martedì 27 settembre 2016

saltare i fossi per il lungo

L'esperienza di ETTORE GUGLIERI, l'esterno torna a disposizione di Salmi
Con la Toscana ho un rapporto particolare. Calcisticamente parlando ho legato grazie ad un coach sconosciuto che allenava in un paesino chiamato Ponte a Egola e che poi è diventato qualcuno. Lui leggeva e si affascinava all'idea di poter venire a fare una partita a Fiorenzuola. Lo ringrazio ancora oggi per quella bottiglia di vino.
Non ho ricordi calcistici di questa Colligiana, prossima avversaria del Fiorenzuola, ma so che non sarà una passeggiata per noi.
Contro l'Adriese sono arrivati i primi tre punti. Punti davvero importanti. E' arrivato anche il primo squillo firmato dal centrocampista Andrea Barbieri, arrivato questa estate dalla Berretti della Cremonese. Barbieri ha soli diciannove anni anche se a vederlo dalla gradinata ne dimostra molti di più per personalità e tecnica. Mossa azzeccata quella di Francesco Salmi che a sorpresa lo schierato in campo con la maglia numero dieci in una posizione del campo a volte quasi in linea con le due torre gemelle Reggiani-Bagaglini altre dietro il tridente d'attacco.
Barbieri non è il solo giovane ad aver stupito nell'anticipo di sabato sera. Anche l'altro Andrea, che è biondo e fa la punta però, era partito timoroso in Coppa contro il Castelvetro e al debutto al Comunale contro Ravenna. Storchi, contro l'Adriese ha corso forsennatamente per tutti i cento e passa minuti del match, servendo l'assist del gol a Barbieri. Bene anche il tarchiatello Pezzi, attaccante classe 1997 che da solo sa tenere su la squadra. Bene anche gli esterni bassi: il fiorenzuolano Paolo Contini al debutto in Rossonero e il bielorusso Yan Koliatko. Alessandro Vagge che ha salvato il risultato. Sorpresa Botchway poi. Piovani che lo ha allenato alla Berretti della Feralpi Salò lo aveva detto. Jason ha risposto alla grande nel match del debutto, asso nella manica calato da Salmi. Insomma, nonostante qualche mugugno per il poco gioco espresso nel primo tempo comincia a piacermi questo Fiorenzuola giovane e sfigato che nonostante l'accumularsi delle difficoltà non molla, non si abbatte e corre, suda, lotta con ordine su ogni pallone. Grande tenacia ripagata con una vittoria che da morale in un momento non facile. Gioco-forza la voglia di giocare e spaccare il mondo dei nostri giovani. Salmi lo aveva detto: "l'età deve essere la nostra forza". E se alla fine quelli con il fiatone e la lingua fuori erano i trentenni vestiti di granata i nostri al termine del match avrebbero potuto ancora saltare canali e fossi per il lungo. Hanno approfittato del sabato lavorativo per andare a fare serata. Meritata.
Ancora strepitoso fra i pali
Domenica si va a Colle Val d'Elsa, nella insidiosa tana della Colligiana (al quarto anno consecutivo di serie D) e ci aspetterà di sicuro un bell'ambientino. Non ci sono precedenti se non quello della stagione 1996-97 credo, spareggi Nazionali Juniores fra le vincenti dei rispettivi raggruppamenti regionali. Il ragazzi della Juniores del Fiorenzuola di mister Barbieri schiantarono contro quella Colligiana.
Stefano Sodero
Fiorenzuola 1990-91
Ecco se leggo, di Toscana e di mute a strisce bianco-rosse mi salta in mente il CuoioPelli e la Rondinella. Il Cuoiopelli era una società toscana in voga in serie C2 alla fine degli anni 90. Non tutti si ricordano, ma dal Cuoiopelli pescammo il primo acquisto da professionisti nell'estare del 1990, era l'attaccante Marco Ramacciotti. Acquisto che poi non si concretizzò. Formalizzamo invece l'arrivo dal club toscano del talento Stefano Sodero. Un vero flop in Rossonero.
Tornando alla serie D attuale, dopo una partenza falsa i biancorossi allenati dall'ex milanista Stefano Carobbi hanno centrato il primo risultato utile andando a raccogliere un pareggio pesante sul terreno del quotato Delta Rovigo. In vantaggio con il 1998 Katriel Islamaj i toscani hanno subito il ritorno dei padroni di casa per poi trovare il pareggio nel finale con Venuto attaccante classe 1997 (8 reti lo scorso anno).
Squadra giovane questa Colligiana che vuole risalire la china. Siamo giovani anche noi e può essere il valore aggiunto anche se i ritorni di gente di esperienza come Guglieri e Bouhali possono dare una spinta in più nel gioco e nel reparto spedizione di palloni ai nostri attaccanti. Dall'ex capitano del Lecco ci si aspetta una grossa mano. Se torna decisivo sulla mancina come nel primo anno in Rosso-nero può dare un aiuto fondamentale a questo Fiorenzuola. Problemi di assenze si e grossi, ma di formazione crediamo proprio di no. Dopo queste prime battute sembra chiaro l'intento di coach Salmi di far giocare tutti (chi sta meglio, e in funzione delle scelte tattiche) e che il posto fisso è un sogno anni 80/90'. Tenendo tutti sulle corde potremmo disporre nel nostro piccolo di un ventaglio di scelte non indifferente.
Contro la Colligiana giochiamo ancora di sabato. Porterà bene?


Alvini, dagli amatori al professionismo scrivendo la storia del Tuttocuoio
(01.05.2015 di Andrea Chiavacci) 
Prima della gara di andata parlammo dell'interessante storia del calcio a Ponte A Egola. Una realtà che fino a pochi anni fa si barcamenava con orgoglio nei piccoli campi di provincia e negli ultimi anni è arrivata fino al professionismo. Un uomo sicuramente ha contribuito in modo decisivo a scrivere le pagine di questa bella favola di paese: Massimiliano Alvini. Ultima perla questa splendida e comoda salvezza conquistata con due turni d'anticipo.
Alvini nasce a Fucecchio il 20 Aprile del 1970 e oltre che una grande passione per il palio che si disputa nella sua città, si interessa decisamente al calcio. Anche qui è più una passione, appunto, che un lavoro, visto che da calciatore non va oltre la terza categoria. Nel 1995-'96 inizia ad allenare a livello amatoriale con l'A.C. Ferruzza di Fucecchio. Sembra tutto un gioco, ma qualcuno intuisce che Alvini può diventare un allenatore vero. Il Signa gli offre la panchina degli Juniores regionali nel 2001. Un piccolo scorcio di stagione basta per fare un primo piccolo salto di qualità. La società fiorentina è soddisfatta del suo lavoro e lo promuove alla guida della  prima squadra in Promozione. Alvini porta il Signa fino al secondo posto e ottiene il passaggio in Eccellenza tramite i play-off. Alla prima stagione al piano superiore arriva il 14° posto che significa play-out con il Camaiore. Un doppio 1-1 condanna Alvini alla prima, e finora unica, retrocessione in carriera per un peggiore piazzamento nella regular season rispetto ai versiliesi. Resterà in Eccellenza ma spostandosi di pochi chilometri, a Quarrata, dove ottiene un ottimo quinto posto che vale i play-off, poi persi, per la serie D. Torna a Signa in promozione nel 2004 e vi resta per due stagioni dove ottiene un terzo e un sesto posto.
Nell'estate del 2006 fa il percorso inverso e torna  ad allenare il Quarrata Olimpia. La squadra è appena retrocessa dall'Eccellenza ma Alvini costruisce un bel gruppo intorno al centrocampista Marco Carli, 14 reti, e vince il campionato di Promozione staccando di sei punti il Pietrasanta. Le premesse sembrano buone anche per la stagione seguente, però i risultati non arrivano e Alvini si dimette dopo poche giornate e in pratica resta inattivo per una stagione. Nell'estate del 2008 arriva la chiamata da Ponte A Egola. Il Tuttocuoio gioca in Promozione e si appena salvato dal rischio di retrocedere in prima categoria. Una delle prime gare che gioca nel piccolo stadio Leporaia, dal nome del quartiere Pontaegolese, è una gara amichevole con il Pisa di Giampiero Ventura, che si prepara alla seconda stagione di serie B. Nessuno pensava un giorno di sfidare i nerazzurri in una gara vera di un campionato professionistico. Per la cronaca i nerazzurri vinceranno per 3-0.
Il Tuttocuoio solamente una volta nella sua storia aveva conquistato la promozione nel campionato di Eccellenza nella stagione 2001-2002. Il progetto però è ambizioso. Il presidente Dolfi e il D.S. Costa puntano al rilancio della squadra. Arriva gente importante per la categoria come i difensori ex Ponsacco Tolomei e Juri Andreotti. Davanti Masi segna 17 reti e Ria 11. L'avversario più pericoloso è il Sextum Bientina ma i neroverdi la spuntano e stavolta non hanno bisogno degli spareggi per salire in Eccellenza. Alvini ha fatto centro al primo colpo, ed è solo l'inizio.
Il capolavoro del tecnico e della squadra arriva la stagione seguente quando i neroverdi ottengono un piccolo triplete. Vittoria del campionato d'Eccellenza, di Coppa Toscana con tanto di finale in notturna al Melani contro la Pistoiese, e la Coppa Italia dilettanti a Roma vinta per 3-1 nella finale contro la Capriatese.  Le  reti di Urbani, Costantin e D'Ambrosio regalano un successo per la prima volta di portata nazionale a Ponte A Egola. E' il colletivo la forza di Alvini. La squadra stravince il campionato con 59 punti e 4 giornate d'anticipo e manda in gol 13 giocatori diversi, segnando 40 reti e subendone appena 17, tante a giochi fatti. I gioielli sono la punta centrale bobo D'Ambrosio, 9 reti e tante sponde, e il guizzante Costantin. Squadra anche piuttosto disciplinata per l'Eccellenza, appena due espulsi in 30 gare. L'esordio in D è buono e arriva subito una vittoria importante alla prima giornata con l'1-0 a Ponsacco,con la rete del giovane Sani. Nelle prime giornate il Tuttocuoio vince in casa anche il derby con il Pontedera per 2-0 e conquista momentaneamente la vetta.  A fine stagione arriva una salvezza tranquilla con l'undicesimo posto e un leggero calo nel finale di stagione. Alvini gioca un calcio piacevole e  in quel periodo predilige il 3-5-2 ma negli anni si dimostrerà capace di cambiare vari moduli, centrando sempre gli obiettivi e dimostrando di essere anche un grande motivare e dedito al duro lavoro.
Nel 2011-2012 arriva la stagione più difficile e c'è il forte rischio di tornare in Eccellenza. Dal mercato invernale però arriva Corrado Colombo che ha appena rotto con la Pistoiese e segna ben 12 reti che certificano la salvezza. Colombo resta e intorno a lui viene costruita una squadra di buon livello per la stagione 2012-2013. Su tutti il difensore Falivena, il centrocampista Balde e l'attaccante Granito.E' una serie D stellare con Spal, Lucchese, Massese, Pistoiese e Pro Piacenza. Il Tuttocuoio parte per far bene ma passo dopo passo capisce che può fare qualcosa in più. Il Leporaia è un fortino dove i neroverdi costruiscono la promozione. Splendide le vittorie contro Pistoiese e Pro Piacenza. La ciliegina è il 2-0 alla Lucchese che in pratica suggella la vittoria finale tagliando fuori dai giochi i rossoneri. Il gran giorno della promozione arriva il 28 Aprile 2013 con il 3-0 sul campo del Castenaso. Il Tuttocuoio è in Lega Pro. Arriva anche la semifinale scudetto di serie D, con la soddisfazione di vincere in casa della Sambendettese nella fase a gironi.
La gioia per la promozione si scontra con la nuova realtà del professionismo. Il Leporaia non è idoneo e allora la squadra va a giocare al Masini di Santa Croce. Alvini inizia ad avere richieste da società importanti ma alla fine resta con la società che riesce a garantire la nuova categoria anche grazie al supporto del paese.. Inoltre c'è da fare i conti con una seconda divisione che prevede 9 retrocessioni e i play-out fino a metà classifica a causa della riforma dei campionati. Ci vuole un'impresa, ma se questa arriverà sarà Lega Pro unica. Il Tuttocuoio dovrà fare a meno di Colombo per diverso tempo ma alla fine il capitano rientra ed è decisivo nel prendere in mano la squadra portandola agli spareggi. In semifinale una doppietta del fantasista Salzano elimina l'Aversa Normanna e in finale Cherillo segna il gol salvezza nell'1-1 contro l'Arzanese al Masini. Alvini e la squadra ancora una volta ce l'hanno fatta. Il resto è storia recente con questa brillante salvezza in Prima Divisione e il lancio di tanti giovani.
Alvini è un allenatore meticoloso e capace sempre di apprendere sempre qualcosa di nuovo. Non è un caso se nel giro di 13 anni è partito dalla Promozione fino arrivare al professionismo. Un passo alla volta, attraverso anche momenti non facili, ma anche la fortuna di aver trovato una società e una dirigenza che ha sempre creduto in lui attraverso un programma chiaro. Con la sua grinta e i suoi metodi di lavoro piuttosto duri ma efficaci è riuscito a dare risorse a giocatori che forse fino a quel momento credevano poco in se stessi. Probabilmente per Alvini è giunto il momento di rischiare su una panchina di una piazza importante, ma quello che ha fatto a Ponte A Egola resta incorniciato nelle piccole grandi storie che solo il pallone di provincia riesce a regalare.


Alvini: “Tra calcio e suole. Triplete come Mourinho, l’imbarazzo con Ventura e le chiacchierate con Sarri”
Tante soddisfazioni, una in particolare: “L’anno in cui Mourinho fece il triplete con l’Inter. Perché non fu il solo. Anche il mio Tuttocuoio vinse tre titoli: campionato di Eccellenza, Coppa Italia Regionale e Coppa Italia Nazionale. Quando sentii parlare della nostra piccola impresa alla radio, mi emozionai. Io vivo per il calcio, non mi stanco mai di ripeterlo. Questa sera, per dire, vado a vedere Fucecchio-Monsummano, una gara di Coppa Italia della Prima Categoria. Mica esiste solo la Serie A. La prima cosa che ho capito è che c’è qualcosa da imparare da tutti: sia dall'allenatore più bravo del mondo, che da quello che allena gli amatori”. Non le solite frasi fatte, ma una convinzione granitica. Una persona semplice e umile, Massimiliano Alvini. Una di quelle che si emoziona ogni volta che entra in un campo di calcio. Qualunque esso sia. ‘E’ dentro noi un fanciullino’…Da Ventura a Sarri. Un rapporto di amicizia vero, autentico tra due persone che vivono per il pallone: “Con Maurizio siamo amici, ci sentiamo per sms. Beh, ci conosciamo da parecchi anni ormai. Precisamente dal 2000 quando io allenavo il Signa e lui la Sangiovannese in C2. Negli anni passati facevamo sempre un’amichevole Empoli-Tuttocuoio perché diciamo che portava bene ad entrambi. E’ una grande persona, quando stava qui in Toscana, lo andavo a trovare una volta al mese e facevamo delle bellissime chiacchierate: movimenti, schemi, di tutto e di più. Ora quelle chiacchierate un po’ mi mancano, ma sono felice per lui. Sono convinto che con Maurizio il Napoli può vincere il campionato, ha portato organizzazione e umiltà. Quelle qualità che piacciono anche a me. Se la mia squadra non gioca come voglio, sto male”.Sono partito da lontano, dal Signa. Poi i sette anni splendidi al Tuttocuoio. Successi ed emozioni uniche che porterò sempre con me. Ricordo ancora quando andavo a guardare gli allenamenti del Pisa di Giampiero Ventura. Mi mettevo lì, prendevo appunti, osservavo tutto e lui, pensando che fossi una spia, diverse volte aveva interrotto le sedute. Beh, io non gli dicevo nulla perché ero un semplice allenatore di Promozione e mi vergognavo. Successivamente, però, lo venne a sapere e allora fu lui ad invitarmi al campo. E' un grandissimo allenatore".Alvini inizia ad allenare a 25 anni una squadra amatoriale di Fucecchio, la sua città. Poi una vita tra Promozione ed Eccellenza. E nel 2008 la chiamata del Tuttocuoio, con cui ha collezionato ben tre promozioni e sei trofei. Dalla Promozione alla Serie D. In estate arriva sulla panchina della Pistoiese, il sogno di una vita. Ambizioni, racconti e aneddoti. A GianlucaDiMarzio.com Alvini racconta la sua carriera: “Non mi sarei mai aspettato di arrivare qui. Sono davvero contento perché Pistoia è una piazza importante e nel giro di due/tre anni spero di portarla in Serie B. Ho fatto tanti sacrifici e tanta gavetta. Il calcio, fino a poco tempo fa, era solo un passatempo, il mio lavoro era l’agente di commercio.“Quanto mi garba il calcio…”. Accento toscano, tono pacato e tanta passione. Gavetta, sacrifici e poi finalmente la grande occasione, in Lega Pro con la Pistoiese. Una storia bella e appassionante quella di Massimiliano Alvini. Che, fino all'anno scorso, oltre ad allenare faceva anche il rappresentante di suole per calzature nell'azienda di famiglia. Beh, il paragone è automatico: Toscana, calcio e lavoro, semplice no? Maurizio Sarri. Ma andiamoci piano, “Io ancora ho tutto da dimostrare…”.Alvini: “Tra calcio e suole. Triplete come Mourinho, l’imbarazzo con Ventura e le chiacchierate con Sarri”

fonte: http://gianlucadimarzio.com/news-cat/pistoiese-alvini-tra-calcio-e-suole-triplete-come-mourinho-limbarazzo-con-ventura-e-le-chiacchierate-con-sarri/

lunedì 26 settembre 2016

FIORENZUOLA-Adriese 1-0 Andrea Barbieri


Una domenica bella e spensierata. Tutto merito dei ragazzi bravi a centrare sabato sera il secondo successo stagionale (il primo in campionato). Questo Fiore ricostruito non aveva mai giocato di sera, sotto i fari del Comunale. L'ultima volta dei Rossoneri in notturna risaliva alla primavera scorsa, a quel 0 a 3 rifilatoci dal lanciatissimo Piacenza di Franzini. Quel 0 a 3 profumava di retrocessione. Nell'anticipo contro la neopromossa Adriese del paraguaiano Colman (il loro n.6) servivano punti da mettere in casina. E' ancora un Fiorenzuola giovanissimo quello impostato da Francesco Salmi per cercare il riscatto dopo la batosta di Imola. Con ben 4 assenze di grido e un età media bassissima che viaggia sui vent'anni c'erano tanti timori. Al cospetto di un Adriese che a sorpresa lascia in panchina il brasiliano Adriano e che fa delle scorribande degli esterni la sua forza ci presentiamo contratti. Reggiani e Bagaglini in difesa non sembrano in giornata. Al primo vero affondo degli ospiti ci vuole un super Alessandro Vagge per non capitolare. Sventato il pericolo, chetati per un attimo i veneti, ci facciamo vedere in avanti su schema. Barbieri classe 97' schierato dall'inizio pennella basso per il movimento di Alessandro Napoli che anticipa tutti e di tacco la mette dove nessuno arriverebbe. Quanto avremmo voluto il primo gol in Rossonero del piccinasso di Solofra. Invece no. Non so come ha fatto ma l'under Bertasini ce la fatta a togliere dall'angolo basso il gol all'attaccante di origini avellinesi. Beffa nella beffa: Napoli inizia a zoppicare e di lì a poco chiederà il campo. Che sconforto. Non è possibile: quarto attaccante out dopo sole 4 gare di campionato è veramente da guinnes dei primati. Alessandro Napoli, 19 gol lo scorso anno a Castelvetro, 3 in più dell'avversario di turno Marangon è sostituito dal trequartista offensivo Lari. Niente più tridente, in attacco rimangono ora solo il reggiano Andrea Storchi classe 1998 e il Lorenzo Pezzi classe 1997 che pensate, abbiamo rischiato di perdere alla mezz'ora per un colpo ricevuto al volto non sanzionato dal direttore di gara. Intervallo, musiche dei Ricchi e Poveri allietano nell'attesa del ritorno in campo delle due squadre. Quanto sei bello Comunale anche di notte. Secondo tempo con i granata che vogliono la vittoria. Su un calcio di punizione dubbio dal limite facciamo muro in area come nella pallavolo. Calcio di rigore contro. Morale sotto le suole. Ma abbiamo un grande portiere quest'anno che durante la settimana ascolta gli insegnamenti di Emilio Tonoli. Dal dischetto va Roveretto, uno che sembra un ragazzino ma l'anno scorso ne ha fatti 13 di gol in serie D. Vagge si distende, intuisce e salva i compagni. Salva ancora con un intervento prodigioso su conclusione del moldavo Nicolae Matei. Da questo pericolo scampato in avanti Reggiani e Bagaglini saliranno in cattedra non facendo passere più nemmeno l'aria. Cosa non semplice perchè ci metterà del suo anche l'arbitro innervosendo non di poco calciatori e pubblico una partita non cattiva (alla fine saranno 5 le ammonizione e un espulsione). Salmi al 70' ha un intuizione delle sue, getta nella mischia per la prima volta un piccoletto di colore co le gambe grosse. E' Bochway che cambia la manovra Valdardase. Con il completo bianco, e il numero nero tondeggiante sulla schiena, i dribbling ubriacanti e il doppio passo sembra di vedere Aristoteles. Il ragazzo però non è brasiliano ma è ganese, ma fa lo stesso. Si accende una speranza. Il giovane Andrea Storchi fra i migliori, quando corre sembra un cavallo (come Mezgour) per potenza e velocità ruba il centesimo dei palloni soffiati ai lagunari e si invola sulla corsia di destra. Ha dinnanzi una prateria, traversa in mezzo per Andrea Barbieri che con la dinamite di un veterano, di rabbia e precisione insacca. E' la liberazione. Capitan Petrelli che ha fatto il mediano, il terzino e l'attaccante, una prestazione da 8 in pagella sprona con Simone Pessagno i suoi chiamati sul traguardo all'ultima fatica. L'arbitro pretende di mettere ancora di più alla prova questo Fiorenzuola giovane e sfigato. Storchi, Barbieri, e il resto del gruppo trovano infinite energie lanciandosi come fionde su ogni pallone. I sette minuti di recupera concessi da Lodigiani non saranno sufficienti all'Adriese di Cavallari di per riacciuffare i Rossoneri. Le prima gioia del Fiorenzuola di Francesco Salmi a società e sostenitori è da ricordare. Grande Fiore, avanti tutta.

ANDREA BARBIERI arrivato in estate della Beretti della Cremonese, per lui primo gol in serie D
FIORENZUOLA-ADRIESE 1-0
Fiorenzuola: Vagge, Contini, Koliatko, Petrelli, Reggiani, Bagaglini, Storchi, Pessagno, Pezzi (24’ st Botchway), Barbieri, Napoli (46’ pt Lari). All. Salmi
Adriese: Bertasini, Nava, De Gregorio, Meucci, Ballarin, Colman, Rovereto (19’ st Bernardes), Carteri, Matei (25’ Dall’Ara), Marangon, Castellan. All. Cavallari Arbitro: Nicolini di Brescia (Raus-Torri)
Marcatori: 33’ st Barbieri (F)
Espulso il team manager del Fiorenzuola Luca Baldrighi per proteste Ammoniti: Pezzi (F), Meucci (A), Castellan (A), Vagge (F), Pessagno (F).




No pagelle grazie, i SINONIMI E CONTRARI ROSSONERI


VAGGE guardiano di Brescia 

CONTINI una freccia 

(PIZZA)  sicuro

KOLIATKO  ordinato

PETRELLI  inesauribile

REGGIANI  attento 

BAGAGLINI  invalicabile

STORCHI  inarrestabile

PESSAGNO  centrocampista in frac

PEZZI  forte

(BOTCHWAY)  ubriacante

BARBIERI  risolutore

NAPOLI  giocoliere

(LARI)  presto arriverà

SALMI  ingegnoso 



lunedì 19 settembre 2016

Imolese-FIORENZUOLA 4-0


Dopo l'ottima prestazione contro Ravenna molti avevano riposto sogni su gloria su Imolese vs Fiorenzuola un classico rivisitato che ci ha sempre portato bene. Dalle loro parti non avevamo mai perso e il ricordo di quella vittoria di misura con gol di Piccolo che in pratica era valsa la salvezza era ancora fresca nella memoria di tanti. Sapevamo delle grandi spese fatte in estate dal presidente Spagnoli e dalla sua poderosa cordata. Sapevamo di Selvatico un professionista del centrocampo che ha portato su pure la Viterbese. Sapevamo anche che venire qui dopo la sonora sconfitta con brutta prestazione di Rovigo degli avversari avrebbe complicato le cose. Ci avevano poi avvisato che questo Gustavo Ferretti era attaccante d'altra categoria ma mai avremmo pensato di incassate una sua personalissima sparatoria così abbondante. All'autodromo di Imola contro una delle possibili candidate al salto nei Pro ci presentiamo in emergenza e con ben tre classe 1998 dal primo minuto. Un bel vantaggio servito all'Imolese.
L'undici quasi perfetto del pareggio contro Ravenna è quasi del tutto scombussolato. Senza gli esperti Guglieri e Mezgour, mister Salmi fa partire dall'inizio ben tre classe 1998: il reggiano Buffagni terzino destro, il bielorusso Koliatko sulla mancina e l'ex bomber della Berretti della Reggiana Andrea Storchi a far coppia con Alessandro Napoli in attacco.
Dal primo minuto anche Lari a cercare di tramutare in oro il lavoro della metà campo in su. Partono dalla panchina l'ultimo arrivato, l'attaccante Ceccarelli e il terzino fiorenzuolano Contini.
Ben buona mezz'ora teniamo testa al quotato avversario anche con l'aiuto dei legni amici. Poi quell'accelerone dei padroni di casa apre le danze. Cross dell'ex Piacenza Testoni per la testa dai pochi riccioli di Ferretti assesta il colpo del vantaggio. Il ghiaccio è rotto e noi accusiamo il colpo. Possano due giri di orologio, Testini ci crede e da la pasta a Koliatko che atterra l'ex Lega Pro. Calcio di rigore che vale il raddoppio firmato da Ferretti. Ripresa, serve non disunirsi e cercare di riordinare le idee. Ma è ancora l'Imolese a costruire e a farsi pericolosa. Il nostro numero 1 Vagge compie un ottimo intervento prima del tris firmato ancora dall'argentino Ferretti che commette però fallo su Pizza non segnalato dal direttore di gara. Nel finale arriva il grave secondo giallo al nostro Bouali, rimaniamo in dieci e non avremo il centrocampista disponibile per la sfida casalinga contro l'Adriese.
Ambrosini, altra bocca di fuoco dei bolognese vuole il gol ma Vagge è superbo nel respingere la sfera. In zona Cesarini il passivo sale addirittura a quattro ancora con lo spietato Ferretti, bomber-capitano e simbolo dei padroni di casa che mette in bacheca una quatripletta con un gol da cineteca.
Tagliatelle e tortellini a go go: la dirigenza dell'Imolese ha avuto così le risposte che chiedeva dopo la brutta prestazione di Rovigo e a farne le spese siamo noi, squadra giovanissima, ricostruita dopo il ripescaggio estivo. Prenderne 4 è avvilente ma va detto che perdere a Imola ci sta. Anche il Fiorenzuola di Veneri promosso in C1 fu capace di prenderne quattro a casa del Giorgione. Il calendario non è stato affatto amico. Bisogna forse mettersi bene nella testa che il campionato del Fiorenzuola sarà di sofferenza dall'inizio alla fine. Batoste come queste possono buttare giù il morale e l'entusiasmo dei giovani e dell'ambiente. Speriamo che questo non accada. In più soliti infortuni e squalifiche non aiutano. Domenica arriva l'Adriese ..forza ragazzi!


IMOLESE-FIORENZUOLA 4-0
Imolese: Stancampiano, Boccardi, Martedì, Moretti, Monacizzo, Scalini, Tattini, Selvatico, Ferretti, Ambrosini, Testoni (25’ st Sanna). All. Baldini
Fiorenzuola: Vagge, Buffagni, Koliatko (25’ st’ Contini), Petrelli, Pizza, Bagaglini, Storchi (1’ st Ceccarelli), Pessagno, Lari (30’ st Botchway), Bouhali, Napoli. All. Salmi
Arbitro: Pirrotta di Barcellona (Pirrotta-Schiavon)
Reti: 37’, 42’ rig. 50’ e 92’ Ferretti (I)
Ammoniti: Martedì (I), Boccardi (I), Scalini (I)
Espulsi: 33’ Bouhali (F)


giovedì 15 settembre 2016

Ritocchi che ti cambiano la vita

Quando manca qualcosa si ritorna sul mercato. Non è sempre facile intervenire a Settembre.

Dai gemelli ARENA MARCO e CRISTIAN a FABIO CENTOFANTI. Da STEFANO POMPINI arrivato a settembre per spingerci in C2 dopo l'esperienza di Reggiolo al modenese ROBERTO SANTINI. Poi il tornante ligure GIANLUCA NISTRI e il mancino sardo STEFANO MEDDA. LUCA CARNEVALI portiere di Cremona con RODRIGUEZ, VARACALLI e bomber D'ALESSANDRO nel settembre del 2004. MARCELLO LAMBRUGHI un difensore con stoffa davendere.

Gli acquisti settembrini che ti risolvono il problema.
Marco e Cristian Arena arrivati nel settembre del 2010 per dare vigore e reti al Fiorenzuola di mister Viali (subentrato a Gottardo). I due erano alla Nuova Verolese e non percepivano stipendio. Uno attaccante e l'altro fantasista. Marco realizzerà 17 reti in campionato contribuendo non di poco alla salvezza.

Fabio Centofanti pescato nelle Marche dall'allora diesse Riccardo Francani. Realizzò 17 reti nel Fiorenzuola di Galli ricostruito dopo la retrocessione dalla serie C alla D. Firmò a settembre come il grande Sandro Melotti.
Dopo l'esperienza in Rossonero ritorna in C nella Pro Vercelli per poi mettere le radici a Piacenza. Tutti si trovano bene dalle nostre parti, piazze appetibili dove evidentemente pagano. Fatti non solo parole. All'età di 42 anni, Cento gioca ancora, nel Gotico Garibaldina club piacentino di patron Lusignani alla prima esperienza nel campionato di Eccellenza.

Arrivato con la forma del part-time fu rinforzo di lusso nel campionato di Eccellenza 2007-08 vinto dai Rossoneri. Confermato anche l'anno successivo in serie D (stratosferico): Marcello Lambrughi.

martedì 13 settembre 2016

il Piranha di Frascati


E' arrivato sabato in treno alla stazione di Fiorenzuola. Domenica era in tribuna ad assistere alla sfida contro il Ravenna.
Fame, tanta fame, divorare tutti i palloni che gli capitano fra i piedi tramutandoli in gol non le occasioni da rete, si spera. A sentir parlare di piranha viene da pensare questo. E sarà questo il problema dell'anemia da gol del Fiorenzuola di Salmi sarà risolto.
Del giocatore più pagato degli ultimi anni, arrivato (rotto) fra sogni e clamori resterà solo l'immagine del suoi dito medio basculante izzato al cielo dalla panchina verso i sostenitori della Pro Sesto. Cose veramente tristi. Ci siamo scottati con il Fausto Ferrari e con l'Elvis Abbruscato nella passata stagione a testimonianza che a volte i nomi grossi, le schede di carriera piene di cifroni non fanno un bomber. La speranza è quella di aver pescato giusto fra gli svincolati. Un altro giocatore di navigata esperienza, un giramondo del gol che ha vestito 18 maglie e si è fatto una bella idea di com'è l'Italia dal veneto alla punta estrema di Santa Maria Leuca.
Una prima punta da area di rigore, abile nel gioco aereo. I nostri colori sociali: il Rosso e il Nero già indossati a Foggia e ad Arma di Taggia gli donano. Non si può negare. Non ha più i capelli lunghi e l'orecchino. In viso assomiglia vagamente a quel Fabrizio Castellazzi attaccante incompreso del Fiorenzuola di William Viali 2010-11. Si è presentato a Fiorenzuola col fisico asciutto a testimonianza della preparazione estiva svolta nei ranghi della sfortunata A.S. Serpentara, compagine laziale che ha cullato il sogno del ripescaggio in serie D sino all'ultimo e del tesseramento di Ceccarelli. Lo voleva anche il Campobasso ma ha scelto il Nord, lontano da casa, Fiorenzuola.
Ha due bimbi e forse la disciplina e la serietà potrebbero essere di casa visto che anche il padre è stato calciatore. Giancarlo Ceccarelli è partito come Fabio dalla Primavera della Lazio per poi diventare un calciatore affermato di serie B e C nella Sambenedettese, nell'Avellino e nel Giulianova.
Nato a Frascati a due passi dalla capitale, di sponda Lazio il nuovo attaccante del Fiorenzuola si è formato calcisticamente negli aquilotti dove è arrivato quasi ad esordire in prima squadra con la maglia numero 37 e la scritta CECCARELLI dietro la schiena. Era la Lazio di Mancini prossima al crack di patron Cragnotti. Il suo biglietto da visita era il titolo di capocannoniere al torneo di Viareggio. Esordisce con la Lazio dei grandi in amichevole in Spagna contro l'Espanyol.
Decide di saltare la C e iniziare a fare il calciatore in serie D a Monterotondo. Scende addirittura in Eccellenza alla San Polese dove i tabellini parlano di 23 gol in 21 partite. Torna in D al Mentana poi la chiamata del Gela in serie C2 nell'estate del 2006 (play-off). Dopo un anno in Sicilia fa su fagotto e si trasferisce al Nord al Treviso che lo manda a farsi le ossa nel Rovigo sempre in serie C2. Ci resta fino a gennaio per poi ridiscendere al Sud, in Puglia per fare la serie C1 nel Martina Franca. L'anno dopo vive la stagione più prolifica della sua carriera con la maglia del Monopoli in serie C2. 16 centri in 26 gare, vice capocannoniere del girone.  Lo acquista patron Campedelli del Chievo che poi decide di non portarselo in serie A e di passarlo al Foggia. L'anno calcistico è diviso fra le esperienza in due piazze importanti del calcio italiano: Cosenza e Foggia. Nel 2011-12 è al Brindisi sempre in serie C2 per poi tornare vicino a casa nel Lazio ad Aprilia dove mette a segno 14 gol. E' l'ultima stagione nei professionisti del Piranha di Frascati. Andrà sempre in doppia cifra con il Matera di mister Favarin, a Sulmona e a Bisceglie rivoluto da Favarin poi l'exploit di Palestrina dove nel solo girone di ritorno realizza 19 gol. L'anno scorso ha iniziato nell'Argentina Arma (serie D, girone ligure-piemontese) per poi passare al Città di Castello, prima di rescindere il contratto.
Storie di gol, di successi, ma anche di stipendi non pagati a volte, di vittorie e di delusioni, la storia di tanti calciatori italiano che non sono arrivati in serie A ma che comunque si sono tolti grosse soddisfazioni. Dopo il toro di Civate ecco un piranha ..il Piranha di Frascati.
La speranza è che il fisico di Fabio tenga dall'inizio alla fine, e che  possa integrarsi al meglio nel gruppo che sta nascendo. Mettersi al servizio di Salmi e della causa Rossonera con tanta umiltà e professionalità prima di tutto. Per SALVARCI i gol ci servono come il pane ..ma non è tutto.
Un grosso benvenuto a CECCARELLI !


FABIO CECCARELLI
20/04/1983 Frascati (RM)
187x75 Kg attaccante
2002-2003 Lazio Primavera
2003-2004 Monterotondo D 21 8
11/2004 San Polese Ecc 21 23
2005-2006 Spes Mentana D 18 11
2006-2007 Gela C2 23 6
2007-2008 Rovigo C2 16 5
01/2008 Martina Franca C1 8 3
2008-2009 Monopoli C2 26 16
2009-2010 Cosenza C1 7 1
02/2010 Foggia C1 12 2
08/2010 Cosenza C1 1 0
2010-2011 Brindisi C2 14 6
2011-2012 Aprilia C2 26 14
012-2013 Matera D 21 10
2013-2014 Sulmona D 15 10
12/2013 Bisceglie D 13 4
2014-2015 San Cesareo D 9 3
12/2014 Palestrina D 20 19
2015-2016 Argentina Arma D 15 5
12/2015 Citta' di Castello D 8 2
2015-2016 FIORENZUOLA D ? ?


domenica 11 settembre 2016

FIORENZUOLA-Ravenna Fc 0-0

l'immancabile appuntamento riflessivo di fine gara del Fiorenzuola di Salmi a centrocampo
Sono andato al campo e ho visto un grande Fiore. Per poco non è stata la volta buona. Contro una vecchia nemica  dei nostri lontani tempi d'oro, messa fra le favorite dei quartieri alti di questo girone abbiamo sciorinato una prestazione più che postiva. Un Fiorenzuola che nonostante gli infortuni e la ricostruzione si presenta senza timori reverenziali al grande appuntamento. Salmi disegna il suo Fiorenzuola anti-Ravenna confermando capitan Petrelli in mediana e dirottando Reggiani dal primo minuto al centro della difesa assieme al giovane ma esperto Matteo Bagaglini. Da Ravenna stavolta non salgono otto pulman come nel 1992 ma comunque una cinquantina di supporters calorosi e rumorosi nel sostenere la gloriosa squadra della loro città. Fiorenzuola che torna al completo nero degli anni trenta e ai più recenti del ciclo vincente Mantelli-Guarnieri. Zanzare e sole caldo, al Comunale le prime battute sono a sorpresa di chiare tinte Rossonere con Petrelli e C. a imporsi sui romagnoli. Sulla testa di bomber Pessagno piove la sfera del possibile vantaggio ma il lungo centrocampista parmigiano spedisce maledettamente a lato. Altra sfuriata del Fiorenzuola con Napoli proiettato in portato. Contatto o no il numero 11 di Solofra crolla a terra. Dalla tribuna sembra rigore netto ma per il direttore di gara no e ammonisce il ragazzo (già secondo giallo stagionale). A un quarto d'ora dalla fine della prima frazione di gioco cala il ritmo del Fiorenzuola,  Ravenna ne approfitta e ci vuole un super Alessandro Vagge fra i pali per evitare di capitolare. Innocenti capitano e attaccante intramontabile gioca a 42 anni. Contro il nostro Bagaglini non ha visto in pratica mai la porta. Il Piranha di Frascati che ha cambiato 18 squadre in carriera e che era in tribuna ad assistere al match ha sulla carta d'identità l'anno 1983. Graziani che vedremo nella ripresa è un mezzo mostro ed è del 1982. Se tanto mi da tanto. Sono fiducioso di non ritrovarmi un nuovo Abbruscato, o un nuovo Ferrari o un nuovo Morga. Speriamo. Intanto proviamo a vincerla cazzo. Ma sono timoroso. Nell'intervallo penso: se saliamo dal tunnel molli e senza idee lasciando campo a questo Ravenna va a finire male. E invece è ancora il Fiore a dettare i ritmi e a tenere campo. Alessandro Napoli attaccante che spazia lungo tutti i  30 metri della metà campo avversaria assesta il colpo che può mettere al tappeto i giallorossi ma la risposta di Venturi è superlativa. Mossa della volpe Antonioli (mister degli avversari) che mette dentro il temuto Graziani con look da superstite del Cocoricò per tentare di portare a casa l'intera posta. Sfianca re i Rossoneri e colpire. Quando prende palla questo navigato attaccante sono dolori. Bagaglini e Pizza da poco entrati fanno il massimo e a un quarto d'ora dalla fine ci vuole ancora un super Vagge per evitare il gol e la beffa. Respingendo d'istinto una bordata del romagnolo Ivan Graziani. In gradinata si scaldano gli animi. Mentre in campo nei minuti finali non si soffre, si sfiora ancora il gol, si lotta, si gioca a viso aperto, ci si diverte. Peccato per i cartellini 6-0 per noi. Perché arbitro? E per Guglieri. Da un giocatore della sua esperienza (capitano a Lecco, tanti anni di C) ci si aspettava una gestione diversa della reazione al fallo del 98 Larese. Il secondo rosso in tre partite portato a casa dal mancino di Farini costerà caro a società e compagni. Per la cronaca, Stampatori di Macerata ci aveva già arbitrati a Lecco e un rigore ce lo aveva già concesso, convalidando poi un gol irregolare ai blasonati padroni di casa con evidente carica sul nostro ex n°1 Corradi. Non eravamo di certo in debito con la giustizia. Fiorenzuola-Ravenna si incanala sullo 0 a 0. Sugli spalti presenti un pubblico numeroso che si è divertito anche senza gol e tutta la dirigenza Rossonera al completo, compreso Giovanni Pighi e Pietro che ha deciso di dedicare più tempo alle cose importanti della vita. Peccato, perché non era affatto male e rimarranno ottimi ricordi di lui da calciatore nella squadra del paese. La partita è finita e tanti applausi piovono a mister Salmi e ai suoi ragazzi.
FIORENZUOLA-RAVENNA 0-0
Fiorenzuola: Vagge, Scarpato (15’st Buffagni), Guglieri, Petrelli, Reggiani (19’st Pizza), Bagaglini, Fany (30’st Lari), Pessagno, Pezzi, Bouhali, Napoli. All. Salmi
Ravenna: Venturi, Larese, Venturini, Ballardini, Giacomoni, Foschi, Ambrogetti (11'st Graziani), Forte, Innocenti (42’st Zhytarcchuk), Selleri, Luzzi (25’st Boschetti). All. Mauro

Arbitro: Stampatori di Macerata (Alemani-Spena)
Ammoniti: Napoli (F), Pessagno (F), Scarpato (F), Lari (F), Buffagni (F).
Espulsi: Guglieri (F) e Larese (R)
Note: giornata calda, terreno in buone condizioni, spettatori 600 circa con rappresentanza romagnola
 

venerdì 9 settembre 2016

La volta buona

capitan PETRELLI quarta stagione a Fiorenzuola, suona la carica in vista della sfida contro Ravenna
Sfida di prestigio domenica al Comunale con l'arrivo del Ravenna. Sono passati tanti anni da quelle epiche sfide di alta classifica degli anni 90'. Ricordi lontani, ma ancora nitidi nelle memorie e nei cuori di tanti sostenitori Rossoneri.
I precedenti allo stadio Comunale sono ben 9 con l'ago della bilancia che pende decisamente dalla parte degli avversari con ben 6 successi. Sono solo due i pareggi entrambi a reti inviolate. Il Fiorenzuola ha vinto solo una volta su 9 tentativi e dobbiamo andare nel lontano 1930 per scovarla (campionato di prima divisone, l'attuale serie C). Il primo precedente fu giocato nel campionato di seconda divisione 1928-29. Maggiore continuità a cavallo degli anni 90' con i giallorossi autentica bestia nera dichiarata da non incontrare nei maledetti spareggi per la serie B del campionato di serie C1 1994-95. Poi c'è un fattaccio tinto di giallo nell'unico precedente di Coppa Italia. Siamo nel 1979 o 1980 e militiamo nel campionato di Promozione Lombarda. Dobbiamo disputare il secondo turno di Coppa e ci mettono con i quotati giallorossi. Noi siamo tutto sommato forti. C'è Meraviglia, Mascheroni e bomber Bertelli in attacco e gli ex della Vogherese (Lozio, Ravara e Costa). Il mister è Walter Massone. E' inverno e il Ravenna in difficoltà causa infortuni dichiara non so quanti centimetri di neve caduti in Romagna. Non può raggiungere Fiorenzuola per la gara di ritorno e chiede il posticipo del match che riuscirà ad ottenere (vincendo di misura al Comunale). Ravenna sempre con sguardo beffardo dalle nostre parti.
Ho ancora negli occhi le scorribande sulla fascia mancina del sardo Sotgia. All'epoca un giocatore pazzesco per la categoria. Era il Ravenna del presidente Corvetta in odore di promozione in serie B. La prima volta giocata sul neutro di Salsomaggiore, al "Francani" perché al Comunale Poi c'era l'attaccante tedesco riccioluto Schwoch nel Ravenna di Novellino. I vari Francioso, Gadda e Pregnolato. Massimo Pavanel e Giovanni Rossi che poi passarono in Rossonero voluti da mister Busatta. Bei tempi per entrambi. Un Ravenna che ha fatto grande Fiorenzuola e il Fiorenzuola negli anni 90' portando in Valdarda fior fiore di allenatori e campioni quali: Del Neri, Cavasin, Guidolin.
Ora la musica è cambiata, domenica per la prima in casa al Benelli si sono contati circa 500 paganti, briciole a confronto dei numeri degli anni 90', non ci saranno più gli 8 pulman a condizionare la partita. Sono passati fallimenti e retrocessioni per entrambi. Fiorenzuola-Ravenna vent'anni dopo ha comunque il suo fascino.
In casa Fiorenzuola, la sfiga ha colpito ancora con l'infortunio al ginocchio capitato all'attaccante Mezgour elemento di spicco della campagna acquisti Rossonera. L'attaccante di Casablanca non sarà della partita al pari del portierino Rizzo (guai alla caviglia), del giovane terzino Contini. Sarà disponibile il bielorusso 1998 Yan Koliatko per la difesa. Il ragazzo ha scontato il turno di squalifica. Rinfoltire il centrocampo visti i numeri contati per l'attacco o inventarsi qualcosa di nuovo? A Francesco Salmi la scelta della miscela vincente. Domenica, nell'esordio di Poggibonsi avremmo meritato i tre punti, peccato per il rigore gettato alle ortiche da Napoli e per il legno colpito dal giovane Pezzi.
In casa Ravenna tutto fila liscio e il morale è decisamente alto.
Nella gara di esordio i giallorossi hanno superato per due reti a zero i toscani neopromossi della Rignanese. In gol: Ballardini su rigore e Graziani. In Coppa due vittorie su due. Non si può certo dire che i romagnoli non siano in forma.
Il Ravenna non è il Rimini schiacciasassi affrontato due anni fa ma una squadra comunque attrezzata per fare bene e lottare per i primi posti. In estate è cambiato il mister. E' sbarcato quel Mauro Antonioli centrocampista milanese di grande flemma nostro avversario ai tempi della C con le maglie di Varese, Chievo Paluani (dei miracoli) e Lumezzane. Per anni in Valdarda si era inseguito il sogno di averlo come numero 4 davanti alla difesa. Attenzione a bomber Ivan Graziani (non il cantante) classe 1982 portato in dote da mister Antonioli che l'ha voluto con se dopo le 19 reti realizzate in provincia con la casacca della Ribelle. Altri acquisti di spicco sono il centrocampista Daniele Forte e Alfonso Selleri punto di forza dell'Imolese dello scorso anno, che conosciamo bene per i suoi trascorsi nel Russi e nella Virtus Castelfranco. Nelle file dei veterani spiccano due figli d'arte: Davide Mandorlini (difensore 1983 e capitano) figlio di Andrea ex calciatore dell'Inter e tecnico del Verona e Elia Ballardini ravennate doc (9 gol lo scorso anno) figlio di Davide ex allenatore di Lazio, Genoa, Cagliari, Bologna e Palermo.
Il nostro Lorenzo Lari ritroverà dunque mister Antonioli che lo ha avuto alle dipendenze lo scorso anno nelle file della Ribelle. Speriamo che il trequartista di Carpi dia il suo contributo alla causa.
Avete visto come è andata la prima di campionato? Le nostre avversarie di Coppa che in alcuni frangenti ci hanno messo alle corde hanno entrambe vinto bene. Il Lentigione nel big-match contro Delta Rovigo e il neo-promosso Castelvetro delle lamentele ha sbancato la toscana superando la Colligiana. Noi che abbiamo comunque fatto bene con loro e a momenti si vinceva a Poggibonsi dobbiamo avere fiducia. Mettersi bene nella testa che sarà un altro anno di sofferenza, ma allo stesso tempo avere fiducia e credere nei nostri mezzi.
Se contro Ravenna si gioca per il pari o per non prenderle di sicuro le buschiamo, la storia recente insegna e poi con Salmi allenatore siamo certi che ogni domenica i Rossoneri tenteranno di impostare il proprio gioco invece di stare a guardare e subire. Il nostro alto tomo dei ricordi racconta che al Comunale non abbiamo mai vinto contro gli adriatici. Non chiamatela più bestia nera però ve ne prego, questa potrebbe essere la volta buona.

una fra le formazioni del RAVENNA più forti degli ultimi vent'anni

una partita al "Benelli" memorabile

giovedì 8 settembre 2016

dal Fiorenzuola al Ravenna


Da Fiorenzuola a Ravenna per inseguire un sogno. Il punto più alto in carriera di un portiere basso nato nella lontana Buenos Aires.
Lo avevamo visto per la prima volta a Casale Monferrato, un vero felino tra i pali capace di annullare tutti i tentativi dei nostri attaccanti fra cui spiccava Giovanni Rossi glob trotter del gol all'epoca. Arrivato a Fiorenzuola dal Ravenna. Oggi diesse in serie A del Sassuolo.
Dicevamo di HUGO Rubini, dopo le prime esperienze nel River Plate sponsorizzato da Omar Sivori. In Italia aveva iniziato nel Lazio nella Viterbese e poi in Sardegna, nel Tempio Pausania. Una parentesi alla Juventus come terzo portiere dietro Stefano Tacconi.
Passa al Fiorenzuola del presidente Villa dal Casale per 200 milioni di vecchie lire, gli danno casa in un appartamento al piano terra di quel condominio grigio in via Silvio Pellico, zona piazzale Darwin.
Due anni a Fiorenzuola da protagonista, salva risultati e para rigori poi la chiamata irrinunciabile del RAVENNA per fare la serie B.


Da Fiorenzuola a Ravenna o viceversa, percorrendo la via Emilia. Lo hanno fatto in tanti oltre a HUGO DANIEL RUBINI :
Bruno Conca, Fabrizio Anzalone, Massimo Pavanel, Pier Luigi Busatta, Maurizio Tacchi III.


domenica 4 settembre 2016

Poggibonsi-FIORENZUOLA 0-0

La prima uscita di campionato del nuovo Fiorenzuola targato Salmi si è chiusa con un risultato ad occhiali. C'era tanto timore per questa trasferta in programma lontano da casa, valicando gli Appennini. Contro una squadra esperta ma con grossi problemi tecnici a momenti ci scappava il botto. Invece alla fine al "Lotti" ne è uscito un pari che speriamo non diventi un vizio come l'anno scorso. La superiorità numerica per un fallaccio sullo scatenato Lorenzo Pezzi (un 1997), il conseguente rigore non transformato da bomber Napoli, il legnato colpito ancora da Lorenzo Pezzi (che ha sostituito Mezgour uscito malconcio) sono il succo di un match etichettabile scontro salvezza che ci ha visti protagonisti sfortunati. Ma quando passerà sta sfortuna? A Poggibonsi c'ero stato con la scuola per dormici. Eravamo andati a San Gimignano, Lucca e Siena. Posti molto belli. Hotel Ambassador non distante dal fiume Elsa. In sede c'è appeso il gagliardetto giallo-rosso di questo vecchio e glorioso club senza allenatore. Per fare bene, senza Contini e Koliatko per la fascia, il nostro mister manda capitan Petrelli in mediana, e dietro le punte mette il 98' Kader Fany. Lari forse indietro di preparazione parte dalla panchina. La difesa diretta dal laziale Bagaglini tiene bene, museruola all'argentino Masini ma questo Poggibonsi qualche problemino di troppo ce l'ha è evidente. Il tecnico Giacomarro ha dato le dimissione in settinana. Noi da squadra giovane, fatta su all'ultimo perchè dovevamo fare l'Eccellenza abbiamo fatto vedere buone cose, e a un certo punto preso coraggio volevamo vincere invece i locali hanno tirato un sospiro di solievo ringraziando nostri errori e Gagno che in brasiliano portoghese significa guadagno. Il numero uno toscano ha respinto il rigore calciato dal nostro neo-attaccante Alessandro Napoli. Alla fine, lungo la Cisa, nel nostro borsello un solo punto per noi e forse un attaccante in meno da lunedi. L'ex di turno Mezgour, attaccante importante per questo Fiorenzuola è uscito per un guaio al ginocchio. Stringiamo le dita. Aldilà di tutto, la partenza in campionato è comunque buona e positiva. Avremo altrettante trasferte lontane oltre l'Appennino. Bisognerà essere consapevoli di dover fare punti un pò ovunque per raggiungere. E domenica arriva il Ravenna al Comunale. A domenica carissimi.

Poggibonsi-FIORENZUOLA 0-0
Poggibonsi: Gagno, Cerquetani, Cosentino, De Vitis, Berretti, Calori, Bouhamed, Gori, Masini, Pagliarini, Cela. All. Tozzi
Fiorenzuola: Vagge, Scarpato (Barbieri), Guglieri, Petrelli, Pizza, Bagaglini, Mezgour (Pezzi), Pessagno, Fany, Bouhali (Lari), Napoli. All. Salmi
Arbitro: Zucchetti di Foligno (Giuggioli-Colasanti)


sabato 3 settembre 2016

il primo giorno di scuola

 Nel 1993 debutto in serie C1 in casa contro la Carrarese. Sono passati tanti anni vero e anche se siamo in serie D il primo giorno ha sempre un gusto speciale.
Salmi credo allenava in Promozione. Noi eravamo in ascesa. I nostri giovani calciatori con l'obbligo di essere schierati in campo dovevano ancora nascere. Non c'era internet. La serie D era l'Interregionale. C'era la lira ....passano i tempi, cambiano i tempi, ma il FIORENZUOLA resta...

venerdì 2 settembre 2016

Si inizia! Us Poggibonsi vs US FIORENZUOLA

ADIL MEZGOUR attaccante Rossonero
Si inizia. Si riparte. Al via il campionato di serie D 2016-17. Riprendono finalmente le domeniche di calcio da vivere in Rosso-Nero. Quando scendi in macchina la discesa del sottopassaggio, già sale l'adrenalina. Meglio se fatta in bicicletta. Riempie i polmoni, libera la testa per un istante. Risali e già intravedi i cancelli del vecchio stadio Comunale. Dove c'è l'appuntamento più bello della settimana. Che bello.
Il debutto non sarà però fra le mura amiche del Comunale ma in Toscana. La regione più lontana e più rappresentata del girone D.
Si va a Poggibonsi, nella tana dei leoni valdesani. Un passato importante come il nostro con tanta serie C. 18 campionati nei professionisti con un 5° posto fiore all'occhiello nella stagione 1988-89 e tanti ex talenti sfornati come gli attaccanti Bernardo Corradi e Andrea Pistella.
Andare a Poggibonsi ha un gran fascino. Reputo con Ravenna, le sfide di maggior prestigio di quest'anno. La casacca degli avversari è a strisce giallo-rosse. Il giallo e il rosso, mischiato alla Toscana a me fa tornare in mente la casacca dell'Intercomunale Vinci affrontato in coppa Italia di Interregionale alla fine degli anni 80'. E proprio di coppa Italia è l'unico precedente contro i valdesani nell'edizione 1987-88, ottavi di finale, il Fiorenzuola del pavese Paolo Chierico impatta zero a zero in Toscana, risultato ad occhiali anche al ritorno in un pomeriggio soleggiato. Forse la roulette dei calci di rigore ci diede ragione. Avevamo fra i pali in quell'annata Costante Turchi uno che già di suo ai 200 centimetri di altimetri ci arrivava tranquillamente, figuriamoci disteso. In attacco, Ascagni e Pircher vuoi che qualche malizia per spiazzare dagli 11 metri il n.1 avversario non l'abbiano suggerita ai compagni. Quel Fiorenzuola (il Finlocat Fiorenzuola) si trovò in un girone a 16 squadre (il girone E) con ben 8 trasferte in Toscana. Il Poggibonsi era nell'altro raggruppamento (il girone F toscano-umbro e marchigiano) e vinse il campionato nella stagione più ricordata, quella della morte sul campo del centrocampista Stefano Lotti a cui è stato dedicato lo stadio. Uno stadio che è caratterizzato dall'anello della pista d'atletica, con tribuna e gradinata allungate ben distanti dal campo. Caratteristiche comune fra tutti gli stadi di zona. Vedi Pontedera, Montevarchi, Lucca, Prato, Viareggio. Se presente il settore curva risulta sempre molto sacrificato.
Tempi nostri. Come noi, il Poggibonsi è stato un cantiere aperto ben buona parte dell'estate causa il cambio di presidente (è subentrata la famiglia Vitiello). L'allenatore è esperto ed è arrivato solo a ferragosto. E' quel Domenico Giacomarro della figurina Panini anni 90' quando vestiva la maglia del Licata in serie B. Molti rinforzi sono arrivati nelle ultime settimane. Dunque un inizio di campionato in salita per noi che poi tanto in salita non è e poter fare punti al "Lotti" non sarà sicuramente facile fra qualche mese, dunque prendiamola su bene. Noi del Fiorenzuola siamo in rodaggio come loro ma possiamo giocarci le nostre carte e fare bene. Da ripescata n°7 non ci si può lamentare. La missione SALVEZZA sta per iniziare.
Chi tenere d'occhio degli avversari? In avanti hanno in dotazione un nome, l'attempato Gerardo Masini, attaccante originario di Cipoletti (Argentina), classe 1982 arrivato in estate dal Francavilla. Ma se fa come il Fausto Ferrari da noi.. hai voglia.. Noi abbiamo le motivazioni e i polmoni di Pezzi e Storchi. Poi in difesa il  centralone difensivo del 1980 Simone Calori ex Mantova in serie B.
Un'altra curiosità interessante sui nostri primi avversari è questa: hanno vinto il campionato nazionale con la Juniores. Quindi i nostri vari Fany Kader, Galli, Masseroni dovranno confrontarsi con giovani locali altrettanto in gamba.
In coppa Italia i ragazzi di Giacomarro sono usciti, sconfitti di misura in casa dal San Donato Tavarnelle (neo-promossa ripescata) al secondo turno. La voglia di riscattarsi e dare segnali positivi ai loro sostenitori sarà grande.
In casa Fiorenzuola, Mister Salmi che sembra aver lavorato bene in questa prima fase di ricostruzione torna ad allenare in serie D dopo una decina d'anni. Il difensore classe 1996 Gianmaria Delnevo è passato al San Secondo mentre il portiere rumeno Bogdan provato in estate difenderà i pali del ACS Poli Timisoara nella serie A del suo paese. A Poggibonsi non saranno disponibili l'ex Piacenza Paolo Contini e l'ex parma Yan Koliatko. Due giovani difensori esterni. Mercoledì abbiamo fatto le prove del gol contro la Beretti del Pro Piacenza. In gol tutte le bocche di fuoco Rossonere.
Io sogno di fare risultato con un gol dell'ex di turno: Adil Mezgour!
FORZA MAGICO FIORE !


il FINLOCAT FIORENZUOLA campionato Interregionale girone E 1987-88
il quadro della prima giornata Adriese-Ribelle
Scandicci-Mezzolara
Colligiana-Castelvetro
Correggese-Pianese
Imolese-Sangiovannese
Lentigione-Delta Rovigo
Poggibonsi-Fiorenzuola
Ravenna-Rignanese
Virtus Castelfranco-San Donato Tavarnelle