giovedì 31 dicembre 2009

CALCIO e TIFO tra cinema e film

Mica tutte le ciambelle escono con il buco... fra buchi nell'acqua, documentari, colossali flop ed esperimenti mal riusciti, pellicole di azione, opere diventate cult, parodie e comicità ecco alcuni film legati al mondo del Calcio e al fenomeno del tifo organizzato:

ULTIMO ULTRAS (2009)Il film “L’ ultimo ultras” diretto dal regista Stefano Calvagna, descrive la piaga della violenza negli stadi e apre un punto di vista inedito anche sul mondo dei supporters organizzati.
Il film “L’ ultimo ultras” parla con toni duri e pungenti, ma è anche un film colorito e folcloristico senza riferimenti a squadre realmente esistenti e senza la presenza di poliziotti in scena, proprio per mettere in luce soltanto il lato della tifoseria organizzata nuda e cruda.
La TRAMA del film “L’ ultimo ultras” è incentrata sul personaggio di Giovanni: latitante dopo aver ucciso un giovane allo stadio durante uno scontro tra ultras. Giovanni, accanito tifoso ultras e scommettitore, conosce persone che cambieranno la asua vita: Sergio, un capo tifoseria di una squadra locale, Lucrezia, una giovane prostituta, Marina, cassiera ad un ufficio scommesse di cui si innamora, e Alice, una violinista.
Nel CAST del film “L’ Ultimo Ultras” ci sono gli attori Stefano Calvagna (regista del film e attore), Francesca Antonelli, Mattia Sbragia, Mauro Meconi, Giulia Elettra Gorietti.


SECONDO TEMPO (2009)Un film ("Secondo tempo") per raccontare la curva, gli ultras, la violenza. Lo sta girando Fabio Bastianello, che in un'intervista concessa a "sportemotoriblogsfere" ammette le difficoltà del tema spiega le tecniche di ripresa per rendere il più veritiera possibile la storia
La storia, come si legge sul sito della pellicola, "si sviluppa attorno alla figura di un poliziotto infiltrato che sta svolgendo un?indagine a carico di un gruppo ultras. Un errore arbitrale allo scadere del secondo tempo (da cui il titolo del progetto) scatenerà la violenza sugli spalti e, attraverso gli occhi del protagonista, parteciperemo contemporaneamente ad altre quattro vicende".
Alcune scende del film saranno girate il 5 luglio allo stadio Olimpico di Torino. Per preparare le scene di scontri, molti attori si stanno sottopendo ad una vera e propria preparazione atletica." Gireremo per 105 minuti in presa diretta ", ha spiegato il regista, "senza mai staccare la camera. Loro dovranno recitare, partecipare agli scontri, spostarsi da un lato all'altro della curva senza sosta. Servirà fiato e preparazione fisica. Non è semplice gestire una situazione del genere in una curva di uno stadio".
I propositi sono buoni. La speranza è che per una volta il cinema riesca a raccontare il mondo ultras come veramente è. Senza volontà di creare mostri o banalizzandolo come è stato fatto più volte in passato.


ULTRA' (1990)
Cast: Claudio Amendola, Ricky Memphis, Giuppy Izzo, Fabio Buttinelli, Michele Comparino, Fabrizio Franceschi, Fabio Maraschi, Antonello Morroni, Alessandro Tiberi
Regia: Ricky Tognazzi
Sceneggiatura: Graziano Diana, Simona Izzo, Giuseppe Manfridi
Data di uscita: 1990 Genere: Drammatico
Il venticinquenne Luca, soprannominato Principe, capo dei più scatenati ultrà romanisti, dopo due anni trascorsi in carcere per un episodio di violenza, torna in libertà alla vigilia di una partita di calcio tra la squadra della Roma e quella della Juventus. Egli intuisce che molte cose, durante la sua assenza, sono cambiate, anche se Red, il suo migliore amico, e Cinzia, che era la sua ragazza, non trovano il coraggio di dirgli che si amano e hanno progettato di trasferirsi insieme a Terni, dove sperano di trovare lavoro. Il gruppo degli ultrà parte per Torino, e Red accetta di condurre con sè Fabio, il fratellino undicenne di Cinzia, appassionato tifoso. Durante la notte trascorsa in treno, affiorano spesso gli attriti latenti fra Principe e Red. Poichè Principe si vanta insistentemente davanti all'amico degli ardenti rapporti amorosi che dice di aver avuto con Cinzia e alcuni amici alludono al probabile trasferimento di Red a Terni, questi trova finalmente il coraggio di confessare a Principe la verità. La mattina seguente, giungendo a Torino, gli ultrà romanisti sono accolti da una sassaiola, prima ancora di scendere dal treno, e trovano alla stazione la polizia e gli ultrà avversari, coi quali scoppiano subito tafferugli, che causano lunghi accertamenti in questura, in modo che i romanisti giungono allo stadio quando la partita è già iniziata. Subito nei locali dei gabinetti scoppia la battaglia coi rivali. Durante un duro corpo a corpo con un nemico, Principe ferisce incidentalmente col proprio coltello lo Smilzo, un buon ragazzo timido e infantile che era accorso in suo aiuto, e il ragazzo muore poco dopo fra le braccia di Red, il quale accusa, davanti agli amici, Principe di essere colpevole di quella morte. Ma Principe nega la sua responsabilità, e, divelti alcuni tubi, per usarli come spranghe, guida i più scalmanati alla vendetta.
Recensioni:
"Siamo nel realismo più crudo, accentuato da un ricorso al romanesco che potrà accrescere l'insofferenza per i comportamenti bestiali." (Giovanni Grazzini, Il Messaggero)
"Ammiriamo la disinvoltura registica di Tognazzi con le perplessità suscitate dai narratori buoni a tutte le storie e della scelta di un soggetto tanto evocato nei dibattiti sui tumultuosi dopo partita da lasciare poco margine a una trattazione dai connotati originali." (Alfio Cantelli, Il Giornale)
"Tognazzi ha scritto una sceneggiatura precisa e grandiosamente trucibalda, in cui la violenza del linguaggio è necessaria e scientifica." (Irene Bignardi, La Repubblica)
"Tognazzi è ormai un regista solido e sicuro, di qualità molto serie." (Gian Luigi Rondi, Il Tempo)
"Efficace, duro, vittimista, sentimentale, il film sembra rimanere esterno al fenomeno, esterno e sommario nel disegno dei personaggi." (Lietta Tornabuoni, La Stampa)
"Unendo il tema del disagio giovanile a quello più specifico, della violenza legata allo sport e alle sue manifestazioni, Tognazzi osserva con occhio freddo e analitico le miserie di una bestialità che appare gratuita: ma sa esprimere con il cuore la sua volontà di capire." (Mirella Poggialini, L'Avvenire)


ULTIMO STADIO (1988)Un film di Alan Clarke. Con: Gary Oldman, Lesley Manville, Phil Davies
Titolo originale: The Firm.
Drammatico, durata 65 min.
Sposato e padre di una piccina, impiegato in un'agenzia immobiliare, il trentacinquenne Bex Bissek ha una seconda vita come capo dell'Inner City Crew, banda di violenti hooligans in competizione con i Buccaneers nella scorta alle squadre inglesi di calcio in trasferta sul continente. Sarà vittima del suo fanatismo teppistico dopo aver sconfitto sul campo l'odiata banda rivale. Prodotto dalla BBC, è un film TV con “le scansioni di un allucinante reportage più che una storia di fiction e Clarke lo controlla con estrema sicurezza realistica.” (C. Bertieri, U. Casiraghi). Pochi minuti di calcio giocato: l'azione si svolge fuori dagli stadi. Un documento sulla degenerazione violenta del tifo sportivo con un finale di pessimistico sarcasmo.


HOOLIGANS (1995)
Hooligans è un film-documentario diretto dal regista Philip Davis e conosciuto anche con il titolo originale inglese I.D.
Esso tratta principalmente del fenomeno hooligans nel calcio inglese degli anni '80 e le sue connessioni con il mondo della violenza e dell'estremismo politico.
Quattro poliziotti si infiltrano nel gruppo hooligan che supporta la fittizia squadra dello Shadwell Town F.C., con lo scopo di svelare l'identità del leader. Tuttavia, quando i poliziotti entrano in contatto con un mondo fatto di frequenti bevute e violente risse, John (Dinsdale) diventa rapidamente come uno dei teppisti su cui avrebbe dovuto investigare.
La trasformazione di John in un violento e tossicodipente hooligan, lo porta alla rottura con la fidanzata e all'inizio di una nuova relazione con la proprietaria di un pub, Lynda (Reeves). La sua nuova identità si rivela quando, durante uno scontro, colpisce con una pugnalata un tifoso del Tyneburn.
Il film si chiude con John che abbraccia la nuova vita di neo-Nazi con la stessa rapidità con la quale era diventato un hooligan.
La squadra di calcio al centro del film, lo Shadwell Town F.C., ha dato il nome ad un gruppo ultras che segue le sorti del Rimini, chiamato appunto Shadwell.


ARANCIA MECCANICA (1971)
Arancia meccanica (A Clockwork Orange) è un film del 1971, diretto da Stanley Kubrick.
Siamo a Londra, nel 1980. Alex è il capo di un quartetto di giovani teppisti che trascorrono le loro giornate nell'esercizio di efferate violenze e stupri, dopo essersi drogati. A farne le spese sono un mendicante selvaggiamente picchiato, una banda rivale fatta a pezzi, una ragazza di strada violentata e infine uno scrittore, massacrato di botte fino a procurargli una paralisi agli arti, mentre sua moglie, di cui abusano, morirà qualche tempo dopo. Alex, inoltre, è appassionato della musica di Beethoven, di cui si serve per immergersi in sogni innaturali. Scontenti per il suo dispotismo, i compagni, allorché uccide una ninfomane, lo colpiscono e lo lasciano nelle mani della polizia. Condannato a 14 anni di reclusione, il giovane si finge mite e ottiene, dopo due anni, di venire sottoposto ad una specie di lavaggio del cervello, un trattamento di condizionamento al bene mediante nausea per il male. Rimesso in libertà, dopo essere diventato remissivo e pacifico, sono gli altri ora ad essere violenti con lui: la famiglia lo respinge, due suoi amici - divenuti poliziotti - lo seviziano, lo scrittore sua vittima cerca di farlo impazzire. Dopo un tentativo di suicidio, viene ricoverato a spese dello Stato in una clinica, dove gli verrà restituita la sua primitiva fisionomia.


THE WARRIORS (1979)
I guerrieri della notte è un film del 1979, diretto da Walter Hill.
La trama del film è ispirata sia all'omonimo romanzo, che è a sua volta una metafora dell'Anabasi tradotta in un contesto di guerra tra bande giovanili rivali. L'Anabasi, scritta come autobiografia dallo storico ateniese Senofonte che, come mercenario, aveva partecipato ad una guerra civile persiana, narra come 10.000 mercenari ellenici si siano ritirati attraverso l'impero persiano, dopo che il loro reclutatore e capo (Ciro il giovane, pretendente al trono imperiale) era stato sconfitto in battaglia. I guerrieri greci, proprio come i Warrioris del film, dovranno attraversare l'impero basandosi solo sulle proprie forze, attaccati da tutti i popolo sottomessi all'impero (con un parallelismo rispetto alle altre gang rivali) e inseguiti da un esercito nemico. Riusciranno nel loro intento, rivedendo il mare in una penisola della Turchia settentrionale (Coney Island?).
Nella città di New York, in una notte d'estate senza luna, viene indetta una grande adunata di tutte le bande giovanili che controllano i quartieri della città. L'appuntamento è in uno stadio nel parco del Bronx.
I ragazzi tramite il passaparola si informano e arrivano da ogni dove: a piedi, con la metropolitana, con gli autobus, per giungere allo stadio dove si terrà il grande evento. Si vedono bande con divise caratteristiche di ognuna, tra cui dei ragazzi vestiti come giocatori della squadra di baseball New York Yankees, essi sono i Baseball Furies.
Il promotore di questo raduno è il capo dei Riffs, Cyrus, carismatico individuo che viene acclamato come un santone dalle delegazioni delle bande giovanili. Egli, avvolto in una specie di kimono in seta, arringa la folla e chiede di unire le proprie forze. Insieme tutte le bande giovanili di N.Y. hanno oltre 60.000 adepti, più della polizia. Invece di consumare le proprie forze nel combattere contro il gruppo dell'isolato vicino, il grande disegno di Cyrus è quello di unire queste forze e sfidare sia la polizia che la criminalità organizzata. Al raduno gli accordi erano di non portare armi di sorta. Ma ad un certo punto, uno dei ragazzi, Luther, il capo -mentalmente instabile- di una banda minore chiamata i Rogues, spara a Cyrus che cade morto sotto gli occhi della folla. Uno dei membri dei Guerrieri (Fox), una formazione che si distingue per i corpetti in pelle senza maniche, vede chi è stato, ma non fa in tempo a parlare perché Luther arringa la folla dicendo che a uccidere Cyrus è stato Cleon, il capo della delegazione dei Guerrieri. Non c'è modo di spiegare la verità e lui si difende come può a pugni, fino a quando non viene attaccato da un ragazzo che lo indebolisce a colpi di arti marziali e accerchiato dagli uomini dei Riffs, che lo uccidono. A quel punto arriva anche la Polizia, evidentemente informata dei fatti, che fa una immensa retata tra gli astanti.
Tutti scappano per sottrarsi alla cattura, ma la notizia dell'assassinio di Cyrus è oramai arrivata alla radio 'ufficiale' delle gang: sono stati i Guerrieri, e il vice di Cyrus dà l'ordine di intercettarli e portarli da lui, passando tale ordine alle bande locali. I Riffs sono una banda diversa dalle altre: oltre che numerosi sono inquadrati come un vero e proprio gruppo paramilitare, formato solo da afroamericani. Quando il vice di Cyrus appare allo schieramento tutti rispondono compatti 'sì capo!'.
I guerrieri scappano e si dividono. Alcuni sono arrestati. quelli che riescono a cavarsela devono vedersela con innumerevoli pericoli. Inseguiti dalla polizia, devono fare decine di km attraversando tutta New York da nord a sud per tornare a Coney Island. Nel mezzo vi sono un gran numero di bande, e la dj della 'loro' radio passa le informazioni sulla posizione del gruppo e li spinge ad attaccarli.
I Guerrieri hanno anche dei problemi di 'leadership'. Ora che il loro capo è stato catturato, chi deciderà per tutti? I Guerrieri sono tutti ragazzi forti e combattivi, ma qui vi è necessità di stabilire una linea di condotta 'avveduta', più che usare la sola forza. Swan è riflessivo e di buon senso, ma Ajax contesta le sue decisioni e di fatto la banda non trova il consenso tra chi sia il capo tra loro. Numerose le battaglie che sostengono, come quella con la banda dei 'giocatori di baseball' (i Furies, appunto) e quella contro gli "skinhead", ovvero i Turnbulls Ac's. I Furies, apparsi come fantasmi, senza dire una parola, agitano le mazze contro i Guerrieri che, in inferiorità numerica, scappano. Mentre la colonna sonora sottolinea la tensione dell'inseguimento (che dura oltre 2 minuti), Swan e Snow deviano non visti e prendono il gruppo degli inseguitori alle spalle. Ajax, meno scaltro, si scontra frontalmente con il resto della banda e sconfigge direttamente il capo. Finita la successiva scazzottata con la vittoria dei Guerrieri, la questione di chi 'comanda' è ancora aperta, ma Ajax si mette a perdere tempo con una ragazza seduta su di una panchina, che si rivelerà una poliziotta anti-adescamento, così viene ammanettato alla panchina, catturato e picchiato dai poliziotti accorsi sul posto mentre cercava di resistere. Swan nel frattempo si è allontanato con gli altri tre della banda, mentre un altro gruppo di Guerrieri viene attirato da un gruppetto di ragazze, che sembrano ospitali. Invece, appena i ragazzi si sono accomodati da loro cercano di catturarli armi alla mano (anche loro sono una banda femminile, le Lizzies). I Guerrieri scappano dopo una breve colluttazione, nonostante le ragazze gli sparino addosso. In questo frangente i Guerrieri sanno finalmente perché sono continuamente attaccati dalle altre bande: non è una questione di territorialità, ma di essere accusati di avere ucciso Cyrus.
Nel frattempo, al gruppo di Swan e Ajax si è unita una ragazza della banda degli 'Orfani', che pure inizialmente aveva aizzato i suoi contro i Guerrieri. Dopo una serie di discussioni, diventa rapidamente la ragazza di Swan.
Tra le ultime battaglie della notte vi è stata anche quella con i 'pattinatori'( Punks ), un selvaggio scontro in un bagno pubblico nella metropolitana di NY. Anche qui i Guerrieri riescono ad avere la meglio.
All' alba Swan e i suoi sono praticamente tornati a casa, ridotti ad un gruppetto di superstiti (uno catturato, un altro finito sotto una metropolitana dopo una colluttazione con un poliziotto), gente stanca e scioccata dopo avere passato la notte in una città così deserta e ostile. A quel punto vengono avvicinati dalla banda guidata dal vero assassino di Cyrus, Luther, deciso ad eliminare i componenti della gang per non lasciare testimoni e potersi guadagnare la reputazione dell'Uomo che ha vendicato Cyrus, conquistando quindi un posto di grande prestigio tra le bande.
Swan non smentisce il suo carattere indomito, e nonostante Luther lo minacci con una pistola (quella usata al raduno) lo disarma lanciandogli un coltello sull'avambraccio. A quel punto arrivano in massa i Riffs, guidati dal loro nuovo capo. Luther crede di vedere finalmente i Guerrieri massacrati, ma al vice di Cyrus un ragazzo, ascoltato come testimone, ha raccontato quello chi ha realmente sparato a Cyrus. Così i Riffs si dirigono contro la banda di Luther che incredulo, viene portato via per essere presumibilmente linciato assieme ai suoi compagni. La notte, come la battaglia per la sopravvivenza dei Guerrieri, è conclusa, e i ragazzi tornano alle loro case mentre il sole già splende basso sul mare.


L'ALLENATORE NEL PALLONE (1984)L'allenatore nel pallone è un film commedia italiano diretto dal regista Sergio Martino e ambientato nel mondo del calcio italiano. Il film, distribuito nelle sale cinematografiche il 26 ottobre 1984, ha come protagonisti Lino Banfi, interprete dell'allenatore calcistico Oronzo Canà, Camillo Milli e il duo comico Gigi e Andrea.
Il film è diventato un cult per i fan di Banfi (come dimostrano le vendite del recente DVD e per gli appassionati di calcio, grazie anche ai numerosi protagonisti reali del Campionato di calcio italiano degli anni ‘80 come giocatori, allenatori, commentatori e giornalisti sportivi, più altri sostituiti da comparse.
Le immagini della partita in cui la Longobarda è promossa in Serie A, Sambenedettese-Longobarda, sono in buona parte tratte dal repertorio di una partita di Serie B del 1983/84 tra la Samb e la Pistoiese, giocatasi alla penultima giornata di quel campionato allo Stadio Fratelli Ballarin di San Benedetto del Tronto. A provarlo c'è anche il cartellone pubblicitario della Banca Toscana che era sponsor istituzionale degli arancioni. La prima scena di esultanza del pubblico, che si vede alla fine dell'incontro, è in verità quella dei tifosi della Sambenedettese, che pareggiando quell'incontro 1-1 si poterono salvare con un turno di anticipo (la Pistoiese invece retrocesse). Le restanti scene di quel match, nonché tutti gli altri incontri del film, furono girati allo Stadio dei Marmi e allo Stadio Flaminio di Roma. Uno degli spezzoni delle partite della Longobarda (Il gol di testa dell'Inter) fu usato l’anno successivo per il film Mezzo destro, mezzo sinistro dello stesso regista.
La prima partita di campionato Roma-Longobarda è stata girata allo Stadio dei Marmi. Nel sottopassaggio degli spogliatoi dello stesso stadio è ambientato l’incontro tra Canà e i giocatori della Roma Pruzzo, Graziani, Ancelotti, Chierico, mentre gli altri giocatori che indossano la maglia della Roma erano invece delle semplici comparse.
Gli esterni della casa lombarda di Canà, dove si svolsero le contestazioni e la manifestazione di giubilo prima dell’ultima di campionato, sono stati girati a Marino in provincia di Roma.
Le riprese del ritiro della squadra sono state girate presso l’hotel La locandina, vicino a Frascati.
La scena in cui Canà ruba il pallone a Zico per il rito Vudù è stata girata nei campi di allenamento dell’Udinese, più precisamente allo Stadio Moretti di Udine che in seguito alla corstruzione dello Stadio Friuli (1976) divenne il campo d'allenamento della società friulana. Negli anni 90 è stato abbattuto e ora al suo posto sorge il parco urbano Alfredo Foni.
L’inseguimento di Canà alla stazione ferroviaria, prima che Aristoteles (Urs Althaus) raggiunga l’aeroporto e ritorni a casa in Brasile, è stata girata a Roma Tuscolana (qui tutti i cartelli azzurri con il nome della stazione furono coperti). Curiosa la presenza della scritta W la Longobarda su di una colonna della banchina.
Verso il termine del film, Aristoteles suona la chitarra per Michelina in un dehor sulle rive di un lago che, secondo la sceneggiatura, rappresenterebbe un lago del Nord-Italia; in realtà le riprese furono fatte nei pressi del Lago Albano di Castel Gandolfo.
Canà sollevato in aria dai tifosi.Il finale del film e l'ultima partita del campionato Longobarda-Atalanta sono stati girato allo Stadio Flaminio; gli spogliatoi inquadrati prima dell'inizio della partita e durante l'intervallo sono effettivamente quelli del medesimo stadio. Al termine della partita, durante l’invasione di campo, la sceneggiatura prevedeva che i due gemelli ultrà della Longobarda (Antonio e Luigi Soldati) portassero Oronzo Canà in trionfo sulle spalle, ma durante le riprese le comparse presero il povero Banfi per i testicoli; questo infortunio ispirò la penultima scena comica del film, inizialmente non prevista nella sceneggiatura.
« Canà: In che cosa consiste questa bizona: voi sapete che le norme generali di tutti gli allenatori del mondo più o meno usano le stesse formazioni, c'è 4-5-1 o 4-4-2, io invece uso una cosa diversa: il 5-5-5.
Speroni: Ma mister, che si gioca in quindici?
Canà: Sono sedici, perché ti sei dimenticato il portiere. »
(Spiegazione della Bizona)


MEZZO DESTRO MEZZO SINISTRO (1985)
Mezzo destro, mezzo sinistro (talvolta Mezzo destro mezzo sinistro, 2 calciatori senza pallone) è un film del 1985 diretto da Sergio Martino.
Andrea Margheritoni è un calciatore a fine carriera che milita nel campionato statunitense. Il film inizia illustrando una sua domenica-tipo: si fa espellere volutamente per andare a letto con la moglie dell'arbitro ma quest'ultimo poco dopo sospenderà la partita e tornando in anticipo a casa scoprirà la tresca. Vista la brutta avventura avuta, Andrea sarà costretto a tornare anzitempo in Italia dove, con l'aiuto del calciatore e suo vecchio amico Gigi Cesarini, cerca di farsi ingaggiare dalla Marchigiana, una squattrinata squadra neo-promossa in serie A.
Nonostante rischi di far affogare, in uno strampalato tentativo di salvataggio, l'avarissimo presidente rimasto in panne col proprio yacht, Andrea sarà ingaggiato insieme a Gonçales, un improbabile brasiliano particolarmente attento alle clausole contrattuali ("esto no es contemplão in mio contratto" è la sua frase ricorrente) ed al danese Kèkkonen (il cui cognome palesa la sua omosessualità).
In campionato la squadra è però un disastro, fatica ad assimilare gli schemi dell'allenatore Coligno, che conduce gli allenamenti a ritmo di musica sinfonica, ed il rendimento di Andrea è scarso, dovendo impiegare tutte le proprie energie nella relazione con la focosa Mirtilla, la titolare della ditta "Pollo Ruspante", sponsor della squadra. Dopo tentativi estremi, come portare la squadra in ritiro in un santuario, arriva l'inevitabile esonero di Coligno; la squadra viene affidata all'argentino Fulgencio, un vero sergente di ferro, che sbatte Gigi ed Andrea in panchina e lancia Carlo Vacca, un giovane attaccante della primavera che segna gol a raffica.
I due esclusi non riescono a riconquistare il posto da titolari neanche con lo stratagemma di spompare il giovane Vacca mettendogli nel letto la passionale Mirtilla. Andrea avrà comunque l'occasione di riscattarsi e di conquistare il cuore della bella giornalista Daniela in una partita di Mitropa Cup in Germania, dove segnerà e salverà un goal sulla linea.
Il film è stato girato in gran parte a San Benedetto del Tronto nelle location del mare, del porto e dello Stadio Riviera delle Palme. Le scene iniziali, nelle quali la Russinova gira tra gli ombrelloni alla ricerca di stelle del calcio, è stata girata sulla spiaggia sambenedettese, mentre il dialogo tra Coligno e Beccaceci sulla lista di giocatori da acquistare avviene tra le banchine del porto della città marchigiana, precisamente a ridosso dell'ingresso del Circolo Nautico cittadino. La finale della Mitropa Cup è invece stata girata all'interno dello stadio Cino e Lillo Del Duca della vicina Ascoli Piceno. Questo si evince dal fatto che, al momento dell'entrata di Margheritoni, si può leggere dietro la panchina uno striscione sulla tribuna inneggiante alla squadra ascolana.


IL PRESIDENTE DEL BORGOROSSO FOOTBALL CLUB (1970)Il presidente del Borgorosso Football Club è un film commedia italiano del 1970, diretto da Luigi Filippo D'Amico ed interpretato da Alberto Sordi.
Benito Fornaciari, impiegato del Vaticano e appassionato di filatelia, eredita dal padre Libero il Borgorosso Football Club, squadra di calcio dell'immaginario paese di Borgorosso (in realtà il film è girato a Bagnacavallo ed allo stadio di Lugo (e le casacche sono bianco nere come quelle della locale squadra di calcio del Baracca Lugo Calcio), entrambi paesi della provincia di Ravenna), in Romagna. Il calcio non è esattamente la sua passione, tuttavia, dopo un primo momento di disinteresse per la squadra, inizia a dedicarvisi completamente, con risultati disastrosi (oltre a giocatori scarsi, assume un allenatore sudamericano che in realtà è di Castellammare di Stabia...) che gli inimicano l'intero paese di Borgorosso. Ma ad un certo punto, dopo un salutare ritiro, le sorti della squadra sembrano cambiare, con Benito che assume le redini del club facendo da presidente-allenatore, e il Borgorosso risale in classifica fino a sfiorare la vetta: senonché, in una drammatica partita interna con gli eterni rivali del Sangiovese, si verifica un'invasione di campo e lo stadio viene squalificato. A causa della crisi che investe la squadra, un gruppo di imprenditori locali avversi al presidente riesce a costringerlo a dimettersi: ma Fornaciari, nella conferenza di addio al paese, con un astuto coup de théâtre presenta il suo ultimo ingaggio: nientemeno che Omar Sivori. I tifosi in festa, assieme al presidente e alla squadra, partono alla volta dello stadio. Celestino Guardavaccaro giovane talento un pò in sovrappeso acquistato per 30 milioni di lire. Il debutto da presidente contro l'Albana. La vittoria contro il Brighella. I tumulti del derby contro la Sangiovese. La sconfitta contro l'Excelsior. Molte della avversarie che prendono il nome da celebri vini. Un film tutto da ridere!
Trama
Benito Fornaciari, impiegato del Vaticano e appassionato di filatelia, eredita dal padre Libero il Borgorosso Football Club, squadra di calcio dell'immaginario paese di Borgorosso (in realtà il film è girato a Bagnacavallo ed allo stadio di Lugo, entrambi paesi della provincia di Ravenna), in Romagna. Il calcio [W>]-[>W] non è esattamente la sua passione, tuttavia, dopo un primo momento di disinteresse per la squadra, inizia a dedicarvisi completamente, con risultati disastrosi (oltre a giocatori scarsi, ingaggia un allenatore "sudamericano" - che in realtà è di Castellammare di Stabia - soprannominato stregone) che gli inimicano l'intero paese di Borgorosso. Ma ad un certo punto, dopo aver esonerato l'allenatore e imponendo alla squadra ritiri draconiani basati sul lavoro dei campi, Benito assume direttamente le redini del club facendo da presidente-allenatore e le sorti della squadra sembrano cambiare: il Borgorosso risale in classifica fino a sfiorare la vetta. Sennonché, in una drammatica partita interna con gli eterni rivali del Sangiovese, mentre la squadra sta perdendo su rigore provocato dal giocatore brocco Celestino, da lui comprato a caro prezzo, Benito entra in campo litigando con l'arbitro e innescando un'invasione di campo da parte dei tifosi con conseguente interruzione della partita e successiva penalizzazione della squadra con squalifica del campo di gioco. A causa della crisi che investe la squadra, un gruppo di imprenditori locali avversi al presidente riesce a costringerlo a dimettersi; ma Fornaciari, nella conferenza di addio al paese, con un astuto coup de théâtre presenta il suo ultimo ingaggio: nientemeno che Omar Sivori. Questo, se da un lato gli assicura il sostegno "per acclamazione" della tifoseria, per contrasto provoca il ritiro della cordata degli imprenditori, il fallimento e pignoramento di tutte le proprietà di Benito e perfino del pullman della squadra. Di ciò non si cura Benito che, ritornato presidente, parte con i tifosi in festa, assieme alla squadra su un autocarro per raggiungere lo stadio in campo neutro.
Riferimenti alla realtà
Probabilmente il Borgorosso F.C. - il cui inno è Siamo tutti Borgorosso - è una sorta di revisione cinematografica dell'A.C. Cesena (maglia bianco-nera), che negli anni sessanta venne acquistato dall'imprenditore e commerciante di frutta Dino Manuzzi; sotto la sua presidenza tale squadra in pochi anni passò dalla C alla B, quindi in Serie A all'inizio degli anni settanta, per raggiungere il suo culmine nella stagione '76-'77, con la breve partecipazione in Coppa UEFA.
L'acquisto a sorpresa di Omar Sivori (interpretato da sé stesso) è clamoroso ma verosimile, avendo il fuoriclasse argentino disputato la sua ultima stagione in Serie A nel campionato 1968-69. Un altro evidente riferimento alla realtà è nel primo allenatore ingaggiato da Fornaciari, che ricorda, nella parlata, nell'aspetto fisico e nelle convinzioni tattiche, Helenio Herrera.
Molte formazioni dilettantistiche o amatoriali hanno assunto la denominazione di Borgorosso ispirandosi a questo film.



ECCEZZZIUNALE... VERAMENTE (1982)
Eccezzziunale... veramente (1982) è un film che racconta la vita "calcistica" di tre tifosi: il milanista Donato, l'interista Franco e lo juventino Tirzan.
La storia vede protagonista Tirzan tifoso juventino di origine meridionale, professione camionista, Franco, interista, e Donato milanista. Tirzan viene fermato da due vigili, uno romanista e l'altro fiorentino: ne viene fuori un dialogo incredibile a sfondo calcistico, mentre Donato si scontra in metropolitana con gli interisti dopo che il Milan ha perso la partita e Sandrino, il capo ultras interista, durante lo scontro scivola su una buccia di banana e cade a terra senza sensi (ma Donato pensa di essere stato lui a colpirlo). Franco invece è felicissimo ma deve tornare a casa dalla famiglia e soprattutto da una moglie e da una suocera che non sopporta, ma una gradita sorpresa lo aspetta: un tredici al Totocalcio. Franco allora si ribella ai parenti insulta le due donne e se ne va. Il tredici da oltre ottocento milioni è in realtà uno scherzo degli amici del bar ma Franco intanto si da alla bella vita: lascia il lavoro e a suon di cambiali compra una nuova macchina.
Tirzan deve partire per la Romania ma chiede ad un collega detto "lo slavo" ,che deve andare a Parigi, di scambiarsi i camion in modo che Tirzan possa andare in Belgio a vedere la Juventus e l'altro possa andare in Romania dalla sua compagna. Donato va all'ospedale a trovare il "nemico" interista, che, a seguito del trauma, ha perso la parola e la memoria. Qui il milanista conosce la fidanzata di Sandrino, Loredana (Stefania Sandrelli), che odia gli ultras, l'Inter e il calcio e allora Donato per compiacerle fa finta di essere d'accordo per fare colpo su di lei. Loredana s'innamora di lui, perché "diverso" da Sandrino e fanno l'amore.

ULTIMO MINUTO (1987)
Ultimo minuto è un film del 1987 diretto da Pupi Avati.
Walter Ferroni (Ugo Tognazzi) è il direttore sportivo-factotum (oggi diremmo general manager) di una squadra di calcio che sopravvive nella bassa classifica della Serie A degli anni '80 tra problemi finanziari, piccoli imbrogli e tanta passione. Dopo anni di difficoltà e di bilanci "aggiustati con la scolorina", Ferroni riesce a fare acquistare la squadra dal ricco industriale Di Carlo (Lino Capolicchio), credendo che questi si limiterà a finanziare la società lasciando a lui la gestione. Il nuovo presidente invece, con piglio imprenditoriale, lo rimuove dall'incarico e gestisce personalmente, inserendo nuovi manager accanto a quelli del vecchio staff di Ferroni prontamente passati al servizio del nuovo padrone.
La nuova gestione parte con baldanza, ma senza l'esperienza e i contatti di Ferroni incontra subito notevoli difficoltà. Il nuovo presidente impara a proprie spese che gestire una società di calcio è diverso dal gestire un'azienda. La squadra passa da una sconfitta all'altra, sino a quando lo stesso Di Carlo viene pesantemente contestato e minacciato dai tifosi. Il presidente si trova costretto a ritornare sui suoi passi e richiama Ferroni che, emarginando l'incapace allenatore, rende la squadra nuovamente competitiva assumendone di fatto anche la guida tecnica.
Tra le perplessità e l'ostilità di molti, dentro e fuori la società, vince la prima partita della sua nuova gestione con una mossa coraggiosa e disperata: sostituisce a pochi minuti dalla fine della gara con l'Avellino il vecchio e corrotto centravanti Boschi (Massimo Bonetti) con il giovane diciasettenne Paolo Tassoni della squadra "primavera" che realizza il gol decisivo, proprio all'ultimo minuto.
Il nome della squadra non viene mai detto nel film, ma i colori sociali (biancorossi) e alcuni particolari richiamano il Vicenza, archetipo e simbolo delle squadre minori della serie A in quegli anni. Nel finale le scene della partita contro l'Avellino, altra tipica squadra "provinciale" dell'epoca, sono state girate all'interno dello stadio Romeo Menti e montate con riprese della curva vicentina. La società è accreditata nei titoli di coda.
Molti anni dopo, in un'intervista, Italo Cucci rivelò che il personaggio di Walter Ferroni fu in parte ispirato alle figure di Italo Allodi e del primo Luciano Moggi.

domenica 27 dicembre 2009

Bel gesto!

Grazie FRENTE VACCEO e MUY MORAOS!!!
Striscione esposto alla Nueva Balastera di Palencia per il nostro Anthony:

sabato 19 dicembre 2009

BUONE FESTE A TUTTI!

purtroppo FIORENZUOLA-voghera in programma domenica 20 dicembre è stata rinviata per neve
...non ci resta che farci gli auguri di BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!
Ci attende un anno di battaglie e ardore ...LA SERIE D E' LA NOSTRA SERIE A!!! ...CARICA RAGAZZI! FORZA FIORE!

giovedì 17 dicembre 2009

FIORENZUOLA-VOGHERESE


Anno 2009, anno sfigato. Poteva congedersi nel miglior modo e invece... giovedì 17 dicembre, tre centimetri di neve ghiaccita a coprire strade, tetti e prati della Valdarda (...ma maladissa!)
Mancava solo una partita e poi si chiudeva il registro e lo si spediva in soffitta ...Maledetto 2009!

Ultimo impegno della stagione 2008/09 prima della sosta natalizia. Ultimo impegno dell’anno 2009.
Fiorenzuola-Voghera calcisticamente parlando ha sempre avuto per me un grande fascino. A me l’attuale Voghera Calcio nell'anno del suo Novantesimo compleanno, piace chiamarlo con la sua storica denominazione: A.c. Vogherese 1919.
Fiorenzuola-Vogherese …rossoneri contro rossoneri. Divise identiche: maglia rossa bordata di nero, calzoncini neri. Voghera, Oltrepò Pavese, città di 40.000 abitanti che dista così poco da noi, con le sue 3P e la serie B negli anni ’40. Voghera e la voglia di Provincia, la voglia di serie C e di derby con il Pavia che manca da troppi anni.
La prima sfida ufficiale fra il Fiore e la Vogherese risale all’annata 1931-32 in Prima Divisione; poi altri assaggi nel: 1958-59 Campionato Nazionale Dilettanti; 1959-60 e 1960-61 in Prima Categoria; 1973-74, 1975-76, 1976-77 in Promozione.
Si torna poi a giocare Fiorenzuola-Vogherese nella stagione 1989-90, big-match di alta classifica del Campionato Interregionale girone A. Buon pubblico con Ultras iriensi sugli spalti …finisce 2-2. I valdardesi di Torresani porteranno via lo scudetto alla superfavorita Voghe della presidentessa Roberta Donati. Nelle file di quella Vogherese allenata da Valentino Persenda si davano da fare bomber Antonello Liucci e quella vecchia volpe di Marco Nicoletti.
Si torna a parlare di Fiorenzuola-Vogherese nella stagione 1998-99 in serie C2 e che fatica per il Fiore di Gregorio Mauro avere la meglio sul modesto Voghera (nuova denominazione) di Carlo Garavaglia. Un gol di Tiziano D’Isidoro depose nel forziere dei Valdardesi i tre punti. Quel Tiziano D’Isidoro spietato goleador a Nola, Salerno, Catania, Torre del Greco e Lentini, un po’ meno ahimé in Valdarda. A fine stagione il Voghera di patron Gastaldi retrocede in serie D. Il Fiore lo raggiunge nella stagione 2002-03. Al Comunale ci fa visita il forte Voghera di mister Domenicali, dell’esperto Fabio Barbieri, dell’eclettico Ametrano, ma soprattutto di Matteo Rastelli da Cortemaggiore; è il Voghera della grossa “G” sul petto. La “G” non come quella dell’Anderlecht, ma quella della catena di supermercati Gulliver insediata anche nel territorio piacentino che personalmente non ho mai “nasato” tanto. Ci presentiamo in campo con un insolita maglia azzurra e ne prendiamo due ma la gara sarà ricordata per quel gestaccio di Rastelli al suo ex pubblico di casa. Nella stagione successiva siamo più squadra, nonostante le direttive di mister Luigi Galli. E’ il 2 Novembre 2003 e nelle file avversarie militano cinque piacentini: il portiere Bertaccini, gli esterni Guglieri e Ferdenzi, del trequartista Arnaldo Franzini da Vernasca e di bomber Rastelli.
L’allenatore è quel Claudio Gabetta ex centrocampista di Pavia e Tempio negli anni del Fiore in C; oggi affermato tecnico professionista (attualmente al Mezzocorona). Il quotidiano Libertà oltre alla cronaca del tenzone, segnalerà la coreografia degli ultras di casa con scala e fragole per testardi maggiostrini e la rocambolesca e inspiegabile presenza nella mattinata di ultras triestini per le vie di Fiorenzuola d'Arda. Vero Jameson?
Partita nervosissima. Stiamo vincendo per due reti ad uno grazie agli acuti di Donato Pugliese e Andrea Ciceri. Quando tutto sembra volgere al termine a nostro favore, un tuffo olimpionico del commediante Rastelli in piena area di rigore regala il gol del pareggio realizzato dallo stesso mascalzone su penalty. Era il Voghera di Rastelli noi tutti la ricordavamo così.
E gli ex? Beh ce ne sono stati tantissimi, tanti come i calciatori piacentini che hanno vestito la maglia della conveniente perchè vicina e blasonata Vogherese. Ecco alcuni ex: Ravara, Andrea Mazza, Gianfranco Peroni, Daniele Forti, Luca Fusi, Agostino Mizzotti, Tiberio Loda, Tiziano Ascagni, Fabio Querin, Walter Vercesi, Walter Massone, Marco Torresani, PierPaolo Curti, Stefano Perini, Devis Mangia, Paolo Tabloni, Claudio Guarna, Dede Valla, Arnaldo Franzini, Matteo Rastelli (51 e passa gol in tre stagioni), Luca Sozzi, Dino Giannascoli, Riccardo Bracaloni, Andrea D’Alessandro, eccetera.
La sfida in programma domenica allo stadio Comunale ha sempre richiamato buone cornici di pubblico. Si sa, quando giochiamo in casa, quest’anno siamo un po delle schiappe. Nel Fiore saranno in campo tre reduci di quell’avvincente Fiorenzuola-Voghera 2-2 del 2003, per la precisione: “Anima e Core” Ramundo, “Grinta” Orrù e Alessandro Chiurato che al ritorno timbro il cartellino con una bella incornata vincente. Mancherà all'appuntamento il fiorenzuolano Armani fermo per squalifica. Assenza che si farà sentire nello scacchiere di mister Massimo Perazzi.

Sulla panchina ospite siederà un ex, quel Gianpaolo Chierico che allenò a Fiorenzuola nella deludente annata 1987/88, campionato d'Interregionale, girone Tosco-Emiliano. Da tenere d'occhio l'attaccante Danilo Alessandro vero e proprio cottimista del gol a soli 21 anni (è già in doppia cifra con dieci sigilli), i compagni di reparto giovanissimi: Armando Alava Torres classe 1991 e l'uruguayano Martin Colombo prelevato dal settore giovanile del Cesena e autore del gol-vittoria contro il Borgosesia. Poi c'è un Paloschi e un centrocampista di nome Coccu che era partito molto bene ad inizio stagione. In difesa da segnalare l'esperto difensore classe 1972 Bandirali ex Pavia e Como in serie C.
Fiorenzuola-Voghera. Bisogna assolutamente conquistare punti salvezza.
TEMPO PERMETTENDO ...Dai Fiore!!! ...Fammi venire la pelle d'oca anche al Comunale.

mercoledì 16 dicembre 2009

RIFFA 2010

Anche quest'anno abbiamo organizzato la nostra RIFFA... e che RIFFA!
Viaggio a Venezia, 2 giorni in un gran bell'hotel per due persone offerto dalla Sailing Tour Viaggi di Fiorenzuola d'Arda, una forma di Grana Padano, un culatello del Salumificio La Coppa, prodotti delle Profumerie Pinalli, vini di Ca' Rossa di Bacedasco e Birra Padus, la birra di Fiorenzuola.
La Riffa è fondamentale per noi, ci da un grosso aiuto per organizzare trasferte e coreografie. Dacci una grossa mano! Partecipa anche tu! Un biglietto, 1 euro.

martedì 15 dicembre 2009

FATTI/FAI UN BEL REGALO...

Fa freddo e ...Natale si avvicina sempre di più!
...hai pensato ai regali?


Ti gusta è la maglia del FIORE?!? ...E la sciarpa degli Ultras rossoneri ti arrapa vero?!?!

Non perdere l'occasione per farti o fare un regalo originale legato alle tradizioni, allo sport, alla gloria squadra di calcio dell'U.S. FIORENZUOLA CALCIO 1922 fucina di tanti talenti del calcio Nazionale negli anni '90, matricola terribile capace di mettere sotto il Bologna di Ulivieri, il Brescia di Lucescu, il Torino di Nedo Sonetti, la Roma di Carletto Mazzone, l'Inter di Hodgson, e compagnia briscola.

- SCIARPA in LANA "ULTRAS FIORENZUOLA" doppio lato...bellissima!
la trovi in gradinata, o richiedila agli ultras alla domenica nelle partite casalinghe del FIORE... alla modica cifra di 10 cabane!


- MAGLIA del glorioso U.S. FIORENZUOLA CALCIO 1922 al prezzo di 18 cocozze!
-
FELPA, PIUMINO SMANICATO, POLO, CUFFIA, CAPPELLINO, ecc.
Li puoi richiedere alla sede dell'U.S. FIORENZUOLA CALCIO 1922 in via campo Sportivo 1 proprio nei pressi dello stadio Comunale ... oppure alla stazione di servizio IP carburanti Monopoli in via Emilia Parmense a Fiorenzuola, davanti all'hotel Arda!


lunedì 14 dicembre 2009

Olginatese-FIORENZUOLA 2-1 (Dattaro)

Su “quel ramo del Lago di Como” è andata male. Noi che abbiamo fatto la partita, noi che abbiamo costruito tanto torniamo a casa con il carbone nella domenica di Santa Lucia. ...Domenica di Fiele.
Ultima trasferta dell’anno 2009 per noi gasati della domenica. Fra tante assenze partiamo infreddoliti in 10 da piazzale Cappuccini. Da segnalare la presenza di Piccolo Kempes (from Binasco), un gradito ritorno. Sosta a San Zenone per bisbocciare un poco; poi via fra svincoli, tom tom mal programmati, caselli fantasma e una serie infinita di paesi che terminano con la famigerata ATE: Carugate, Agrate, Velate, Usmate, Carnate, Merate …alla fine ecco finalmente Olginate.
Luoghi manzoniani, i luoghi dei “Promessi Sposi”, con il lago, il fiume Adda, montagne dalle cime già innevate. Territorio di Lecco. Terra fertile di conquista per noi del piccolo Fiorenzuola nei primi anni ’90 quando in serie C riuscivamo spesso ad espugnare il Rigamonti-Ceppi. Ricordi e illusioni di un tempo che fu.
Entriamo nel piccolo impianto di Olginate che non ha proprio nulla di assomigliante a quello di Lecco che dista solo 10 km. Il campo ristretto, la tribunetta tutto ciò mi ricorda un po’ vagamente l’aia di Meletole, e un po’ il campo sportivo di Verucchio. C’è Barbara ad attenderci e a partire dalla ripresa Carlo da Usmate. La nostra sezione brianzola. Spettatori presenti non più di ottanta: veramente pochi! Ma è la domenica del sentito derby del Lago: Lecco-Como. Per la cronaca, 0-1 per il Como dei nostri ex Ezio Brevi e Gennaro Fragiello. 3700 spettatori con 150 uomini impiegati nel servizio d’ordine tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e agenti della Polizia locale, più un elicottero dei carabinieri che schivando le come delle montagne ci sorvolerà un paio di volte. Il derby lariano delle due sponde. Perché come ci ha detto il nerboruto omino dei biglietti qui è un feudo lecchese e noi di Lecco siamo come cane e gatto con quelli di Como.
Il tempo di appendere le nostre pezze alla balaustra della piccola tribuna e Rocco Dattaro (il migliore in campo di giornata) con un missile di alta precisione fa tremare traversa e pubblico di casa. Siamo sempre noi a tenere le redini del gioco con un Dattaro in grande spolvero, ma manchiamo nel finalizzare, i nostri attaccanti hanno le polveri bagnate. L’Olginatese di Falsettini è compagine presuntuosa, rapida nei capovolgimenti di fronte. Nell’unica occasione “vera” ci castiga implacabilmente con il numero undici classe 1989 Rampinini bravo a raccogliere indisturbato una respinta ravvicinata di Anelli. Nella ripresa costruiamo ancora tante palle gol che però non vengono sfruttate a dovere dal duo offensivo odierno Rosi-Araldi. I birri di Falsettini, baciati dalla nostra scarsa vena realizzativa si limitano ad addormentare il gioco con uomini a terra, ostruzionismo, e altri trucchettini di questo genere. Poi questa compagine ha in dotazione un attaccante, Luca Chiaia che per le sue caratteristiche esalta il gioco di rimessa e di contropiede dei compagni e per il suo potenziale non si sa bene cosa ci faccia in serie D. Al ’20 della ripresa questo attaccante dalle lunghe leve aggancia palla al limite dell’area di rigore, spalle larghe e piedi buoni si fa largo, supera in palleggio il suo marcatore e scaraventa in rete la palla del raddoppio per il 12 sigillo stagionale in 14 gare del Condor come lo annuncia lo speaker dalla tribunetta.
Rocco Dattaro accorcia le distanze con un gol-perla poi il finale di gara è veramente molto emozionante con un guazzabuglio di occasioni e capovolgimenti di fronte che scaldano i pochi presenti. A fil di sirena la grossa occasione gettata alle ortiche dai nostri. Su azione partita da un calcio d’angolo, riusciamo a confezionarci un calcio di rigore sacrosanto che ci può regalare il meritato pareggio. Il nostro specialista in penalty è fuori per squalifica. Si apre un siparietto in prossimità della lunetta dell’area di rigore lariana con Ramundo, Dattaro e Orrù. “Batto io o batti tu?” ("Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore..." insegna Francesco De Gregori). Alla fine il gravoso incarico se lo addossa il capitano. Tiro debole e centrale, l’estremo di difensore Rovida prima respinge poi blocca a terra la conclusione di Orrù (…va bene lo stesso Marco!). E’ la resa. Peccato perché non ci meritavamo affatto di tornare a casa a mani vuote. Peccato perché abbiamo fatto la partita, abbiamo speso tanto fiato e tante forze, abbiamo costruito tante occasioni da gol. Gli errori e le ingenuità difensive in queste sfide si pagano a caro prezzo e sapevamo che la forza del nostro avversario veniva proprio dal reparto avanzato. Poi considerati nostri i problemucci in fase offensiva bhè tutto può essere vanificato anche dopo una prova positiva come è successo ieri in riva al lago di Garlate. Sugli altri campi: la Caratese ha espugnato di misura il campo di Renate (era un derby), il Pontisola ci ha sorpassati, sale a quota 19 contro i nostri 18, vincendo lo scontro diretto con la Solbiatese, pareggio con gol fra Sestese e Caravaggio. La Tritium di Stefano Vecchi sbanca Cologno al Serio e con nove punti di vantaggio dall'Olginatese è campione d’inverno.
Un punto in più, un punto in meno mica ti cambiano le sorti di un campionato però, però però avrebbe fatto morale e ci avrebbe dato un pochino più di tranquillità in vista degli ultimi due impegni che chiuderanno il girone di andata (obiettivo finale almeno 20 punti). “Il cane abbaia quel che è fatto è fatto” cantava Faber al secolo Fabrizio De Andrè e allora dimentichiamoci Olginate, facciamo tesoro degli errori e iniziamo a pensare alla sfida di domenica contro il Voghera (tempo permettendo).
SIAMO SEMPRE INSIEME A VOI! NON VI LASCEREMO MAI! FIORE ALE’!

15^ GIORNATA serie D girone B 2009/10 - 13 DICEMBRE 2009

Colognese-Tritium..................0-1
80´Spampatti

Darfo Boario-Alzano Cene...........3-1
3´ 12'Cristolfi(D), 42´Spampatti(A), 54´Storno(D)

Insubria-Pizzighettone.............2-3
64´ 88'Corno(I), 70´Cantoni(P), 85´ 89'Piccolo(P)

Olginatese-Fiorenzuola.............2-1
41´Rampinini(O), 62´Chiaia(O), 77´Dattaro(F)

Oltrepo-Cantù San Paolo............0-1
89´Spaggiari

Pontisola-Solbiatese...............2-0
21´Di Placido, 55´Borghesi

Renate-Caratese....................0-1
80´Bernareggi

Sestese-Caravaggio.................2-2 78´
M.Arena(C), 79´Okyere(C), 87´Moia(S), 87´Magnoni(S)

Voghera-Borgosesia.................1-0
80´M.Colombo

giovedì 10 dicembre 2009

NON NE POSSO PIU’ DELLA …ATE!

Spatuzza, Marrazzo e i trans, il il No-B day e la protesta viola, il terremoto in Abruzzo, Patrizia D'Addario, la peventata notizia del FIORE che rinuncia alla serie D per iscriversi al campionato di Promozione, "La guerra giusta preserva la pace" Barack Obama Premio Nobel 2009, 12 dicemrbre 1969 quarant'anni dalla Strage di Stato di Piazza Fontana, Frecciarossa e l'alta velocità, Fabrizio Corona, Amanda e le condanne per il delitto di Perugia, la crisi globale, i vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, digitale terrestre e decoder, la Conferenza di Copenhagen, il processo "vittime dell'eternit" di Torino...
L'anno 2009 è agli sgoccioli, anno difficile, e meno male che il FIORE c'è e che ci fa divertire ...GRANDE PASSIONE!

E poi c'è una cosa... Renate, Carate, Solbiate ora Olginate …non ne posso più della ATE!
E’ la prima volta che il Fiore e i suoi supporters si recano ad Olginate, piccolo centro di 7.000 abitanti in provincia di Lecco e per darvi un idea la tribuna del campo di Pontenure è più grande di quella del paese lombardo che andremo a visitare.
E meno male che la squadra di casa, l’Olginatese era considerata ad inizio campionato dagli espertoni compagine da bassa classifica… La squadra allenata dall’esperto Marco Falsettini ha stupito veramente tutti. In rosa dispongono come noi di un Rovida che non fa di nome Mattia e non ricopre il ruolo di esterno ma difenderà la porta dalle scorribande dei nostri attaccanti. Poi c’è un Petrolini che non ha niente a che fare con il grande Roberto Petrolini, difensore-banchiere dai piedi buoni, di origini parmigiane, che vestì la maglia del Super-Fiorenzuola di Mauro Masi negli anni ’80. L'Olginatese è nata nel 1968 e milita in serie D dalla stagione 2001/02. Miglior piazzamento nella stagione 2004/05: 4° posto grazie ai guizzi e ai goal di bomber Terraneo.
Domenica è l’ultima trasferta dell’anno 2009. Conquistare un punto a casa di una delle forze del campionato non sarebbe male. Vorrebbe dire salire a quota 19 punti con due gare ancora da disputare prima del giro di boa. Impresa proibitiva sulla carta vista la forza dell’avversario e l’assenza per squalifica del nostro attaccante-principe: Alessandro Chiurato.
“Devo segnare!” Voglio segnare!” Devo fare gol domenica!” deve essere l’imperativo dei nostri attaccanti. Perché spesso e volentieri si è molli la davanti. Sembra quasi che non ci si ponga degli obbiettivi, che ci si accontenti del minimo sindacale. L’impegno non basta …serve massimo cinismo e cattiveria.
DOMENICA 13 DICEMBRE: QUALCUNO SOGNA IL REGALO DI SANTA LUCIA (UN RINFORZO IMPORTANTE) ...MA PENSIAMO PRIMA ALLA PARTITA DI OLGINATE E POI LA NOTTE ARRIVERA'! ...TUTTI A OLGINATE (LC)!!!!!
RITROVO ORE 11.45 IN PIAZZALE CAPPUCCINI


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LE NOSTRE TRADIZIONI - 12 e 13 DICEMBRE LA NOTTE SANTA LUCIA. Insieme ai più diffusi Befana e Babbo Natale - o Gesù Bambino che dir si voglia - Santa Lucia e la Fatina del dentino sono tra gli appuntamenti più magici e poetici dell'infanzia, sia per i bambini sia per i genitori che hanno il piacevole compito di organizzarli in gran segreto.
Da bambini, Santa Lucia viene attesa con trepidazione a partire da molte settimane prima nelle zone d'Italia in cui si festeggia - nel Trentino e nelle province di Udine, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Verona. Santa Lucia è una figura legata agli occhi e alla luce in generale; viene considerata la patrona dei ciechi e di tutti coloro che soffrono di problemi di vista.
La sua leggenda, alquanto macabra, parla di una fanciulla bellissima che subì il martirio per aver rifiutato il matrimonio con un pagano; a seconda delle fonti, si sarebbe strappata lei stessa gli occhi o le sarebbero stati cavati dai suoi aguzzini durante la tortura. La più famosa "apparizione" della santa in letteratura si trova nella Divina Commedia, dove Dante le riservò una parte preponderante ritenendola responsabile di una grazia ricevuta in gioventù, quando aveva subito un grave danno agli occhi a causa delle prolungate letture e poi era guarito.
La "notte di Santa Lucia" si colloca tra il 12 e il 13 dicembre; durante la nottata, secondo la leggenda, Santa Lucia percorre le strade della città con il suo asinello distribuendo i doni ai bambini buoni riservando il carbone a quelli cattivi.
Durante i giorni appena precedenti, i bambini possono scrivere una letterina indicando i doni che desiderano ricevere; la preziosa missiva andrà lasciata in un posto dove Santa Lucia possa trovarla.
Naturalmente, non è detto che Santa Lucia provveda a soddisfare tutte le richieste del bambino e, se non è stato esattamente un angioletto, potrà lasciare un pezzo di carbone dolce in mezzo ai regali. La sera del 12 dicembre, i bambini dovranno lasciare sul terrazzo fieno e acqua per l'asinello e cibi per la santa insieme a delle scarpe all'interno delle quali Santa Lucia potrà lasciare i regali: questo perchè in origine i doni erano costituiti perlopiù da dolci, biscotti e mandarini, ben poca cosa rispetto ai costosi giocattoli di oggi, ma sufficienti a riempire di aspettative e di gioia i bambini creando un'atmosfera magica e festosa.

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...in molte zone in Lombardia, Emilia (Piacenza), ma anche in meridione, i regali ai bambini non li porta Babbo Natale, ma Santa Lucia. La mattina del 13 dicembre nel Cremasco, Bresciano, Bergamasco, Lodigiano e Piacentino tanti bambini felici corrono a vedere cosa ha lasciato per loro la giovanetta vestita di bianco. La preparazione per questo evento magico e atteso per tutto l’anno varia da zona a zona e inizia, però almeno 15 o 20 giorni prima, quando i bimbi scrivono la letterina alla Santa con la richiesta dei regali e appendono fuori dalla porta di casa un fiocco azzurro o rosa per avvertire la Santa, che in quei giorni gira con il suo carretto di legno trainato da un asino per i paesi, che lì un bimbo la attende. Per fare abbeverare l’asino viene lasciata una ciotola piena d’acqua fuori da casa, così quando la santa passerà con il caratteristico scampanellio, lascerà dolci e caramelle per i bambini. La notte tra il 12 e il 13 i tutti i bimbi vanno a letto presto, perché sanno che solo se fanno la nanna Santa Lucia lascerà loro dei doni. Ma poiché il viaggi con il carretto e l’asino è molto lungo e faticoso, mamma e papà preparano il caffè e lasciano alcuni biscotti per Lucia e del fieno per l’asinello. Ma come per Babbo Natale, vale la stessa regola, solo i bambini che sono stati buoni e hanno ubbidito alla propria mamma riceveranno i regali!

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A Fiorenzuola, "La notte di S. Lucia è la notte più lunga che ci sia" recita un vecchio detto popolare. Ed è proprio così per tutti i bambini di Piacenza e provincia: quelli di ieri e quelli di oggi.Narra la leggenda che Santa Lucia, sebbene cieca, entri nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, col suo asinello, nella casa di ogni bambino buono per lasciare i suoi doni. Nessuno l'ha mai vista ma forse può capitare a qualche bambino di sentire lontano, lontano il suono del campanello che l'asinello porta al collo. E' stata una lunga attesa, quella dei bambini, ma finalmente il grande giorno è arrivato. Ognuno di loro dovrà esporre sulla finestra le scarpine perfettamente pulite e lucidate per dare alla Santa la dimostrazione che in quella casa vive un bambino ordinato. Poi si dovrà provvedere a preparare acqua, fieno e pane per l'asinello, stanco per la lunga strada e per le gerle cariche di doni che porta sulla schiena. Così si dimostrerà l'amore per gli animali. E infine i bambini ubbidienti andranno a letto presto e il silenzio scenderà sulla casa e nelle strade. Nessuno dovrà fare i capricci perché al mattino, anziché doni, sul tavolo potrebbe esserci il carbone: punizione per i bambini cattivi.Questa meravigliosa favola ha accompagnato le magiche notti di generazioni di bambini che non sempre sono stati fortunati come quelli degli ultimi decenni. Raccontavano infatti i nonni che per loro la Santa, molto molto povera, allora lasciava solo un mandarino e un pugno di castagne secche. Ma nulla era tolto alla magia di quella notte, all'incanto di quel sogno il cui ricordo accompagna il fanciullino che c'è in noi, per tutta la vita.

mercoledì 9 dicembre 2009

FIORENZUOLA-Caravaggio 2-0 (Ramundo, Rosi)

Dicembre. Atmosfera uggiosa. Il ponte dell’Immacolata. Luminarie per le vie della città. Megastore affollati nonostante la crisi. Alberi già addobbati. Mentre la gente è indaffarata nello shopping natalizio. Mentre un pò di Fiorenzuola sta entrando nelle case degli italiani grazie a quello spot pubblicitario della Conad girato sabato scorso nella nostra Piazza Grande (piazza Fratelli Molinari) e trasmesso sulle reti televisive nazionali, il Fiore coglie un importantissima vittoria contro una diretta concorrente alla lotta per la permanenza in serie D.
Le squadre entrano in campo e più che un Fiorenzuola-Caravaggio mi pare di assistere ad un Fiorenzuola-Vigolzone vuoi soprattutto per la casacca a strisce bianco-rosse e calzoncini rossi sfoggiata dagli avversari che ricorda quella del club valnurese, vuoi per lo scarso pubblico ahimè presente all’appuntamento domenicale. Ripensandoci, forse forse, trentanni fa in Promozione ci sarebbe stato più pubblico per assistere al derby fra i rossoneri e la compagine di mister Devoti. Vigolzone capace fra l’altro di sfiorare una storica promozione in serie D (allora si chiamava Interregionale) nella stagione 1987-88 quando accendeva la luce del centrocampo quella piccola star televisiva di Gene Gnocchi, al secolo Eugenio Ghiozzi che aveva fatto tanto bene anche all’ombra del Vascone.
Ma torniamo ai giorni nostri nella domenica dei calendari tascabili con la foto di squadra cannata, di Carlo da Monza tifosissimo del Fiore presente sugli spalti, delle quattro sciarpe vendute per fare cassa. Il Fiorenzuola, reduce dalla sconfitta esterna rimediata contro la Sestese, è arrembante fin dai primi minuti. Precisa battuta su calcio d’angolo di Rocco Dattaro da Vernasca, salta più in alto di tutti Vincenzo Ramando da Castel San Giovanni che di testa schiaffa la palla nel sacco per la rete del vantaggio rossonero e siamo solo al ‘5. Passo indietro. La formazione. Mister Perazzi deve fare ancora a meno del regista Zane e la cabina di regia è affidata come a Sesto Calende al giovane Michele Losi da Codogno; in difesa sulla corsia mancina c’è Franco Carlini (buona la prova dell’esterno lugagnanese), Francesco Sicuro è spostato a destro con Marco Biolchi da Pontenure in panchina. Viva il Calcio Piacentino e la sua vetrina! Galvanizzati dal vantaggio capitan Orrù e C. continuano a macinare gioco, a lavorare di fino e al quarto d’ora Luca Rosi firma il raddoppio. Bastano tre tocchi. Lancio di Sicuro dalle retrovie, Chiurato fa velo invitando a nozze il compagno di reparto che a tu per tu con il portiere Marta in uscita non si lascia scappare l’appuntamento con il gol appoggiando in rete con un delizioso pallonetto la sfera del 2 a 0. Quarto centro stagionale (due dei quali siglati in coppa) per l’attaccante fiorenzuolano Rosi. Cazzo! Abbiamo addirittura la possibilità di portarci sul 3-0 e di chiudere definitivamente la partita ma non ne approfittiamo. Il Caravaggio del neo-allenatore Roberto Pozzi non demorde e in più frangenti ci vuole un Super Matteo Anelli per salvare il risultato. Nonostante la gara non sia cattiva piovono cartellini dalle tasche del Sig. Lertua di Tivoli. Ben sei. Pesantissimi quelli rifilati a Orrù e ad Alessandro Chiurato, quest’ultimo dovrà saltare per squalifica la sfida di Olginate. Soffriamo veramente tanto e allora certo di distogliere l’attenzione osservando la distinta: il capitano e numero sette ospite fa di cognome Rota, ma non sarà mica quello che nel 2003 vestiva la maglia della Bergamasca Zanica e ci rifilò una doppietta da brivido nello spareggio salvezza (poi vinto da noi per 3-2)? Per fortuna nostra non è lui! C’è però un Marco Arena in attacco che è un folletto sgusciante, una continua minaccia capace di procurarsi un rigore molto dubbio al ’35 della ripresa. Dal dischetto si incarica della battuta lo stesso Arena che si fa ipnotizzare dal nostro Anelli bravo con un balzo felino a distendersi sulla sua destra e a respingere l’angolata saetta dell’attaccante ex Sant’Angelo. Grande esultanza dei rossoneri in campo e dei tifosi valdardesi. L’attaccante lodigiano Arena imbeccato dal pubblico si lascia andare a gestacci “per intenditori” all’indirizzo dei tifosi più testosteronici della gradinata che in risposta si scatenano con ogni sorta di offesa verso il numero nove ospite. Il Caravaggio cade al tappeto. Abbiamo sofferto, e c’è voluto ancora una volta un grande Anelli per mettere in saccoccia tre punti d’oro in chiave-salvezza. Un vero e proprio gatto, reattivo e decisivo questo Matteo Anelli che assomiglia sempre di più a Hugo Daniel Rubini, portiere italo-argentino del “Fiorenzuola dei Miracoli”, messosi in luce in Valdarda negli anni ’90, poi approdato in serie B. Al triplice fischio finale, gli applausi sono tutti per il numero uno rossonero e per il resto della fantastica Banda Perazzi. Domenica, neanche le cannonate avrebbero potuto violare la porta del Fiorenzuola. Grande Matteo!

…RIMEDIARE

5 dicembre 2009, campionato di serie B, stadio Del Duca. Ascoli-Reggina 1-3 (scontro salvezza) L’Ascoli passa in vantaggio con un avversario a terra per infortunio. Proteste vibranti della Reggina all’indirizzo del capitano dei marchigiani Sommese e dell’autore del gol Antenucci. Il tecnico dei padroni di casa Bepi Pillon indica ai suoi uomini la mossa del rimedio lasciando a Pagano la possibilità di depositare indisturbato la palla del pareggio per gli amaranto, mandando su tutte le furie i tifosi ascolani che contesteranno pesantemente a fine gara la loro squadra. Un episodio di Fair-play di questo genere in Italia non si era mai visto titoleranno i quotidiani nazionali…INVECE NO! Un episodio analogo è accaduto anche da noi, a FIORENZUOLA D’ARDA nella stagione 2007-08 campionato di Eccellenza Emilia-Romagna girone A. E’ il 13 aprile 2008 e il Fiorenzuola capolista è in vantaggio sul pericolante Crevalcore per due reti a zero. Al ’28 Bruno infila la porta rossonera con il portiere Carnevali e il difensore Piva a terra per infortunio. Proteste a non finire in campo e in tribuna con i calciatori del Crevalcore accusati di poca sportività. Il tecnico ospite Claudio Treggia calma gli animi e fornisce la traccia sul da farsi ai suoi uomini che alla ripresa del gioco permetteranno a Luca Franchi di firmare indisturbato il gol del 3-1 sotto gli occhi dell’arbitro Sferrazza di Modena. Mossa che toglie i veleni, sottolineata con grandi e ripetuti applausi dal pubblico di casa (circa 300 spettatori). La partita terminerà 5-2 per il Fiorenzuola di mister Massimo Perazzi che commenterà sull’episodio in questo modo a fine gara: “Un gesto unico di sportività. Una decisione presa fra panchina e uomini in campo che fa loro onore. Tanto di Cappello.”

venerdì 4 dicembre 2009

CONTRO IL CARAVAGGIO UN BEL VAFFANCULO IN OMAGGIO!

C’è qualcosa che davvero non va a Fiorenzuola. C’è una squadra di calcio composta interamente da giovanissimi ragazzi della nostra zona. Una squadra di calcio dal passato glorioso che sta facendo i salti mortali per i suoi tifosi in quarta serie. Ragazzi ho detto Quarta Serie! Ho detto serie D! E serie D per Fiorenzuola sta per serie A! Sacrificio, cuore, testa e gambe loro danno tutto e noi? Gli ultimi campionati di vertici ci hanno rimesso la puzza sotto il naso?
L’ultima sfida casalinga, contro la Tritium ha registrato il punto più basso in termini di presenze nella stagione attuale. E dalla cittadina Trezzo d’Adda si sono presentati in un centinaio. Tanto di cappello. La domenica prima a Carate Brianza per seguire il fanalino di coda Caratese impegnato nello scontro diretto contro il Fiore c’era quasi tutto il paese allo stadio. Tribuna gremita e clima infuocato. Sembrava di essere a Fiorenzuola sulle ali dell’entusiasmo dei primi anni dell’Interregionale, metà anni ottanta. Cosa sta succedendo? E meno male che c’è quel manipolo di valorosi ultras e quarantenni dalla passione incondizionata che non mollano mai!
Dopo la sconfitta con la Sestese bisogna assolutamente tornare in carreggiata e fare punti-salvezza per cercare di chiudere il girone di andata almeno a quota venti.

La battuta d'arresto di Sesto Calende ha evidenziato ancora una volta la nostra scarsa vena realizzativa. Qui se non segna Chiurato, nessun altro dei nostri attaccanti riesce a finalizzare. La paura di inabissarsi c'è e c'è chi sogna un rinforzo importante per dare quello che manca e centrare la salvezza. C'è chi sogna un Regista alla Bruno Conca (oggi secondo allenatore del Piacenza) o una prima punta, un terminale come si deve capace di finalizzare la manovra rossonera. I dubbi e le speranze del calciomercato verranno fugati a breve intanto conviene concentrarsi sulla sfida di domenica...
E domenica 6 Dicembre poche balle! Altro scontro-salvezza fondamentale! Fiorenzuolani tornate allo stadio Comunale. Ospite di giornata il Caravaggio. Pensate, questo club bergamasco l’anno scorso militava in Promozione e nonostante ciò non sta affatto sfigurando. Questa è la seconda sua apparizione in serie D, l'ultima risale alla stagione 2005/06 quando il club acquistò il titolo della Fiorente Bergamo. Nel Caravaggio attuale militano i fratelli Arena da Lodi, quelli del “calcio per intenditori”! Nell’ultimo impegno di campionato i ragazzi di Zambelli sono incappati in una sconfitta casalinga per due reti ad uno ad opera della capolista Tritium (noi abbiamo fatto peggio: 0-3).
Domenica tutti allo stadio! Ritrovo ore 14 …in gradinata!!!!!
RIFFA. Partecipa alla riffa degli ultras, biglietti ad 1 euro, premi interessanti e date una mano a chi fa sacrifici per seguire ovunque, ogni domenica il Fiore; per spende parecchio per allestire il tifo organizzato a Fiorenzuola piccola chicca (lo dico con sincero orgoglio) che non tutte le piccole come la nostra possono vantare.

SCIARPE IN LANA. Ci sono a disposizione ancora una sessantina di sciarpe in lana “ULTRAS FIORENUOLA – MI SUM AD FIURINSOLA”. Prezzo 10 euro! Non fartela scappare!
CF PALENCIA E AMICI PALENTINI. domenica 29 novembre CF Palencia batte Alavés 2-1. Si proprio l’ Alavés nobile decaduta della Liga spagnola. Il club dei nostri amici palentini ora viaggia fortissimo in terza posizione con 27 punti alle spalle del capolista Eibar a quota 33 e subito dietro al Ponferradina (28 punti). FORZA PALENCIA! RUMBO A SEGUNDA!

mercoledì 2 dicembre 2009

VOGLIA DI REGALI...

Natale si avvicina...
hai pensato ai regali?


Ti gusta è la maglia del FIORE?!? E la sciarpa degli Ultras rossoneri ti arrapa vero?!?!

Non perdere l'occasione per farti o fare un regalo originale legato alle tradizioni, allo sport, alla gloria squadra di calcio dell'U.S. FIORENZUOLA CALCIO 1922 fucina di tanti talenti del calcio Nazionale negli anni '90, matricola terribile capace di mettere sotto il Bologna di Zaccheroni, Il Chievo di Malesani, il Ravenna di Del Neri, L'Empoli di Spalletti, e compagnia briscola.

- SCIARPA in LANA "ULTRAS FIORENZUOLA" doppio lato...bellissima!
la trovi in gradinata, o richiedila agli ultras alla domenica nelle partite casalinghe del FIORE... alla modica cifra di 10 cabane!


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FELPA, PIUMINO SMANICATO, POLO, CUFFIA, CAPPELLINO, ecc.
Li puoi richiedere alla sede dell'U.S. FIORENZUOLA CALCIO 1922, in via Campo Sportivo 1, proprio nei pressi dello stadio Comunale oppure alla stazione di servizio IP carburanti Monopoli in via Emilia Parmense a Fiorenzuola, davanti all'hotel Arda!

lunedì 30 novembre 2009

Sestese-FIORENZUOLA 2-0

Ahi, ahi, ahi ...stop pericoloso del FIORE di mister Massimo Perazzi nello scontro diretto di Sesto Calende ...con battuta d'arresto che vale doppio.

Davanti a poco più di un centinaio di spettatori (1/3 dei quali giunti da Fiorenzuola, Decina presente in 12 unità) e su di un campo molto pesante causa l'incessante pioggia, il Fiore ne prende due da una squadra dal livello davvero imbarazzante (a parte bomber Miguel Angel Magnoni, classe 1981). Troppe occasioni da gol fallite...e loro con 2 tiri in porta + un rigore si sono portati a casa quei 3 punti che in casa non avevano ancora fatto....
Nel primo tempo dimostriamo di essere una squadra una spanna sopra di loro e sciupiamo troppo là davanti. 4-5 occasioni di cui tre clamorose (Armani, Ramundo e Dattaro) così nel finale ci pensa il bomber sestese con un tiro non irresistibile ma angolatissimo ad infilare Anelli per l'uno a zero. Nel secondo tempo abbiamo subito un'occasionissima con capitan Orru solo davanti al portiere che tira di poco a lato. Poi col passare dei minuti non si riesce più a giocare a calcio col campo quasi impraticabile per la pioggia con pozzanghere in mezzo al campo, zona dove non si riesce proprio a giocare. Non riusciamo più a creare niente anche se la buona volontà non manca... Nel finale un errore costringe Ramundo a stendere in area il forte numero 11 locale che dal dischetto non perdona. Due a zero e partita chiusa.
Il pubblico di casa che ha assistito alla partita in un silenzio che sembrava di essere al cimitero, inizia a sfollare prima del fischio finale come se fosse la loro squadra a perdere...mah.....
I risulatati dagli altri campi lasciano la classifica quasi immutata, quindi non facciamo drammi e pensiamo a domenica prossima quando verrà a farci visita il Caravaggio per un altro scontro diretto importantissimo che non possiamo fallire. Domenica in casa ci vogliono i tre punti!!!
Jameson

LA CLASSIFICA: Tritium 29 Olginatese 22 Alzano Cene 22 Cantù 21 Darfo Boario 21 Colognese 21 Renate 20 Voghera 19 Insubria C. 19 Pizzighettone 18 Pontisola 15 Fiorenzuola 15 Solbiatese 14 Sestese VA 13 Caravaggio 11 Caratese 10 Borgosesia 10 Oltrepo 9

IL PUNTO. Il Tritium del nostro ex Stefano Vecchi, sta prendendo il largo +7 dalle inseguitrici Olginatese e Alzano Cene. Bene l'Insubia che ripresa un pochettino. In fondo alla classifica boccata l'ossigeno per la Sestese che espugna Voghera; bene la Sestese che ottiene la sua prima vittoria interna ai danni del Fiorenzuola (doppietta di Magnoni che sale a 10 sigilli stagionali). E maledetto Pizzighettone scenso in grande spolvero in Valdarda mentre ora continua a regalare punti alle pericolanti.

venerdì 27 novembre 2009

TRASFERTA A SESTO CALENDE!

Dopo la bella vittoria di Solbiate Arno (in gol il giovane Michele Losi ed Andrea Armani) il Fiore ci riprova a Sesto Calende (VA) contro la Sestese per un'altro scontro salvezza di fondamentale importanza! La DecinaUltras non cede di un metro! Domenica tutti a Sasto Calende (VA) ...per la prima volta! a tifare FIORENZUOLA!!!
..TUTTI!!! RITROVO DOMENICA IN PIAZZALE CAPPUCCINI ...ORE 12

giovedì 26 novembre 2009

Sobiatese-FIORENZUOLA 1-2 (Losi, Armani) ..Remake 1992!

VITTORIA "MERITATA"

Trasferta dal significato particolare per me…20 settembre 1992, Solbiate, la mia prima trasferta in pullman col tifo organizzato…sono in pochi a celebrare con me la ricorrenza…e a quei pochi magari gliene fraga fino a là…fa lo stesso…io la “sento”, la sento molto…. Non c’è nemmeno il caste, fermato dalla febbre…sono l’unico reduce presente di quel lontano ma vicino 20 settembre 1992….fa lo stesso….la “Decina”, la “Manga Ad Cujon” c’è….ogni domenica cambia leggermente nella sua composizione, ma è sempre una gran bella “Manga Ad cujon”, la miglior compagnia possibile per seguire il Fiore come lo voglio seguire io!

Ore 12, ritrovo al Cappuccini…divoriamo le due pizze prese prima della partenza e saliamo sul pulmino…..Anthony impreca perché non ha messo il dopobarba e vuole tornare a casa….gli offro un po’ di Tullamore Dew, lo applica sul viso….possiamo partire…

In viaggio si beve Forst, Tullamore Dew 12 anni, Jameson Signature Reserve (che spettacolo), si sparano cazzate, si beve, si canta Vamos Fiorenzuola vamos Campeon (grazie Palentinos!), si beve…In poco più di un’ora e mezzo siamo a Solbiate, accrediti (grazie Pinallone!!!), si entra…che emozione….la tribuna e penso anche la gradinata non sono più quelle del 92, ma che emozione lo stesso….sono un pò bsonto e un po’ commosso…c’ho gli occhi lucidi complice l’emozione ma forse è più colpa dell’alcol.

La partita….pronti via…non passa un minuto, o almeno quella è l’impressione, e siamo già sotto: svarione incredibile al centro della difesa….palla consegnata al loro attaccante che ringrazia e deposita in rete….Penso: non c’è Ramundo (squalificato) e sono dolori….invece è l’unica cazzata che combiniamo dietro…è l’unica volta che la Solbiatese si presenta dalle parti di Anelli….ma è sufficiente per farci cominciare in salita….Spike Lee il regista non ne fa una giusta…passaggi sbagliati, contrasti molli, palle perse, di testa non ne prende una…. Fiore, che primo tempo scialbo…si mette davvero male oggi….La decina non molla: Forza Vecchio Cuore Rossonero, In ogni stadio…, Il Fiore è…, Vamos Fiorenzuola, Quando gioca il Fiorenzuola…insomma ce la mettiamo tutta….nel secondo tempo giochiamo solo noi….serve un po’ di fortuna….Losi (entrato al posto dell’infortunato Zane) pareggia….che goduria….la solbiatese è in 10, ci crediamo…in fondo loro non hanno mai giocato, hanno badato solo a difendere quel vantaggio che gli abbiamo regalato noi….manca poco…mentre la Barbara soffre davanti al televideo, io sto delirando…chiamo il gol e urlo con il filo di voce che mi è rimasta: voglio il 2-1, voglio la rimonta, me lo merito, nel 92 io c’ero, è stata la mia prima trasferta….un delirio insomma….ci pensa Armani, il profeta in Patria, ad insaccare proprio in quei momenti…tutti sotto la decina….momenti fantastici che solo il Fiore può farti vivere…fingo che sia tutto per me ma non è vero, è molto meglio….tutto ciò è per NOI, per la decina, ce lo meritiamo! Non c’entra la ricorrenza… La bestemmia di Bho? (Fabione) dopo il triplice fischi finale ha il tono liberatorio e sfoga anche la rabbia accumulata nel vedere in campo Spike Lee che sbagliava tutto…(ma per qualcuno è sempre il migliore in campo?!?!?).

La squadra al completo sotto la gradinata, sotto la “Decina”, è un momento magico…cose che mi emozionano sempre….

Che vittoria, che domenica stravissuta, stragoduta….più di quel 20 settembre 1992! Ed è solo grazie a tutti voi! Grazie DecinaUltras! Grazie Ragazzi! Grazie a Perazzi e al suo calcio romantico con tutti i suoi interpreti!

Jameson