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sabato 4 gennaio 2025

STORIA DEL MOVIMENTO ULTRAS IN ITALIA

Tratto da NUOVO SUPERTIFO n.1 giugno anno 2010 - Domenico Mungo



IL FATTO PAPPARELLI E L'ETA' DELL'ORO - La morte di Papparelli rappresenta per il movimento ultras una sorta di bivio: rialzarsi o sparire, essere fenomeno da baraccone o vero e proprio movimento giovanile. In poche parole: il clima repressivo che ne seguirà metterà per la prima volta gli ultras a dura prova, ed i ragazzi che in seguito a quella prima, piccola (rispetto a quanto il “democratico governo italiano” combina oggi) caccia alle streghe rimarranno al loro posto sulle gradinate diverranno delle vere e proprie colonne portanti del movimento ultras italiano. Il governo se ne uscirà con la proposta di vietare l’esposizione di striscioni che possano inneggiare alla violenza: i vari Commandos, Brigate, Armata, ecc in voga all’epoca, in molti stadi diventano tabù; così come teschi, spade, stelle a cinque punte, aquile… Ma se da un lato il “potere” cerca di togliere, dall’altro concede: il neonato movimento, infatti, non è malvisto proprio da tutti, anzi molti Questori e qualche Ministro dell’epoca vede lo stadio come una valida alternativa alla strada. Per capire meglio bisogna sempre ricollegarsi alla difficile situazione sociale della fine degli anni ’70: l’estremismo politico e la delinquenza comune andavano ormai di pari passo, così come i morti in nome di ideali che si stavano sempre più svuotando del proprio significato sociale per riempirsi solo di fanatismo; ormai non c’era manifestazione di piazza che non degenerasse in autentici assalti alla forza pubblica ed al patrimonio (auto bruciate, vetrine infrante, ecc.). Di conseguenza la nascita dei gruppi ultras era vista anche come un modo per incanalare il disagio sociale e circoscrivere le bande giovanili sugli spalti, luogo in cui sicuramente erano molto più controllabili. Fu così che lo stato, nonostante tentasse di combattere con provvedimenti farsa la violenza negli stadi (I C.U.C.S. della Roma cambiarono nome in “Ragazzi della Sud” per qualche anno prima di tornare alla denominazione originaria, ma di fatto la gente che componeva il gruppo era sempre la stessa…), si guardò bene dallo sferrare il “colpo” decisivo. Gli ultras stessi, passato il momento difficile, tornarono più forti di prima, e nel decennio che andava a cominciare si affermarono definitivamente… In seguito al trionfo della Nazionale Azzurra ai mondiali di Spagna nel 1982 ci fu poi un vero e proprio “boom” della passione calcistica (peraltro già forte prima). Le fila dei gruppi ultras si ingrossano, il fenomeno arriva anche a Sud, dove prima era appannaggio soltanto delle grandi città, e dove la passionalità della gente fa si che venga ben presto colmato il divario con le tifoserie del Nord. Ogni squadra di ogni città, dalla A alla C2 e molto spesso anche nelle categorie minori, ha il suo fedele seguito di ultras; mentre nelle città che hanno dato vita al movimento, gli aderenti ai gruppi diventano centinaia, a volte anche migliaia. L’organizzazione è ancora “ruspante” sotto molti punti di vista: le uniche entrate arrivano dalle collette e dalle prime forme di tesseramento, le coreografie sono ancora i fumogeni recuperati dai treni, in trasferta ci si appoggia ancora (fino ai primi anni ’80) ai clubs di tifosi, e molti stadi (soprattutto nel meridione) sono assolutamente da evitare. La violenza, nonostante i buoni propositi del periodo post-Papparelli, non accenna a diminuire (anzi!) e la polizia nei primi anni del nuovo decennio è ancora latitante: “Fino al 1985, il servizio d’ordine allo Stadio Appiani per una partita normale di serie B, era composto da una camionetta di carabinieri posizionata nei pressi della Curva Nord, ed una camionetta di carabinieri posizionata nei pressi della Curva Sud. La scorta per le tifoserie ospiti non era prevista, eccezion fatta per le partite contro Vicenza e Triestina, le uniche considerate a rischio, il cui servizio d’ordine era composto da un pullman di carabinieri,ed i tifosi ospiti venivano scortati dalla stazione allo stadio e viceversa da un paio di volanti. In totale, circa una sessantina di carabinieri per partite che all’epoca richiamavano 12-13.000 spettatori” (Dalle parole di un ultras biancoscudato dell’epoca). I “modelli” degli ultras nostrani rimangono gli hooligans d’oltremanica (che nel 1980 faranno la loro passerella ai Campionati Europei in Italia), e proprio sul loro esempio molti gruppi nostrani si faranno un nome basandosi sulla propensione allo scontro, su tutti gli interisti (protagonisti di un’autentica battaglia con i romanisti nel 1981, con oltre venti giallorossi feriti per colpi da arma da taglio), atalantini e veronesi. Gli ultrà della Roma invece sono molto più propensi al vandalismo gratuito (furtarelli e danneggiamenti vari) che non allo scontro vero e proprio, ma in qualche maniera sono un punto di riferimento anche loro: per il tifo innanzitutto, ineguagliabile sotto tutti i punti di vista; e per la capacità di muoversi in massa ovunque e terrorizzare (quando anche non mettere a ferro e fuoco) intere città. Il loro atteggiamento “zingaresco” darà origine ad incidenti gravissimi con i tifosi fiorentini nel 1983, in seguito ai quali diversi arresti colpiranno esponenti di spicco della Curva Fiesole, decretando di fatto lo scioglimento del gruppo storico degli “Ultras”. Le tragedie non finiscono di funestare il mondo del calcio: nel febbraio 1983 Stefano Furlan, ultras della triestina, muore in seguito al pestaggio da parte di un’agente di polizia dopo il derby di Coppa Italia contro l’Udinese, diventando così idealmente una delle prime vittime della repressione (che verrà ben conosciuta da tutti solo molti anni più tardi). L’anno dopo un tifoso rossonero, Fonghessi, muore prima di Milan-Cremonese accoltellato da un “collega” appena maggiorenne, che lo aveva scambiato per un tifoso grigiorosso a causa della targa della sua auto. La nuova ondata di violenza preoccupa e non poco, ed in molte città i clubs di tifosi cominciano a prendere le distanze dai gruppi ultras, togliendo loro in pratica appoggi logistici ed economici, soprattutto per quanto riguarda le trasferte. Ciò porterà ad un nuovo salto di qualità da parte del movimento ultras, più che altro a livello organizzativo: la “colletta” di un tempo non basterà più, si cominceranno a stampare adesivi, magliette e le prime sciarpe col logo ed il nome del gruppo. Inoltre i ragazzi che appartengono ai gruppi ultras posseggono un’”arma” che non è certo appannaggio dei clubs: il senso del gruppo, dell’amicizia, il cameratismo… Tutte cose che fanno si che un’intera generazione di giovani si coaguli intorno alle curve, da cui piano piano verranno sfrattati i clubs. Gli ultras stanno vivendo la loro “età dell’oro”….
L'HEYSEL - Nel maggio 1985 Juventus e Liverpool si contendono la Coppa dei Campioni nella finale di Bruxelles. E’ un periodo in cui gli hooligans inglesi fanno molto parlare di se, e l’Uefa ha la bella idea di scegliere come sede della finale lo stadio “Heysel”, che tutto è tranne un’impianto in cui siano anche lontanamente rispettate le più elementari norme di sicurezza. Anche l’organizzazione ci mette del suo: per la finale verrano inviati 17.000 biglietti in Italia più altrettanti in Inghilterra. Gli altri verranno venduti sul luogo e molti ad immigrati italiani o tifosi bianconeri, fra cui anche quelli di un settore dello stadio, lo “Z-side”, fatiscente e confinante con la curva assegnata ai “Reds”. Morale della favola: gli inglesi alticci cominceranno il solito lancio di oggetti verso il “Z-Side”, per poi tentare una carica che porterà al cedimento di un cancello con conseguente schiacciamento di decine di persone. Molti altri moriranno poi nella calca provocata dal panico della folla. Sarà un’autentica strage: ben 39 morti, uno dei disastri calcistici più grandi del calcio europeo. Per ore l’Heysel sarà terra di nessuno, in cui la polizia non ha più il controllo della situazione ed in cui gli ultras bianconeri tenteranno di farsi giustizia sommaria. Poi la grande pagliacciata: si gioca per “motivi di ordine pubblico” (forse sarebbe stato più onesto dire “per esigenze televisive”)! Così, mentre la Juve si porterà a casa la sua prima Coppa dei Campioni e l’Inghilterra verrà esclusa per cinque anni dalle competizioni europee per club, i governi di tutta Europa cominciano a studiare nuove norme repressive per arginare il fenomeno del “tifo violento”: chiaramente ci vorrà il suo tempo per accertare le responsabilità di chi a Bruxelles era preposto all’organizzazione dell’ordine pubblico, ed i responsabili non pagheranno fino in fondo (senza nulla togliere alle responsabilità dei tifosi, che comunque furono i primi colpevoli della tragedia)! In Italia il “Reparto Celere” della polizia, che fino ad allora veniva utilizzato solo nelle manifestazioni di piazza, viene messo a svolgere servizio negli stadi, e vengono imposte le scorte per tutte le tifoserie in trasferta. È un cambiamento non di poco conto, ma gli effetti si vedranno solo negli anni a seguire: come già detto in quel periodo il movimento ultras italiano attraversa la sua fase di maggior splendore, le curve sono piene ed infuocate come mai più saranno, molti giovani e giovanissimi vengono dalla strada ed hanno palle a sufficienza per confrontarsi (alcuni hanno anche molto poco da perdere, va detto!) e la polizia comunque non è ancora sufficientemente organizzata. Molto spesso basta prendere il treno prima dell’orario previsto, o spostarsi nella stazione vicina per evitare la scorta e regalarsi così una giornata di puro divertimento. Inoltre c’è un altro fattore da tenere presente: in quel periodo non esiste fra le tifoserie italiane la mentalità dello “scontro con le forze dell’ordine”. La polizia è più che altro un “elemento di disturbo”, e gli scontri (con le dovute eccezioni) sono fra opposte tifoserie, anzi molto spesso la pula arriva a giochi già fatti… tutto questo porta chiaramente ad una visione ed un concetto di “mentalità ultras” molto diverso da quello di oggi: il primo nemico è il tifoso avversario, il concetto di solidarietà fra ultras è praticamente inesistente (anzi, in quel periodo in caso di “carica” dei P.S. verso gli ultras nemici si usava aizzarli con cori tipo “UC-CI-DE-TE-LI!”, oggi non si usa più anzi si canta contro le forze dell’ordine, ed in fondo è giusto così visto che gli anni sono troppo diversi e la repressione l’hanno provata tutti sulla propria pelle…). Anche per gli scontri le cose sono molto diverse: unica regola, OMERTA’ ASSOLUTA! Chi per pararsi il culo accusa i suoi amici in Questura è un infame, per il resto tutto (quasi) è lecito, tanto che nelle curve a partire dalla seconda metà degli anni ’80 comincerà ad esserci una paurosa diffusione delle armi da taglio, una pessima abitudine che una volta sfuggita di mano creerà non pochi problemi al movimento stesso….
COPERTINE E SCISSIONI - Ma a partire dalla metà degli anni ’80 una nuova tendenza si diffonderà sempre di più all’interno della società italiana, trasferendosi da li alle curve: l’immagine! Siamo nell’epoca dei paninari e della disco-music, in cui al contrario del decennio precedente l’”apparire” comincia a prendere il sopravvento sull’”essere”. Di conseguenza anche nelle curve cominciano a perdersi di vista molti valori che avevano fatto grande il decennio precedente: i vecchi fumogeni non bastano più , è il periodo delle coreografie su vasta scala. Si parte con i bandieroni copri-curva per poi passare ai cartoncini, le bandierine… spettacoli sempre più elaborati che portano alla ribalta i ragazzi ultrà per le capacità organizzative ed inventiva. Sul campo coreografico tifoserie come romanisti, sampdoriani e napoletani verranno copiate ed imitate un po’ in tutta Europa. Dall’altra parte ci sono “gli integralisti” (veronesi, bergamaschi, ecc), privi di capacità coreografiche particolari ma portati a cantare ed a scontrarsi secondo tradizione. Inoltre in quegli anni sia Verona che Atalanta conosceranno la scena europea permettendo alle rispettive tifoserie di farsi conoscere e rispettare sui campi più caldi del Vecchio Continente: durante una trasferta a Belgrado con la Stella Rossa, ultras del Partizan aiuteranno le Brigate Gialloblù ad uscire dallo stadio nonostante il lungo assedio dei “Delije” della Stella Rossa. Questo fatto darà inizio ad un’amicizia fra le tifoserie dell’Hellas e del Partizan, tanto che in più di un’occasione sugli spalti del Bentegodi si potrà vedere lo striscione “Brigate sez. Belgrado”. Anche a Salonnico le Brigate Gialloblù se la vedranno brutta; mentre nel 1988 l’Atalanta arriva addirittura alla semifinale di Coppa delle Coppe, mentre Brigate Nerazzurre e Wild Kaos imperversano nei campi di mezza Europa, dal Galles alla Grecia al Portogallo fino alla semifinale di Mechelen in Belgio, dove 6.000 supporters nerazzurri faranno il bello ed il cattivo tempo, scontrandosi anche con la polizia locale che sarà costretta a respingerli a colpi d’idrante. Tre anni più tardi i bergamaschi si confermeranno come una delle migliori tifoserie d’Europa, presentandosi a Zagabria in 400 a pochi giorni dallo scoppio della guerra civile nell’ex-Jugoslavia, tutti muniti di baschetti da minatore nerazzurri! Chiaramente in Italia queste due tifoserie avevano ben pochi rivali, se si escludono i gruppi delle grandi città o i vicini di casa bresciani, all’epoca relegati però in categorie inferiori. Entrambe erano forse le uniche tifoserie del Nord Italia a seguire la propria squadra anche nei più pericolosi campi del Meridione, mentre le stesse Brigate del Verona più di una volta hanno fatto numeri impensabili per qualsiasi gruppo dell’epoca presentandosi in stadi come Roma e Milano senza scorta a cercare lo scontro…
Verso la fine del decennio cominciano anche le prime scissioni all’interno del movimento: dapprima nelle curve delle grandi città, poi piano piano anche nei piccoli centri, gruppi sempre più vasti cominciano a non riconoscersi più nella guida dei cosiddetti “gruppi storici”, accusando i capi di aver tradito la mentalità ultras originaria per vendersi al business ed ai compromessi. Nelle curve prendono piede una serie di scissioni e di gruppuscoli che vanno controcorrente rispetto al resto della curva, spesso anche in senso ideologico(anche se la politica all’epoca è ancora molto lontana dall’entrare “di forza” negli stadi…). Una delle prime piazze a conoscere queste scissioni sarà la Roma giallorossa: nel 1987 viene acquistato Manfredonia, giocatore ex-bandiera della Lazio odiatissimo dal pubblico romanista. Il Commando Ultrà si spacca fra favorevoli e contrari all’arrivo del giocatore: quelli fedeli alla linea dura manterranno la denominazione originale, gli altri prenderanno il nome di “Vecchio CUCS”; una spaccatura che finirà per rovinare per sempre quella che all’epoca era considerata unanimemente la “curva più bella d’Europa”… a sua volta l’ala più radicale del CUCS darà vita qualche anno più tardi a “Opposta Fazione”, formazione fortemente elitaria. I cugini laziali da questo punto di vista non stanno meglio: da una costola degli “Eagles Supporters” quello stesso anno nascono gli “Irriducibili” (oggi alla guida della curva laziale); che seguono uno stile ed un modo di tifare più “all’inglese”, senza tamburi, con striscioni di dimensioni più ridotte (rispetto a quelli lunghissimi in voga all’epoca), bandiere a doppia asta, cori secchi e potenti. Proprio loro anticiperanno quello che sarà lo stile del futuro, ma per il momento rappresentano solo una “spina nel fianco” che creerà una spaccatura mica da ridere in Curva Nord. A Milano, sponda nerazzurra, vedono la luce gli “Skins”, gruppo che in soli tre anni sarà protagonista di autentici macelli; mentre dalla parte rossonera viene fuori il “Gruppo Emergente” che in seguito cambierà nome in “Gruppo Brasato”, altri “gioiellini” niente male… A Bergamo sono già attivi da tempo i “Wild Kaos”, mentre a Firenze è l’epoca degli “Alcool Campi”, altro gruppo che avrà vita breve ma che riuscirà a lasciare un bel segno nella Fiesole… Bisogna tener presente anche un altro particolare: in quel periodo nelle curve è molto diffusa l’eroina (di stato?), che farà vittime anche fra i capi storici, elementi che in qualche maniera avevano tenuto in piedi la baracca fino ad allora. Queste “defezioni” unitamente alle spaccature in atto, porteranno ad una lenta disgregazione delle curve, di cui all’epoca ancora non si vedono gli effetti…
INIZIA L'EPOCA DELLA REPRESSIONE - Anche questo decennio, come il precedente, si chiuderà nel segno della tragedia: nell’ottobre 1988 Nazzareno Filippini, ultras dell’Ascoli, rimarrà ucciso al termine di Ascoli-Inter: della sua morte verranno accusati alcuni capi degli “Skins” nerazzurri. Il 4 giugno 1989 a San Siro prima di Milan-Roma, Antonio De Falchi viene aggredito da alcuni ultras milanisti facenti parte del “Gruppo Brasato”e morirà per arresto cardiaco (ma sulla vicenda non è mai stata fatta piena luce…); lo stesso giorno una bomba molotov lanciata d amembri dell’”Alcool Campi” contro il treno speciale che trasportava a Firenze gli ultras bolognesi provoca il grave ferimento di Ivan Dall’Oglio, appena 14enne. Tutto ciò non gioverà alla salute del movimento, anzi darà un contributo determinante alla militarizzazione degli stadi ed alle nuove leggi che il governo emanerà (come sempre!!!) sull’onda dell’emergenza e della spinta dell’opinione pubblica. Certo, non tutti se ne rendono conto subito, ma questo sarà solo il primo passo verso lo “stato di polizia” presente oggi negli stadi. Il Consiglio dei Ministri, prendendo spunto da una precedente sentenza del Tribunale di Rimini (che nel 1982 aveva condannato un ultras romagnolo a non seguire le partite del Rimini per un periodo di un anno, caso unico in Italia all’epoca), emana una direttiva secondo la quale ai tifosi arrestati o denunciati a piede libero per episodi di violenza da stadio viene applicato il divieto d’accesso a tutti i luoghi ove si svolgano manifestazioni sportive per un periodo di tempo variabile da un mese ad un anno, a seconda della gravità dei casi. Tale provvedimento potrà essere applicato a discrezione della Questura, e si tratta di un provvedimento amministrativo. Cosa significa? Significa che se da un lato ha lo stesso valore e la stessa rilevanza penale di una multa per divieto di sosta, dall’altro può essere applicato in assenza di prove e senza un processo. In parole povere un ultras può essere condannato a non seguire la propria squadra per un periodo di tempo, senza che abbia la possibilità di difendersi in un regolare processo, basandosi semplicemente sulle supposizioni e sulla discrezione del questore di turno! Molte volte gli stessi processi non si svolgeranno mai per decorrenza dei termini, e molto spesso vedranno l’assoluzione stessa degli imputati che nel frattempo hanno scontato un anno di diffida da innocenti!passeranno diversi anni prima che “l’inghippo” relativo alla diffida diventi materia di studio per avvocati, nel frattempo se ne vedranno le conseguenze nelle curve…

mercoledì 13 luglio 2011

il DECALOGO Ultras

Regole dell'essere Ultras degli anni '90: attacamento perpetuo al punto uno.. al punto sei il rispetto verso la propria città ...!

sabato 28 agosto 2010

La Fabbrica Valdardese di pezze, drappi e striscioni

Un polveroso e buio scantinato in una nota zona della città.. è qui che nascone pezze rossonere e drappi per due-aste, striscioni, ecc.
Tintura o meglio smalto per balconi, pennelli, nastro adesivo e tanto estro...


martedì 24 agosto 2010

LA CATERVA AURINEGRA Peñarol

LA CATERVA AURINEGRA: la Barra Brava più numerosa, più famosa e più temuta dell'Uruguay al seguito de los carboneros del Club Atlético Peñarol.
La Caterva (la moltitudine incontrollata) è nata agli inizi degli anni '70 ed è suddivisa in più bande. "La Banda de los Feos" e "La 14" le più importanti.
Il tifo organizzato giallonero del club di Montevideo, quello della curva Amsterdam dello stadio Centenario (76.000 posti) è stato il primo a introdurre stendardi verticali ad aste ed a portare in curva ombrelli per dare colore.
Il luogo di ritrovo è "el Ombú" il passaggio da percorrere quando si esce dallo stadio.
Accessissimo il derby con il Nacional de Montevideo, la rivalità con La Banda del Parque e le sfide con le altre compagini Sudamericane (River Plate, Boca Junior, ecc.)

UN PO' DI PIEMONTE IN URUGUAY
Il CLUB ATLÉTICO PEÑAROL, noto come Peñarol, è una società calcistica di Montevideo, in Uruguay.
Fu fondata il 28 settembre 1891 col nome di Central Uruguay Railway Cricket Club (CURCC), che mantenne fino al 13 dicembre 1913, quando cambiò denominazione in Club Atlético Peñarol (dalla città italiana di Pinerolo), anche perché tra i soci fondatori alcuni erano di origine piemontese. Lo stesso nome, "Peñarol" ricalca quello di un quartiere di Montevideo, sorto attorno ai possedimenti di Giovan Battista Crosa, pinerolese e maestro della corale che nel 1770 venne chiamato in Uruguay, e li' fece fortuna.
I colori sociali, il giallo e il nero, sono ispirati alla colorazione dei segnali e delle barriere ferroviarie.
Nelle sue file militarono campioni come Alcides Ghiggia, Juan Alberto Schiaffino, Julio César Abbadie, Rodolfo Sansone, Obdulio Varela, Roque Máspoli, Luis Cubilla e Ladislao Mazurkiewicz.
Nel suo palmares si contano 45 campionati uruguaiani, di cui 5 vinti come CURCC, 5 Coppe Libertadores e 3 Coppe Intercontinentali, titoli che rendono il Peñarol la più titolata squadra uruguaiana. Il club è stato incoronato miglior del XX secolo in Sudamerica dall'IFFHS, istituto riconosciuto dalla FIFA, il 17 settembre 2009.
È tra le cinque squadre al mondo che siano riuscite a centrare in due occasioni, nel 1961 e nel 1982, il Treble composto dai 3 titoli di campione del proprio paese, del continente e del mondo. Ci sono riuscite anche, il classico rivale, Nacional Montevideo (1971 e 1980), Ajax (1972 e 1995), Boca Juniors (2000 e 2003), Manchester United (1999 e 2008). Nell'agosto 2007 è stato invitato in Italia dal Torino per disputare il Trofeo del Centenario, partita celebrativa dei festeggiamenti per i primi cento anni della società granata. Approfittando della trasferta, la squadra ha fatto visita a Pinerolo, dove è stata ricevuta in Comune dal sindaco.


lunedì 19 luglio 2010

Poeti maledetti...

Bertrand, Gérard, Baudelaire, Nouveau, Antonin Artaud... e a Fiorenzuola il Poeta Anonimo Rossonero ogni domenica fra noi ad allietarci con i suoi magnifici e sublimi versi sulle pagine del forum... un po sacro un po profano ....sempre riservato il poeta ma allo stesso tempo accattivante, irriverente, esilarante, trasgressivo, peccaminoso...
...le fighe caste (mica tanto) di fiorenzuola tutte pazze per lui...

io ci sarro' e tifero'
il fiore correra'e il cuor ci mettera'
rosi giochera' ed il goal fara'
il fiore vincera' per la gioia degli ultras

sul pulman canteremo ed il tifo noi faremo
con la birra brinderemo per il magico sostegno
un sorriso strappera' al capo delgli ultras
Sozzi felice sara' ed un pompino lui donera'
con la bocca piena cantera' sono io il capo degli ultras

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il pareggio con Chiurato e' stra meritato
anche se jameson ha spruzzato il fiore a pareggiato
in gran forma e' Anelli che si fuma gli spinelli
ma male non gli fa' perche' parar lui sa' far

Gigi Lucertola e' mancato perche' la boliviana gliel'ha menato
ma il tifo non e' mancato ed il bandierone rossonero hanno sventolato
tutti i cori sono cantati ed i ragazzi si sono eccitati
Perazzi ha salutato per un tifo che non e' mai mancato
anche se a volte c'e' un po' di sfiga tutti in coro gridiamo viva la FIGA!

AlzanoCene-FIORENZUOLA 1-1 (ottobre 2009)

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I Palentini sono arrivati e la festa si sono beccati
gioia, birra e fantasia han portato, per un fiore un po' sfortunato,
ma questo non conta molto, per una amicizia a tutto tondo
i doni ci hanno lasciato, una sciarpa ed un capellino per un bichier di vino
il chisolino hanno mangiato, che il baracchino ha preparato
da Imo abbiam concluso, con la birra e l'osso buco
ma il finale e' spumeggiante una sorpresa ammirante
Anthony si e' commosso, per il dono suntuoso
la maglia viola gli e' arrivata, la Sara glie l'ha mandata
ora non ci sono scuse, mio giovane ultra' quando si va la' tu devi ficca' ficca' ficca'
un grazie a tutti belli e brutti (berle')
il Mosca e' un gran campione per una storica passione....

FIORENZUOLA-Tritium 0-3 (14-15 Novembre 2009)

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Domenica speciale,per il fiore d'amare
e' febbraio ed e' tornato un geno-ano un po' malato
un cappelino ha foggiato con una scritta da lui amata(we are genoa=avanti genoa-sua traduzione)
in gradinata si e' sentita, la mancanza del piu' bello
carlo monza sei er meglio

l'ex campione e' tornato e l'applauso e' scattato
in un coro si e' alzato per marco sgro' mai dimenticato
anche se d'avversario ci ha sfidato un grande uomo non va dimenticato

la gradinata e' sempre quella con sozzi, i suoi capelli ed in fila tutti i piu' belli
il mosca e' sparito,con la riffa c'ha deriso il primo premio a parma e' finito
alla fine sozzi si e' trovato con la macchina stra' inzozzata
fabbio il rosso e' sparito,ed e' andato a far del "bello" facendo frullare il baccarello

ma alla fine quanto e' divertente passare la domenica tra questa "bella" gente


FIORENZUOLA-Colognese 0-0 (21 Febbraio 2010)

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Eccomi,nessuna poesia per il fiore
un commento caldo e un po' freddo,non credo che i tifosi si siano comportati male,hanno sempre difeso e sostenuto la squadra
nel bene e nel male con molto rispetto,forse come tifo un po' troppo generoso,mai una brutto commento mai una vera presa di
posizione,diciamolo un tifo buono,corretto che ama ed adora i propri colori,ed e' giusto cosi...
in tutto questo,si e' parlato di un chiurato un po' troppo freddo ,nel dopo partita,ebbene lui,forse,ha fatto al cosa giusta,un saluto e poi a casa onesto,sincero,in campo ha dato tutto ed e' quello che conta...
ramundo,simpaticone sempre presente nel dopo partita,un saluto mai negato ma in campo,non serve.Serve piu' esperinza serve uno che
insegni,una persona che metta l'anima,non che commetta errori da principiante...
potrei parlare di tutto al squadra,ma perche' loro 2,perche' sono quelli che devono e che,all'inizio di campionato,avevano il diritto di portare un po' piu' d'esperinza nel gruppo,certo,in 2 non si fa' un campionato...
cmq,il tifo piu' di cosi non puo' e non poteva fare,ora bisogna solo attendere e capire di che morte morire...
SPERANZOSO,SI,FIDUCIOSO,NO...
MAGICO FIORE


Caravaggio-FIORENZUOLA 2-0 (25 Aprile 2010)

lunedì 5 luglio 2010

COLORI SOCIALI, ROSSONERO COME NOI!

Rossonero! Rossoneri! Non sono tante le società di calcio che hanno come noi il rosso e il nero, come colori sociali, alcune non esistono più. Nella top ten svettano il bianco-rosso e il bianco-blu. Poi senz'altro il rosso-blu, il giallo-blu e l'azzurro. Siamo allo stesso livello del bianco-nero forse, del giallo-rosso, del bianco-verde che in tanti non mandano giù.
Rosso-neri come il Diavolo! Come il grande Milan! Rosso-neri e quando si giocavano i derby contro il Fidenza e la Pontolliese sembrava di giocare in piccolo Milan-Juventus.

...salgono dal tunnel, per entrare in campo, sono rossonere e hanno le tre rose della città sul petto.

Rosso-neri come noi (per la gioia di Carlo Monza, così potrà girare tutto il mondo):
A.C. MILAN (Lombardia)
FOGGIA (Puglia)
LUCCHESE (Toscana)
NOCERINA (Campania)
LANCIANO (Abruzzo)

SORRENTO (Campania)
AVERSA S.I.S. (Campania)
SANT'ANGELO LODIGIANO (Lombardia)
VOGHERA (Lombardia)
CARPENEDOLO (Lombardia)
NOICATTARO (Puglia)
A.S. NOJA (Puglia)
AOSTA (Valle d'Aosta)
SARZANESE (Toscana)
CASTROVILLARI (Puglia)
OMEGNA (Piemonte)
SARZANESE (Toscana)
DOMEGLIARA (Veneto)
THIENE (Veneto)
COLLEFERRO (Lazio)
VALDIANO (Campania)
PALMESE (Campania)
FONTANAFREDDA (Friuli Venezia Giulia)
VJS VELLETRI (Lazio)
PASSIRIO MERANO (Trentino Alto-Adige)
NUOVO TERZIGNO (Campania)
ACRI (Calabria)
SAN MARCO CABRAS (Sardegna)
FOLGORE CASTELVETRANO (Sicilia)
PORFIDO ALBIANO (Trentino Alto-Adige)
CONTARINA (Veneto)
RADICONDOLI (Toscana)
CASELLE (Piemonte)
CBS CALCIO (Piemonte)
BRONI (Lombardia)
PRO PIACENZA (Emilia-Romagna)
MALBA F.C. (Emilia-Romagna)
MEDESE (Lombardia)
FOLGORE PIACENZA (Emilia-Romagna)
ABM ALTEDO (Emilia-Romagna)
PORTUENSE PORTOMAGGIORE (Emilia-Romagna)
GALILEO GIOVOLLEY (Emilia-Romagna)
BURANA (Emilia-Romagna)
REAL RENO (Emilia-Romagna)
BESOZZO (Lombardia)
F.C. VERBANO (Lombardia)
MOTTESE (Lombardia)
MAROSTICENSE (Veneto)
AUDACE SAN MICHELE (Veneto)
SAN GIOVANNI TRIESTE (Friuli Venezia-Giulia)
PRO FAGAGNA (Friuli Venezia-Giulia)
CRETONE CASTELCHIODATO (Lazio)
REAL TUSCOLANO (Lazio)
SELCI NARDI (Umbria)
AMBROSIANA (Veneto)
ASD FOLGORE SELINUNTE (Sicilia)
ANGELO STEFANIZZI SOGLIANO (Puglia)
S.S.V. AHRNTAL (Trentino-Alto Adige)
A.S.D. VALLE AURINA (Trentino-Alto Adige)
S.C. SANKT GEORGEN (Trentino-Alto Adige)
CERRETO (Marche)
PRATOVECCHIO (Toscana)
ORTYGIA ORTUCCHIO (Abruzzo)
PRO MATERA (Basilicata)
U.S.I. GRIGNASCO (Piemonte)
S.S. ARGENTINA ARMA (Liguria)
U.S. SAMPIERDARENESE (Liguria)
A.S. ARIANESE (Veneto)
S.S. SAN GIOVANNI TRIESTE (Friuli Venezia-Giulia)
PORTUENSE (Emilia-Romagna)
U.S. PESCIA (Toscana)
S.S. PROVINCIALE MESSINA (Sicilia)
POLISPORTIVA BRONTE (Sicilia)
SAN SPERATE (Sardegna)
A.S.D. PIETRAMONTECORVINO (Molise)
LACCO AMENO (Campania)
RIVER URBINELLI (Marche)
VARDAR SKOPJE (Macedonia)
MINERUL LUPENI (Romania)
PÙCHOV (Slovacchia)
KABEL (Serbia)
ZELEZNICAR (Serbia)
VELLAZNIMI (Serbia)
LOKOMOTIV MEZDRA (Bulgaria)
PECSI MSC (Ungheria)
HONVÉD (Ungheria)
HFC KISPEST (Ungheria)
FLAMURTARI VALONA (Albania)
KS KASTRIOTI KRUJË (Albania)
LAÇI (Albania)
FC KHIMKI (Russia)
FC MOSKVA (Russia)
FC ADMIRA WACKER MÖDLING (Austria)
VORWÄRTS STEYR (Austria)
ST. STEFAN/LAVANTTAL (Austria)
FAVAC 1910 (Austria)
ANIF (Austria)
VOITSBERG (Austria)
OSTBAHN XI (Austria)
INNSBRUCKER AC (Austria)
SEMMERING (Austria)
FAVORITNER (Austria)
UNTERSIEBENBRUNN (Austria)
BAD BLEIBERG (Austria)
NEUCHATEL XAMAX (Svizzera)
ÉTOILE-SPORTING (Svizzera)
BULLE (Svizzera)
MÜNSINGEN (Svizzera)
MUTTENZ (Svizzera)
NIZZA (Francia)
GUINGAMP (Francia)
BOULOGNE (Francia)
RENNES (Francia)
LES HERBIERS (Francia)
MARSEILLE ENDOUME (Francia)
FLEURY-MÉROGIS (Francia)
SC DU LAS (Francia)
SAINT-ALBAN OMNISPORT (Francia)
SO CHOLET (Francia)
THOUARS FOOT 79 (Francia)
DARING CLUB DE BRUXELLES S.R. (Belgio)
FC BRUSSELS (Belgio)
RWD MOLENBEEK (Belgio)
FC SPARTAK TRNAVA (Slovacchia)
VIKTORIA PLZEN (Repubblica Ceca)
PORTHMADOG (Galles)
NEWTOWN AFC (Galles)
GUILSFIELD (Galles)
PENRHYNCOCH (Galles)
ABERYSTWYTH UNIVERSITY (Galles)
PRESTEIGNE ST. ANDREWS (Galles)
BAYER LEVERKUSEN (Germania)
EINTRACHT FRANCOFORTE (Germania)
SC FREIBURG (Germania)
HANNOVER 96 (Germania)
INGOLSTADT 04 (Germania)
WEHEN SV WIESBADEN (Germania)
SSV REUTLINGEN (Germania)
FC EINTRACHT RHEINE (Germania)
DRESDNER SC (Germania)
ALTONA 93 (Germania)
SG SONNENHOF GROßASPACH (Germania)
JIPPO JOENSUU (Finlandia)
DUNDALK FC (Irlanda)
CRUSADERS FC (Irlanda)
BOHEMIANS FC (Irlanda)
TOBERMORE UNITED FC (Irlanda)
COOKSTOWN OLYMPIC (Irlanda)
SEAGOE (Irlanda)
LOWER MAZE (Irlanda)
FIVEMILETOWN UNITED (Irlanda)
KILLYLEAGH YOUTH (Irlanda)
EAST BELFAST (Irlanda)
GROVE UNITED (Irlanda)
DUNDONALD (Irlanda)
BRYANSBURN RANGERS (Irlanda)
SUFFOLK (Irlanda)
NEWTOWNE (Irlanda)
AFC BOURNEMOUTH (Inghilterra)
EASTBOURNE BOROUGH (Inghilterra)
HISTON (Inghilterra)
KETTERING TOWN (Inghilterra)
LEWES (Inghilterra)
WOKING (Inghilterra)
Siah Jamegan Khorasan FC (Iran)
HB TORSHAVN FC (Islanda)
FC FOLA (Lussemburgo)
MONDERKANZH (Lussemburgo)
AMSTERDAMSCHE FC (Olanda)
HELMOD SPORT (Olanda)
EXCELSIOR ROTTERDAM (Olanda)
RAP AMSTERDAM (Olanda)
STEDOCO 1946 (Olanda)
PANACHAIKI (Grecia)
KALAMARIA (Grecia)
FK SLOBODA TUZLA (Bosnia)
NK CELIK ZENICA (Bosnia)
ESKISEHIRSPOR (Turchia)
S.D. LEMONA (Spagna)
R.C.D. MALLORCA (Spagna)
C.D. MIRANDÉS (Spagna)
C.D. AZUQUECA (Spagna)
U.D. MONTIJO (Spagna)
AYAMONTE CLUB DE FUTBOL (Spagna)
ARENAS CLUB DE GETXO (Spagna)
DEPORTIVO AZUQUECA (Spagna)
FC SANTBOIÀ (Spagna)
CORTES C.D. (Spagna)
C.D. CHURRIANA (Spagna)
C.D. CIEZA (Spagna)
HUÉRCAL-OVERA C.F. (Spagna)
SPORTING CLUBE OLHANENSE (Portogallo)
SINTRA (Portogallo)
DOUGLAS HAIG PERGAMINO (Argentina)
SAN LORENZO DE MAR DEL PLATA (Argentina)
PATRONATO (Argentina)
CLUB ATLÉTICO CHACARITA (Argentina)
CLUB ATLÉTICO NEWELL'S OLD BOYS (Argentina)
CLUB ATLÉTICO COLÓN (Argentina)
ITUANO (Brasil)
SÃO PAULO FC (Brasile)
FLAMENGO (Brazil)
VITÓRIA (Brasile)
SPORT CLUB DO RECIFE (Brasile)
ATLÉTICO CLUBE GOIANIENSE (Brasile)
SANTA CRUZ (Brasile)
CAMPINENSE (Brasile)
CONFIANÇA ESPORTE CLUB (Brasile)
PARAÍBA (Brasile)
ATLÉTICO PARANAENSE (Brasile)
U.E. COELHO DA ROCHA (Brasile) 
ITAPERUNA ESPORTE CLUBE (Brasil)
C.D. ATLAS DE GUADALAJARA (Messico)
F.B.C. MELGAR (Perú)
CÚCUTA SPORTS CLUB
RESBALOSOS FÚTBOL CLUB (Cile)
DEPORTIVO LARA (Venezuela)
PORTUGUESA FÚTBOL CLUB (Venezuela)
GUAROS DE LARA (Venezuela)
CARACAS FC (Venezuela)
BASÁÑEZ (Uruguay)
RANGERS DE TALCA (Cile)
D.C. UNITED (Stati Uniti)
CONSADOLE SAPPORO (Giappone)


domenica 14 marzo 2010

UN ANNO DI BLOG!

Compie un anno il nostro blog www.ultrasfiorenzuola.blogspot.com, il blog degli ULTRAS FIORENZUOLA.

Nato per dare un identità al tifo organizzato fiorenzuolano e per sopperire alla mancanza di un sito ufficiale dell’U.s. che fornisca informazione, è diventato pure prezioso album dei ricordi, ha affiancato il Forum ovvero la voce libera dei tifosi rossoneri, ha cercato di contagiare, di coinvolgere, di tenere viva la fiamma della passione per la gloriosa squadra di calcio del paese.

Perché piccolo è bello! Perché le radici, le tradizioni e l’amore per le cose di casa nostra non devono morire! Sì signori! “Moglie e buoi dei paesi tuoi” insegna e calza a pennello perché per noi questo appassionato proverbio deve valere anche per l’attenzione e l’interesse verso le belle cose della nostra piccola cittadina e in queste belle cose lasciatemelo dire, il Fiore occupa un posto d’onore. Perché il passato che abbiamo noi in pochi possono vantarlo. Negli anni ’90 gli straordinari successi a livello nazionale del Fiore hanno fatto da sponsor alla nostra città facendola conoscere all’Italia intera. Un eredità, un patrimonio che viene dal passato e che va salvaguardato e valorizzato nel tempo con questa specie di museo nel web.

E così ci siamo sbizzarriti e lo faremo anche negli anni a venire. IL NOSTRO DIARIO DI BORDO fatto di Sport, tradizioni e vita cittadina che si mescoleranno ancora una volta in un tutt’uno per la gioia dei nostri affezionati lettori.
I risultati sono stati lusinghieri registrando una media oltre 200 visite giornaliere. Un po’ meno allo stadio dove la gente latita ancora, nonostante le buone prestazioni del Fiore in serie D (la nostra serie A!).
Abbiamo postato in questo primo anno di vita con cura e tanta passione una serie impressionante di foto, resoconti, dispacci e aneddoti delle domeniche degli sportivi fiorenzuolani vissute a bordo campo durante le partite del Fiore.
Il blog raccoglie, come detto, anche notevoli dati statistici sulla gloriosa U.S. FIORENZUOLA Calcio 1922, foto di amarcord, storia di Fiorenzuola città e poi tanti dati sulla storia dei campionati di serie C, serie D ed Eccellenza Emiliana. Molto frequentato a livello nazionale lo spazio dedicato ai gruppi ultras italiani con le storiche interviste della rivista Supertifo.

Buon Compleanno BLOG!!! GRAZIE LETTORI! …E FORZA FIORE!!!