Alle ore 13 gli avversari sono già sul manto verde del Comunale a fare riscaldamento. Immaginate voi quanto era sentita questa super-sfida di alta classica dalla compagine reggiana, seconda in classifica e cinque lunghezze dal Fiorenzuola del presidente Luigi Pinalli. Scandiano squadra di rango, squadra composta da ottimi giocatori: il trentacinquenne Tedeschi, l'estroso Ferri, il centrattacco Mauro Ghillani compagno di squadra di Gigi Buffon ai tempi della Primavera del Parma, bomber di razza che al Fiorenzuola segnava già nelle amichevoli degli anni 90’, l’attaccante Agostino Rabitti, il centrocampista Greci.
18 Novembre 2007. La giornata è fredda, sono le 14:30 e finalmente le due squadre fanno il loro ingresso in campo, con il lutto al braccio in memoria di Gabriele Sandri, l’ultrà laziale ucciso in un area di sosta dell’autostrada A1. Il pubblico si aggira sulle 600 unità, con buona rappresentanza ospite. La partite è di quelle importati. Non vale una stagione, ma ci manca poco. Dalla parte alta della gradinata scende il bandierone rossonero: “Forza Magico Fiore”. Mister Perazzi manda in campo senza tante sorprese la seguente formazione in maglia bianca: Carnevali, Fantini, Critelli, Orrù, Piva, Dragoni, capitan Melotti, Vojkic, Rosi, Fermi, Valla. Il tecnico reggiano Francesco Salmi risponde con: Ferrari Ivan, Buccelli, Volpi, Orlandini, Castrianni, Bulgarelli, Malagoli, Ferri, Ghillani, Greci, Rabitti.
Dopo soli cinque minuti i rossoblu passano in vantaggio. Dede Valla è a terra infortunato, il centrocampista Greci, con poca sportività fa partire una staffilata da posizione impossibile. Carnevali leggermente fuori dai pali è sorpreso. La palla va nel sacco. La reazione del Fiorenzuola è immediata e al 10’ la parità è ristabilita. Luca Rosi lanciato a rete serve un assist d’oro a Marco Orrù che brucia in velocità un difensore reggiano e con un perfetto pallonetto supera l’estremo difensore ospite. E’ grande e prolungata l’esultanza in campo e sulle gradinate per il secondo centro stagionale del centrocampista piacentino. Alla mezzora ancora Rosi entra in area, il portiere Ferrari in uscita lo stende. Per l’arbitro Serra di Torino è calcio di rigore. Batte capitan Melotti. Tiro secco. Portiere da una parte, palla dall’altra. 2-1 per il Fiore! Lo Scandiano che ha carattere da vendere si scatena [...]
DIEGO VITA match-winner di giornata nella sua Toscana (immagina pagina FB Fiorenzuola Calcio)
Che sensazione strana riprendere a giocare al pallone nell'attuale periodo di incertezza globale e così prossimi al Natale. Le feste invernali si avvicinano e abbiamo disputato solo 5 incontri (su 9). La gara con il Forlì (non ancora pronto) di nuovo rimandata, e qui a furia di tirare la corta può essere che si spezzi anche perchè la Lega sembra essersi interessata seriamente del caso. Con il cielo domenicale tinto di grigio i ricordi non faticano a correre agli ultimi finali passati. Tre anni fa eravamo tutti bardati a ripararci dal freddo ma festanti mentre omaggiavamo ad occhi lucidi i ragazzi di Dionisi abili nello sbarazzarsi del Montevarchi portando da Amedeo il titolo di campioni di Inverno. L'anno dopo con Lucio Brando al volante era l'anti-vigilia di Natale. A Budrio si scatenano Anastasia e Colantonio e non ce n'è più per nessuno. Lo scorso anno avevamo concluso a Correggio a casa Bernardi. Doppietta di Pozzebon che non ti aspetti in una partita spettacolare conclusa con un risultato da ricordare. La tradizione continua, non siamo alla fine (o forse sì) e ci ritroviamo in vetta alla classifica appaiati al super-favorito Prato della famiglia Toccafondi.
Quest'anno è diverso. Tutto è indecifrabile. Il Tm Luca Baldrighi sta facendo salti mortali nell'organizzare il tutto. Sono saltati letteralmente calendari e programmi al grido "si naviga a vista". Mai avremmo pensato di vivere anche nello sport un periodaccio così. Finalmente chiamati in causa, il Fiorenzuola di mister Tabbiani si è comportato nel miglior modo agli occhi di tutti. Come se non si fosse mai fermato. In Versilia il pullminista si è ripreso e i calciatori importanti (?) sono stati recuperati. Questo Feralpi Salò della Toscana forte del fattore campo vuole agganciare in classifica i rossoneri. Nonostante le assenze il Fiore si specchia nel suo presidente. Sportività, correttezza e rispetto delle regole prima di tutto. Scende in Toscana senza remore con l'animo pieno di lavoro settimanale e di voglia di giocare. Senza gli assenti Colantonio e Zaccariello, Tabbiani si inventa capitan Guglieri (36 anni) mezz'ala come ai tempi di mister Ciceri, per contrastare alto l'elemento di maggior rilievo dei versiliani: Gigi Grassi (37 primavere). Carrara prende la maglia numero tre, il virgiliano Salvaterra la due, mentre la casella di regia viene riempita dalla foga di mettersi in luce del giovanissimo play Perseu. In panchina l'ultimo arrivato, lo stopper classe 2000 Simone Potop.
Non ci siamo potuti mettere in marcia e darci appuntamento davanti alla biglietteria dell'impianto di Seravezza ma oramai ci siamo fatti il callo. Si segue da casa con ritrovo spostato sulla pagina Facebook degli avversari. Alzo gli occhi verso lo spigolo sinistro della finestra e il numero messo in sovrimpressione dal contatore dei partecipanti della diretta streaming continua a salire esponenzialmente. I miei occhi arriveranno a leggere il fatidico numero 300; ma da amante del calcio vero, quello da vivere in prima linea allo stadio non sono affatto contento. Lettore non disinnamorarti delle domeniche allo stadio. Inteso? È un mese che non si scende in campo in gara ufficiale così qualcuno ha detto: è uno zero a zero già scritto. Supposizione rimarcata al termine della prima frazione di gioco molto macchinosa, povera di vere occasioni da gol, ferma sul risultato ad occhiali. Un anno fa l'airone Arrondini, tornato nell'undici titolare, firmava una doppietta al Martelli di Mantova. I fans di Bruschi collegati alla diretta non si contato più e Tognoni che è di queste parti nonostante l'acciacco è in campo decisamente molto determinato. Il Fiorenzuola ha un altro passo rispetto alla creatura di faina Vangioni. Gioco, possesso palla, personalità. il resto lo fanno i piedi buoni della squadra dei Pres. Pinalli-Pighi-Baldrighi. Sono i magi del pallone nostrano: Bruschi e Vita. Il primo si incarica del tredicesimo calcio dalla bandierina. Distrae a braccia il pacchetto avversario pennellando a giro in area piccola qualcosa di veramente sublime. Diego Vita si è visto poco in questo primo scorcio di campionato. Questione di istanti e tornerà a correre verso la tribuna mostrando il gesto delle pistole inseguito dai compagni impazziti. Poco importa se la gara è a porte chiuse e la tribuna è vuota. Per un attaccante il gol è importante come è importante lo sfogo di gioia che segue. Senza sforzarsi troppo di fantasia, Vita sembra Quagliarella in quella corsa matta sotto la tribuna. Un passo in dietro. Un passo alla volta. L'esterno di Massa non è un gigante di statura ma ha intelligenza tattica e tempi di inserimento giusti per risolvere la disputa. Lo scatto e lo stacco sono fulminei con il pallone della vittoria depositato nella rete del Buon Riposo. Vittoria importante, vittoria del gruppo. Grazie Ragazzi
Staff al completo in trasferta a Seravezza, da sinistra: Tognoli, Tabbiani, Baldrighi, Cammaroto, Bertoncini e Fanzini (immagine dalla pagina Facebook Us Fiorenzuola Calcio)
Le idee di mister Luca Tabbiani. L'undici di partenza di SERAVEZZA-FIORENZUOLA
Lo schieramento del FIORENZUOLA nel finale vittorioso di gara
A.S.D. SERAVEZZA POZZI-FIORENZUOLA 0-1 Seravezza Pozzi: Orsini; Moussafi; Ferrante; Granaiola; Bortoletti; Bongiorni (60’ Verratti); Grassi; Podestà; Maccabruni; Bedini; Nelli (77’ Andrei). All. Vangioni U.S. Fiorenzuola: Battaiola; Salvaterra; Carrara (72’ Esposito); Perseu; Cavalli; Ferri; Tognoni (75’ Vita); Guglieri; Arrondini (60’ Oneto); Stronati; Bruschi. All. Tabbiani Arbitro: Pacella da Roma Assistenti: Carbone da Aosta; Tuccillo da Pinerolo Reti: 87’ Vita (F) Ammoniti: Podestà (S); Vita (F) Recupero 1' e 3'
il gol-capolavoro firmato da NICOLO' BRUSCHI e DIEGO VITA
E' la squadra che ha legato la sua storia a quella del Fiat 621. Le maglie fatte confezionare dalle monache del monastero della città. Le porte e le reti allestite dai pescatori.
il 14 marzo del 1948, racconta Francán, avviene il fattaccio. Nella sfida interna contro l'Avezzano, i tifosi più agitati fanno invasione dandole di santa ragione al direttore di gara. La società viene subito radiata e per alcuni mesi non si correrà più dietro al pallone nella città abruzzese. Fino a quando Vincenzo De Felice decide di fondare una nuova società sulle ceneri della Giugliese: è la FRECCIA D'ORO nome preso dal mezzo di trasporto della squadra nelle domeniche delle trasferte, il camion Fiat 621.
Cambierà ancora la denominazione, da Pro Italia a F.S. Giugliese, da Polisportiva Castrum a GIULIANOVA con 40 anni interrotti di serie C e il miglior piazzamento nel campionato 1972-73 quando i giallorossi allenati da Gibì Fabbri con Franco Tancredi tra i pali e Renato Curi a centrocampo sfiorarono la storica promozione in serie B.
Ma quanti nostri ex del Fiorenzuola hanno indossato anche la casacca a strisce giallo-rosse? Soprattutto attaccanti: Roberto Putelli, Francesco Micciola (10 reti, serie C1 1996/97) e Francesco Morga. Il difensore Nicola Binchi e il centrocampista Davide Drascek.
Si è parlato di questo nella nona puntata, di risultati di calcio a dado soprattutto e di Tito Cucchiaroni, calciatore blucerchiato che ha dato il nome al primo gruppo ultras della storia d'Italia.
C'era una volta il Bozzano lungo il cammino del Fiorenzuola. Nella trasferta in terra lucchese a domicilio di una delle sorprese del campionato di Interregionale. Bozzano era un altro mondo, per le dimensioni ridotte del rettangolo di gioco, per il pubblico locale assiepato dietro la porta difesa dal numero 1 Costante Turchi. Indurre alla distrazione, all'errore l'estremo difensore ospite andava oltre la ricerca della migliore visuale ai gol di bomber Barsanti. Non sono mai stato un asso in algebra ma se il paesello contava solo duemila anime, dove li avranno trovati e messi tutti gli 800 paganti di quella domenica di ottobre? La risposta è nella definizione "il calcio che non c'è più" coniata dal grande e indimenticato Danilo Bertelli sui social commentando la ricorrenza di Fiorenzuola-Sant'Angelo 5-3. Il Fiorenzuola di Chierico non sarà stato uno dei più belli della storia ma fu il primo a cimentarsi nei lunghi viaggi domenicali verso i terreni di gioco insidiosi della Toscana. A distanza di anni, si torna a giocare in provincia di Lucca, senza i novanta minuti nelle gambe e con incerta lucidità di passaggio e sotto porta. Ma non immaginate quanta voglia c'è di giocare la partita di domenica. Il Seravezza ha 4 punti in classifica e non veste blu-arancio. Il Bozzano gioca in Prima Categoria e il Fiore di Tabbiani ha tanta voglia di tornare dalla Cisa con una gioia.
Perchè è una cosa naturale l'acquisto a chilometro zero e un dovere in questo momento unico
Natale solidale è poco. Si spera almeno un anno intero solidale. Riscoprendo i valori di un tempo e il desiderio di farsi del bene a vicenda. Ti tenere viva una città. La nostra città.
Vuoi mettere un "freddo" acquisto online scaraventato dentro la porta di casa da uno sconosciuto corriere contro un pensiero ricercato nei nostri negozi e nelle nostre botteghe?
Dopo tante saracinesche abbassate, sabato scorso ha inaugurato la nuova libreria di Corso Garibaldi. Una scelta coraggiosa quella di puntare sulla nostra città e il nostro bacino della Val d'Arda.
Una scelta che incoraggia.
Io tifo per i colori della mia città anche per le spese.
Tu c'eri? Per tanti tifosi fiorenzuolani rappresenta ancora oggi LA PARTITA. Per come maturò il risultato finale, per l'atmosfera e l'altalena di emozioni struggenti provate in quella magica domenica di novembre. La settimana seguente fu poi vissuta con totale trasporto da tutto l'ambiente rossonero e dai club di tifosi (se ne contavano ben tre in città, per una squadra di Interregionale), complice il calendario che aveva infilato nel palinsesto della domenica successiva lo scontro al vertice contro l'Orceana. Sullo slancio del ribaltatone imposto dagli uomini di mister Masi ai santangiolini (dallo 0 a 3 al 5-3!) i tifosi rossoneri si misero in marcia in massa verso Orzinuovi cullando il sogno serie C. Traguardo raggiunto cinque anni più tardi al termine della stagione 1989-90.
Riviviamo quella domenica con il tabellino e l'articolo di giornale.
10 Novembre 1984, stadio Comunale di Fiorenzuola FIORENZUOLA-Sant'Angelo 5-3 Fiorenzuola: Brevi, Mazza, Rosati, Ferrari, Vetere, D'Adda, Porcari C.,Granaglia (dal 46' Mussel), Livardi, Talignani, Bertelli. All. Masi Sant'Angelo: Biolcati, Pozzi, Gandolfi, Bramè, Cadei, Granata, Corbetta, Gandini, Spelta (dal 74' Righi), Pischetola, Verona (dal 49' Furlosi). All. Guarnieri Reti: al 16' Gandini, al 29' Pischetola, al 43' Pozzi, al 45' Bertelli, al 48' e al 55' Talignani, al 60' Livardi e al 85' Porcari. Arbitro: Mantovani di Genova Note: giornata tipicamente autunnale ma non fredda, terreno in buone condizioni; spettatori 2500 circa. Ammoniti: Gandolfi e Bertelli. Espulso al 56' Gandolfi per proteste. Angoli 6 a 3 per il Fiorenzuola.
La pandemia ci ha mestamente sottratto le care domeniche tipicamente autunnali, quelle in cui il Fiorenzuola si scatenava pungolato nell'orgoglio in sfide per cuori forti. Sprigionando qualcosa di veramente magico per tutti i presenti. Fiorenzuola-Sant'Angelo e non solo, nelle domeniche di Novembre della storia quasi centenaria della società di via Campo Sportivo 1. Sempre il 10 Novembre l'impresa recente del Braglia: Modena-Fiorenzuola 1-4, firmata dai rossoneri di mister Lucio Brando.
Accettiamo la situazione e andiamo avanti. Avanti FIORENZUOLA!
Ora che siamo fermi non ci resta che seguire loro. Basta fare andare forte i motori di ricerca di google ed eccoli apparire protagonisti anche lontano dal trampolino di lancio US Fiorenzuola, ed è vero orgoglio averli avuti in Rossonero e seguirle nelle cronache del lunedì della serie C
MATTEO BRUZZONE dopo tanta serie D con gli ultimi tre anni trascorsi in Val d'Arda si è messo sul braccio la fascia di capitano del Piacenza di Manzo padroneggiando la linea difensiva biancorossa. Sempre a Piacenza, la favola ANDREA CORBARI prosegue. Dai dilettanti alla serie C con un posto da titolare assicurato e già 3 reti in campionato
Anche RICCARDO COLLODEL ce l'ha fatta. Dopo la prima esperienza da calciatore a Fiorenzuola e la parentesi al Sud alla Vibonese è divenuto colonna del suo Novara
FABIO VAROLI due anni a Fiorenzuola e oggi punto fermo a Carpi dello scacchiere di Pochesci nelle prime gare di campionato. La compagine emiliana nonostante i cambiamenti ai vertici societari viaggia sempre in alto alla classifica della serie C
Non sentireil peso di sedere su una panchina importante come quella di Cesena è la storia recente di WILLIAM VIALI, con un passato importante prima da calciatore (iniziata a Fiorenzuola) e poi da allenatore
ERMANNO FUMAGALLI portiere fenomenale cresciuto nelle giovanili del Fiorenzuola, protagonista a Piacenza e ora al Sud al Foggia
STEFANO VECCHI dopo i trascorsi vincenti nelle giovanili dell'Inter, oggi alla guida tecnica dell'ambizioso SudTirol
MASSIMO PAVANEL da quest'anno allenatore di una Feralpi che ha ancora le possibilità per fare bene
FRANCESCO MICCIOLA "costruttore" del Matelica dei miracoli, i suoi gol in Val d'Arda non bastarono a salvare il Fiorenzuola di Cavasin
L'Attimo di gloria rivissuto nella decina puntata del "Calcio a dadi minuto per minuto" è quello dell'INTERNAPOLI
Società di quartiere fondata nel 1964 dall'unione della CRAL Cirio e della Flegrea. Successi e risultati arrivano immediati nel campionato di serie C tanto che allo stadio Arturo Collana del Vomero la media spettatori si aggira attorno alle 12mila presenze.
Tanti campioni in erba hanno indossato la casacca bianca con banda diagonale azzurra prima di spiccare il volo vero la serie A: Giuseppe Massa, Cordoba, Pino Wilson, Giorgio Chinaglia.
Anche un illustre ex Fiorenzuola ha fatto parte del grande miracolo partenopeo: Gianni Seghedoni alla guida tecnica nella stagione 1969-1970 chiusa al 3° posto in classifica.
Come tutte le storie belle, c'è una fine. Al termine del campionato 1972-73 l'Internapoli storica seconda squadra di Napoli retrocede in Seconda Categoria. La società si scioglie ripartendo con il nome di Nuovo Vomero Calcio.
E' il calcio a dadi di Matteo Francani.. il calcio che non si ferma
Castelnuovo, 1 Novembre 1972. Il Fiorenzuola di mister Bolledi sbancano il terreno di gioco di Castelnuovo Bocca d'Adda chiudendo il girone di andata del campionato di Promozione al sesto posto. Per le difficoltà incontrare da neo-promossa all'avvio di stagione il risultato è davvero importante. Fondamentali gli ultimi tre successi di fila ottenuti a Chiari, al Comunale contro l'Audaces Nave e i gialloblu del basso lodigiano nell'ultimo impegno prima della pausa invernale. Per la cronaca, le maglie rosse del Fiorenzuola erano talmente tanto usurate dal tempo da risultare di colore granata per l'inviato di un quotidiano lombardo, il giornalista sportivo Luca Di Gregorio.
Immagine e testo dalla pagina InstagramAgriturismo Casa della Memoria Casella alle porte della nostra Fiorenzuola, in Località Frascale
" Quando i nostri genitori pensavano di aprire la Casa della Memoria come museo contadino, hanno chiesto a noi ragazzini se eravamo pronti a condividere. Sí, a condividere con altre persone il nostro angolo di mondo. Questa porzione di cielo con le albe e i tramonti, che pensavamo fossero solo nostri, che solo noi pensavamo di poter conoscere da questa precisa angolazione.
Condividere questa piccola fetta di pianura incorniciata dagli Appennini, anche se a volte non si vedono perché coperti dalla nebbia, anche se a volte la linea dell'orizzonte scompare. Condividere questa porzione di terra, con l'aria e l'acqua del cielo inquinate forse, sí come l'aria e l'acqua di tutti, ma con la decisione di non andare ad aggiungere ulteriori veleni e coltivare perciò con metodo biologico. Questo microcosmo in cui le api sono felici e sane, e se sono sane loro anche noi lo siamo, in cui mille specie di piante e animaletti crescono spontanee.
Sapete cosa abbiamo risposto noi ragazzini? TO BE CONTINUED "
LA FIBBRA E I TONI DURI - Anche se non si può andare allo stadio il fatto che il Fiorenzuola scenda ugualmente in campo è stato accettato chi più chi meno da tutti. Dopo l'assaggio sulla tavola di casa contro la Bagnolese tornare tifosi da dirette testuali non ha alzato grosse polemiche. In fondo la fibra in Val d'Arda l'hanno posata. Una buona linea internet a casa l'hanno tutti e con l'aumento della diffusione del Covid ce lo aspettavamo. Accettato a malincuore il posticipo toscano contro il Seravezza anche Forlì all'ultimo ha deciso di giocare la carta rinvio in vista della trasferta di Fiorenzuola. Un vero peccato, per la giornata mite di ieri e per la voglia di tornare a giocare. Disappunto anche da parte della società, con i toni duri del presidente Pinalli. MALEDETTA RESILIENZA - La resilienza è una brutta cosa. La stiamo vivendo nella vita di tutti giorni e ora anche nel calcio. Cosa possiamo fare? Cercare di restare calmi sembra l'unica soluzione. Punture di tranquillanti per i tifosi e nervi distesi e sorrisi in squadra. La squadra. La cosa più importante in questo momento. Vedere le cose in buona fede è d'obbligo. Abbiamo persone molto corrette. Potrebbe capitare anche a noi di vivere una situazione non facile. Il lavoro settimanale agli ordini di Tabbiani sul campo, non è tempo perso. Se si vive male la situazione, se ci si agita si rischia di abbassare il sistema immunitario e di tornare in campo troppo nervosi. Serve distensione, e vedere il calcio in primis come gioco oltre che opportunità importante. E sotto questo aspetto dovranno lavorare bene mister Tabbiani e il resto dello staff.
I MAIFATTI - In questi mesi noi sostenitori ci siamo adattati sviluppando notevolmente il motore della fantasia. Saranno stati i maifatti a tavola sabato sera a provocare sonni irrequieti. Ho in pratica rivissuto nel sono un Cuneo-Fiorenzuola del 1992. Segna Pompini e poi Massimo Spezia, i biancorossi allenati da Lorenzo Barlassina (esonerato a fine gara) cadono al tappeto. Chissà perchè proprio il ricordo della vittoria di Cuneo? Domenica ho deciso di non guardare Fanfulla-Calvina alla tv (mi hanno detto doppietta di Anastasia). Visita al cimitero con i famigliari e risposo. Ho ripensato al cartoncino, alle squadre elencate nel calendario del girone D della serie D di dieci anni fa. Resistono: Mezzolara (un classico), Bagnolese e Ponsacco. Pontedera in serie C ok ma le altre? Che fine hanno fatto: Pizzighettone, Carpenedolo, Rudianese, Castel San Pietro, Forcoli, Virtus Pavullese, Borgo a Buggiano (capolista), Russi? Alla fine sono trascorsi solo dieci anni. Che fine hanno fatto? Trovo risposte dolorose. A volte penso con ossequio a queste nobili decadute o defunte e penso alla serie D che sarebbe bellissima se... E mi ritengo fortunato a tifare Fiorenzuola con le spalle coperte e spero che nonostante le difficoltà, Pinalli e il resto della società trovino sempre un motivo per continuare a fare calcio a questi livelli. VOGLIA DI FOOTBALL - Nel palinsesto della sesta giornata del gironeD si sono disputate solo due gare a porte chiuse: Lentigione-Sasso Marconi 3-0 e Progresso-Bagnolese 2-1. La situazione non è affatto rosea. E se ripenso al ricordo calcistico del non lontano 1° Novembre del 2017 mi viene da cridare: la calca attorno al rettangolo di gioco di Carpaneto, le attese, il tifo, il gol di Cestaro in pieno recupero come quello di Bruschi. Penso troppo, ecco il vero problema. Pensiamo positivo e se tutto andrà bene affronteremo Corticella in anticipo sabato 7 Novembre. Sono andato a vedere sul sussidiario. Quando il Fiorenzuola consumava la sua prima retrocessione in Eccellenza al termine del campionato di serie D 2004-05, il Corticella del presidente Gino Bugiù titolare di una concessionaria, militava in Prima Categoria. Ne è passato di tempo e nell'agosto scorso il club di Bologna è stato ripescato dall'alta classifica dell'Eccellenza per iscriversi al suo primo campionato in serie D. La società bianco-azzurra ha un libro di storia ancora tutto da completare essendo stata fondata solo nel 1945. IN VIA SHAKESPEARE - prendendo spunto dalla via del campo di gioco che prende il nome dal celebre poeta e drammaturgo speriamo che i nostri ragazzi trovino la giusta ispirazione per tornare a scrivere le trame di un successo. Quando non si gioca con continuità non è facile. Non è facile fare scorrere il gioco. Non è facile sotto porta. L'avversario è però nelle nostre stesse condizioni avendo giocato senza stop le prime quattro partite di fila prima di restare al palo nelle ultime due settimane. Ha però solo un punto in classifica, maturato alla quarta giornata, grazie al pareggio interno in rimonta contro la Marignanese-Cattolica. Del centrocampista Grazia su tiro dagli undici metri il gol che ha cancellato il numero zero dalla classifica dei bolognesi per la gioia di sostenitori, dirigenti e della presidentessa Roberta Bonfiglioli. Il centrocampista classe 1992 con due marcature è il miglior realizzatore della squadra allenata da un ex portiere, il cinquantenne Alessandro Miramari. Segue con una rete l'attaccante Girotti ex Progresso. Il campo "Biavati" sembra piccolo, ma vuoi mettere tornare a correre dietro un pallone. Resto calmo e ascolto Neffa. Calma e sangue freddo.. Forza Us Fiorenzuola!
Su Youtube non abbiamo trovato niente, ma bastano poche immagine, il tabellino e un piccolo sforzo di memoria. Ricordi ed emozioni del 1° Novembre 2017.
L'ultima volta del drago con la rosa in mano di Tortona fra le coccarde delle squadre di C1 dell'album Panini. Nell'immagine sotto l'organico del Derthona allenato dall'illustre Giorgio Pelagalli, azzardo in ritiro non so dove, nell'estate del 1989.
La denominazione del club presa dal toponimo latino della città. I colori sociali presi da quelli di Casale e Pro Vercelli. Gli anni migliori fra la prima e la seconda guerra mondiali. Dagli anni 60 agli inizi degli anni 90 ha sempre disputato campionati di serie C, prima del declino. Forse un piacentino: Narducci? nei ranghi della stagione 1989-90 con le partite casalinghe disputate nello stadio cittadino dedicato al campione del ciclismo Fausto Coppi.
Incroci di ex calciatori fra Derthona e Fiorenzuola: i centrocampisti Riccardo Cenci, Moreno Terzoni e Lussignoli; l'estremo difensore di Sarmato Claudio Ferrari; mister Giorgio Veneri. Merita una citazione Raffaele Giglio, attaccante campano che non ha mai indossato i colori rossoneri (forse solo in prova) ma ha fatto le fortune sia dei Derthona che del Vigolo dei miracoli, in Val Chiavenna tra la metà e la fine degli anni Novanta.
Grazie a "L'ATTIMO DI GLORIA" del calcio a dado 8a giornata che ci ha fatto rivivere la storia della provinciale piemontese.
Abbiamo trasferito lo studio a 1200 m. sulla splendida terrazza naturale del monte S. Franca. Vi raccontiamo della Santa piacentina, dei suoi luoghi e della fonte miracolosa. Ci accompagna il Brigante della Valtolla con la sua storia e con i percorsi che solcano la val d'Arda che celebriamo con emozionanti immagini in volo in in panorama magico come non mai.
Si incontra al campo solo a inizio campionato. Sta all'ingresso, a lato della maschera e non fiata. Non guarda nemmeno la partita anche se è tifoso. Diciamo che tifa Us Fiorenzuola a suo modo. E' decisamente altruista, a volte patinato e molto colorato. E' preciso e puntiglioso. Non gli scappa una data. Dieci anni fa tutto scorreva liscio nella normalità. Dieci anni fa ci recavamo sulle spiagge bianche di Rosignano alla ricerca dei tre punti... me l'ha detto il cartoncino.
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Mamma orgogliosa diceva così: Marco al va a vod la partida dal balon. Mi emoziono sempre quando mi sovviene il ricordo di lei discutere con le amiche. Meno male che domenica si dovrebbe giocare. E' stata dura accettare di saltare il ripristinato appuntamento della domenica. Si sarebbe iniziato a giocare con il caro orario invernale, 14,30 fischio d'inizio. Domenica 1 Novembre si dovrebbe contro Forlì. Il condizionale è d'obbligo in tempi di pandemia e furbi del giuoco del pallone. Ma noi vogliamo pensarlo bello come sempre, il pallone. Come Mamma lo immaginava pensando al figlio felice alla domenica al campo a vedere la partita. La sfida contro i versiliani del Seravezza Pozzi si recupererà l'11 novembre. Mentre noi domenica rimuginavamo, i nostri prossimi avversari sono scesi in campo e ne é uscito fuori un risultato a dir poco inimmaginabile. E' stata dura vedere gli altri giocare e noi no. Da appassionati del calcio di una volta siamo tornati a svolgere attività da Lockdown. Chi condivide la fede rossonera con quella rossoblu ha omaggiato il ricordo di Giacomo Bulgarelli, chi ha architettato con la fantasia l'arrivo al Comunale di "Vulcano" Bianchi ex patron del Forlì tra la metà degli anni 70 e i primi anni 80, un personaggio di colore che ha fatto parlare di se in quegli anni.
ARRIVA AL COMUNALE IL FORLI' - In estate il club biancorosso era accreditato a ricoprire un ruolo da protagonista, vista la scelta del nuovo allenatore, le conferme degli elementi di spicco e i nuovi arrivi. Su tutti Nicola Ferrari attaccante che è stato per molti sostenitori rossoneri un sogno di mercato anche se va detto che chi è arrivato al suo posto non ha fatto rimpiangere il mancato ingaggio dell'esperto centravanti modenese. Il reparto avanzato è stato puntellato ulteriormente con l'innesto di Pozzebon, che non è il nostro, di nome fa Niccolò ed è più grande di Enrico. Ha vestito la casacca del Piacenza ed sbarcato in Romagna dall'Arzachena dove ha messo ha segno 8 reti. Tante B sulla guida al campionato alla pagina Forlì: Buonocunto, Ballardini, Baldinini... gli elementi di esperienza non mancano al galletto e li abbiamo visti all'opera lo scorso anno nella sfida del Comunale. Capitolo giovani: il centrocampista 2000 Corigliano ha già messo a segno due gol e il 2001 ricopre il ruolo di portiere titolare: il confermato De Gori terminale della miglior difesa del girone nel campionato scorso. Con gli attuali 6 punti in classifica la partenza in campionato del Forlì si può definire falsa. Ma va ricordato come si è messa in moto questa stramba annata: fra incertezze, rinvii, protocolli da rispettare. Il grosso dei punti è stato ottenuto fra le mura amiche del velodromo con il Seravezza all'esordio e la neopromossa Corticella. 4 i gol fatti e ben 11 quelli subiti con tre giri a vuoto. Sconfitta nel derby contro Rimini. Sconfitta dalle parti del outsider Aglianese (3-0 per i toscani) e la brutta batosta incassata domenica contro una Sammaurese formato trasferta. 5 a 1 dei giallo-rossi che se lo sapevo, scommettevo e diventavo ricco.
COME STAI FIORE ? - Proprio per il fatto che questo Forlì non se la passa bene alzare ancora di più la guardia e il pubblico del Comunale deve dare il proprio contributo alla causa. I biancorossi romagnoli saliranno per tentare l'immediato riscatto sulle sponde dell'Arda. Non avere nelle gambe i novanta minuti di domenica non ci aiuterà ma confidiamo nella forza e nell'unione del gruppo plasmato dai liguri Tabbiani e Cammaroto, nella fame di vittoria. Il difensore centrale Ferri e il centrocampista Moroni sono finalmente recuperati. Erano già pronti, disponibili per la trasferta toscana. Un vero peccato aver rimandato il loro ritorno in campo. Ancora fermo ai box ma in via di guarigione il giovane difensore siracusano Midolo.
PRECEDENTI - Nostro avversario ai play-off nell'anno del mandato Dionisi, negli ultimi anni il Forlì ha fatto visita al Comunale due volte. Pareggio nel match anticipato al sabato nel febbraio di 2018 con gol di Bigotto in risposta a Felici. Il nostro caro attaccante meneghino veste quest'anno la casacca nero-verde della Castellanzese nel girone A della serie D alle dipendenze di Achille Mazzoleni. Ma torniamo al nostro impegno di domenica e alla sua storia. Secondo precedente: vittoria di misura dei rossoneri nel campionato a metà dello scorso anno. Il gol porta la firma dell'esperto Piraccini al 56' con una splendida mezza rovesciata risolvere una partita molto combattuta ed equilibrata contro un organizzato Forlì allenato da Paci, con qualche polemica a distanza apparsa sui quotidiani romagnoli. Un ricorso ventilato da parte del club biancorosso per presunto errore della terna arbitrale sul gol annullato a Baldinini. La gara di ritorno vinta dai galletti fu l'ultima disputata prima del Lockdown del marzo scorso.
ANGELINI - Spero che non ci saranno terremoti in società a casa dei nostri rivali. Custodisco ancora la doppia con la maglia del Barletta dei miracoli. Campionato cadetto 1989-90, quel Barletta allenato da Gesualdo Albanese fu completato nel mio album Calciatori Panini. Obiettivo salvezza centrato con Angelini in campo una ventina di volte o con la maglia numero 10 o con la numero 8. Riminese, 55enne è l'allenatore del Forlì. Un recente passato con delle belle soddisfazioni: l'esperienza alla Juventus alla guida degli Allievi Nazionali, le panchine in serie C a Santarcangelo, la vittoria del campionato 2018-2019 riportando il Cesena in serie C, la guida tecnica della Primavera del Napoli lo scorso anno. I nostri Arrondini e Bruschi lo conoscono bene essendo stati alle sue dipendenze nei trascorsi santarcangiolesi. Arrondini è alla ricerca del suo primo gol stagionale, mentre Bruschi sta vivendo un ottimo inizio di campionato con già due reti all'attivo. Curiosità: il Santarcangelo è ripartito dalla Terza categoria, mentre il Barletta è in Eccellenza.
Spazio "all'anomalia cromatica" del campionato di serie C girone A 1972-73 nella sesta giornata de "Il calcio a dadi minuto per minuto". Il VERBANIA S.S. fanalino di coda della classifica del dado calcio (il calcio che non si ferma).
Le cose che non si ascoltano in trasmissione a volte si leggono qui...
"Oltre ai multi-colori sociali del Verbania colpisce: l'anno di fondazione (pressoché recente), il presidente da nominare e una capienza dello stadio da 10mila posti" M.M.
"Ed è proprio dal 72/73 che manca dalla C [...] L'anno di fondazione è recente, come è recente la storia di Verbania calcistica, nata nel 1939 dalla fusione dei comuni di Intra e Pallanza. In realtà il calcio in quei luoghi è più antico del Comune stesso. Ad Intra esisteva una società (AC Intra prima, US Verbania poi e Verbania Sportiva infine) già nel 1929. Nel 1959 ci fu poi la fusione tra Verbania Sportiva (maglia rossoblu, calzoni bianchi) e Libertas Pallanza (maglia gialloblu, calzoni bianchi). I colori sono i 4 presenti nelle maglie delle due società fondatrici. Una piccola curiosità, la maglia fu disegnata dal magazziniere di allora, Pietro Ferrari, prendendo spunto dalla maglia della Sampdoria." Francán
Nella trasmissione sono stati citati i trascorsi di Bagnoli nel club novarese, invece se noi diciamo Verbania qui nel blog, parliamo soprattutto di ex rossoneri illustri come: mister Lucio Brando che con ibiancocerchiati ha vinto un campionato, Alessio Dionisi protagonista in una brevissima parentesi nelle vesti di calciatore sul finire di carriera o l'attaccante dell'Oltrepo Pavese Marco Castellazzi meteora delle meteore per il suo breve trascorso in Val d'Arda. E poi non potevamo non citare Angelo Pagotto, originario proprio di Verbania. Colui che si mise in mezzo nel momento più importante della storia del Fiorenzuola Calcio sbarrando la strada (e la porta) dei sogni rossoneri.
A braccetto con il maledetto spareggio di Bologna li punto più alto toccato dall'Us Fiorenzuola nella sua storia quasi centenaria. Era in pratica una sorta di rivincita degli sconfitti. Quelli che non erano andati su in serie B per questione di millimetri. E noi tifosi fiorenzuolani, dall'agosto di quell'anno eravamo di nuovo saliti sulla giostra delle emozione della Coppa Italia di serie A aperta alle terribili della serie C.
Non fu realizzata una sciarpa commemorativa ma in tanti di noi custodiscono gelosamente un ritaglio di giornale, chi la video cassetta vhs e altri come me il biglietto di ingresso infilato in un cassetto pieno di sciarpe e cimeli rossoneri. Fu davvero una notte speciale...
Piacenza, 24 ottobre 1995 – ottavi di finale di COPPA ITALIA
il Brindisi e il suo cervo sono stati protagonisit nell' ATTIMO DI GLORIA della settima giornata della trasmissione del "calcio dado" condotta da Matteo Francani negli studi di via Manfredi
i colori dello stemma comunale bianco-rosso che si tramutano in bianco-azzurro (i colori della provincia) sulle maglie della compagine pugliese, con una vistosa "V" a stagliarsi sul lato frontale. Una lettera "V" che sta a simboleggiare la fisionomia del porto della città a corna di cervo.
La stagione 1972-73 resterà nella storia per il miglior piazzamento ottenuto: 6° posto nel campionato Cadetto con la guida tecnica di Luis Vinicio.
Francán: Fra le file brindisine anche un paio di giocatori che diventeranno discreti allenatori. Antonio Renna detto Mimmo che sarà l'allenatore dell'Ascoli dei record nella stagione 1977/78 e Giuseppe Papadopulo che otterrà due promozioni in Serie A con Siena e Lecce e due promozioni in B con Acireale e Fidelis Andria.
M.M.: Ci sono anche: Lombardo credo allenatore in serie C al Sud e Roberto Franzon alla guida della Centesecampionato di serie C2 1991/92 avversaria del Fiorenzuola di Busatta.
Francán: Lombardo vanta una promozione dalla C2 alla C1 alla guida del Siracusa, mentre Franzon allenò la Centese sia nel 1991/92, subentrando a Giancarlo D'Astoli (pensa un po'), che nel 1992/93. Pure Aldo Sensibile vinse una serie B alla guida dell'Ascoli in tandem con Vujadin Boskov.
Fiorenzuola e Brindisi hanno in comune i trascorsi dei calciatori: Nicola Binchi (in bianco-azzurro serie C2, 2002-2003)e Fabio Paratici. L'attuale manager juventino originario di Borgonovo Val Tidone ha chiuso la carriera proprio a Brindisi all'età di 32 anni, campionato 2003-2004. L'attaccante-oggetto misterioso in maglia rossonera Fabio Ceccarelli.
La parte alta dell'Arda, una volta si chiamava Valtolla.
Una valle libera e mai conquistata.
Certo raccontare la storia di 2.000 anni è un po' lunga ma... in breve... Nel 650 d.C. Padre Tobia, un frate benedettino fondò da noi l'Abbazia di Tolla (50 anni dopo l'arrivo di San Colombano dall'Irlanda a Bobbio PC). L'abbazia portò ordine e civiltà. Cento anni dopo Re Ildeprando concesse l'autonomia all'alta Val Tolla e all'Abbazia che aveva i poteri di uno stato a sé. Milano arrivava a Castell'Arquato, in sù era dominio dell'Abbazia. Pensate che era tanto importante che costruirono 4 castelli in sua difesa, ad est Lovernascho (Vernasca), a sud Spelunca (Sperongia), a ovest Molfaxio (Morfasso) e a nord Neviano (Niviano di Lugagnano).
Questa libertà continuò sino al 1300 circa, quando con il declino dell'Abbazia il Ducato di Piacenza si annesse il territorio senza chiedere a nessuno e nessuno lo impedì (i montanari avevano altro da fare). Dopo arrivarono i francesi, e poi i tedeschi... e poi lo Stato italiano, in realtà nessuno ha mai comandato da noi. I romani, i francesi, i tedeschi etc. facevano una perlustrazione durante il giorno ma la notte tornavano a valle.
Ad ogni curva i "selvaggi montanari" prima e i "briganti della Valtolla" dopo, ti facevano secco ad ogni curva... poi sparivano nei boschi...Mocomero era il primo punto di controllo e di accesso alla valle, poi seguiva Mignano e poi c'era da stare attenti, ogni curva poteva essere un agguato ...
NICOLO' BRUSCHI match-winner (immagine canale Fb: Us Fiorenzuola Calcio)
COINCIDENZE - Gli Europei di ciclismo si sono chiusi. Le visite guidate a palazzo Bertamini Lucca si sono concluse. Abbiamo gustato i bastoni di San Fiorenzo. Un gusto dolce, come la possibilità di tornare al Comunale avedere la partita del Fiore. Non accadeva dall'ultima volta contro il Calvina dei rockefeller (partenza falsa anche quest'anno). Ed è capitato nel fine settimana del nostro Santo e caro Patrono, come a volerci fare un regalo speciale. Coincidenze. Con mascherina d'ordinanza alla mano e gel, indirizzati ai posti numerati mai così necessari, della nostra capiente e accogliente tribuna Eugenio Villa. E proprio come dieci anni fa per San Fiorenzo contro la Bagnolese. 4 a 2, una rimonta memorabile.
FIORENZUOLA-BAGNOLESE - Quelli di Bagnolo in Piano non stanno molto a plissettare sui social. Badano al sodo. Contro i rossoblu era importante bissare il risultato ottenuto dalla formazione Juniores Nazionali nella giornata di sabato. I talenti in erba guidati da Giovanni Dall'Igna neo-tecnico rossonero subentrato a Binchi, si sono imposti sul campo del Sasso Marconi con un perentorio 3 a 1. C'è un 4-3-3 da impostare. Con Ferri ancora out, e il neo-arrivato Midolo infortunato ecco Luca Colantonio a riproporsi in coppia con Cavalli in mezzo alla linea difensiva. Si rivede in maglia numero 2 il giovane terzino mantovano Salvaterra. Ancora un avvicendamento sulle corsie laterali. Con tre top-player è più che plausibile. Dal primo minuto: Tognoni a destra e Vita a sinistra. Bruschi tiene caldi i muscoli a bordo campopronto al colpo decisivo da sferrare a partita in corso. Claudio Gallicchio, mister dei reggiani è conosciuto dalle nostre parti. Aveva a suo tempo preso confidenza con quella striscia di Comunale dove ieri era appostato. Con il suo caschetto e la maglia numero 7 del Carpi e dell'Alzano correva veloce come Tognoni. Alla vigilia lamentava le assenze per infortunio di Marani, Pane e Sementina. Eloquenti le parole finali del sermone del tecnico carpigiano: “ho a disposizione sei attaccanti non da Serie D, ma che hanno fame di diventare da Serie D”. Battaiola e capitan Guglieri erano stati avvisati. E non è passato quasi niente dalle loro parti. Porta alla fine inviolata contro un avversario con 7 reti all'attivo. Il centravanti Alberto Formato carpigiano come Gallicchio in cima alla classifica cannonieri con 5 sigilli, con lui Zampino, e il suo nome presente nei tabellini di Fiorenzuola-Bagnolese 4-2 del 17 ottobre 2010. Dente avvelenato. Bravi i nostri ragazzi a correggere le sbandate di inizio gara registrate contro Prato e Pro Livorno. La difesa non subisce reti da due domeniche.
ALL'ULTIMO RESPIRO - Stavolta è toccato saltare il giro a Correggese-Mezzolara e Real Forte-Lentigione. Il Fiorenzuola, tocchiamo ferro, resta ancora immune e scende in campo quadrato, con ritocchi qua e là dovuti ad assenze e a un saggio tour-over. Si sarebbe potuto pagare un bicchiere in più all'amico nell'intervallo, ma il risultato è rimasto inchiodato sullo zero a zero, nonostante le ghiotte occasioni della parte finale della prima frazione di gioco. Salvataggio sulla linea su conclusione di Tognoni e rete annullata sempre all'esterno versiliano. Una grande squadra deve saper soffrire. Avere tanta pazienza e la capacità di cogliere l'attimo. Il desiderio di vincere questa gara era forte, tanto che nel finale il 4-3-3 del tecnico genovese si è trasformato in uno spregiudicato 4-2-4. Difesa e centrocampo hanno retto. Il resto lo ha fatto Nicolò Bruschi da Castellano sul gong. E si è ripetuta l'impresa di 10 anni fa, sempre contro la Bagnolese. Siano benedetti i 5 giri di orologio decretati da Zambetti di Lovere. TRASFERTA TOSCANA - Dove andiamo domenica fanno correre i micci, gli asini. I toscani sono furbi. Non dobbiamo commettere l'errore di fare quello che vogliono i padroni di casa, ma incanalare la partita nel solco giusto. L'A.S.D. Seravezza Pozzi Calcio è al suo quarto campionato consecutivo in Serie D e porta i colori verde-azzurro. La sede sociale è nella cittadina di Seravezza, comune di circa 12.770 abitanti in provincia di Lucca. Non siamo molto distanti da casa Tognoni. Montignoso dista solo quindici minuti di macchina. La denominazione del campo è tutto un programma: "Buon Riposo". Da quelle parti dove il cartello stradale recita località Ripa-Pozzi-Ponterosso. Lì non dovrebbero esserci problemi di ingresso. La capienza dell'impianto sorto negli anni sessanta si attesta attorno ai 1800 posti a sedere (750 in tribuna coperta). 4 punti in classifica per i toscani. 5 gol fatti, 7 quelli subiti. La vittoria casalinga alla seconda giornata sulla Marignanese Cattolica e fiore all'occhiello il pareggio conseguito domenica al Romeo Neri di Rimini. Se si osserva il calendario questo Seravezza sta prendendo le misure delle big avendo affrontato: Forlì, Aglianese e Rimini. Il trequartista classe '83 Luigi Grassi ha fatto grandi cose in carriera e sembra non essersi ancora stancato di farle. Tanta esperienza è messa a disposizione dal centrocampista Granaiola. Attenzione anche al talentuoso Jacopo Nalli (classe 2000). Walter Vangioni detto la faina di Gallicano allena il Seravezza da cinque anni di fila. Maglia accattivante, voglia di fare bene.. ma a Fiorenzuola il morale è alto e dietro al mirino c'è la prima vittoria esterna.
il Fiorenzuola di mister Tabbiani al fischio di inizio e quello nella fase finale del match
FIORENZUOLA–BAGNOLESE 1–0 FIORENZUOLA: Battaiola, Salvaterra (29’ st Esposito), Guglieri, Zaccariello, Cavalli, Colantonio, Tognoni, Perseu (20’ st Hathaway), Oneto, Stronati (24’ st Bruschi), Vita (29’ st Arrondini). A disposizione: Ghezzi, Marmiroli, Carrara, Romeo, Saia. Allenatore: Tabbiani. BAGNOLESE: Auregli, Capiluppi, Cocconi, Faye, Oliomarini, Bertozzini, Cuoghi, Calabretti (38’ st Dembacaj), Formato (36’ st Tzvetkov), Zampino (18’ st Leonardi), Mhadhbi. A disposizione: Ferrari, Fumi, Notari, Riccelli, Montali, Viani. Allenatore: Gallicchio. ARBITRO: Zambetti di Lovere (Perali di Chiari e Degiovanni di Novi Ligure). MARCATORI: 50’ st Bruschi
Il Prato passa in Romagna sul campo si San Mauro Pascoli. Aglianese a punteggio pieno e una gara in meno. Primo punto per il Corticella. Sammaurese ancora al palo sul fondo della classifica.
Di questo andazzo rischiavi di diventare nell'immediato una reliquia, un oggetto da museo, un soprammobile vetusto, un vecchio ricordo dimenticato in soffitta. Puoi ritenerti fortunato. Si, perché anche Amedeo prima o poi si sarebbe stancato di tenerti esposto nel suo bar.
C'è stato un momento non facile dove dopo aver preso il caffè vedevamo non una ma due maschere tristi sulla tua stoffa sgargiante. Le domeniche senza pallone, senza stadio logorano la mente e il corpo. Rendono le settimane incompiute. Lasciano un vuoto. Poi martedì è arrivata la lieta notizia. Di colpo le tue maschere sono tornate a posto. La gioia e l'ottimismo hanno preso il sopravvento.
Caro cuscinetto è finalmente giunta l'ora di tornare in tribuna a fare il tuo mestiere.
«Bravo medico e simbolo della dedizione dei volontari»
Il premio alla memoria sarà consegnato alla moglie Gisella dal sindaco di Fiorenzuola domenica 18 ottobre nell’intervallo del Concerto delle ore 21 in Collegiata, in occasione del patrono della città.
Sarà assegnato al dotto Ubertino Testa il premio “San Fiorenzo” 2020, in occasione del patrono di Fiorenzuola. Lo ha deciso la commissione nei giorni scorsi. Conosciuto come Tino, è stato vittima della pandemia. Merita il premio, si legge nelle motivazioni, «come bravo medico ma anche come rappresentante simbolico dei medici e degli infermieri, di tutti gli operatori sanitari di questo drammatico tempo e come dirigente e membro attivo del volontariato delle Pubbliche Assistenze e come rappresentante della dedizione dei tanti premurosi volontari». «Una scelta – fanno sapere dalla commissione per l’assegnazione del premio composta da rappresentanti del Comune di Fiorenzuola, della parrocchia e del mensile “L’Idea” - che spera di costituire un richiamo all’impegno ed alla corresponsabilità nel portare avanti la lotta per ridurre e sconfiggere la pandemia in corso. Il ricordo del dottor Tino, che andava anche nelle scuole superiori a parlare ai giovani di prevenzione, persuada ad essere meticolosi nell’osservanza di tutte le regole di cautela». Il premio sarà consegnato alla moglie Gisella dal sindaco di Fiorenzuola domenica 18 ottobre nell’intervallo del Concerto delle ore 21 in Collegiata.
Testa, lo abbiamo detto, è stato una delle vittime del Coronavirus. È stato emblema di quel volontariato in divisa arancione che tanto si è speso e si sta spendendo per combattere già dai primissimi giorni questa drammatica pandemia su tutto il territorio provinciale. Il dottor Ubertino Testa, ex anestesista e primario all’ospedale di Fiorenzuola, era direttore sanitario della Pubblica Assistenza Croce Bianca di Piacenza da oltre 15 anni ed un punto di riferimento per la formazione di Anpas. Era inoltre molto conosciuto nel suo paese, Fiorenzuola, in cui era attivo nella vita sociale. Il dottor Ubertino “Tino” Testa, da molti anni era parte dello staff medico del Velodromo di Fiorenzuola. Prestava il suo preziosissimo servizio, come volontario, con grande professionalità, passione e umanità. Doti che facevano di lui un punto di riferimento, per gli atleti così come per tutti i membri dell’organizzazione.
Alla vigilia fare scorrere alcune immagini di ricordi non fa mai male...
L'organico al completo della Bagnolese G.S. affrontata per la prima volta nella nostra storia. Campionato di Eccellenza Emiliana 2005-06. Un fiorenzuolano nel reparto avanzato di mister Guido Battilani: il centravanti Daniel Pane. Fiorenzuola-Bagnolese 0-0
L'organico della Bagnolese 2006/07 allestita dal Ds Romano Ferretti, avversaria dal Fiorenzuola di Massimo Abbati sempre nel campionato di Eccellenza Emiliana e vittoriosa allo stadio Comunale.
La prima vittoria al Comunale dei rossoneri nelle sfide contro i rossoblu reggiani: 28 ottobre 2007, campionato di Eccellenza. Le reti di capitan Melotti quasi alla fine del primo tempo e Luca Franchi alla mezz'ora della ripresa regalano il successo al Fiorenzuola dimister Perazzi
Fiorenzuola festeggia gli ottant'anni del Velodromo Pavesi ribaltando la Bagnolese, stavolta in serie D, nella domenica di San Fiorenzo dell'anno 2010. Doppietta di Luca Rosi, con un super Matteo Anelli a difesa della porta. Espulso Russolillo nel finale. I rossoneri si rialzano in classifica e si rifanno sulla sconfitta di coppa Italia patita in estate al Comunale contro i reggiani.
FIORENZUOLA-BAGNOLESE 4-2
FIORENZUOLA: Anelli, Biolchi, Visioli, Terzoni (60' Garghentini), Curti, Colombo, Orrù; (53' Lucci), Russolillo, M. Arena, C. Arena (69' Armani), Rosi. All. Viali