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mercoledì 27 marzo 2013

FIORENZUOLA vs Piacenza

FIORENZUOLA-Lupa Piacenza, 30 marzo 2013
Sabato Derby. Un derby di campionato contro Piacenza, che manca a Fiorenzuola da ottant'anni. Rinviato a febbraio causa neve si recupera nel sabato di Pasqua. Sarebbe stata tutt'altra cosa giocarlo un mese fa quando la distanza in graduatoria fra le due squadre era meno marcata, il Fiorenzuola faceva più paura, resta comunque una sfida con il suo perchè, il suo appeal.
Il Ricordo dell'ultimo derby di campionato Fiorenzuola-Piacenza si perde nella notte dei tempi. Era il Fiorenzuola composto per intero da Fiorenzuolani. Il Fiorenzuola in divisa tutta nera che faceva tremare squadre dal grande blasone: quali: Spal, Ancona, Parma, Reggiana, Mantova nel campionato nazionale di serie C. I soldi erano pochi, il football era vero.
" Giovannini, Ponti, Rabaiotti, Ampollini, Torricella, Mangia, Silva, Parmigiani, Gavazzi I, Gavazzi III, Maccagni " i cognomi dei prodi Fiorenzuolani schierati in campo da Carlo Corna nell'ultimo derby contro Piacenza vinto. FIORENZUOLA-Piacenza 3-2. Era il 16 ottobre 1932 San Fiorenzo e fu doppia festa.
Tornando ad oggi: "a noi di Fiorenzuola, quando capiterà ancora di affrontare il Piace in campionato?" Forse mai più, per questo è un appuntamento da non perdere. Una sfida che forse entrerà nel cassetto dei ricordi di chi ha la passione per la squadra di calcio del paese, da raccontare a figli e a nipoti. Quel derby disputato nel sabato di Pasqua di quella pazza Primavera dell'anno 2013. Rispolverando le gesta di questi giovani ragazzi con addosso la gloriosa casacca Rossonera della seconda città della provincia contro quel Piace ripartito dall'Eccellenza dopo il fallimento e che solo qualche decennio prima faceva sognare in serie A e serie B.
Nonostante la contemporanea del derby d'Italia Inter-Juventus la cornice di pubblico prevista allo stadio Comunale Valdardese potrebbe essere quella delle grandi occasioni. Per agevolare al botteghino non solo i Piacentini ma anche i Fiorenzuolani sul prezzo del biglietto, potrebbero riaprire i battenti del settore ospiti, chiuso da una vita ma disponibile a ospitare con la sua capienza la marea del tifo caldo Biancorosso che ha invaso Busseto, Pontenure ed ogni altro posto in cui ha dovuto giocare la nobile decaduta.
Daniele Pizzelli al traguardo
delle 200 presenze
Dopo la bella vittoria contro il Terme Monticelli. il Fiore è chiamato a dimostrare di essere definitivamente uscito dalla crisi. Inizia il ciclo di ferro dei Derby. Si parte con Piacenza per poi doversela vedere con il Salso, il Pallavicino, la Fidentina, il Royale. Mister Alberto Mantelli potrà contare sui rientri di: Sessi, Pizzelli, Mazzoni e Biazzi a centrocampo. In settimana si è letto di un possibile recupero di Franchi protagonista della vittoria nel derby di Coppa. La vedo dura. Luca Franchi fu assente anche nel match di andata concluso con il successo di misura dei Biancorossi davanti ad oltre 2200 spettatori grazie ad una magia di Volpe. Sarà una sfida particolare per molti. Il Fiorenzuola è composto quasi esclusivamente da calciatori della zona, provenienti da ogni angolo della provincia. Alcuni di loro hanno indossato la casacca del Piacenza negli anni delle giovanili. Per Capitan Dennis Piva e per il fiorenzuolano Daniele Pizzelli sarà un sabato ancora più speciale. Il primo ha tagliato domenica scorsa il traguardo delle 200 presenze in carriera con la maglia dell'Us Fiorenzuola, il secondo arriverà al traguardo proprio nel Derby. Domenica scorsa, al Comunale era presente in tribuna il compaesano Nicola Binchi tecnico della formazione Juniores piacentina, "a spiare" per contro di mister Viali. La Lupa Piacenza dei record e dei tanti nostri ex è ad un passo dal primo traguardo della scaletta di rilancio pianificata in estate dalla famiglia Gatti. Con la vittoria ottenuta sul Lentigione in quel di Ponte dell'Olio davanti ad 800 piacentini, e il contemporaneo stop a sorpresa della Correggese nell'impegno casalingo contro il modesto Bibbiano la compagine del fiorenzuolano d'adozione William Viali saldamente al comando e imbattuta da mesi (unico stop con la Sampolese ad inizio stagione) ha incrementato in classifica il vantaggio sulle inseguitrici portandolo a +10. Con un organico che potrebbe già fare faville così com'è in quarta serie e un'attaccante come Marrazzo in notevole stato di grazia non si scherza. Servirà una prestazione superlativa da parte dei nostri giovani presumibilmente anche lottando nel fango viste le previsioni meteo che non  promettono nulla di buono. FIORENZUOLA-Piacenza. Per molti di loro "sarà la partita della vita".
FORZA ROSSONERI. FORZA US FIORENZUOLA 1922!
blogfiorenzuola1922@gmail.com

FIORENZUOLA-Lupa Piacenza
campionato di Eccellenza Emilia-Romagna
sabato 30 marzo, ore 14.30
stadio Comunale di Fiorenzuola d'Arda

Us Fiorenzuola Calcio 1922 - stagione 2012/13
STORIA DEL DERBY, Fiorenzuola-Piacenza (clicca qui)

" Ma come sempre stiamo guardando eccessivamente avanti, c'è un derby da preparare e, soprattutto, in casa biancorossa vogliono vendicare la sonora sconfitta (4-0) rimediata in Coppa Italia nello scorso settembre. Lì iniziò la cavalcata perché il giorno successivo fu esonerato Sozzi e arrivò William Viali e la vera Lupa Piacenza cominciò a prendere corpo. 
Tognassi dovrebbe rientrare e lo stesso discorso vale per Tignonsini, mentre in casa Fiorenzuola stanno facendo carte false per recuperare il bomber Luca Franchi. I rossoneri allenati da Alberto Mantelli stanno disputando un ottimo campionato, e domenica sono tornati alla vittoria - nonostante le numerose assenze - contro il Terme Monticelli con un sonoro 3-0 dopo tre sconfitte consecutive anche se difficilmente riusciranno a riaprire la corsa al secondo posto visto che la Correggese viaggia con 10 lunghezze di vantaggio mentre il Rolo, terzo in classifica, si trova a +5. Si gioca il sabato di Pasqua alle 14.30, è un derby tra due squadre che giocano bene, lo stadio è bellissimo per la categoria e quindi ci sono tutti i contenuti per ripetere i numeri del match di andata quando Lupa Piacenza-Fiorenzuola, con i suoi 2500 spettatori risultò, per numero di presenze, perfino meglio di qualche partita di serie B. "
Giacomo Spotti
fonte : http://www.sportpiacenza.it/calcio/notizie.asp?n=60587&l=0

venerdì 1 febbraio 2013

Eja, Eja, Alalà, Alalà!

Alessandro Sessi
Domenica, nel tornare da Bibbiano (si spera con 3 punti) verso la nostra wonderful Valdarda, se non prendi a Reggio Emilia l'autostrada e percorri la tanto cara via Emilia di sicuro ti imbatterai, in zona di grandi rotonde, nella famigerata indicazione stradale "EIA". Località sconosciuta, posta sul confine fra la provincia di Parma e quella di Reggio. A quel punto a molti dall'abitacolo, osservando il cartello blu sagomato a freccia potrà uscire dalla bocca un deciso: "Eja, Eja, Alalà, Alalà"
Per chi ha studiato con sentimento un po di storia d'Italia a scuola o per passione, il motto di guerra di Gabriele D'Annunzio ripreso poi in tempi di regime, riecheggerà di sicuro. A me e a compagni di trasferte è capitato sempre.
E chissà che l'Eja, Eja, Alalà, Alalà non sian di buon auspicio in zone rosse come quelle di domenica, per spronare i nostri e firmare la quarta impresa dell'anno 2013 appena iniziato. L'ultima volta che siamo andati a Bibbiano era il dicembre 2007. Un'acqua, ma un'acqua che faceva il fumo. Campo ridotto ad una piscina per bambini. Il portiere portatile Nicolò Arata, fra i migliori della categoria, alleato alla pioggia parava di tutto, anche l'impossibile. Poi dal cilindro di capitan Sandro Melotti la perla che tolse le castagne dal fuoco e con quei 3 punti portammo a casa lo strameritato titolo di Campioni d'Inverno. Era la domenica del piatto di anolini e vino di Dede Valla alla cena compleanno di Merc che voleva come regalo Sasà Greco al posto di Luca Rosi.
Quest'anno all'andata non c'era capitan Sandro Melotti ma c'era capitan Dennis Piva a risolvere, allo scadere con una perentoria inzuccata, una sfida complicatissima. Rispetto a settembre di certo i biancoblu reggiani non si priveranno della presenza del loro bomber. Quel Sebastian Tazzioli ex Fiorano e Terme Monticelli vicinissimo alla doppia cifra. In difesa, c'è il nostro ex Filippo Curti. Ricordi positivi di questo ragazzo parmigiano. Alla guida tecnica c'è sempre Mauro Reggiani. In porta c'è Giaroli che bisogna dirlo, non è affatto inferiore allo spauracchio Arata menzionato nei nostri ricordi sui precedenti fra i due club. Il Termolan Bibbiano, la squadra degli isolanti termo acustici ha 15 punti in classifica. Dopo un inizio di campionato disastroso si è ripreso e ha riacchiappato le sorelle della bassa classifica. Il mercato invernale ha portato in casa reggiana, l'esperto attaccante Agostino Rabitti per risolvere il problema del gol e il centrocampista classe 1993 Luca Mazzera entrambi dalla Sampolese. A Fiorenzuola squadra che merita non si cambia così il mercato invernale non ha portato nessun ritocco. Si è deciso di non rompere equilibri visto il buon girone d'andata ed è stata l'arma vincente del mese di gennaio. La piena fiducia della dirigenza al gruppo è stata ripagata con un rullino di 3 vittorie su 3. Ora dopo il successo ottenuto contro il Lentigione farcito di ex calciatori di serie A l'undici di Mantelli è chiamato ad allungare la striscia positiva nell'insidiosa trasferta di Bibbiano. Sempre assente (ma in ripresa) Cerati, potrebbe rientrare Anelli a difesa dei pali. A centrocampo sarà quasi sicuramente confermato il baby Mazzoni che sta facendo veramente molto bene. Non è detto però che non siano apportate modifiche all'assetto, lasciando a riposo qualche ragazzo che magari non è fisicamente al top in vista del recupero ravvicinato di mercoledi 6 febbraio quando si tornerà di notte in terra reggiana per recuperare il big-match contro la seconda forza del campionato: la Correggese. Bisogna prima pensare a domenica, alla sfida del "Bedogni". Manto stretto e avversario affamato di punti. Bibbiano è sempre stato un campo insidioso, vedremo se i Rossoneri riusciranno ad allungare la serie di successi consecutivi restando saldamente in scia alle big del girone: Lupa Piacenza, Correggese e Rolo.
...Eja, Eja, Alalà, Alalà FIORE !
blogfiorenzuola1922@gmail.com

venerdì 18 gennaio 2013

Luoghi Tondelliani

GAAP TRASPORTI ACEF  Marco Fogliazza in gol a San Polo d'Enza IMPRESA EDILE FIORENZA
Si va a Correggio (RE) per una sfida che vale una posizione a ridosso della capolista. Correggio, città meglio conosciuta per aver dato natali e residenza al celebre cantautore Luciano Ligabue "Una vita da mediano ..a recuperar palloni". Per me, per il fatto che che è la città di Tondelli. Pier Vittorio Tondelli non vi dice nulla è ? Vi dico subito che non è un personaggio legato al calcio, ma è uno dei miei scrittori di romanzi preferiti. Tondelli è scomparso in giovane età. Scrittore dallo stile unico ed inimitabile. La società e i giovani degli anni 80' i temi a lui più cari. Temi che magari a qualcuno di voi è capitato di leggere a tratti nelle opere del piacentino Ermanno Mariani. Tondelli da il meglio di se su questi temi. Nel raccontare la via Emilia (di cui noi di Fiorenzuola ne facciamo parte assieme alla sua Correggio) è strepitoso, considerandola come comunità a se stante con gli eccessi, gli sballi e le deviazioni dei giovani degli strampalati anni 80'. Ho un grande ricordo legato alla lettura di questo ragazzo-scrittore correggese. Se non siete di mentalità troppo quadrata, se l'ambiguità non vi sconvolge, e non avete mai letto qualcosa di lui, vi consiglio la lettura di Altri Libertini.
A Correggio ci siamo già stati. Anno 2006. Partita nervosa. I biancorossi di casa, disperatamente affamati di punti salvezza. Noi fascinosamente invischiati nella corsa a 3 per la vetta con Fidenza e Formigine. Sotto quasi subito, per una rete a zero (gol di Reami se non ricordo male), siamo riusciti a ristabilire la parità grazie ad un "cucchiaio" capolavoro del grande Roberto Alberici. Sul bomber siculo Gigante la museruola del nostro attuale fantastico capitano. Nella ripresa, il "maestro" Sandro Melotti  va a procurarsi e realizzare il gol che risolve la disputa. Per la cronaca, fu una sofferenza che non vi dico, con il nostro Pietro Rancati a lasciare sul campo incisivi dopo un aspro contrasto.  2 a 1 per noi! Che città Correggio, così piccola e a quanti artisti, personaggi illustri (addirittura il maratoneta Dorando Pietri) e calciatori ha dato i natali. Che roba. Sarà la terra, l'aria.. chissà.
All'andata, alla prima di campionato fu un mezzo disastro.. stavolta la musica, la trama del romanzo potrebbe essere diversa. Francesco Salmi lo conosciamo bene dai tempi di Scandiano, è un grande allenatore. La squadrache ha nelle mani è ottima, con un bomber che sta facendo faville, quell'Alessandro Napoli, classe 1988 ex professionista a Manfredonia, Scafati e Vibo Valentia che assieme al nostro ex Marco Arena fa copia da "bellu guaglione" in vetta alla classifica cannonieri del girone. Io che temevo di più l'ex Sampierana: Tani, sono stato smentito. La Correggese, seconda forza del campionato a sei punti dalla vette, dispone di una delle migliori difese e uno dei migliori reperti avanzati del girone. Sette giorni fa, mentre noi facevamo di un sol boccone la Sampolese, i nostri prossimi avversari impattavano nel derby con la Rubierese. 1 a 1 con gol del nostro ex Federico Pecorari. Noi siamo in gran salute, nonostante la grave assenza di Cerati in mezzo al campo (menisco?) e gli allenamenti condizionati dalla neve quando a Correggio, in settimana forse non è neppure caduta una faliva.
Tempo permettendo, domenica al "Borelli" di Correggio sarà sfida fra big da non perdere. Per la Correggese la chiamata è fondamentale per non perdere ulteriori punti nella rincorsa alla capolista Lupa Piacenza. Dalla nostra c'è sicuramente più tranquillità ..ma non vi dico la voglia che c'è di fare bene da qui alla fine da parte dei nostri. Neve permettendo Correggese-Fiorenzuola è da non perdere..
Rossoneri Alè !
blogfiorenzuola1922@gmail.com


ALTRI LIBERTINI
Nel primo racconto, il più neorealistico, Postoristoro, i protagonisti, tossicodipendenti, prostitute e sbandati attendono nella cornice nebbiosa e scalcinata di una stazione l'arrivo "messianico" di uno spacciatore, ma anche di un qualcuno che gli doni un po' di amore sincero, non prezzolato. «Ricerca» è anche il leit motiv dell'emblematico Viaggio o dell'eponimo Altri libertini dove i giovani studenti migrano da una dimora all'altra, da un ostello a una piazza europea sempre in cerca di un nuovo amore omosessuale; si tratta forse di puro ed ingenuo edonismo corporeo, eppure, genuina appare l'esigenza, sempre frustrata del resto, di una stabilità amorosa, di una maturità dei sentimenti definitiva. Cercano anche le protagoniste di Mimi e Istrioni, che con la creazione di una bislacca radio, New mondina radio, tentano, in un modo o nell'altro, di riacciuffare il treno delle neoavanguardie artistiche europee degli anni Settanta. Si tratta dunque di cavalieri degradati, senza armatura emotiva, di pìcari chiassosi che cercano un improbabile Eden in un'Europa, quella degli anni 70, in subbuglio.
La vivacità, l'inquietudine del libro tondelliano è però restituita anche attraverso uno sperimentalismo linguistico e sintattico che mira ad una mimesi, una fedele imitazione del parlato. Lo scrittore vuole infatti «spezzare le catene sintattiche» che imbrigliano, mummificano l'urgenza del narrare, la fretta del vivere giovanile. Ecco dunque spiegata la frequenza sulla pagina di una scrittura spesso "sgrammaticata", ipertroficamente gonfiata di paratassi, enumerazioni, neologismi, onomatopee.
Il torrente linguistico di Tondelli non ha però un regime anarchico, obbedisce piuttosto ad una precisa strategia, quella di far respirare la pagina e dunque il lettore, all'unisono con il sentire degli stessi personaggi. Ora rallentando, ora accelerando, Tondelli crea una scrittura decisamente musicale, ritmica, quasi un chewin gum sintattico, plasmabile in continuazione.Autobahn, l'ultimo racconto, riassume perfettamente tali caratteristiche, quasi esasperandole e tramutando l'esile spunto narrativo, un viaggio in macchina alla ricerca dell' "odore" nord europeo, in un divertissement picaresco, che si allontana parecchio dall'atmosfera greve, caravaggesca, dello struggente racconto Postoristoro.


Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli
di Mirko Roglia

Pier: "Ho sempre scritto, da quando avevo sedici anni... Per me il fatto di scrivere è sempre stato legato al sogno, al desiderio. Quel primo testo - il dattiloscritto che ha preceduto Altri libertini - molte pagine, un linguaggio ricercato, con anche delle pretese strutturali notevoli, inviato alla casa editrice Feltrinelli, rivisto col senno di poi, diventa una questione molto personale, non pubblicabile ."

Altri libertini, l'opera migliore di Tondelli, è sicuramente la più completa, con le sue metamorfosi umane incanalate "senza soluzione di continuità" nella idolatrata voglia di viaggiare, nel mito cosciente di Bukowski e Burroughs, nella jazzistica coast to coast europea, nei compagni "cinematografari" di sventura; l'opera prima di Tondelli appare la migliore non per il poco valore delle altre (eccezionale la prova di Camere separate) ma per l'intrinseca, immediata, intuitiva empatia che da subito genera con il lettore, questi "altri libertini" (altri... ad aggiungersi a quelli passati) sembrano concludere un discorso interrotto e, in queste duecento pagine scarse scolate alla goccia, con sei episodi collegati da cortocircuiti colmi di turpiloquio e nefandezze col sorriso, gli "altri libertini" - lambrusco beat - arricchiscono la diatriba con il groviglio di carne sudata del sabato notte e le scorrazzate delle puttane in bici sulle piazze-bene di Reggio - Gran Trojajo (Le bellissime piazze di Reggio assomigliano alle vive di una Amsterdam non colorata, ne esuberante, ma vista attraverso il nero e i grigi delle prime opere di Van Gogh, intabarrata e nebbiosa e malinconica come nei cartoni di Pietro Ghizzardi e di altri eccentrici naïf). Il fattore itinerante dello scazzo quotidiano si erge, insomma, come agnello da immolare alla libertà, anche e soprattutto sofferta, ma comunque fiera della propria indipendenza. Come ebbe a sottolineare anche Massimo D'Alema in una breve recensione, Altri libertini è il manuale un po' folle di tutti i sognatori, di certo non è il solito, banale ed abusato libr-onan da leggere con una mano sola. Veramente efficace questo mordace repertorio singhiozzante della culla post rivoluzionaria, alcova delle tramontate rivendicazione sessantottine: cuffietti peruviani, kebab&cous-cous, gommoni sui bordi della strada, Amsterdam, fumo&fernet, stazioni sudicie, sessorgasmo polimorfo, lacci emostatici e bustinedineve, takeaway&autostop, cessi, cessi rotti, cessi sporchi, Nanni mezzo assiderato, coltellate, amore, odio, un bel paio di Clarks rubate all'angolo, fame, umanità starnazzante ed umanità silenziosa, sbando, sballo, scazzo. Tondelli si addentra, con questa raccolta di sei racconti, nelle anse di un mondo che fino a quel momento era rimasto dominio e demanio delle inchieste sociologiche, in un ambiente che suscita ribrezzo e scandalo ai più (fessi) o curiosità morbose come quella del giovane Carlo Emilio Gadda che chiese a Filippo De Pisis "come fanno l'amore gli omosessuali", l'artista gli fornì l'icastica spiegazione con la sua "erre" arrotata: "Cavo il mio Gadda, questo geneve di vappovti si visolvono solitamente pev via ovale". Tondelli sfata tabù inibenti e sbagliati e, in questo romanzo, ci parla del senso dell'amicizia intesa come ricerca dell'indispensabile solidarietà necessaria per sentirsi uomini, come della sacralità della parola d'onore, il marchio a fuoco che contraddistingue ogni singolo uomo ed i personaggi del libro (come quando, per sanare la crisi d'astinenza dell'amico Bibo, Giusy fa... beh, leggetevelo). Ma sono i sogni che governano le redini di un Tondelli vagabondo ed autostoppista radicato prima nell'Emilia e poi nel mondo come fosse la sua casa, la sua grande famiglia, non con la volgare sciatteria dell'incauto ma con la gioia cosciente del libero libertino che ama la libertà, non come uno scarso imitatore nipotino di Kerouac ma come una persona slegata dai canoni semi-sacrali e falsi del "faccio quello che mi pare"; per Tondelli come per ogni persona sincera, la libertà non significava poter cagare in mezzo alla strada ma possedeva il senso profondo della conquista e della presenza indescrivibile della leggera umanità coraggiosa. Tondelli non fu assolutamente la crisalide che molti, con scarsa intelligenza, descrissero come arenata nei melmosi meandri di una solitudine impregnata d'egocentrismo asfissiante (quanto gli piaceva la compagnia! No, la sua solitudine era metafisica ed in un certo senso in funzione della letteratura), non fu nemmeno il bieco trasformista dai freddi calcoli commerciali che sperperava il suo talento nel nome della money; anzi si avverte, nella sua maturazione umanistica (importante leggere i suoi libri rispettando l'ordine cronologico di uscita), una riconosciuta base comune ed indiscussa della scrittura: l'intreccio, Tondelli aveva bisogno di avvinghiare e districare intrecci e se la prova di Rimini può risultare più "leggibile" non è certo perché scade nel consumismo massmediatico della carta stampata ma perché la facoltà narrativa risulta perfezionata e ben stemperata nelle pause di riflessione esistenziale, che vanno spesso ad analizzare i dilemmi umani, anche i più drammatici. I problemi dei libri di Pier derivano dalla sua esperienza e lui affrontava queste difficoltà come ogni uomo le affronta, forse anche esorcizzandole con la narrazione di disperazioni cieche (Verso il silenzio in Camere separate), cavalcando la letteratura anche come un organismo simbiotico. No, non fu certo un cliente della rispettabile carta&inchiostro da supermercato ma un narratore eccezionale per la sua polivalenza totale che in Altri libertini trova l'acme versatile della comunicazione, questo suo primo libro è cioè straordinario per la sua duttilità. Sì, è veramente bello. Una visione stramba del mondo. Un rigurgito d'amore per l'uomo. Un inno alla libertà.

Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli 
1980, 198 pp.
Edizione: Feltrinelli,
Prezzo 6,20 euro
fonte: http://www.flashgiovani.it/libri/approfondimenti/pagina/16/87/



BIOGRAFIA
Pier Vittorio Tondelli è nato a Correggio il 14 settembre del 1955.
Vive la sua adolescenza nell'ambiente cattolico, in particolare nelle comunità giovanili dell'associazionismo.
Dopo il liceo si iscrive al DAMS di Bologna, laureandosi con una tesi sulla letteratura epistolare come problema di teoria del romanzo.
Nel 1980 pubblica la sua prima opera, "Altri libertini", generando scandalo e condanna per le sei storie di giovani narrate in presa diretta in un linguaggio immediato ed emotivo.
Nel 1982 esce "Pao Pao", romanzo sentimentale sulla vita in caserma. Due anni dopo scrive in varie stesure la sua unica opera teatrale, "Dinner Party".ed il soggetto cinematografico "Sabato italiano".
Nel 1985 Tondelli scrive "Rimini", un romanzo di ampio respiro in cui si intrecciano sei vicende di personaggi «senza qualità», ambientato in una città che diviene «palude bollente di anime», in cui la gente «cuoce e rosola». L'anno seguente pubblica, in una edizione limitata un po' underground, "Biglietti agli amici", un «distillato di "posizioni sentimentali"» rivolte a pochi in uno spazio intimo e riservato ed il soggetto cinematografico "Sabato italiano".
Nel 1989 esce l'ultimo romanzo, "Camere separate", il romanzo dei sentimenti sul filo della memoria, in cui è cifra di comprensione l'esperienza della separazione, dell'abbandono e del desiderio di addomesticare una solitudine ineluttabile.
Ma Tondelli è anche autore di un considerevole numero di articoli e brevi racconti poi confluiti in un progetto realizzato in due volumi: "Un Weekend postmoderno" (1990) e "L'Abbandono", uscito postumo a cura di Fulvio Panzeri, erede testamentario dell'opera di Tondelli, nel 1993.
Nel primo volume il «cine-occhio» tondelliano registra attraverso il filtro del discernimento, fine, quanto pienamente e inoggettivamente coinvolto, frammenti, reportage, illuminazioni sulla realtà degli anni Ottanta.
Nel secondo volume lo sguardo attraversa paesaggi e frammenti umani in forma di racconto interiore.
Tondelli è anche l'ideatore di un progetto che intendeva sondare lo spazio inesplorato della scrittura giovanile, progetto che lo ha visto curatore di tre antologie di testi di giovani narratori inediti ("Giovani Blues" del 1986, "Belli & perversi" del 1987, Papergang del 1992), curatore di una serie editoriale non molto fortunata di Mondadori dal titolo "Mouse to Mouse" e ideatore della rivista di narrativa "Panta".
Il giovane autore muore nel 1991 all'età di trentasei anni di AIDS.
Si tratta di una vita in cui la sostanza sembra essere data dalle sfumature e dai toni, più che dai colori e dalle note. Queste sfumature e questi toni sono diversi, così come diversi tra loro e originali sono i "nomi" con i quali Tondelli viene indicato dai vari amici che lo hanno conosciuto: "Pier", "Viki", "T.", P.V.T.
Sfogliando le immagini pubblicate sul numero della rivista "Panta" a lui dedicato dopo la sua morte, si rimane impressionati dalle fotografie che nel tempo gli sono state scattate; il volto è quasi irriconoscibile tra una foto e l'altra: dalle foto del Tondelli giovanissimo si passa a quelle del 1979 con capelli lunghi e occhiali alla John Lennon, con barba e baffi, a quelle scattate all'osteria «Da Aroldo» o davanti al teatro Asioli di Correggio, a quelle dell'85 con un look più recente fino a quelle più più enigmatiche e a volte malinconiche dei trent'anni e del soggiorno milanese.
Tutto ciò è segno di una liquida complessità, che poi è quella della sua scrittura, della sua vita e del suo carattere.
Il Tondelli dal riso scoppiettante portava in sé anche qualcosa di inquietante. Il suo desiderio di stare con la gente si alternava alla propria natura di solitario e a volte anche riottoso e scostante. Un po' alla mano e un po' snob, dolce ma non sereno, ironico, frenetico ma a volte ripiegato su di sé «melanconico, contemplativo, solitario».
In un racconto mai pubblicato troviamo un piccolo autoritratto: «scorbutico, nevrotico, ipersensibile, piagnucoloso [ma poi qui Tondelli si pente e cancella la parola] e permaloso».
In lui ritroviamo «l'esuberanza dell'uomo d'azione da una parte, la perfetta malinconia dell'intellettuale dall'altra».
fonte: http://www.windoweb.it/guida/letteratura/biografia_piervittorio_tondelli_.htm

martedì 15 gennaio 2013

PORK STORE

U.S. FIORENZUOLA Calcio 1922 - stagione 2012-13 campionato di Eccellenza
Zampini deliziosi, cotechini succulenti, costine e bracioline, salame cotto.. porcellum.. gustosa parte bianca che si scioglie in bocca.. delicata.. Delicatenssen! Salsicce, zampette in umido, salamelle, lardo e bocconcini prelibati... Straculo e Cotiche, coticheee... ma come si fa a resistere. Osterie e Trattorie piene e giù di notti insonni, e giù citrosodina. 17 gennaio Sant'Antonio Abate. Tradizione anche dalle nostre parti. A Fiorenzuola e dintorni, si festeggia alla grande!!!

FIORENZUOLA  2012-2013 AL GIRO DI BOA 
Torniamo a parlare di football. Abbiamo chiuso il girone d'andata a quota 31 punti, al quarto posto in classifica. Aggiungendo i due punti negati del pareggio interno con la Fidentina e un punticino che sarebbe stato meritato con Lentigione o Noceto ..avremmo avuto 34 punti secondi in classifica, appaiati alla Correggese prossima avversaria, a sei lunghezze dalla capolista Lupa Piacenza dei fratelli Gatti.
Alessandro Sessi
L'ANALISI - Invece siamo al quarto posto, fermati in semifinale di Coppa Italia dalla vincitrice, con una squadra totalmente ricostruita in estate. Non male. Direi veramente non male. Sotto il profilo tecnico e ancor prima delle scelte di mercato si è lavorato bene. La scelta è caduta su i migliori calciatori della zona (cinque sono fiorenzuolani, gli altri dai dintorni). Un Fiorenzuola che da settembre ad oggi corre forte dal primo all'ultimo minuto di recupero di ogni gara. Una tenuta atletica che poche squadre hanno dimostrato di avere e che in poche stagioni abbiamo avuto. La sfida di San Polo ne è una dimostrazione per tutti i presenti. La scelta estiva del diesse Guarnieri, di affidare la squadra ad Alberto Mantelli e le redini del centrocampo al giovane Sessi sono state azzeccate. Il nuovo mister ha fatto veramente il massimo con una squadra nuova, giovane e con buoni elementi ma "contati" di numero. Il rendimento del mediano ex Crociati Noceto è stato eccezionale.
THUMBS UP - Promossi a pieni voti "i giovani fatti in casa" Gianluppi e Galli. Biolchi inventato centrale difensivo è stata la sorpresa, a comporre una coppia affiatata con Dennis Piva ..il ritorno del capitano, la chioccia, 200 presenze in rossonero, leader in campo e fuori. Un grande ritorno. Poi la scommessa di affidare l'attacco ad Luca Franchi reduce da un anno di attività. Ginocchio ristabilito e tanti gol girando la manovella della macchina da far la pasta in casa. Bene anche Pizzelli che prima la pasta la taglia e la disegna con la rotella, per poi fornirla agli attaccanti con assist vincenti. Parlare dei singoli è comunque riduttivo in quanto sembra proprio l'unione del gruppo l'arma vincente di questo Fiorenzuola da quartieri alti. Di questo primo scorcio di campionato rimarrà il Fiorenzuola formato trasferta, e sicuramente nei libri di storia il 4 a 0 di coppa rifilato alla Lupa Piacenza, e la sfida di campionato al "Garilli" che mancava da ottant'anni giocata davanti a 2200 spettatori in cui non meritavano di uscire sconfitti. La vittoria di Colorno che ha dato il via ad una strepitosa serie di risultati utili consecutivi. Il tanto atteso ingresso in società della famiglia Pighi. I gol Rossoneri più belli: quello da cineteca di Luca Franchi in casa contro la Rubierese, non meno la staffilata al volo di Andrea Lucci per il 3 a 0 sul Castellarano. Mantelli ha schierato in tutto 22 giocatori. Piva, Lucci e il nostro portierone Anelli i sempre presenti in campo con 17 gettoni di presenza. Hanno fatto il loro debutto in prima squadra 5 giovani della florida Cantera Rossonera: Mazzoni, Belfiglio, Mondoni, Gianluppi e Brigati.
LE ALTRE - Osservando la classifica c'è lo strapotere di una Lupa Piacenza obbligata a salire ad ogni costo. 40 punti conseguiti nel solo girone d'andata sono veramente tanti a prova del valore dell'organico costruito da Marco e Stefano Gatti e affidato a uno degli allenatori più bravi che c'è in circolazione, quel William Viali che cesellò un capolavoro a Fiorenzuola nella sua prima esperienza da tecnico. Con sei punti di vantaggio sulla prima inseguitrice, la Correggese di Salmi, i biancorossi hanno lanciato la volata. Appena dietro a noi, al quinto posto c'è un Crociati Noceto che mai avresti detto. Fa piacere perchè l'allenatore è un ex Fiorenzuola: Vittorio Bazzarini. Dunque il Crociati la rivelazione del campionato. Bene anche la Rubierese e la neopromossa Sampolese. Benissimo il Rolo, dislocato a terzo posto e la Coppa Italia di Eccellenza Emilia-Romagna conquistata contro la nobile decaduta Cattolica. Il Lentigione di D'Astoli (esonerato) che ha investito tanto, il Pallavicino di Andrea Ciceri e il Salsomaggiore del presidente Granelli sono le principali delusioni di questo primo scorcio di stagione. In ritardo anche il Colorno che l'hanno scorso aveva sfiorato la promozione e quella Folgore Bagno allenata da Torroni e costruita per i piani alti. Tutto sommato bene anche il Royale Fiore. Il sodalizio piacentino di patron Salvatore Rizzo era partito fra grandi proclami con una campagna acquisti quasi faraonica. Poi la crisi di risultati ..le partenze di qualche illustre top player e quando oramai il capestro sembrava vicino la ripresa sotto la verve dell'intramontabile Luis Centi. Tanti meriti al fanalino Real Panaro che ha vissuto un 2012 veramente tragico ma che comunque ha saputo organizzarsi e si sta facendo onore. Forza Real ! La classifica cannonieri è dominata dal nostro ex Marco Arena, arrivato a campionato iniziato alla Lupa Piacenza di Viali che lo ha rivoluto con se per risolvere l'anemia di gol. Il bomber di Lodi non ha tradito le attesa e con 13 gol è il principe dei bomber. Appena dietro, 12 centri senza penalty il puntero della Correggese, Alessandro Napoli. Bene anche: il baby talento Borella del Pallavicino, Tazzioli del Termolan Bibbiano, il forte Martinelli del Royale Fiore, Bellesia (Rolo), Dattaro (con 8 reti nei Crociati).
Aspettando domenica ..con l'inizio del girone di ritorno.
Buon Sant'Antonio a tutti!
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Culto della carne di maiale anche a NEW YORK

venerdì 11 gennaio 2013

FIORE & Album Calciatori Panini

"uno di quelli che non mollano mai" Capitan Dennis Piva

" Non credo riuscirei mai ad allenare una compagine che veste colori bianco-verde " parola di Mario Somma opinionista sportivo ed ex allenatore del Piacenza subentrato a Gian Marco Remondina che avremo di fronte (nelle sembianze di Piscina domenica). Anche se a dire il vero anni prima, Somma ha indossato da ruvido difensore i suddetti colori ad Avellino. Grazie agli album e alle figurine Calciatori Panini.. non si scappa ! Quanto tempo ho passato a farmele scorrere tra le mani con gli amici. Tornando al Bianco-Verde, o Giallo-Verde, quello che è, non me ne vogliano i club con questi requisiti ma anch'io sono sulla stessa linea d'onda. Ma lo faccio con garbo perchè sono e saranno per sempre tesoro per me, le parole del mio professore di Italiano all'istituto tecnico. " Ricorda, usare sempre la forma verbale al presente e soprattutto mai, ma mai dire la tua opinione o giudizio personale pur plausibile che sia in quanto sei ignorante come il resto degli individui che compongono questa umanità e come tale limitati a descrivere quello che vivi, quello che ti è attorno, quello che stai vivendo, quello che vuoi con perizia di digressione e basta. "
figurine Calciatori Panini
Dopo il rotondo tris contro il Castellarano domenica 19 gennaio, si va a far visita alla neopromossa Sampolese di San Polo d'Enza (RE) per il secondo recupero. Matricola terribile. Sfida non facile per capitan Piva e C. chiamati a far risultato su uno dei campi più difficili del girone. Li ci ha lasciato la pelle la capolista Lupa Piacenza, nell'unica sua sconfitta di stagione. Una squadra diplomata in grandi imprese dove segnano un po tutto, a volte sorniona che sa colpire quando meno te lo aspetti. Un avversario forse simile al Crociati Noceto affrontato appena prima della sosta.
Noi veniamo dalla più che positiva prova contro il Castellarano. La squadra è in forma e anche se Mantelli dovrà ancora fare a meno di Cerati possiamo fare risultato e portare a casa punti importanti. Di certo non ci troveremo d'innanzi una difesa di Loacker e quindi onde ripetere quanto accaduto a Noceto serve il massimo cinismo da parte dei nostri cannonieri.
Rispetto al dicembre scorso c'è da segnalare alcune new entry nel cast biancoverde allenato da mister Alessandro Piscina (sosia di Remondina, ve lo ricordate da avversario negli anni 90' nelle file del Lecco?). Messi sottocontratto: il trequartista ex professionista Migliaccio arrivato dal Lentigione, la punta Pietro Terranova dalla Rubierese e il difensore Maurizio Pe dalla Fidentina. Sono stati tagliati: il portiere Saidou Oumar Daffe (ex Bettolaponte) e l'attaccante Agostino Rabitti accasatosi a Bibbiano. Rinforzi che sembrano essere veramente azzeccati con Migliaccio e Terranova subito protagonisti della memorabile vittoria di Busseto del 24 dicembre, per 4 a 0 sul quotato Pallavicino di Andrea Ciceri.
See you on Sunday
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U.s. Fiorenzuola Calcio - la nostra prima in assoluto sull'Album Calciatori Panini risale all'edizione 1992-93, quando eravamo in C1, girone del Nord. La nostra prima volta in serie C1. L'attuale Lega Pro Prima Divisione. Presidente Antonio Villa, come segretario l'ex presidente del Podenzano Angelo Gardella, allenatore: Giorgio Veneri. Ci siamo rimasti cinque anni filati. Qui sotto le due storiche figurine appiccicate nello spazio a noi riservato. Quella singola della rosa che non è stata scattata fuori casa. Quello che si intravede nello sfondo è la vecchia tribuna del nostro bellissimo Stadio Comunale. Mentre lo scudetto era una figurina più piccola, in coabitazione con quella dello scudetto del Leffe credo, ma non ricordo bene. Stesso formato della figurina del nostro mister Alberto Mantelli postata più sopra e affiancata nel pacchetto a quella del suo compagno, il portiere toscano Scalabrelli (Cesena 1999-2000, serie B). Nonostante il dilagare di Internet la Panini di Modena, famosa in tutto il mondo tiene ancora botta.. W le figurine CALCIATORI PANINI !


martedì 8 gennaio 2013

i Rottamatori

Davide Russolillo
C'è chi ha comprato, chi ha investito, rimpinguato. Si è rafforzato.. In generale possiamo dire che chi si è mosso al mercato delle pulci lo ha fatto dopo aver prima tagliato, sfoltito, allontanato, rottamato.. Da noi per la verità c'era ben poco da rottamare visto quanto dimostrato sul campo dai ragazzi agli ordini di Mantelli e visto lo strapotere della prima della classe. A prescindere dalla fresca ed inaspettata brutta tegola capitata con l'infortunio di Cerati e un Franchi sempre più a mezzo servizio, ne sarebbe valsa veramente la pena rompere gli equilibri di questo gruppo ?
Bando alle ciance e agli altarini. Con o senza tizio e caio si torna a parlare di Calcio. Concluso il periodo di riposo con le abbuffate di libagioni natalizie e di ozio vacanziero si torna oggi pomeriggio, mercoledi 9 gennaio lavorativo al Comunale per recuperare la gara casalinga contro il Castellarano.
Si torna al Comunale dopo i rinvii e l'amara sconfitta di Noceto. Due a uno per i padroni di casa nell'antivigilia di Natale sotto i colpi di Dattaro, Pietranera e Bottarelli. Dopo aver dominato l'avversario per tutto il primo tempo ed essere passati per primi in vantaggio in un battibaleno con Simone Cerati, è arrivato un risultato ingiusto. Un risultato che ha premiato più del dovuto i gialloblu del bravo Vittorio Bazzarini. Così, dalla vicina Noceto si torna sempre con i taschini delle brache vuoti. Crociati sempre più nostro autentico tabù. Va riconosciuto comunque l'impegno dei Rossoneri che hanno pagate a caro prezzo le ingenuità e una seconda frazione di gioco dove eravamo un po scoppiati. Ma i Fiorenzuolani presenti hanno visto dietro la tribuna che campo in sintetico regolare avevano loro? Noi con la neve siamo rimasti fermi e a mala pena abbiamo trovato un campo rosso per allenarci. Loro avranno lavorato sodo come niente fosse e i risultati si sono visti. Fatto sta che con le grandi, giocando pure bene e meritando, non riusciamo a fare punti. Questo è un dato di fatto su cui bisogna lavorare per migliorare in vista del girone di ritorno e delle future stagioni se si vogliono centrare obiettivi prestigiosi.
LIBERTA' anno 1972
Per ritrovare il clima partita la dirigenza ha trovato grazie al Vigolo un valido test d'Epifania per i ragazzi di Mantelli. Vigolo Marchese per noi di Fiorenzuola non rappresenta solo la prelibata ed eccezionale torta al cioccolato. E' il ricordo dei bagni di umiltà rossoneri vissuti nelle nostre campagne limitrofe agli inizi degli anni 70'. Allora il Vigolo indossava i colori bianco-viola. L'ultimo precedente risale alla stagione 1971-72, campionato di Prima Categoria vinto dai Rossoneri del presidente Dosi, allenati da Carlo Bolledi al termine dei trionfali spareggi di Castel San Giovanni contro Casteggio e Pontenurese. In quel girone c'era pure l'Arquatese, la Lugagnanese e la Soarzese di Soarza di Villanova per derby della Valdarda allucinanti per noi. Dicevamo del precedente: Vigolo-Fiorenzuola 1-1 sul finire della stagione, con per noi del cremonese Zanini, un lusso per la categoria. L'amichevole dei giorni nostri si è conclusa sul 1-3 grazie ad una doppietta di Roberto Cozzi e al sigillo della bella rivelazione del campionato: Jacopo Gianluppi. Contro la compagine di Prima Categoria del vulcanico presidente Giorgio Corcagnani, e allenata da Marco Stecconi con gli ex rossoneri: Esposito, Carlini e bomber Luca Rosi, mister Mantelli ha tenuto a riposo Sessi e l'infortunato Cerati. Nella ripresa è entrato l'ultimo arrivato, il ragazzino di centrocampo De Sensi ex Atletico Bp Pro Piacenza.
Domani si torna a giocare per la sostanza, i punti. FIORENZUOLA-CASTELLARANO. Per la cronaca, sempre domani 9 gennaio 2013, sul neutro di Milano Marittima è in programma Rolo-Cattolica finalissima di Coppa Italia, edizione che ci ha visti arrivare fino in semifinale. Per noi, sfida di campionato contro i reggiani. Non più sfida fra regine d'alta classifica come qualche anno fa in serie D. Il Castellarano della vecchia volpe Pittalis allenato dal tecnico Loris Bonini è al pen'ultimo posto in classifica con 12 punti. Bisogna fare risultato pieno..
Forza Ragazzi! Fiat Parietti Piacenza 
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US FIORENZUOLA CALCIO vincitore del campionato di Prima Categoria 1971-72
casacca rossa bordata di nero e pantaloncini bianchi. Nella foto di squadra si riconoscono: il portiere Franco Santi, bomber Cironi, capitan Mosca, Francani, Zanini, Bolledi e il primo a sinistra accasciato "Judo" Bergamaschi.

giovedì 3 gennaio 2013

REWIND

Rewind: PADOVA-FIORENZUOLA 0-1, stagione 1999-2000, serie C2 girone B
REWIND. Fa un certo effetto il Sassuolo, campione d'Inverno in serie B. Quel Sassuolo che solo una decina di anni fa a stento ruisciva a placare l'impeto realizzativo del nostro bomber toscano Federico Lauria. Subentrato il colosso mondiale Mapei con sede a Sassuolo dell'intraprendente manager Giorgio Squinzi è iniziata la scalata e non è detto che al Chievo Paluani modesto avversario anni 80' di noi del Fiorenzuola ci si affianchi in serie A la realtà verdenera. Fa pure un certo effetto vedere così in alto nei Cadetti il Cittadella, squadra di calcio di una piccola cittadina del padovano. Al Tombolato: Cittadella-Fiorenzuola 0-3 (Mazzi, Marco Pozzi, Pompini), era l'anno 1990-91, e lo sappiamo tutti non era serie B ma serie C2. Quella serie B che ha deciso di copiare lo stile britannico, cosi io prima di morire ho potuto vivere per la prima volta, un 26 dicembre (Santo Stefano) di Calcio Italiano. Fa impressione non di meno, la presenza di Luca Siligardi nei piani alti della classifica cannonieri della serie B. Siligardi, nativo di Correggio, attuale artificiere d'area di rigore del Livorno, tirò i primi calcio da calciatore vero a 17 anni in Eccellenza, nelle file della Dorando Pietri avversaria del Fiorenzuola di Massimo Perazzi nella stagione 2005-06. L'Eccellenza non è la serie D, ma questa è la prova che è ugualmente una bella vetrina per i giovani.
Fa effetto pure lo Sterilgarda Castiglione delle Stiviere secondo in classifica in Lega Pro Seconda Divisione. Dopo aver stradominato il nostro girone di serie D nella passata stagione, in estate semprava quasi clamorosamente intenzionata a rinunciare al professionismo e allo storico derby con il Mantova. Alla fine ha trovato le risorse e ora è li nei quartieri alti senza pazzie di mercato, a dimostrarci che con la serietà e i piedi per terra, basta veramente poco per fare bene nei prof. Bene anche il Renate. Ricordate il campo di Renate? Con i fiorenzuolani in equilibro su un prato in pendio a tifare. In Seconda Divisione girone del Sud, appena dietro alla Salernitana, c'è il Pontedera altra nostra ex avversaria di qualche anno fa. In Prima Divisione c'è il Carpi capolista assieme al Lecce di Lorieri. Carpi che ha saputo rialzare la testa anche nello sport dopo la tragedia del terremoto. Carpi che pochi anni fa era scivolato in Eccellenza.
In serie D girone del Nord-Est svetta il Bra (provincia di Cuneo). Altra nostra vecchia conoscenza. I giallorossi contesero con noi lo scudetto nel campionato Interregionale 1989-90. Sconfitta in Piemonte e uno pari a noi strettissimo al Comunale.  Poi, nel girone B, sgomitano nelle prime posizioni il Pontisola, la Pergolettese (Pergocrema+Pizzighettone) e l'Insubria Caronnese. Nel girone D, domina il recente sodalizio piacentino dell'Atletico Bp Pro Piacenza di bomber Michele Piccolo ex Fiorenzuola, 15 goal, capocannoniere del girone con un allenatore di Vernasca che risponde al nome di Arnaldo Franzini e un under di Alseno o Castelnuovo Fogliani o giu di li che si era messo in mostra da noi: Luca Santi. 
E appena dietro all'Atletico sai chi c'è? C'è l'A.s. Tuttocuoio 1957 di Ponte a Egola.. ti ricordi? L'allenatore è ancora Massimiliano Alvini e io conservo ancora il ricordo dell'accoglienza dei tifosi di laggiù e della gara di ritorno al Comunale.
Girone D forse che non sarà tosto come il lombardo dell'anno scorso, con vari club che causa la crisi economica e i conti in rossi, stanno schierando le loro formazioni juniores. In odore di riforma che crisi che attanaglia la serie D.
..forse basta poco per ritornare a togliersi piccole(grandi) soddisafazioni.

Novembre 1999, intervista di Stefano Carini al bomber FEDERICO LAURIA

domenica 30 dicembre 2012

l'intervista

Intervista di dicembre a una delle massime cariche dell'US Fiorenzuola Calcio 1922.
L'ingresso in società dopo un anno e mezzo di sponsorizzazione, i progetti, il lavoro di squadra con i colleghi dirigenti, il futuro del glorioso Fiorenzuola Calcio fra strutture, prima squadra e settore giovanile. Appuntamento Rossonero del lunedi sera su Radio Fiore (FM 92.85), dicembre 2012, intervista a Francesco Pighi.



giovedì 13 dicembre 2012

Volata preNatalizia

Erreà divise sport Matteo Anelli, estremo difensore rossonero Lloyd Adriatico Allianz Group
Ricordo che c'era un Alfano in casacca rossonera con sul petto lo sponsor birra Dreher. Ben messo fisicamente ma come attaccante non un granchè. Detto da uno di Fiorenzuola fa poco testo visto che all'epoca noi avevamo il palato fino con quello che ci ritrovavamo in attacco: Giovanni Rossi, Stefano Pompini e Massimo Pedriali. Arrivato dall'Alessandria (serie C1) a dicembre, in sole 18 gare disputate 8 reti decisive per il conseguimento della salvezza da parte dell'Aosta a braccietto con il Trento di mister Cavasin e Alberto Mantelli. Rimandando all'anno successivo lo spareggio per non andar giù vinto sul neutro di Pavia dai gialloblu alla roulette dei calci di rigore. L'attaccante aveva come allenatore il piemontese Lorenzo Barlassina e come compagno di reparto l'attuale secondo allenatore della Correggese: Davide Belletti. L'Aosta era avversario dell'Us Fiorenzuola di Giorgio Veneri e l'annata era quella della storica promozione dei rossoneri in serie C1. L'anno dopo, l'anno dello spareggio di Pavia, Alfano lasciò in estate il freddo di Aosta per accasarsi al mare, al Cecina nel girone B. Retrocessione. Da qui in poi solo dilettanti per lui. Due anni prima c'era pure un Monti. E che Monti, centrocampista dal gol facile e capitano della Solbiatese capace di contendere un posto in serie C1 alla Spal del coach Giovan Battista Fabbri e del diesse alle prime armi Gabriele Oriali. Spareggio al Bentegodi di Verona fatale per i nero azzurri di Franco Fontana. Questo Monti di nome faceva Franco, e l'Alfano di prima non faceva di nome Angelino ma Giuseppe. In clima di crisi di governo e Porcellum concedetemi questo remake, punto.
E’ iniziata la volata prenatalizia. Iniziata male con lo stop forzato di San Polo d'Enza. Gara rinviata  per neve e temperature siderali. Peccato fermarsi nel momento di miglior forma dei nostri, ma al gelo non si comanda. Ancora due partite da disputare da qui a Natale con l’obiettivo di arrivare più in alto possibile. L'avversario di domenica, meteo permettendo, è il Castellarano, poi ci sarà la trasferta di Noceto.. ricordi recenti di serie D. I reggiani viaggiano nella parte bassa della classifica. Sono attualmente a quota 12 con una gran fame di fare punti. In estate se ne sono andati vari top player: Ferri, Covili, Pecorari, Migliaccio. La società rossoblu ha deciso per il ridimensionamento salvando il titolo e iscrizione al campionato di Eccellenza. E’ rimasto solo il centrocampista Mattia Ferretti. Ed è stato ingaggiando il difensore Manuel Pittalis dal Formigine, nostra vecchia conoscenza, uniche chiocce del giovane gruppo affidato a Lauro Bonini ex Arcetana subentrato da poco a Leopoldo Matta. Il miglior realizzatore è Alex Amadei (3 gol) arrivato in estate dalla Sampolese con un bottino di 12 reti nel campionato di Promozione.
Nell’ultimo match disputato la Polisportiva ha conseguito un pareggio in rimonta nel derby di Rubiera. 2 a 2 il risultato finale con reti dei difensori Silvestrini e Martino.
primi anni '80
Sono passati i tempi del Castellarano dei tempi d’oro. Regina di quel calcio mercato che iniziava e si sviluppava al grande Torneo della Montagna. Quel Castellarano del boom ceramico, che con il trio offensivo delle meraviglie: De Giuseppe-Fermi-Pane e Marco Paganelli ex calciatore del Fiorenzuola negli anni 80 in panchina, sfiorò più volte la storica promozione dalla serie D alla Lega Pro. Fiorenzuola-Castellarano ha un precedente. “Fiorenzuola, pari beffa: Castellarano graziato” titolava il quotidiano La Cronaca di Piacenza il 2 marzo 2009. “Rigore di Melotti ed errore di Barbato. Rossoneri fermati dai pali e dagli errori in zona gol”. “..a un Fiorenzuola da sballo gli applausi di un Comunale quasi gremito come ai tempi d’oro, al Castellarano un punto che consente di restare al comando della graduatoria”. La classifica: Castellarano e Crociati Noceto 46 punti, Fiorenzuola 45, Castel San Pietro 37. 2 marzo 2009. Serie D girone D, 24esima giornata. Fiorenzuola-Castellarano 1-1. Tabellini. Fiorenzuola: Barbato, Biolchi, Delledonne, Armani, Piva, Lambrughi, Melotti, Zane (85’ Ogliari), Franchi, Fermi, Valla. All. Perazzi. Castellarano: Pazzini, Tognetti, Masciarelli, Ricci, Ramundo, Caselli (85’ Foschini), Ferretti, Orlandini, Luciani, Baldazzi (61’ Pin), Fraccaro (90’ Masci). All. Testoni. Arbitro: Pairetto di Nichelino coadiuvato dagli assistenti Raparelli e Maggiore. Marcatori: 32’ Melotti su rigore, 33’ Fraccaro. Note: spettatori un migliaio circa. Giornata piovosa. Ammoniti: Lambrughi, Ferretti, Biolchi, Orlandini, Ricci. Angoli: 9-3.
In casa Fiorenzuola il morale è alto. Se dalle altre parti tiene banco il calcio mercato e i suoi alambicchi, da noi il più grosso regalo che si può ricevere è la conferma e la serietà verso questo fantastico gruppo di ragazzi che sta facendo veramente bene. Trovati con il lavoro e l’impegno continuità di gioco e risultati perché cambiare e rompere gli equilibri? La crisi che imperversa in serie D con stipendi non pagati, debiti, incuria e juniores promossi in prima squadra la dice tutta.
Non sarà del match bomber Luca Franchi che deve scontare il turno di squalifica. Roberto Cozzi bomber di Coppa e Campionato è pronto a sostituirlo. Forza Ragazzi!
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Trento-Aosta, spareggio di Pavia, per la permanenza in serie C2, anno 1994:
 
Spal-Solbiatese spareggio di Verona, stadio Bentegodi per la promozione in serie C1, anno 1991:

giovedì 6 dicembre 2012

La Radio e P. Lion con Dream

Jacopo Gianluppi, Roberto Cozzi e Andrea Lucci tiratori scelti rossoneri quasi infallibili
siderpighi fiorenzuola tal tubi acciaio lombarda nuova caser
La radio, quello strumento antico e dignitoso. Facevo le scuole medie. Alla domenica pomeriggio, quando la squadra di calcio della mia città giocava in trasferta, invece di uscire con gli amici a giocare a pallone, mi sintonizzavo su Radio Time, l'emittente fiorenzuolana di allora, con studio in zona Floyd pub, negli uffici al piano rialzato di un capannone in via Molise ?. Accendevo la vecchia radio di casa, una Mivar anni 60, per ascoltare trepidante la radiocronaca del Fiorenzuola in serie C, negli impegni lontano dal Comunale. Snobbamo Sandro Ciotti, Enrico Ameri, "Tutto il calcio minuto per minuto" per i Rossoneri.  In quei pomeriggi, fra una canzone di P. Lion (Pietro Paolo Pelandi) e di Phil Collins (Something happened on the way to heaven.. bellissima) attendevo il classico colpo d’estro di Marco Pozzi oppure, un bell’anticipo di Rocco Crippa,  uno spunto di “macho” Mazzi, o una parata di Roberto Serena. Ma soprattutto aspettavo i gol di rapina di Stefano Pompini e quelli di testa di Gianni Rossi. Musica per le mie orecchie. Non so cosa darei per potervi descrivere cosa ho provato a casa in quel pomeriggio di Ravenna-Fiorenzuola 0-2 del 1991, ascoltando il match alla radio. Oliviero Garlini che stavolta non è nell'album delle figurine Panini ma è in carne ed ossa avversario della mia squadra del cuore, la squadra del mio paese. Indossa una casacca giallorossa e non vede un pallone la davanti, in mezzo alle maglie bianche senza sponsor del Fiorenzuola di Gianni Seghedoni, fino a quando non calcia il rigore e Roberto Serena para .. Non so cosa darei per farvi provare le stesse emozioni. Ma tanto, non capireste lo stesso voi e la vostra paytv da salotto. Il più grande Fiorenzuola di tutti i tempi raccontato dall'inviato di cui non ricordo il nome. Radio Time ti dava i risultati che arrivavano dalle altre radio. Quelli più stronzi erano quelli di Lecco. In lotta per il vertice con noi, sistematicamente di informavano sbagliato. Meno male che alla fine c'era come oggi il televideo e dopo cena il compianto Armando Alessandri giornalista ferrarese, con Francesco Romano e Roberto Calza a raccontarci del Fiore subito dopo il Piacenza alla trasmissione televisiva “Meeting, risultati sportivi piacentini” su Telelibertà. Radio Time alternava ai gol dei Rossoneri che volavano, Dreams di P.Lion e Phil Collins. Spettacolo. Allora c’era anche Radio Garden e Radio My Way quella della storica discoteca. Radio Time non c’è più, ha cessato di esistere nell'estate 1996 cedendo le sue frequenze a Radio 12. Però abbiamo tutti il computer a casa con la tastiera e l’iPhone e non usciamo più di casa. Vaffanculo. I ricordi però restano..
In questo ultimo periodo però, c'è qualcosa che mi consola. Radio Sound che alla domenica riserva ampio spazio al calcio dilettanti nostrano. Non c'è più Radio Time ma devo dire che i resoconti e le radio cronache di Beppe Pozzoli non sono niente male. E poi al lunedi sera c'è Radio Fiore, "nata 35 anni fa nelle campagne di Fiorenzuola (citaz.)" che da spazio alle gesta dell'Uesse.
Archiviato l’importante successo esterno di Piacenza, contro il Royale, nella giornata delle sorprese si gioca ancora in trasferta. Strana l’ultima giornata forse segnata dai rumors del CalcioMercato Dilettanti appena riaperto. La Lupa Piacenza coglie il gol del pari con il giovane Cavicchia a tempo scaduto sul difficile campo di Busseto, mentre le dirette inseguitrici non ne approfittano. La Correggese esce sconfitta nel derby di Bagno mentre il Rolo perde l’imbattibilità interna contro il mediocre Bibbiano. Derby fatali per le reggiane. Nella domenica delle redenzione delle squadre di bassa classifica, l’unica a giovarne è stato il Fiorenzuola che sembra davvero la squadra attualmente più in forma del campionato. I Rossoneri hanno così rosicchiato punti importanti portandosi a -6 dalla capolista Piacenza e a -3 da quella Correggese che vista al Comunale alla prima giornata sembrava di un altro pianeta rispetto a noi. Ci siamo rimessi in carreggiata, e con tre gare al giro di boa e un intero girone di ritorno da disputare può accadere di tutto. Bravi Mantelli, Piva e resto della squadra a rimboccarsi le maniche e a lavorare sodo.
metà anni 80'
Domenica non ci sarà bomber Franchi causa il turno di squalifica rimediato nel derby contro il Royale Fiore. Ma anche senza Franchi abbiamo una gran bella squadra, solida e organizzata, con carte importanti da giocare nel reparto offensivo.
 L’avversario di domenica è la matricola Sampolese (San Polo d’Enza) che viaggia a metà classifica con i suoi 19 punti. La Polisportiva Sampolese Calcio è stata ripescata in estate grazie al secondo posto ottenuto nel campionato di Promozione 2011-12 dietro alla LibertasSpes dei fratelli Gatti e di bomber Franzese.  Il punto di forza della compagine reggiana sembra al contrario dei Rossoneri, il fattore campo (ne sanno qualcosa Lupa Piacenza e Royale Fiore). La squadra allenata dal tecnico Alessandro Piscina infatti raccoglie di più fra le mura amiche di via della Resistenza. L'esuberante trainer reggiano ex Gattatico, che tanto assomiglia a Remondina, siede sulla panchina della Sampo da diverso tempo, da quando il club militava in Prima Categoria. In estate la società a puntellato i reparti con acquisti interessanti. Fra i pali il portiere senegalese Saidou Oumar Daffe incontrato nei derby contro l’Atletico Bp Pro Piacenza. A rafforzare la linea difensiva è arrivato assieme a Carlini dal Lentigione, l’esperto Omar Dallari ex colonna del Castellarano dei miracoli, che ce lo ricordiamo bene da avversario nelle file della Dorando Pietri. In attacco è stato messo a segno il colpo Elia Lorenzini, un armadio di attaccante ex Bibbiano e Lentigione affiancato al rapido Agostino Rabitti nostro avversario ai tempi dello Scandiano super star. In difesa c’è pure Nevicati con esperienze nel Crociati di dell’ex dirigente Faggioli e nel Riccione. L'attacco è un pò anemico. Segnano un po tutti e occhio ai colpi di testa di Dallari. I colori sociali sono colori che odio: il giallo e il verde. Nell’ultimo turno i giallo-verdi (anni fa erano bianco-verdi) si sono arresi in trasferta alla Fidentina del neo-tecnico piacentino Massimo Mazza.  La società del presidente Daniele Giroldi ha ottenuto negli ultimi cinque anni ben tre promozioni. Emblematico il fatto che vedeva questo club barcamenarsi in Seconda Categoria quando noi dominavamo in Eccellenza dal 2005 al 2008. La ricordo in quanto fu l’ambiziosa squadra in cui passo Roberto Petrolini, grande protagonista della storica promozione del Fiorenzuola in Interregionale nel 1982-83 e dei primi anni si semiprofessionismo nell’estate del 1987. 131 presenze in Rossonero per il difensore parmigiano.
FORZA RAGAZZI!
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Dream - P. Lion (1984)

Amarcord: Ravenna-FIORENZUOLA 0-2 campionato serie C2 1990-91 girone B
i romagnoli allenati da Giancarlo Cadè ex serie A, secondi in classifica devono arrendersi ai Rossoneri. In gol Marco Pozzi e Stefano Pompini. In quel Ravenna del presidente Corvetta militavano anche i futuri rossoneri: Massimo Pavanel e Sandro Melotti. Melotti fu portato proprio a Ravenna da Pierluigi Busatta che lo aveva avuto a Suzzara. Busatta esonerato fu poi richiamato alla guida dei romagnoli al posto di Cadè e nella stagione successiva fu chiamato dal presidente Antonio Villa per sedere sulla panchina del Fiorenzuola. A difesa dei pali giallorossi il salsese Bonati.

PETROLINI  Roberto 
15/02/1959 Parma
 
difensore (terzino destro) 
1977/78 Parma B - -
1978/79 Parma B 30 -
1979/80 Parma B 10 -
1980/81 Parma C 10 -
1981/82 Suzzara int 25 4 
1982/83 FIORENZUOLA pro 25 3 p
1983/84 FIORENZUOLA int 26 -
1984/85 FIORENZUOLA int 24 -
1985/86 FIORENZUOLA int 28 -
1986/87 FIORENZUOLA int 28 - 
1987/88 Sanpolese dil 28 -
1988/89 ? ? ? ? 
ROBERTO PETROLINI calciatore dell'Us Fiorenzuola anni Ottanta


Something happened on the way to heaven - Phil Collins (1990)



LE RADIO LIBERE IN ITALIA
Nella seconda metà degli anni '70, in particolare nel 1976 e nel 1977, nasceva in Italia una radio al giorno.  E' impossibile ricostruire la storia di tutte queste emittenti, ed anche, del resto, ritrovare soltanto tutti i nomi. Le radio "libere" furono fucine di talenti, idee, sperimentazioni. Tutto questo purtroppo manca oggi alla moderna comunicazione radiofonica.
All’inizio degli anni '70 si crearono le condizioni per la radiofonia privata nei principali paesi europei, con l'Italia in prima fila per numero di emittenti e numero di ascoltatori . Questo faceva seguito alle dure contestazioni del 68’ e successivamente del 72, anni in cui la voce operaia e giovanile fecere tremare e cadere numerosi governi. Nelle rivendicazioni di quegli anni c’era il grande desiderio di crescita della libertà individuale, ed oggi possiamo dirlo, anche il desiderio di poter scegliere in autonomia le fonti di informazione.
Già dal 1974 l'attacco al monopolio in Italia era nell'aria e numerosi operatori si stavano preparando a sfidare la legge e incunearsi nelle sua contraddizioni. La prima in assoluto ad iniziare le trasmissioni è stata Radio Parma, il 1 gennaio del 1975. Protagonisti della storica iniziativa sono stati Virgilio Menozzi, l'imprenditore che finanziò l'avventura (poi protagonista anche della nascita di Radio Roma), il giornalista Carlo Drapkind che ne era il direttore responsabile e l'esperto radioamatore di Parma Marco Toni che curò e realizzò la parte tecnica, mettendo in funzione un trasmettitore di potenza relativamente limitata (22W) ma sufficiente per coprire la maggior parte della città emiliana.  Il palinsesto, come per tutte le radio dei primi tempi, era assai completo e debitore del modello RAI, con programmi di informazione, approfondimenti e cronache locali. Dai microfoni di Radio Parma sono usciti alcuni operatori che hanno poi fatto carriera in altre radio o altri settori, come Gabriele Majo o Mauro Coruzzi, diventato poi celebre, non solo nel mondo della radio, con lo pseudonimo e il travestimento di Platinette. Trent'anni dopo Radio Parma trasmette ancora, anche se con proprietà, sede e palinsesto completamente diversi dalle origini.

LA RADIO E IL CALCIONel 1960 a Viareggio vengono trasmesse a circuito chiuso prime cronache audio di partite di calcio in diretta attraverso il cavo del telefono. L’esperienza nasce sul successo della Filodiffusione nata nel 1958 che porta la musica attraverso il telefono e della popolare trasmissione della Rai “Tutto il calcio minuto per minuto” nata ufficialmente il 10 gennaio 1960 per mezzo di Alfredo Provenzali che racconta il calcio alla radio. L’idea viene all’appassionato di radiocomunicazioni  Graziano Giannessi, figlio di Oreste, proprietario del locale storico della Passeggiata “Nettuno”. Diventa fattibile attraverso la collaborazione delle società (o di privati cittadini) che mettono a disposizione la linea telefonica. La domenica pomeriggio il pioniere segue in trasferta la squadra cittadina di calcio. A tutti gli effetti è il primo cronista italiano non Rai che trasmette in diretta audio da chilometri di distanza per ben tre campionati: 1960/61, 1961/62, 1962/63 le partite del Viareggio Calcio. La prima  da Arezzo l’11 dicembre 1960. Tutto nasce da una telefonata di sondaggio effettuata nei giorni precedenti la gara atta a sapere se nello stadio o nelle immediate vicinanze ci sia un apparecchio telefonico e, cosa più importante, se la società nulla ha in contrario alla diffusione della partita. Nessuno boicotta l’iniziativa. Anzi, le società sono incuriosite della novità e chiedono informazioni. La domenica mattina Giannessi e gli amici Giancarlo Cinquini, Giuseppe Lombardi e Vincenzo Lazzeri partono per la trasferta. Portano con loro prolunghe da 25 metri di cavo l’una e naturalmente un apparecchio telefonico. Nessun problema quando la linea è vicina al campo di gioco: basta aprire la spina, aggiungerci i cavi di prolunga in parallelo, arrivare in tribuna e alla fine del filo inserire il telefono (in pratica un duplex, lasciando l’apparecchio al suo posto per lasciare l’uso nell’intervallo ai legittimi proprietari). Dopo qualche diretta, però, alfine di evitare possibili interferenze e rimanere unica voce viene scollegato un cavo. Ma alle volte capita che non ci sia il telefono (ricordiamo che negli anni ’60 è considerato un bene di lusso e non è ancora diffuso nella stragrande maggioranza degli italiani) e per questo c’è da collegarsi con uno più vicino. Il problema più grande arriva proprio da Arezzo. Lo stadio è nuovo, la trasmissione è la prima e non c’è stata la telefonata informativa perché la risposta sembrava scontata, cioè positiva. L’unico telefono è presso un distributore che dista oltre 150 metri dallo stadio, per di più al di là della strada. Non ci sono ne alberi ne piloni dove far passare il cavo dall’alto. L’unica possibilità è stenderlo a terra. Ma le macchine in transito sono un problema. Gli amici non sanno più come fare. E’ lo stesso Giannessi che decide di andare al Comando della Polizia Municipale della città a chiedere aiuto. Di fronte al Comandante dei Vigili dice chi è, cosa vuole fare, spiega la situazione. Questi, in silenzio, lo lascia parlare e lo ascolta incuriosito. Poi si presenta. Viene riconosciuto come “Pupporina” ex giocatore dei tempi d’oro della serie B. Tra gli amici è subito festa: il Viareggio gli è rimasto nel cuore. Non ci sono problemi. La cronaca ci sarà. Immediato parte l’ordine di bloccare la strada al traffico. Per quasi due ore il corso che costeggia lo stadio viene interdetta ai veicoli. A presidiare il piccolo cavo telefonico steso per terra e a difenderlo da probabili tagli delle ruote ci sono due vigili urbani. Il cuore va oltre le barriere. E’ la potenza della diretta. Le cronache corrono sul filo. Giannessi viene chiamato da Viareggio (tassa a carico) e dal campo parla verso la postazione fissa d’ascolto ubicata nel locale dove si ritrovano a mo’ di piazza paesana gli sportivi bianconeri per vivere minuto per minuto le gesta dei loro beniamini, soffrire anche perché non sempre tuto va per il verso giusto. Lui (o alle volte qualche suo amico) ad intrattenere gli avventori che seguono le dirette attraverso alcuni altoparlanti. Quando tutto ha inizio c’è un’aria di festa tra chi inganna il tempo giocando ai tavolini. Lasciano i tavoli verdi anche gli abituée del ramino, di teresina, di quadrigliato. Le bocce del biliardo si fermano come d’incanto. C’è qualcosa di più importante da fare, c’è da ascoltare in diretta la cronaca della partita. Nella sala un silenzio quasi religioso rotto di quando in quando da esclamazioni di esultanza o di rabbia. Alla fine l’attesa per i risultati degli avversari, i commenti, la smentita di certi risultati o di episodi accaduti sul campo. L’occasione di partecipazione collettiva si ripete e migliora negli anni. Due grossi altoparlanti vengono collocati al di fuori delle entrate principali del locale sulla Passeggiata a mare per conto della ditta Berti e rendono possibile l’ascolto anche ai numerosi passanti che ignari si ritrovano coinvolti in quell’happening. Ricordiamone alcune: da Trino (8 ottobre 1961), Tortona (29 ottobre 1961), Aosta (26 novembre 1961), Asti (10 dicembre 1961), Pavia (31 dicembre 1961) con ben 25 minuti di sospensione perché un tifoso strappa dalla mano del Giannessi la cornetta del telefono ed attacca una serie di ingiurie: il cronista che sa di essere ascoltato sulla passeggiata rischia il linciaggio perché ha la sfrontatezza di battergli la cornetta sulla fronte, Borgomanero (14 gennaio 1962)… L’esperienza, unica in Italia, fa riesplodere l’entusiasmo intorno alla squadra, esempio per tutti il derby con la Lucchese seguito da dodicimila spettatori. Incoraggiato dall’appoggio dei gruppi di sportivi che si ritrovano al Nettuno o al Bar Eden cuore e cervello del tifo bianconero l’operato del Giannessi prosegue e anzi cerca lo sviluppo anche con riprese su pellicola super 8. Il pioniere anticipa di gran lunga la nascita e lo sviluppo delle emittenti libere.
 
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