(Spiegazione della Bizona)


MEZZO DESTRO MEZZO SINISTRO (1985)
Mezzo destro, mezzo sinistro (talvolta Mezzo destro mezzo sinistro, 2 calciatori senza pallone) è un film del 1985 diretto da Sergio Martino.
Andrea Margheritoni è un calciatore a fine carriera che milita nel campionato statunitense. Il film inizia illustrando una sua domenica-tipo: si fa espellere volutamente per andare a letto con la moglie dell'arbitro ma quest'ultimo poco dopo sospenderà la partita e tornando in anticipo a casa scoprirà la tresca. Vista la brutta avventura avuta, Andrea sarà costretto a tornare anzitempo in Italia dove, con l'aiuto del calciatore e suo vecchio amico Gigi Cesarini, cerca di farsi ingaggiare dalla Marchigiana, una squattrinata squadra neo-promossa in serie A.
Nonostante rischi di far affogare, in uno strampalato tentativo di salvataggio, l'avarissimo presidente rimasto in panne col proprio yacht, Andrea sarà ingaggiato insieme a Gonçales, un improbabile brasiliano particolarmente attento alle clausole contrattuali ("esto no es contemplão in mio contratto" è la sua frase ricorrente) ed al danese Kèkkonen (il cui cognome palesa la sua omosessualità).
In campionato la squadra è però un disastro, fatica ad assimilare gli schemi dell'allenatore Coligno, che conduce gli allenamenti a ritmo di musica sinfonica, ed il rendimento di Andrea è scarso, dovendo impiegare tutte le proprie energie nella relazione con la focosa Mirtilla, la titolare della ditta "Pollo Ruspante", sponsor della squadra. Dopo tentativi estremi, come portare la squadra in ritiro in un santuario, arriva l'inevitabile esonero di Coligno; la squadra viene affidata all'argentino Fulgencio, un vero sergente di ferro, che sbatte Gigi ed Andrea in panchina e lancia Carlo Vacca, un giovane attaccante della primavera che segna gol a raffica.
I due esclusi non riescono a riconquistare il posto da titolari neanche con lo stratagemma di spompare il giovane Vacca mettendogli nel letto la passionale Mirtilla. Andrea avrà comunque l'occasione di riscattarsi e di conquistare il cuore della bella giornalista Daniela in una partita di Mitropa Cup in Germania, dove segnerà e salverà un goal sulla linea.
Il film è stato girato in gran parte a San Benedetto del Tronto nelle location del mare, del porto e dello Stadio Riviera delle Palme. Le scene iniziali, nelle quali la Russinova gira tra gli ombrelloni alla ricerca di stelle del calcio, è stata girata sulla spiaggia sambenedettese, mentre il dialogo tra Coligno e Beccaceci sulla lista di giocatori da acquistare avviene tra le banchine del porto della città marchigiana, precisamente a ridosso dell'ingresso del Circolo Nautico cittadino. La finale della Mitropa Cup è invece stata girata all'interno dello stadio Cino e Lillo Del Duca della vicina Ascoli Piceno. Questo si evince dal fatto che, al momento dell'entrata di Margheritoni, si può leggere dietro la panchina uno striscione sulla tribuna inneggiante alla squadra ascolana.


IL PRESIDENTE DEL BORGOROSSO FOOTBALL CLUB (1970)Il presidente del Borgorosso Football Club è un film commedia italiano del 1970, diretto da Luigi Filippo D'Amico ed interpretato da Alberto Sordi.
Benito Fornaciari, impiegato del Vaticano e appassionato di filatelia, eredita dal padre Libero il Borgorosso Football Club, squadra di calcio dell'immaginario paese di Borgorosso (in realtà il film è girato a Bagnacavallo ed allo stadio di Lugo (e le casacche sono bianco nere come quelle della locale squadra di calcio del Baracca Lugo Calcio), entrambi paesi della provincia di Ravenna), in Romagna. Il calcio non è esattamente la sua passione, tuttavia, dopo un primo momento di disinteresse per la squadra, inizia a dedicarvisi completamente, con risultati disastrosi (oltre a giocatori scarsi, assume un allenatore sudamericano che in realtà è di Castellammare di Stabia...) che gli inimicano l'intero paese di Borgorosso. Ma ad un certo punto, dopo un salutare ritiro, le sorti della squadra sembrano cambiare, con Benito che assume le redini del club facendo da presidente-allenatore, e il Borgorosso risale in classifica fino a sfiorare la vetta: senonché, in una drammatica partita interna con gli eterni rivali del Sangiovese, si verifica un'invasione di campo e lo stadio viene squalificato. A causa della crisi che investe la squadra, un gruppo di imprenditori locali avversi al presidente riesce a costringerlo a dimettersi: ma Fornaciari, nella conferenza di addio al paese, con un astuto coup de théâtre presenta il suo ultimo ingaggio: nientemeno che Omar Sivori. I tifosi in festa, assieme al presidente e alla squadra, partono alla volta dello stadio. Celestino Guardavaccaro giovane talento un pò in sovrappeso acquistato per 30 milioni di lire. Il debutto da presidente contro l'Albana. La vittoria contro il Brighella. I tumulti del derby contro la Sangiovese. La sconfitta contro l'Excelsior. Molte della avversarie che prendono il nome da celebri vini. Un film tutto da ridere!
Trama
Benito Fornaciari, impiegato del Vaticano e appassionato di filatelia, eredita dal padre Libero il Borgorosso Football Club, squadra di calcio dell'immaginario paese di Borgorosso (in realtà il film è girato a Bagnacavallo ed allo stadio di Lugo, entrambi paesi della provincia di Ravenna), in Romagna. Il calcio [W>]-[>W] non è esattamente la sua passione, tuttavia, dopo un primo momento di disinteresse per la squadra, inizia a dedicarvisi completamente, con risultati disastrosi (oltre a giocatori scarsi, ingaggia un allenatore "sudamericano" - che in realtà è di Castellammare di Stabia - soprannominato stregone) che gli inimicano l'intero paese di Borgorosso. Ma ad un certo punto, dopo aver esonerato l'allenatore e imponendo alla squadra ritiri draconiani basati sul lavoro dei campi, Benito assume direttamente le redini del club facendo da presidente-allenatore e le sorti della squadra sembrano cambiare: il Borgorosso risale in classifica fino a sfiorare la vetta. Sennonché, in una drammatica partita interna con gli eterni rivali del Sangiovese, mentre la squadra sta perdendo su rigore provocato dal giocatore brocco Celestino, da lui comprato a caro prezzo, Benito entra in campo litigando con l'arbitro e innescando un'invasione di campo da parte dei tifosi con conseguente interruzione della partita e successiva penalizzazione della squadra con squalifica del campo di gioco. A causa della crisi che investe la squadra, un gruppo di imprenditori locali avversi al presidente riesce a costringerlo a dimettersi; ma Fornaciari, nella conferenza di addio al paese, con un astuto coup de théâtre presenta il suo ultimo ingaggio: nientemeno che Omar Sivori. Questo, se da un lato gli assicura il sostegno "per acclamazione" della tifoseria, per contrasto provoca il ritiro della cordata degli imprenditori, il fallimento e pignoramento di tutte le proprietà di Benito e perfino del pullman della squadra. Di ciò non si cura Benito che, ritornato presidente, parte con i tifosi in festa, assieme alla squadra su un autocarro per raggiungere lo stadio in campo neutro.
Riferimenti alla realtà
Probabilmente il Borgorosso F.C. - il cui inno è Siamo tutti Borgorosso - è una sorta di revisione cinematografica dell'A.C. Cesena (maglia bianco-nera), che negli anni sessanta venne acquistato dall'imprenditore e commerciante di frutta Dino Manuzzi; sotto la sua presidenza tale squadra in pochi anni passò dalla C alla B, quindi in Serie A all'inizio degli anni settanta, per raggiungere il suo culmine nella stagione '76-'77, con la breve partecipazione in Coppa UEFA.
L'acquisto a sorpresa di Omar Sivori (interpretato da sé stesso) è clamoroso ma verosimile, avendo il fuoriclasse argentino disputato la sua ultima stagione in Serie A nel campionato 1968-69. Un altro evidente riferimento alla realtà è nel primo allenatore ingaggiato da Fornaciari, che ricorda, nella parlata, nell'aspetto fisico e nelle convinzioni tattiche, Helenio Herrera.
Molte formazioni dilettantistiche o amatoriali hanno assunto la denominazione di Borgorosso ispirandosi a questo film.



ECCEZZZIUNALE... VERAMENTE (1982)
Eccezzziunale... veramente (1982) è un film che racconta la vita "calcistica" di tre tifosi: il milanista Donato, l'interista Franco e lo juventino Tirzan.
La storia vede protagonista Tirzan tifoso juventino di origine meridionale, professione camionista, Franco, interista, e Donato milanista. Tirzan viene fermato da due vigili, uno romanista e l'altro fiorentino: ne viene fuori un dialogo incredibile a sfondo calcistico, mentre Donato si scontra in metropolitana con gli interisti dopo che il Milan ha perso la partita e Sandrino, il capo ultras interista, durante lo scontro scivola su una buccia di banana e cade a terra senza sensi (ma Donato pensa di essere stato lui a colpirlo). Franco invece è felicissimo ma deve tornare a casa dalla famiglia e soprattutto da una moglie e da una suocera che non sopporta, ma una gradita sorpresa lo aspetta: un tredici al Totocalcio. Franco allora si ribella ai parenti insulta le due donne e se ne va. Il tredici da oltre ottocento milioni è in realtà uno scherzo degli amici del bar ma Franco intanto si da alla bella vita: lascia il lavoro e a suon di cambiali compra una nuova macchina.
Tirzan deve partire per la Romania ma chiede ad un collega detto "lo slavo" ,che deve andare a Parigi, di scambiarsi i camion in modo che Tirzan possa andare in Belgio a vedere la Juventus e l'altro possa andare in Romania dalla sua compagna. Donato va all'ospedale a trovare il "nemico" interista, che, a seguito del trauma, ha perso la parola e la memoria. Qui il milanista conosce la fidanzata di Sandrino, Loredana (Stefania Sandrelli), che odia gli ultras, l'Inter e il calcio e allora Donato per compiacerle fa finta di essere d'accordo per fare colpo su di lei. Loredana s'innamora di lui, perché "diverso" da Sandrino e fanno l'amore.

ULTIMO MINUTO (1987)
Ultimo minuto è un film del 1987 diretto da Pupi Avati.
Walter Ferroni (Ugo Tognazzi) è il direttore sportivo-factotum (oggi diremmo general manager) di una squadra di calcio che sopravvive nella bassa classifica della Serie A degli anni '80 tra problemi finanziari, piccoli imbrogli e tanta passione. Dopo anni di difficoltà e di bilanci "aggiustati con la scolorina", Ferroni riesce a fare acquistare la squadra dal ricco industriale Di Carlo (Lino Capolicchio), credendo che questi si limiterà a finanziare la società lasciando a lui la gestione. Il nuovo presidente invece, con piglio imprenditoriale, lo rimuove dall'incarico e gestisce personalmente, inserendo nuovi manager accanto a quelli del vecchio staff di Ferroni prontamente passati al servizio del nuovo padrone.
La nuova gestione parte con baldanza, ma senza l'esperienza e i contatti di Ferroni incontra subito notevoli difficoltà. Il nuovo presidente impara a proprie spese che gestire una società di calcio è diverso dal gestire un'azienda. La squadra passa da una sconfitta all'altra, sino a quando lo stesso Di Carlo viene pesantemente contestato e minacciato dai tifosi. Il presidente si trova costretto a ritornare sui suoi passi e richiama Ferroni che, emarginando l'incapace allenatore, rende la squadra nuovamente competitiva assumendone di fatto anche la guida tecnica.
Tra le perplessità e l'ostilità di molti, dentro e fuori la società, vince la prima partita della sua nuova gestione con una mossa coraggiosa e disperata: sostituisce a pochi minuti dalla fine della gara con l'Avellino il vecchio e corrotto centravanti Boschi (Massimo Bonetti) con il giovane diciasettenne Paolo Tassoni della squadra "primavera" che realizza il gol decisivo, proprio all'ultimo minuto.
Il nome della squadra non viene mai detto nel film, ma i colori sociali (biancorossi) e alcuni particolari richiamano il Vicenza, archetipo e simbolo delle squadre minori della serie A in quegli anni. Nel finale le scene della partita contro l'Avellino, altra tipica squadra "provinciale" dell'epoca, sono state girate all'interno dello stadio Romeo Menti e montate con riprese della curva vicentina. La società è accreditata nei titoli di coda.
Molti anni dopo, in un'intervista, Italo Cucci rivelò che il personaggio di Walter Ferroni fu in parte ispirato alle figure di Italo Allodi e del primo Luciano Moggi.

domenica 27 dicembre 2009

Bel gesto!

Grazie FRENTE VACCEO e MUY MORAOS!!!
Striscione esposto alla Nueva Balastera di Palencia per il nostro Anthony:

mercoledì 23 dicembre 2009

i Biglietti vintage (amarcord)

Pezzi da museo. La nostra strenna natalizia 2009!

Trento-FIORENZUOLA 2-1 - stadio "Briamasco" di Trento - stagione 1992-93 serie C2 - settima giornata, in gol Stefano Pompini che poi fa le bizze.

Suzzara-FIORENZUOLA 0-0 - stadio "Comunale" oggi "Italo Allodi" di Suzzara (MN) - stagione 1992-93 serie C2 - curva "Palazzetto" nona giornata.

Centese-FIORENZUOLA 2-1 - stadio "?" di Cento (FE) - stagione 1992-93 serie C2 - tredicesima di campionato in gol Giovanni Rossi

Mantova-FIORENZUOLA 2-0 - stadio "Martelli" di Mantova - stagione 1992-93 serie C2 - gara di chiusura del girone di andata

Pavia-FIORENZUOLA 0-1 - stadio "?" di Pavia - stagione 1992-93 serie C2 - prima del girone di ritorno gol-vittoria di Marco Sgrò

Pergocrema-FIORENZUOLA 0-1 - stadio "Voltini" di Crema - stagione 1992-93 serie C2 - 23 esima giornata, gol-vittoria di Cristian Trapella

Casale-FIORENZUOLA 2-1 - stadio "Comunale N. Palli" di Casale Monferrato - stagione 1992-93 serie C2 - 27esima giornata, diluvia e il portiere del Casale Hugo Daniel Rubini para il mondo ...in gol Giovanni Rossi

Oltrepo-FIORENZUOLA 1-1 - stadio "Comunale" di Stradella - Massimo Pedriali agguanta il pareggio - stagione 1992-93 serie C2

Varese-FIORENZUOLA 0-0 - stadio "Ossola" di Varese - stagione 1992-93 serie C2, penultima di campionato ...Roberto Serena para rigore decisivo per la promozione a Mosele.

Pergocrema-FIORENZUOLA 0-0 - stadio "Voltini" di Crema - stagione 1991-92 serie C2