Visualizzazione post con etichetta derby d'Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta derby d'Italia. Mostra tutti i post

lunedì 2 febbraio 2009

LAZIO-ROMA il derby della Capitale

Allo stadio Olimpico, il derby più bello d'Italia, il derby della Capitale.. Roma-Lazio. Il derby degli sfottò, giallorossi contro blucelesti.Il derby di Roma, derby del Campidoglio o, più semplicemente, derby capitolino o ancora del Cupolone.
Una metropoli che si incendia. Evento sportivo che blocca una città, proibito di sera per questione di ordine pubblico. Romanisti contro Laziali. Attesa a colpi di provocazioni. Maestose coreografie, fibrillazione, striscioni irrisori, tifo incessante. Tribuna Tevere.. Curva Sud contro Curva Nord. Romanisti da una parte, laziali dall'altra.
Il derby tra S.S. Lazio e A.S. Roma è al primo posto in Italia e ai primi posti della classifica dei derby più sentiti del mondo. Daje!

Storicamente, tra la tifoseria laziale e quella romanista sono sempre esistite distinzioni: la Lazio è stata fondata nel rione Prati, al di fuori delle Mura aureliane dove abitavano gli impiegati del personale statale, si allenava e giocava al campo della Rondinella, nei pressi del nascente quartiere Flaminio. La Roma invece, fondata nel rione Colonna e nata dalla fusione di Alba, Fortitudo e Roman, raccolse subito una parte maggiore di tifoseria urbana, giocando e allenandosi nello storico popolare rione di Testaccio, nell'omonimo stadio. Il derby ha acquisito maggiore prestigio internazionale alla fine degli anni novanta, grazie all'ottimo andamento delle contendenti che in quegli anni disponevano entrambe di due formazioni altamente competitive. Dalla metà degli anni duemila rimane comunque una delle partite di calcio più seguite al mondo, tanto da essere trasmessa in oltre 170 nazioni di ogni continente. Nella seguente tabella il resoconto, dalla prima stracittadina del 1929, degli incontri disputati tra Lazio e Roma, aggiornati all'ultimo derby di campionato del 18 aprile 2010, vinto dalla Roma per 1-2. Il bilancio dei derby capitolini, sia in campionato che in totale, vede in vantaggio i giallorossi. Per 12 stagioni di campionato la partita non si è potuta disputare a causa della permanenza nella serie cadetta di una delle due contendenti (11 volte in B la Lazio, 1 volta la Roma).
Durante un derby capitolino, il 28 ottobre 1979, trovò la morte la seconda vittima italiana della violenza negli stadi: un sostenitore della Lazio, Vincenzo Paparelli, venne ucciso da un razzo nautico per segnalazioni luminose sparato da un diciottenne tifoso della Roma, Giovanni Fiorillo, che attraversò tutto il campo di gioco da un lato all'altro finendo proprio nell'occhio della vittima.
A seguito di quel tragico evento, domenica 19 novembre 1979 venne disputato un derby misto amichevole in ricordo di Vincenzo Paparelli con i giocatori di Lazio e Roma divisi tra Romani e Resto d'Italia e conclusosi con la vittoria di questi ultimi per 2-1 con reti di Pruzzo al 53' e al '86 e di Giordano su rigore al '58. Romani: Cacciatori, Tassotti (Amenta '46), Peccenini, (Manzoni '46), Spinosi, Manfredonia, Rocca, B. Conti (Scarnecchia '46), Montesi (Lopez '46), Giordano, Di Bartolomei, D'Amico. Allenatore Roberto Lovati. Resto d'Italia: Tancredi, Santarini (Maggiora '46), Citterio (Pighin '46), Wilson, Turone, Benetti (De Nadai '46), Garlaschelli, Viola, Pruzzo, Nicoli, Ancelotti (Ugolotti '46). Allenatore Nils Liedholm.[15]
Francesco Totti detiene il record di derby disputati: 33 (29 di campionato e 4 di Coppa Italia, più un derby amichevole con il quale salirebbero a 34). In questa graduatoria è seguito dal romanista Guido Masetti (24 presenze in campionato e 1 in coppa, più 2 amichevoli). Per i biancocelesti i giocatori più presenti sono Giuseppe Wilson con 22 gettoni (17 in campionato e 5 in coppa) e Silvio Piola (19 presenze in campionato e 2 in coppa).[10] Sergio Santarini è invece il giocatore a vantare il maggior numero di presenze in Coppa Italia (6 incontri).
Un evento molto particolare ebbe luogo invece nel derby del 21 marzo 2004. Tre tifosi della Roma scavalcarono la vetrata che li divide dal campo e chiesero al capitano della Roma, Francesco Totti, di pretendere dal direttore di gara l'interruzione della partita a causa di un presunto evento funesto, in ottemperanza alla norma che stabiliva proprio questa possibilità. Dall'ultima fila della curva sud alcuni tifosi notarono nel piazzale sottostante un corpo coperto da un lenzuolo. Si diffuse sugli spalti, infatti, la voce infondata circa la morte di un ragazzino che sarebbe stato investito da una camionetta della polizia. In seguito gli infermieri che posero il lenzuolo spiegarono che il ragazzino aveva difficoltà respiratorie, aggravate pericolosamente dall'aria pregna di gas lacrimogeno, e quindi fu usato il lenzuolo come filtro. L'ufficiale smentita da parte della polizia, diffusa tramite gli altoparlanti dello stadio, non fu in grado di levare ogni dubbio. Dopo 25 minuti di sospensione della partita, l'arbitro Rosetti, a seguito di una consultazione telefonica con il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, decise di interrompere definitivamente la gara.
Il DERBY è l'evento calcistico romano più sentito nell'arco dell'anno.

il derby di MILANO e TORINO

Il derby di Milano, detto Derby della Madonnina: INTER-MILAN con il patto di non aggressione (Il Patto d'Acciaio)

Il derby di Torino: JUVENTUS-TORINO

il Derby di TORINO allo stadio Delle Alpi

Il DERBY DELLA MOLE, il derby della bella Torino negli anni '80 e '90 al bistrattato stadio Delle Alpi. La stracittadina della città sabauda. Curva Scirea contro Curva Maratona. Bianconeri contro Granata.

IL DERBY DELLA LANTERNA ...il derby di GENOVA

I derby di Genova anni '80 al vecchio stadio Marassi, Genoa-Sampdoria il derby della Lanterna...
gli scatti fotografici ingialliti di Gai e Mariotti ...coreografie d'epoca...la gradinata doriana con gli Ultras Tito, dalla parte opposta la Fossa dei Grifoni...

Sampdoria-GENOA 1-0 (Cassano) 11 aprile 2010 :

DERBY in ABRUZZO

La sfida più sentita è: PESCARA-CHIETI, a seguire: GIULIANOVA-TERAMO, CHIETI-LANCIANO, L'AQUILA-AVEZZANO, VASTESE-CHIETI, CELANO-CHIETI...

il derby PARMA-REGGIANA

Parmigiani contro le Teste Quadre (i Reggiani)...

PIACENZA-CREMONESE, IL DERBY DEL PO





Lunedì 27 marzo 2006, campionato di serie B, Piacenza-Cremonese 2-1 (Cacia, Bocchetti)
gli incidenti del derby.


CREMONESE-PIACENZA 1-2 (anno 2005)

Quasi dieci anni di attesa, ripagati da una vittoria.
Roba da consegnare alla storia, che rispecchia il valore delle due squadre: il Piacenza ha più qualità e fa suo il derby.
Un derby ricco di pathos, povero di spunti tecnici, ma guardabilissimo.
Il Piace mette la Cremonese all'angolo, perché colpisce due volte dalla bandierina.
Ancora beneficiato dai calci piazzati, con Miglionico che piazza la sua prima zampata in biancorosso e Cacia che lo imita, subito dopo il pareggio di Carparelli su rigore.

È calcio vero, finalmente: clima, emozioni, passioni.
E la curva biancorossa mette il vestito della festa: giovanissimi, giovani, quarantenni e oltre.
Entrano le squadre, il piccolo maracanà dei poveri esplode: evviva gli stadi senza pista.
Sull'erba non si va per il sottile da subito.
A viso aperto, il Piace ci sta a fare muso contro muso.
Passano sette minuti e in curva nord è festa grande.
Il Piace capitalizza ancora una volta al meglio una palla inattiva.
L'angolo è di Moscardi da sinistra, svetta Miglionico che di testa si confeziona il suo primo gol biancorosso.
La Cremonese si deve riorganizzare, e sceglie il fraseggio breve e quando Furiani s'infila in area dopo un bello scambio, va a cercare il contrasto con Moscardi e va giù.
Il rigore c'è, Messina lo concede, Carparelli lo trasforma.
Si ricomincia da capo.
Ma passa un minuto, poco più, e il Piace torna in vantaggio: ancora un angolo di Bocchetti, stavolta svetta Cacia e siamo 2-1.
Dopo il riposo si ricomincia e Cacia colpisce subito la traversa.
La Cremonese pressa sulla spinta dei nervi, il Piace va in trincea.
Tocca a Prisciandaro, che prova a travestirsi da Mondonico, che quando entrava faceva sempre male
al Piacenza.
Il Piacenza fa un errore principale: quello di non ragionare.
E si complica la vita.
Tanto che Miglionico deve superarsi per salvare di testa sulla linea di porta con Aldegani battuto.
Poi tocca a Ganci sbagliare il terzo gol, anzi se lo divora: solo a porta vuota colpisce il palo, riprende e trova ancora la respinta di un difensore.
Il fatto è che il Piace deve aggrapparsi al vantaggio minimo, ma ormai nessuno ha più birra e il Piace si mette in tasca altri 3 punti.
Ma prima deve subire l'utlimo brivido: Carparelli si divora il pari da un passo.
I biancorossi vanno a saltare sotto la curva.
Paolo Gentilotti, Libertà del 1/11/2005


Un diciottenne piacentino arrestato, due denunciati a piede libero tra cui un minore.
Un paio di contusi tra gli ultrà biancorossi ed altrettanti tra le forze dell'ordine.
Il calcio è rock, la violenza è lenta.
Magari bastassero gli aforismi del "molleggiato" per esorcizzare una sfida di campanile che evoca vecchie suggestioni, ma purtroppo anche nuove paure.
Per fortuna c'è l'album dei ricordi.
Tornare allo Zini è come rivedere una fidanzatina del Liceo, invecchiata ma ai nostri occhi sempre piena di fascino.
Guardi il manto erboso e pensi che proprio là, da quel punto preciso della tre quarti di campo, il povero Rino Gritti ha fatto partire un missile terra-aria, letale per il portiere Reali.
Ripensi al ghigno beffardo di Mondonico dopo ogni goal-beffa, alle urla di Titta Rota.
Ma poi i lampeggianti, le sirene, i lacrimogeni, i poliziotti in assetto di "guerra" che caricano a fine gara ti riportano alla realtà odierna.

Le curve sono zeppe di passione e di colori.
Emozioni che esplodono già dopo il fischio d'inizio, nella saporita sfida di urla e di striscioni.
Gli ultrà biancorossi ipotizzano in coro una relazione sentimentale tra il centravanti cremonese Prisciandaro (che un pò se l'è cercata, con quella maglietta - «odio Piacenza» - insensatamente esibita lo scorso anno) e Lapo Elkann.
I tifosi lombardi rispondono con uno spiritoso striscione: «Miracolo allo Zini: la moltiplicazione dei piacentini».
Ma oltre gli sfottò, oltre il recinto dello stadio, c'è il solito clima da guerra civile e si capisce subito che, se non succederà nulla di grave, non sarà certo per l'appello bipartisan dei sindaci Reggi e Corada, ma per il massiccio schieramento delle forze dell'ordine, che - almeno all'inizio - impedisce ogni contatto tra le due tifoserie.
Salvo per un'estemporanea incursione di un gruppo di ultras biancorossi che, un'ora prima del fischio d'inizio, arrivano con il pullman fin sotto la curva grigiorossa e scendono cercando lo scontro.
Vola qualche colpo proibito con gli ultrà della Cremonese, ma il tempestivo intervento della polizia ristabilisce subito l'ordine prima che la situazione degeneri.
Bilancio: qualche contuso, un arrestato (è un diciottenne piacentino già diffidato) e due denunciati (uno, minorenne, per inosservanza del Daspo, cioè la diffida, l'altro - diciottenne - perché aveva pensato bene di andarsene allo stadio con una forbice in tasca).

Già l'avvio di giornata non era stato incoraggiante.
Anzi, se il buongiorno si vede dal mattino, la sfida era iniziata davvero sotto i peggiori auspici.
Con il lancio di molotov contro il "magazzino" degli ultrà grigiorossi, sotto la curva sud dello Zini.
Ad accorgersene, nella mattinata, gli agenti della Digos di Cremona impegnati nella cosiddetta "bonifica", cioè nei controlli tesi ad evitare che sugli spalti - prima della gara - vengano nascosti gli attrezzi del mestiere dei calcio-teppisti: razzi, botti, fumogeni o altro materiale proibito.
Non erano ancora le undici quando i poliziotti impegnati in queste verifiche hanno avvertito un acre odore di fumo provenire dal settore del campo sportivo in cui tradizionalmente prendono posto gli ultrà locali.
Proveniva da una stanzetta che si trova proprio sotto la curva, dove i tifosi della Cremonese tengono gli striscioni, i megafoni e tutto il materiale necessario per la preparazione delle coreografie.
Da una finestrella basculante a pochi metri d'altezza, qualcuno (entrato nel recinto dello stadio scavalcando la cancellata) aveva gettato dentro una molotov, che aveva subito dato fuoco al materiale cartaceo stipato nel piccolo magazzino.
Abbastanza logico pensare ad un raid notturno degli ultrà biancorossi. Ma la polizia ha smentito ogni paternità certa del gesto.
«Nessuna rivendicazione» assicurava ieri mattina Luigi Rocco, dirigente della Digos cremonese.

Poi calma piatta fino al tardo pomeriggio, quando la festosa macchina per l'invasione di Cremona si mette in moto. Dalla stazione di Piacenza parte un treno speciale con mille sostenitori biancorossi, almeno altri duemila viaggiano con pullman e auto (la targa "sprovincializzata" mette al riparo dai raid vandalici).

A Sant'Antonio decolla la corriera della nostalgia: sono i vecchi ultrà della Legione Gotica, "ragazzi" ultraquarantenni tornati allo stadio proprio per questo eccezionale rendez vouz con il passato.
Alle sette e trenta la curva nord dello Zini comincia già a popolarsi.
Fuori la polizia tiene energicamente lontani i due gruppi.
Tutto fila liscio, almeno fino al fischio finale.
Ma alle 23 già si torna alle sirene e ai lacrimogeni.
Nel piazzale dietro la curva della Cremonese la polizia carica con i lacrimogeni per evitare che gli ultrà grigiorossi sfondino e raggiungano gli avversari.
E anche sul lato opposto dello stadio si rende necessario un intervento analogo per evitare che qualche piacentino, troppo euforico, parta a caccia dei cremonesi.
Fortunatamente tutto fila liscio.
Treno e pullman ripartono e il bilancio extracalcistico del derby del Po, per fortuna, si chiude così. Basta e avanza.
Giorgio Lambri, Libertà del 1/11/2005

PIACENZA-CREMONESE 1-1 Derby del PO (serie A 1993-94)Dalle pagine del quotidiano LIBERTA' alcuni articoli del Derby del Po finito in pareggio.
Il servizio d'ordine con i pastori tedeschi, la trasferta in treno da Cremona dei cugini, gli immancabili atti di vandalismo. Le denunce. Il gol di Salvatore Totò De Vitis, il pareggio di Gualco per i grigiorossi.
La curva Nord dello stadio Galleana gremita con la coreografia provocatoria: palloncini a forma di coniglio e bandierone con messaggio ai rivali stipati in curva Sud.

11 aprile 1994


il derby LIVORNO-PISA

LIVORNO e PISA due città storicamente separate da una rivalità sanguigna e tagliente.
Sugli spalti del Picchi e dell'Arena Garibaldi sempre grande spettacolo di folla e di tifo.
I vessilli immancabili del Che dall'una e dall'altra parte; i Quattro Mori dipinti di neroazzurro nel 1979; le scazzottate al Frumpy...

Il derby d'Emilia BOLOGNA-MODENA

I testi delle canzoni di Francesco Guccini, la via Emilia, i portici, i tortellini e il buon vino.
Il sentitissimo derby emiliano fra i canarini e i felsinei al Braglia di Modena e al Renato Dall'Ara di Bologna

il derby SIENA-FIORENTINA

Derby toscano... senesi contro fiorentini

CARRARESE-MASSESE, IL DERBY DEL MARMO

Lunigiana selvaggia, le cave di marmo, il mare, il derby di Marmo, CUIT Commando Ultrà Indians Trip Carrara la Curva Nord Lauro Perini, Ultrà Massa, ...un derby d'altra epoca.

FOTO Amarcord:
Curva Alessandro Balloni



La curva Nord gialloblu. In primo piano nella foto sopra il leader storico Lauro Perini

FIORENTINA-JUVENTUS, la classica di Firenze

Una rivalità storica nata da quel presunto furto di scudetto nel torneo 1981/82 da parte della Juventus all'ultima di campionato.
I Viola di Giancarlo De Sisti non vanno oltre allo 0-0 a Cagliari, mentre i bianconeri di Trapattoni battono di misura il Catanzaro in Calabria con un rigore dubbio di Liam Brady e si cuciono sul petto il tricolore.
Il passaggio di Roberto Baggio dalla Fiorentina alla Juventus nell'estate 1990, con Firenze messa a ferro e fuoco dai tifosi viola. La finale di Coppa Uefa del 1991 vinta ancora dalla Vecchia Signora.
La Curva Fiesole e un'intera città non dimenticano... un derby di fuoco.