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lunedì 7 maggio 2012

Cosa ci attende?


il FIORE, l'US FIORENZUOLA 1922 dice addio alla serie D dopo quattro anni di permanenza nell'anno del suo NOVANTENNALE. Seconda retrocessione in tre anni. Dall'ultima apparizione in serie C sono passati 12 anni segnati da una promozione dall'Eccellenza alla serie D e ben 5 RETROCESSIONI (5!).
Si torna nell'Oblio e l'imminente futuro non promette nulla di buono.
Dimissioni non vere.. cessione della società e/o porte aperte a nuovi soci (molto dubbie) con imprenditori fiorenzuolani ad un passo dall'acquisto del Piacenza Calcio.. si fa l'Eccellenza anzichè la Promozione perchè lo vogliono solo un paio di dirigenti (agli altri non importa tanto c'è il Torneo Città di Fiorenzuola) quindi c'è già un'unità di intenti che fa ben sperare ..il nuovo Fiorenzuola? Giocatori di proprietà (che fanno fatica in Prima Categoria) più solo 2 "nomi" non di più è! per rafforzare la rosa "verde" che come nell'annata appena concula ha centrato in pieno l'obbiettivo.  
Atletico BP Pro Piacenza, San Nicolò Marsaglia, Libertaspes le forze e le ambizioni in provincia ci sono.. a Fiorenzuola NON PIU' da tempo. Dopo 5 retrocessioni in 12 anni, con queste annunciate prospettive il rischio di autodeclassamento in Promozione è forse solo rimandato. 

CALCIO D - FIORENZUOLA: PINALLI ANNUNCIA L'ISCRIZIONE ALL'ECCELLENZA
Il Fiorenzuola ripartirà dal campionato d’Eccellenza, L’annuncio arriva dal presidente rossonero Luigi Pinalli al termine dell’ultima gara della stagione, quella con la Colognese. L’ipotesi dell’autodeclassamento in Promozione, ventilato più volte nelle passate settimane, viene dunque escluso direttamente dal massimo dirigente del Fiorenzuola:
“Abbiamo preso questa decisione poco prima dell’inizio della partita con la Colognese – spiega il presidente Pinalli – per quanto mi riguarda sarei anche ripartito da altre categorie inferiori, ma i fratelli Baldrighi ci tengono a non scendere ulteriormente e dunque nella prossima stagione ci iscriveremo al campionato d’Eccellenza”.
Con quali prospettive?
“Non certo di lottare per la promozione. Costruiremo una squadra composta in gran parte da giovani, con un paio di elementi di esperienza, che spero ci faccia divertire”. E’ ipotizzabile una rivoluzione dell’attuale rosa? “I giocatori vincolati sono tutti quanti confermati, faremo le nostre proposte a qualcuno degli svincolati che potrebbe fare al caso nostro e poi faremo le nostre valutazioni”.
Crede che possa entrare qualcuno a dare una manforte agli attuali dirigenti?
“Le nostre porte restano aperte, ma fino a questo momento nessuno è venuto a bussare. Se dovesse accadere, non chiuderemo la porta in faccia a nessuno, anche se i tempi sono decisamente stretti, perché la programmazione della nuova stagione è già iniziata”. E anche Mino Lucci, all’ultima partita sulla panchina del Fiorenzuola, spezza una lancia a favore dell’attuale dirigente: “Vedendo come gira il calcio di questi tempi – spiega il tecnico rossonero – credo che i tifosi del Fiorenzuola farebbero bene a tenersi stretti dirigenti come il presidente Pinalli e Baldrighi. Persone serie e competenti, che devono solo ritrovare un pizzico di entusiasmo”. Poi Mino Lucci ringrazia e saluta i tifosi rossoneri. “ Voglio ringraziare di cuore i tifosi del Fiorenzuola, che non ho mai salutato perché non mi va di passare per ruffiano. Loro, insieme ai dirigenti, rappresentano il vero valore aggiunto della squadra. Non è facile, a questi livelli, trovare tifosi caldi e appassionati come lo sono quelli rossoneri”.
la LIBERTA' 7-5-20112
Che cosa le ha lasciato questa stagione? “A livello umano, nonostante la retrocessione, ne sono uscito profondamente arricchito. Il rapporto con i ragazzi e con tutti i miei collaboratori è sempre stato ottimo. Peccato per i risultati che non sono arrivati”. Che cosa c’è nel futuro di Mino Lucci? “Il calcio a questi livelli mi ha sinceramente nauseato. Ho qualche progetto nella mia testa, ma è ancora presto per vedere se si potrà concretizzare” fonte: http://www.sportpiacenza.it/dettaglio.asp?DA=CalcioDilettanti&ID=6299



"Grande amarezza tra i tofosi del Fiorenzuola" CORRIERE PADANO  3-5-2012

FIORENZUOLA-COLOGNESE 1-1 ultima di campionato serie D 2011-12 quotidiano LIBERTA' 7-5-2012


il saluto di Settimio Lucci. SportPiacenza.it
 CALCIO D - FIORENZUOLA, UN CICLO SI È CHIUSO. E ADESSO?
A Castiglione delle Stiviere è arrivata l’ufficializzazione di un verdetto in realtà già scritto da qualche settimana: la retrocessione del Fiorenzuola nel campionato d’Eccellenza. Dopo quattro stagioni consecutive in serie D (grazie anche al ripescaggio dell’estate 2010), i rossoneri abbandonano dunque il limbo del calcio italiano. Ovvero la categoria a metà strada tra il professionismo e i dilettanti. Il verdetto del campo, come sempre, non fa una piega. Alla fine i numeri parlano chiaro e raccontano di una squadra che solo nella fase finale del girone d’andata, ovvero quando gli infortuni hanno dato un paio di mesi di tregua al gruppo guidato da Mino Lucci, ha mostrato di essere all’altezza della categoria. Prima e dopo quella fase illusoria Biolchi e compagni hanno evidenziato limiti tecnici, tattici e caratteriali insormontabili. Gli infortuni di De Angeli e Anelli, fuori causa per quasi tutto il girone di ritorno, hanno quindi reso vulnerabile un gruppo da sempre privo un leader vero e riconosciuto. Di una guida che sapesse prendere per mano i più giovani nei momenti di difficoltà. Quando, al termine del girone d’andata, il Fiorenzuola si era lasciato alle spalle cinque squadre e aveva dato l’impressione di poter correre anche per la salvezza diretta, sarebbe (probabilmente) bastato puntellare il gruppo con un paio di innesti di personalità ed esperienza per evitare il tracollo. Invece, mentre quasi tutte le altre squadre si sono mosse con decisione sul mercato di riparazione, la società guidata dal presidente Pinalli ha optato per gli ingaggi, poi rivelatisi disastrosi, di Shehu e Barocelli. Sarebbe semplicistico e anche comodo, a retrocessione certificata, sparare sulle scelte dei vertici rossoneri. Che più di un errore, anche in fase di costruzione della squadra, lo hanno evidentemente commesso. Che avrebbero potuto evitare certe dimissioni a stagione in corso. Ma d’altro canto come biasimare dirigenti che, in un periodo in cui le sparizioni, i fallimenti, e le fusioni sono all’ordine del giorno, privilegiano i conti in ordine al risultato sportivo? Meglio un Fiorenzuola cancellato dalla scena calcistica oppure un Fiorenzuola che decide di ripartire dall’Eccellenza (o dalla Promozione) puntando sui giovani, in attesa di uno scenario economico globale più roseo? Ai posteri l’ardua sentenza.
fonte: http://www.sportpiacenza.it/dettaglio.asp?DA=CalcioDilettanti&ID=6238

SERIE D girone B 2011-12
Risultati 38a giornata
finale di campionato:
Alzano Cene - Gallaratese 4-1
Aurora Seriate - Atletico bp Pro Piacenza 1-1
Caronnese - Sterilgarda Castiglione 3-2
Darfo Boario - Fidenza 0-1
FIORENZUOLA - Colognese 1-1
Olginatese - Carpenedolo 3-2
Pontisola - Pizzighettone 3-1
Rudianese - MapelloBonate 3-3
Seregno - Gozzano 1-0
Voghera - Castellana 2-2

CLASSIFICA FINALE:
Sterilgarda Castiglione 76
Pontisola 69
Olginatese 65
Pizzighettone 64
MapelloBonate 61
Caronnese 57
Alzano Cene 54
Castellana 51
Fidenza 50
Voghera 49
Atletico Pro Piacenza 49
Aurora Seriate 49
Rudianese 49
Gozzano 48
Darfo Boario 48
Seregno (-2) 41
Colognese 40
Carpenedolo 40
Fiorenzuola 33
Gallaratese 23

Sterilgarda Castiglione promosso in LEGA PRO Seconda Divisione
FIORENZUOLA e Gallaratese retrcedono in ECCELLENZA

ai Playoff:
Pontisola-MapelloBonate

Olginatese-Pizzighettone

ai Playout:
Carpenedolo-Darfo Boario
Colognese-Seregno

CLASSIFICA FINALE Marcatori:
23 reti: Spampatti (AlzanoCene)
17 Piccolo (FIORENZUOLA)

16 Salandra (Pontisola), Checchi (Fidenza)
15 Di Napoli (Caronnese), Rossi (Olginatese)

14 Miftah (Pizzighettone), Cristofoli (Caronnese)
13 Cvetkovic (Carpenedolo), Poi (Gozzano), Pace (Castiglione Sterilgarda)
12 Vitali (Pontisola), Lorenzi (Rudianese)
11 Bertazzoli (Castellana C), Mancuso (Pizzighettone), Zirafa (Gozzano)
10 Ligarotti (Castellana C), Rampini (Olginatese), Zagari (Carpenedolo)

ballottaggio Andrea Paparo Paolo Dosi sindaco di Piacenza elezioni comunali amministrative 2012 centro destra sinistra Reggi Piacenza Calcio Fallimento Beccari Pighi Arici sponsor tal juventus campione d'Italia scudetto trieste 6 maggio 2012 ultras società in vendità fiorenzuola pinalli baldrighi lavezzini fiorenzuola presidente  juventus-cagliari 2-0 milan-inter 2-4 derby della madonnina piacenza calcio ai play-out piacenza-barletta 2-2 5 stelle beppe grillo

domenica 15 aprile 2012

PADRE PADRONE

Un film di Vittorio Taviani, Paolo Taviani.
Con: Omero Antonutti, Nanni Moretti, Marcella Michelangeli, Saverio Marconi, Fabrizio Forte.
genere: DRAMMATICO
anno: 1977 Italia
durata: 117' min.


Padre padrone è un film del 1977 scritto e diretto dai fratelli Taviani, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Gavino Ledda, vincitore della Palma d'oro come miglior film al 30º Festival di Cannes. Siamo nella Sardegna degli anni quaranta; Gavino Ledda bambino di 6 anni viene costretto dopo soli due mesi di scuola ad abbandonare l'istruzione per aiutare il padre a governare il gregge nei pascoli di Baddhevrùstana. Gavino cresce nel pieno isolamento dalla civiltà e dai contatti umani. Sarà il reclutamento nell'esercito a 21 anni a permettergli di fuggire da questa oppressione e di staccarsi dal rapporto di pseudo-schiavitù che lo legava al padre. Siamo nella Sardegna degli anni quaranta. Gavino Ledda bambino di 6 anni viene costretto dopo soli due mesi di scuola ad abbandonare l'istruzione per aiutare il padre a governare il gregge nei pascoli di Baddhevrùstana. Gavino cresce nel pieno isolamento dalla civiltà e dai contatti umani. Sarà il reclutamento nell'esercito a 21 anni a permettergli di fuggire da questa oppressione e di staccarsi dal rapporto di pseudo-schiavitù che lo legava al padre.


Tratto da un libro autobiografico (1975) di Gavino Ledda. Pastore di Siligo (Sassari), Gavino vive fino a vent'anni con il gregge tra i monti, strappato alla scuola, separato dalla lingua, escluso dalla collettività. Durante il servizio militare in continente, studia e prende la licenza liceale. Esplode allora la ribellione contro il padre che, di fatto e per necessità, è stato lo strumento della sua separazione. Esce dallo scontro vincitore, colmo di pietà e di terrore. Apologo sulla necessità di spezzare il potere autoritario e sul rifiuto del silenzio, ha nella colonna sonora e musicale (Egisto Macchi) il suo versante più inventivo. Pur con durezze didattiche e scorie intellettualistiche, è un film razionale e lucido che assomiglia al paesaggio sardo: ventoso e scabro, enigmatico e violento, soffuso di una luce che gli dà la nobiltà maestosa di un quadro antico. Un intenso O. Antonutti e un duttile S. Marconi nella parte di Gavino sono i protagonisti. Prodotto dalla RAI. Palma d'oro a Cannes da una giuria presieduta da Roberto Rossellini. Fu l'ultima delle sue trasgressioni alle regole del gioco.
AUTORE LETTERARIO: Gavino Ledda

giovedì 5 aprile 2012

L'ARMATA BRANCALEONE

L’otto faccio gli anni.. l’8 aprile di 22 anni fa, aprivo gli occhi ed emettevo i primi vagiti su quell’angusta gradinata di Albenga. Quest’anno, un giorno prima, sabato 7 aprile la squadra del mio cuore si reca a Fidenza per il derby numero 23 della sua storia lunga Novant’anni ..sempre tutto in regola, senza fallimenti, fusioni e sporcacciate di questo genere. Avanti il Fiorenzuola con 10 vittorie contro le 6 del Fidenza. 6 i singolar tenzoni terminati in parità.
Fra le file avversarie c’è il grande ex Dennis Piva che se non fosse stato preso per il culo da qualche saccente nell’estate del 2010 magari ora vestirebbe ancora rossonero con la fascia di capitano al braccio per la gioia e l’orgoglio di tutti i Tifosi Fiorenzuolani.
I bianconeri dopo gli esagerati investimenti degli ultimi 4 anni, senza mai riuscire a centrare una promozione (quest’anno ripescati in quanto decimi in graduatoria di meriti dell’Eccellenza) hanno trovato comunque ambizioni e ulteriori risorse per fare bene, per fare con dignità il Campionato Nazionale di serie D. Con tre acquisti di peso messi a segno a dicembre si sono rimessi in carreggiata alla grande e ora lottano per la Salvezza diretta senza passare per i play-out. Tre acquisti importanti come detto al fidenza village, invece a noi non ci hanno neppure preso per soli sei mesi Bertolini o Canonico e ora chi ci tiene è qui a piangere ancora sul latte versato.
Al Ballotta l’ultimo precedente risale alla stagione 2007/08 in Eccellenza. Bertoncini da Roveleto di Cadeo porta in vantaggio gli asini, raddoppio dell’ex Luca Mosti su penalty con esultanza provocatoria. Che difficoltà da parte nostra a mettere palle pericolose in mezzo all'area.. fino a quando si alzò dalla tribuna un: "Alurà le al balon!". Luca Franchi accorcia le distanze per noi. Poi ricordo che di'incanto sparivano palloni e raccattapalle mentre i minuti passavano inesorabili. Finì 2 a 1 per i padroni di casa e ci fu così da soffrire splendidamente per conquistare quel meritatissimo ritorno in serie D del Magico Fiorenzuola di mister Massimo Perazzi, del diesse Marzio Merli, di capitan Sandro Melotti, di Orrù, Piva, Valla e Armani, di bomber Franchi e dei presidenti Luigi Pinalli e Luciano Rosi. Tempi della madonna che ora possiamo solo rimembrare col binocolo. Fra rassegnazione incombente ..perchè è munifico e doveroso sentirsi dire di continuare crederci ma al contempo è certa la consapevolezza che la situazione è compromessa quasi irreversibilmente, perché 7 punti di distacco sono un enormità e le altre vanno e tu con quella fantastica ARMATA BRANCALEONE fatta di bravi ragazzi, senza aiuti, dilaniata dall’incuria, dalla sfiga ecc. ecc. devi scendere in campo e dare un senso a questo finale.
Sarà il fidenza a darci il definitivo colpo di grazia? Sarà il fidenza di quella figura legata ad alcuni nostri dirigenti che ha messo perennemente zizzania contribuendo in questi anni a incrinare i rapporti tifosi rossoneri-società? 
Forse da qui a pochi mesi finirà una volta per tutte anche questa appiccicosa vicenda. 
Sognare/Augurarsi di rivedere la rete pazzesca del Fuma! Simone Fumasoli nel match di andata ..o passare un pomeriggio STORDITI dal gol-vittoria di Cerati corso sotto la gradinata per noi.. certi, da quel preciso istante, di avere dato una svolta al girone di ritorno. Siamo agli sgoccioli solo questo ci resta, lasciare il segno per l’ultima volta e fare un sù e sù.
Di quella prima volta ad Albenga non ci sarà nessuno. Quelli che hanno visto grande il Fiore probabilmente non ci saranno. Quelli che seguono con passione i ROSSONERI da dieci anni a questa parte fra alti e bassi sperano almeno in tutto questo.
FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO!
ultrasfiorenzuola@libero.it


film: L'ARMATA BRANCALEONE di Mario Monicelli
L'armata Brancaleone è un film del 1966 diretto da Mario Monicelli, presentato in concorso al 19º Festival di Cannes. L'armata Brancaleone è un film a colori di genere avventura, commedia della durata di 120 min. diretto da Mario Monicelli e interpretato da: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volonté, Folco Lulli, Maria Grazia Buccella, Barbara Steele, Enrico Maria Salerno, Carlo Pisacane, Ugo Fangareggi, Gianluigi Crescenzi. Prodotto nel 1966 in Italia, Francia, Spagna.
trama:
A Civitanova, nella buia Italia dell'XI secolo, Brancaleone da Norcia, unico e spiantato rampollo di una nobile famiglia decaduta, dotato però di una non comune eloquenza ed animato da sane virtù e cavallereschi principî, guida un manipolo di miserabili (l'anziano notaio Abacuc, il robusto Pecoro, un ragazzino di nome Taccone e lo scudiero Mangold) alla presa di possesso del feudo di Aurocastro, secondo quanto dettato in una misteriosa pergamena imperiale scritta da Ottone I il Grande che gli stessi miserabili gli porgono e che affermano di aver rinvenuto in modo del tutto lecito e casuale, in realtà rubata al suo proprietario: un cavaliere aggredito e creduto morto. Brancaleone inizialmente non vuole mettersi al comando di un gruppo di straccioni e rifiuta con disprezzo. Tuttavia, nel torneo a cui si accingeva a partecipare, il combattimento con un altro cavaliere si conclude con la sua sconfitta, e il cavaliere accetta di unirsi con il gruppo di miserabili. Attraversando tutta la penisola, viene coinvolto in diverse avventure: incontra un principe bizantino diseredato, Teofilatto dei Leonzi, che si aggrega all'armata; entra in una città apparentemente deserta dando licenza di saccheggio, salvo scoprirla poi infestata dalla peste; dopodiché si aggrega al monaco Zenone (cioè Pietro l'Eremita), che, a capo di un gruppo di pellegrini, è diretto a Gerusalemme per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro. In seguito, per superare un instabile ponte ("cavalcone" nel film), diversi di loro passano ma, quando tocca a Pecoro, questo precipita: Zenone pensa che qualcuno non abbia fede, e perciò abbia dato il "malocchio" all'uomo. Si scopre che l'anziano Abacuc è di fede ebraica e quindi non nella "retta via". Battezzato Abacuc (sotto una piccola cascata gelata), riprendono la strada per Gerusalemme ma raggiungono un ennesimo "cavalcone": il gruppo ha paura di oltrepassarlo per non fare la stessa fine di Pecoro, e Zenone, per dar fede, passa per primo, precipitando nel fossato. Ormai non hanno una guida che li porti a Gerusalemme, quindi, "l'armata" di Brancaleone riprende la strada per Aurocastro. Durante il cammino si inoltrano in un bosco e proprio qui il cavaliere salva una giovane promessa sposa, Matelda, dalle grinfie di avidi barbari che hanno massacrato le guardie di scorta che erano con la ragazza, ma Brancaleone arriva ed uccide il capo dei manigoldi e, in seguito, lei si offre di guidarli fino al suo tutore, ferito mortalmente dai barbari, che in punto di morte fa promettere a Brancaleone di portarla in sposa al nobile Guccione. Lei vuole sposarlo, ma il cavaliere rifiuta: la donna si concede allora a Teofilatto. Dopo altri giorni di viaggio arrivano alla roccaforte di Guccione e, durante i festeggiamenti, il nobile scopre che qualcuno ha abusato di Matelda e fa rinchiudere Brancaleone, da lei accusato, in una gabbia. I suoi amici decidono di liberarlo e vanno dal fabbro del paese, Manuc, che sta per suicidarsi. Lo fermano e, con il suo aiuto, liberano Brancaleone, il quale scopre dai suoi compagni di viaggio che Matelda è stata portata in un monastero da Guccione. Raggiunge quindi il convento e, dopo aver ucciso diverse guardie del nobile, arriva alla sua stanza, ma lei ha scelto di prendere i voti per fare penitenza di averlo accusato ingiustamente, e non intende venir meno alla sua scelta. Brancaleone, sorpreso e amareggiato per la perdita del suo amore, parte quindi con i suoi amici, con l'aggiunta del fabbro Manuc. Teofilatto, vedendo che sono arrivati vicino alla sua dimora, convince l'armata ad estorcere denaro alla famiglia dei Leonzi, fingendosi in ostaggio: suo padre decide quindi di pagare il riscatto il giorno dopo. E' proprio in quello strano ricevimento che una delle ancelle si innamora di Brancaleone e, la notte stessa, tenta di persuaderlo. Il giorno dopo il padre di Teofilatto decide di non pagare perché il figlio è in realtà nato fuori dal matrimonio (fatto che anche lui ignorava); per intimare agli uomini di Brancaleone di lasciare la dimora, minaccia di ucciderli con frecce avvelenate. Brancaleone non demorde, e allora il padre di Teofilatto dà l'ordine di lanciare le frecce, ma essi riescono comunque a fuggire Durante altri giorni di viaggio Mangold e Teofilatto reincontrano Pecoro (creduto morto cadendo nel precipizio) nella tana di un orso. Avvertono quindi Brancaleone e, dopo aver imbrogliato l'orso, portano con loro l'amico. Passano giorni e giorni, e quando sono ormai in vista del feudo di Aurocastro dovranno subire una perdita, quella di Abacuc, che muore di vecchiaia. Giunti nelle campagne intorno al feudo da reclamare, il gruppo sente delle campanelle che associano al sonaglio di Zenone: scoprono poi che si sbagliano poiché il suono proveniva da una mucca. Raggiungono alla fine la roccaforte di Aurocastro e gli abitanti del luogo si affrettano a consegnare agli eroi le chiavi del castello prima di rifugiarvisi, lasciando l'armata sola a fronteggiare l'attacco da parte dei pirati Saraceni; adesso si spiega tutto: Ottone aveva scritto quella pergamena per dare alla cittadina un feudatario che l'avrebbe salvata dalle numerose incursioni dei pirati. Brancaleone e il suo piccolo esercito, dopo aver maldestramente tentato di tendere una trappola agli invasori, sono fatti ben presto prigionieri e condannati alla pena di morte per impalamento, ma vengono liberati da un misterioso personaggio che uccide tutti i saraceni, compreso il loro capo. Il cavaliere che li ha salvati si rivela essere il cavaliere erroneamente creduto morto all'inizio della storia. Questi, il vero e legittimo destinatario della pergamena, condanna Brancaleone e i suoi armigeri al rogo come ladri e usurpatori. Teofilatto rivela a Brancaleone di essere stato lui ad avere abusato di Matelda, causando la rabbia dell'uomo. Ma proprio quando la sentenza sta per essere eseguita, ricompare il monaco Zenone - sopravvissuto alla caduta nel fiume e di nuovo a capo di un manipolo di straccioni diretti in Terra Santa - il quale convince il cavaliere a liberare Brancaleone ed i suoi, in quanto ancora legati al voto di seguire il monaco a liberare il Santo Sepolcro. L'immagine del Medioevo italico che scaturisce dall'ambientazione de L'armata Brancaleone è, per la prima volta nel cinema italiano, un'immagine plausibile e realistica, lontana dalle rappresentazioni cavalleresche e mitologiche tipiche di tanta letteratura romantica. Quello di Monicelli è un Medioevo straccione, popolato di disperati, miserabili, cialtroni ed appestati, fortemente dualista, perennemente diviso tra fede e peccato, spirito e carne, eros e morte, che rivisita pesantemente il mito delle gesta cavalleresche. Un medioevo estremamente violento e cruento nel quale le scene, seppur finalizzate all'evento comico e comunque condite di abbondante ironia, non lasciano indifferenti per la crudezza della rappresentazione. L'operazione cinematografica non ha nessun valore filologico e storiografico, ciò nonostante risulta efficace sia dal punto di vista prettamente teatrale perché impostata su tratti e vicende umane del tutto plausibili, ben articolata nei vincoli canonici della commedia (rottura di un equilibrio o creazione di una nuova condizione di fatto, costituzione di un gruppo intorno ad un leader carismatico, definizione della impresa, finale ridicolo e fallimentare, rielaborazione della vicenda vissuta), sia dal punto di vista della valenza culturale, perché riuscirà ad imporre dei canoni stilistici ed a dare nuove rappresentazioni popolari di un preciso periodo storico. Sebbene il film sia una commedia in costume, molti sono d'accordo nel ritenere che esso appartenga di diritto al genere della commedia all'italiana. Effettivamente l'Italia che nel film viene rappresentata è famelica, pezzente, meschina ed infingarda ma al tempo stesso capace di gesti eroici, animata da una grande ed ammirevole umanità come nella tradizione dei migliori film appartenenti a questo genere, del quale il regista è maestro indiscusso. Mario Monicelli non nascose il fatto che il film era stato concepito anche con intenti pedagogici e popolari; d'altronde analizzando tutta la produzione cinematografica del regista toscano si percepisce l'inclinazione a rivisitare, in termini popolari ed accessibili, periodi o eventi di rilievo della storia italiana. Monicelli vuole raccontare una nuova storia italiana, nella quale i diseredati, i perdenti, gli sfortunati trovino anche loro una collocazione onorevole, a dispetto delle versioni ufficiali edulcorate ad uso e consumo dei sussidiari per le scuole elementari. Alla coralità dell'opera prestano il loro contributi diversi attori. Su tutti emerge il protagonista Vittorio Gassman. La sua interpretazione si appropria completamente del nuovo idioma creato dagli sceneggiatori, lo rende vivo, fortemente teatrale, epico ma al tempo stesso irresistibile dal punto di vista comico. Non ultimo bisogna citare il supporto musicale di Carlo Rustichelli, che in diversi momenti del film contribuisce ad accentuare la doppia vena comico-drammatica delle vicende narrate. Il motivetto scritto per l'occasione, ed al quale collaborò direttamente il regista, divenne un tormentone popolare (Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon, Fiii... Bum!).

mercoledì 4 aprile 2012

"AAA Cercasi nuova proprietà" all'US FIORENZUOLA CALCIO 1922

PUBBLICHIAMO L'ARTICOLO COMPARSO OGGI SUL PORTALE SPORTIVO LOCALE:  www.sportpiacenza.it


Calcio D - Fiorenzuola verso
una fine ingloriosa
" Mentre i rossoneri di Lucci sprofondano, la società rossonera si squaglia. Viaggiano di pari passo le disgrazie in campo e quelle fuori dal terreno di gioco per il Fiorenzuola. Partiamo dal fuggi fuggi societario: dopo l’annunciato addio del presidente Pinalli, che sarà effettivo solo alla fine della stagione, è giunta al termine anche la pantomima del vicepresidente Rossetti. Che ha dato le dimissioni, quindi ha smentito di averle rassegnate e quindi, con un triplo tuffo carpiato, ha salutato tutti. Davvero un sipario inglorioso per una società che a metà degli anni Novanta aveva sfiorato la serie B. Detto che la libertà di ognuno resta inviolabile e che nessuno è obbligato a investire denaro e tempo nel Fiorenzuola, siamo convinti che ci sarebbero stati mille modi più eleganti per uscire di scena. E non certo a campionato in corso, quando i rossoneri, almeno aritmeticamente, sono ancora in lotta per la salvezza. A questo punto è facile immaginare lo stato d’animo con cui Biolchi e compagni scenderanno in campo nel derby di Fidenza di sabato prossimo. Con i dieci punti che separano le due squadre la sfida in cartellone al Ballotta rischia di contare solo per i padroni di casa. Mentre ai rossoneri neppure un successo potrebbe bastare per tornare in corsa per i play out......."
PER ACCEDERE ALLA NEWS-ARTICOLO NELLA SUA TOTALITA':
http://www.sportpiacenza.it/dettaglio.asp?DA=News&ID=1821

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venerdì 30 marzo 2012

Viados e Football


Settimio Lucci, allenatore del Fiorenzuola

Alla fine ha deciso di tagliarsi il pisello e di diventare donna a tutti gli effetti. E lui, lui è con lei. Chissà se ha bazzicato pure in Italia lei.. magari scesa a Milano non ha rinunciato al tratto di via Emilia più "battuto" d'Italia. Perchè in Italia vanno di moda. Politici, imprenditori e gente dello spettacolo le bramano ..roba da ricchi.. mica da pioccioni come da noi a Fiorenzuola. Non so cosa significhi per voi una baruffa tra viados. Memorabili quelle vissute a Piacenza a colpi di spranga. Altro che Acab, derby del Po e violenza negli stadi. Un conoscente trapanante simulò pure un furto con aggressione, si disse per truffare un assicurazione. Sceso dal Mercedes lasciato aperto, a fare pipì a Montale, disse in caserma di essere stato aggredito da questi che più per il pisello erano attratti dal Rolex che portava al poso.. O quel mio amico che gli puntarono un coltellaccio lungo lungo al collo, in una camera d'albergo di Fortaleza, per essersi opposto alla prestazione in quando ella sembrava donna.. ma non lo era e anche senza prestazione ella, rivendicava il pagamento. Finì a Rum e tarallucci, (perchè con questi non si scerza) con paglia finale offerta dal viado all'amico. Mah?! Fatto sta che lui è con lei, Lea T. E lui è quel Toninho Cerezo perno del centrocampo della grande Sampdoria di "rigore è quando arbitro fischia" Vujadin Boskov. La capoccia tinta di biondo assieme a Gianluca Vialli e C. (Attilio Lombardo però no) per festeggiare lo Scudetto con la sua Samba. Ex compagno del nostro attuale mister Settimio Lucci nella Roma qualche anno prima. Antonio Carlos Cerezo è con il figlio, scusate la figlia, il trans, mamma che casot, perchè is fam mia tan prublema in Brasil. Sono "aperti", sono "belli aperti" loro. Sarà stato il 1988, perchè a fare il secondo c'era Bistazzoni e non il baffuto Nuciari, questo me lo ricordo bene. Un pomeriggio soleggiato del Febbraio 1988. Avevo 8 anni e dopo la scuola, mio papà gran giocatore di bocce, puntista per la precisione mi portò al campo con quel gran mezzo della Fiat Ritmo, e allora  a Fiorenzuola si diceva campo non stadio.
Lì, ritrovai il resto delle scuole, dalle elementari alle media a fare a botte per avere un autografo da questi qua intenti ad allenarsi nel prato fra la vecchia e piccola gradinata e la pista attuale "pallone". Pacchetto di patatine 500 lire. Viva gli anni '80-'90.. fanculo alla playstation, facebook..ecc.! Era la grande Sampdoria che due anni dopo vinse lo scudetto. Vialli e Mancini quella voltà lì tirarono il pacco. Finì 1 a 7 per i blucerchiati. Domenica ci fa visita l' U.s. Olginatese non la Sampdoria per un amichevole di lusso che andava di modo tanti anni fa, perchè i grandi club si concedevano come Lea T ai Vip e ai puvrott cui sod. Olginatese da figa. Sempre sul finire della stagione come due anni fa e nell'aria odore di Eccellenza per il mio Fiore allenato da Natalino Gottardo. Dal 2001 i bianconeri lombardi stazionano in serie D. Dieci anni di fila contro noi che a mala pena riusciamo a farne due senza ripescaggi. Torno ai miei ricordi di infanzia altrimenti mi aumenta il nervoso. L'anno dopo, 1989-90, ci fece visita sul finire del campionato la Lazio di De Canio e Amarildo, e ancor prima la Cremonese di Tarcisio Burgnich. Contro i grigiorossi, prima della partita amichevole c'erano tutti davanti al Boccio. Bonomi, Chiorri, Violini, Piccioni, Neffa e lo svedese Anders Limpar che voleva a tutti i costi adescarmi con dei gelati. Limpar un grande flop del calcio Italiano non paragonabile al il principe dei principi dei bidoni: Luis Silvio Duanello della Pistoiese ma poco ci manca. Adesso, in camera mia, di fianco al servo muto c'è una libreria e dentro un cassetto c'è un blocchetto di fogli ingialliti con gli autografi di Limpar e Cerezo.. Avercelo avuto anche noi quest'anno, un filibustiere in mezzo al campo,  un Cerezo a orchetrare e a fare da chioccia ai giovani.. forse sarebbe finita in modo diverso.
Quel che è fatto ..è fatto. FINO ALLA FINE, RAGAZZI FINO ALLA FINE.
papua
Lea T Cerezo
Toninho Cerezo ai tempi della Sampdoria pressato da Limpar
Limpar nella Cremonese (1989-90)
Cerezo nella Roma negli anni '80, sotto la Curva Sud
Anders Limpar nell'Arsenal

martedì 27 marzo 2012

SOLO LO HAGO CON ROJINEGRAS A FRANJAS

COLLEZIONISMO GRANDE PASSIONE? SEI COLLEZIONISTA DI MAGLIE DI SQUADRE DI CALCIO?
 Fidel Anselmito Voglino, 68 anni, grande appassionato di calcio. Collezionista di magliette di squadre ROSSONERE di tutto il mondo per ragioni benefiche. Dalla sua Argentina, Fidel ci racconta la sua passione.

1) Ciao Fidel, parlaci della tua città: Mar del Plata

" Mar del Plata, es la ciudad turistica mas importante del pais, tiene 700.000 habitantes en su mayoria, no sono nato en esta ciudad sino que han venido del interior del pais, por ej. yo soy de Bahia Blanca, al sur de Argentina, en verano llegan a la misma 1.200.000 turistas, tiene su casino el mas grande del pàis, el estadio mundialista, donde se jugo en el año 1978 España-Brasil-Hungria-Francia y Suecia, ademas cerca de 90 obras de teatro, de aqui se largo el famoso rallie Dakar, y para el año que viene ya esta programada una fecha de la formula uno, peleas por titulos mundiales, etc. etc."
Mar del Plata è una città turistica dell'hinterland di Buenos Aires fra le più importanti del paese. Ha 700.000 abitanti circa e la maggior parte di essi provengono dalle zone interne dell'Argentina. In estate, con il turismo, la popolazione aumenta fino a raggiungere i 1.200.000 abitanti. E' presente il Casinò più grande del paese. Lo stadio dove si disputarono Spagna-Brasile e Ungheria-Francia nel mondiale 1978 quello vinto dall'Argentina di Mario Kempes sull'Olanda. Sempre a Mar del Plata di corre il rally Dakar e nel prossimo campionato è in programma una gara del campionato mondiale di Formula Uno. C'è anche un'altra squadra della città, l'Aldovisi la squadra del porto i cui tifosi gialloverdi sono tutti di origine calabrese e siciliana, che quando vado al porto li sento ancora parlare con quel dialetto che non si capisce niente. Il nome Aldovisi deriva dalle prime due iniziali degli ingenieri europei che realizzarono il porto: ALdo-DOmingo-VIctor-SImon. Nelle file di questo club militò l'ex juventino e campione del modo azzurro "Maurito" Mauro Camoranesi che lasciò un ricorso poco piacevole in una sfida contro l'Alvarado del 1994 rompendo una gamba ad un avversario, un certo Pizzo costringendolo a smettere di giocare a calcio con un rimborso di 380.000 euro.



2) Qual'è la tua squadra del cuore:

" El Santo marplatense es el club de toda mi vida, a sus partidos fui con mis padres, luego lleve a mis hijos, y ahora me acompaña mi nieto, San Lorenzo es un club de barrio, que subsiste a duras penas, solo interviene en el torneo local, un campeonato muy mediocre, al que solo van a la cancha no mas de 50 personas por partido, pero yo lo vi en epocas de gloria alla por el año 1970 que intervenia en los torneos nacionales y que jugaba contra Boca, River y todos los grandes del futbol argentino, en un partido y ya que lo nombras jugo contra Instituto de Cordoba donde debuto Mario Alberto Kempes y ademas jugaba en ese equipo Osvaldo Ardiles, que tambien integro la seleccion del año 78.-Kempes ha sido un trotamundos del futbol, en Rosario Central es uno de sus idolos incluso y no estoy muy seguro tiene una estatua en el estadio, aca jugo como te decia en Instituto de Cordoba su lugar de origen, en Rosario Central..."
Il San Lorenzo, "El Santo Marplatense" è la squadra della mia vita. Inizia a seguire le sue partite con mio padre. Poi io portai mio figlio alle partite ora porto il mio nipote. Una tradizione di famiglia. San Lorenzo è una società calcistica di quartiere che non sta passando un buon momento. Milita nel campionato locale, una serie molto mediocre paragonabile alla vostra seconda categoria. Non è più di cinquanta persone si ritrovano allo stadio per sostenere la squadra. Io ho vissuto in prima persona, i momenti migliori del mio club, negli anni '70 quando i rossoneri militavano nella massima serie e al glorioso stadio San Martin sbarcavano il Boca Junior, il River Plate, i migliori club argentini. Giocammo pure contro l'Instituto de Cordoba dove debuttava quel Mario Alberto Kempes che fu ad un passo nel diventare allenatore del vostro Fiorenzuola, e c'era anche Osvaldo Ardiles poi selezzionatore della Nazionale che trionfò nel mondiale del 1978. Mario Kempes è ancora un idolo per i suoi tifosi di Cordoba e del Rosario Central. Nel 1976, proprio contro il mio San Lorenzo, realizzò il suo primo gol da professionista con la maglia dell'Argentinos Juniors, el Pipe de Oro, quel Diego Armando Maradona che farà innamorare Napoli intera. Nelle file rossonere ha militato anche l'attaccante Leandro Valinotti che sembrava vicinissimo al Fiorenzuola (che non fu mai) di Aleotti. Oltre al San Lorenzo, tifo per il Boca Junior e per il Club Olimpo, la squadra dai colori sociali giallo-nero della mia città di origine Bhaia Blanca che sta lottando nella massima serie, per non retrocedere.



3) Com'è vissuto il clasico in Argentina e cosa rappresenta il Calcio per la gente del tuo paese?

" El clasico Boca - River (en cancha de Boca ) es el espectaculo deportivo numero 1 dentro de los eventos deportivos de todo el mundo, incluyendo la formula 1, peleas de box por titulos mundiales, etc. etc. es algo impresionante.-
Aca es una pasion tan grande el futbol, que se han peleado familias porque uno es de Boca y el otro es de River, o viceversa, casi todos tienen tatuados en su cuerpo el escudo de su equipo favorito, por ej. mi hijo Luciano, tiene el escudo de su FC Vélez Sanfield, yo creo que quiere mas a su club que a su padre y no te exagero."
"Il classico" Boca Junior-River Plate, soprattutto quando si disputa alla Bombonera in casa del Boca, per l'attesa, il tifo sugli spalti e nel paese, è lo spettacolo sportivo numero uno al mondo. Il Calcio è la più grande passione per gli argentini. Si arriva pesino a liti in famiglia per la fede calcistica. Quasi tutti hanno tatuto sul corpo lo scudetto della propria squadra del cuore. Per esempio, mio figlio Luciano ha tatuato lo scudetto del Vélez Sarsfield, segue il club in casa e in trasferta e io credo che tiene più al Fortín che a suo padre e penso proprio di non esagerare ..è così per tutti gli argentini.
San Lorenzo Mar del Plata annata 1973
4) Parlaci della tua iniziativa "SOLO LO HAGO CON ROJINEGRAS A FRANJAS" collezionare a scopo benefico maglie di calcio rossonere.
" Yo colecciono esos colores porque el club de mi barrio aqui en Mar del Plata, que se llama San Lorenzo tiene los colores rojinegros, entonces se me ocurrio coleccionar camisetas iguales a la de mi club, con un proposito, poder exhibirlas en la sede del club "cobrando" como entrada un alimento que seran destinados a los pequeños jugadores, muchos de ellos muy pobres, es por eso que ante cada camiseta que consigo, es un paso adelante en mi sueño.- "
" Aca los jugadores vienen a almorzar antes de los partidos, yo nunca me anime, a pesar de haber visto al rojinegro salir campeon muchas veces, por una cuestion de timidez, en ese caso tome coraje y le dije a uno de los jugadores, "si salen campeones me guardas la camiseta", me respondio "yo se de tu pasion por el club, pero este es mi ultimo partido en San Lorenzo, ya que el miercoles me voy a radicar a España, y esta se la prometi a mi mama", por supuesto que lo entendi, se jugo el partido final del campeonato marplatense y El santo se corono campeon, al lunes siguiente cuando voy al club, me encuentro a este muchacho en la puerta del mismo, con un paquete bajo el brazo, me lo entrega y me dice " mi mama me dijo que tu eras mas merecedora que ella " entonces cuando abro el paquete me encuentro con la .......camiseta rojinegra, te lo juro que cada vez que cuento esta anecdota, se me nublan los ojos de lagrimas "
Colleziono magliette di squadre di calcio a strisce rossonere di tutto il mondo perchè sono i colori sociali del mio San Lorenzo Mar del Plata. Il mio scopo è quello di esporle al pubblico presso la sede del mio club e con una piccola offerta all'entrata raccogliere fondi per dare un aiuto ai bambini che si avvicinano al calcio, molti di questi molto poveri.
Attualmente ne possiedo circa 110 e sarebbe un onore avere magliette rossonere di club italiani, eccetto quella del Milan perchè è la più famosa e conosciuta al mondo. Tanti sono gli aneddoti legati a queste maglie. Qualla dell'Atletico Paranaense mi consegnata direttamente dal presidente del club brasiliano. Quella a cuo tengo di più è la prima e su di essa c'è un aneddotto che tengo molto a cuore. Prima di una partita decisiva, dissi ad un calciatore del San Lorenzo: "Se oggi vinciamo, siamo campioni e voglio la tua maglia". E egli mi risponde: "Conosco la tua grande passione, ma questa sarà la mia ultima partitas nel San Lorenzo prima della mia partenza per la Spagna, la maglietta l'ho già promessa a mia mamma". "Il Santo" vince la finale del campionato e diventa campione. Il Lunedi seguente, davanti alla sede del club c'era ad aspettarmi il ragazzo con un pacchetto per me. Dentro c'era la maglia che avevo sognato. Me la diede dicendomi: "Mia mamma mi ha detto che tu la meritavi di più" SOLO LO HAGO CON ROJINEGRAS A FRANJAS!

Collecting football shirts, équipes de collecte maillots de football, シャツのサッカーチームを集めて, regocida de camisetas fútbol...
contatto di FIDEL:
joeelpolentero@yahoo.com.ar



i ROSSONERI

il campo di gioco JUAN MONTOYA di  MAR DEL PLATA

la sede
RANKING DE HINCHADAS ARGENTINAS e las mejores canciones, i cori più belli delle migliori BARRABRAVAS de Argentina:



la bella MAR DEL PLATA!

lunedì 26 marzo 2012

Pontisola P.S.-FIORENZUOLA 1-0

ULTRAS FIORENZUOLA a Ponte San Pietro (BG) (foto Roberto Carboni)
Se racconto la partita di Ponte San Pietro, non ci crede nessuno. Rischio di prendere dei nomi, mi ridono dietro, magari chiamano la neuro e mi portano via. Per evitare tutto questo potrei parlarvi di un Fiorenzuola che, con un piede e mezzo in eccellenza, va a fare visita alla seconda in classifica, imbattuta da dicembre, e viene surclassato ben al di là del punteggio striminzito di 1-0. Se volessi evitare di essere deriso dovrei dirvi così. E invece, siccome, a differenza di alcune persone dalla mente offuscata, mi piace dire sempre le cose come sono andate realmente, vi racconto la verità. E se non ci volete credere, fa lo stesso. Tanto non cambia una realtà che consiste in un "profumo d'Eccellenza" sempre più forte e intenso. Anzi, se dobbiamo dirla tutta, una vera e propria puzza di Eccellenza. Un "udurass" che ti fa incazzare non poco con chi HA LASCIATO E QUINDI VOLUTO che le cose andassero così. Ma di questo parliamo fra qualche riga. Nei giorni scorsi Mino Lucci aveva chiesto una partita perfetta, speciale, per provare ad ottenere l'unico risultato utile: la vittoria. E così è stato, o quasi. La seconda della classe nonché squadra più in forma del girone, fa la figura della squadretta, viene dominata per 90 minuti da un Fiorenzuola che le prova tutte per vincere un partita e dare un senso al finale di stagione. Primo tempo in cui le occasioni fioccano. Non come quelle che Ballerini e Volta, in preda ad allucinazioni (o sotto il peso del "potere" dell'atleticobettolapontepropiacenza), hanno visto fioccare al Comunale. A Ponte San pietro fioccavano davvero occasioni una dietro l'altra...Ingribelli, per l'ennesima volta in questa stagione, corre con la solita generosità e mette in mezzo una quantità notevole di cross, Piccolo sfiora il gol in almeno 3 circostanze, Andrea Lucci prova a procurarsi un rigore (però se provassimo a fare gol quando siamo lanciati in area anziché lasciarci cadere!) ma non è un giocatore del Barcellona e la simulazione viene punita dall'arbitro. Forse potremmo mandare i nostri a lezione da Guardiola e compagnia... La partita che non ti aspetti e che non speravi neanche più...tanto che tra di noi cominciano a farsi largo le ipotesi e le macchinazioni: l'abbiamo comprata? il Pontisola non vuole andare su e quindi molla? Meglio non illudersi...queste cose a noi non sono mai capitate, non le abbiamo mai fatte, e quando ci è capitato di trovare avversari demotivati, non siamo mai riusciti ad approfittarne (vedi Voghera 2 anni fa con show-delirio di Natalino nelle interviste; vedi Fiorenzuola-Prato, vero "bomber" luciani??). Secondo tempo sulla stessa falsariga...loro non provano assolutamente a giocare, e non difendono neanche con molta tenacia, così siamo ancora noi a fare la partita. Al quarto d'ora la beffa...palla persa a centrocampo che innesca il contropiede, la punta appena entrata si presenta davanti a Raffetti e non può far altro che infilarlo per l'1-0. Il Fiore sembra non fare una piega, riprende a macinare gioco mentre il Pontisola si chiude nella sua trequarti. Subito altre 2 occasionissime: un tiro a giro di Mattia Bovi in uno dei suoi rari lampi di questa stagione, e una rovesciata di Ingribelli avrebbero meritato miglior sorte ma il portiere ci mette una pezza su entrambe salvando con due grandi interventi. Lucci le prova tutte: dentro anche Barocelli e il giovane Paolo Rosi...altre occasioni e mischie. Ma è una partita segnata, come tutta la stagione.Ci si avvicina nel peggiore dei modi alla partita più importante. Il derby a fidenza. Impensabile trovare la voglia e gli stimoli necessari...Questa società ci ha rovinato anche l'ultima soddisfazione che potevamo cercare. Chiediamo ai ragazzi e al mister di mettere in campo la stessa voglia e combattività nelle prossime partite. E qualcosa in più a fidenza. Almeno questo lo pretendiamo.E' girato sempre tutto storto in questa stagione, se si eccettua quel maledetto mese e mezzo a fine girone di andata in cui ci siamo messi in corsa alla grande per la salvezza. Un fantastico mese e mezzo, ma anche maledetto. Sì, perchè qualche benpensante ha preso la palla al balzo e ha pensato che ci si poteva salvare senza correttivi. Ha pensato che con la squadra al completo ce la giocavamo con tutti. Vero in parte... E i punti, troppi, persi per strada per due terzi del girone di andata??? Quelli mica te li restituivano! Pensare di potersi salvare continuando a fare risultati impossbili come a Caronno (che era l'unico modo per bilanciare i punti persi e gli errori di una società incompetente e presuntuosa)...beh, era ridicolo quasi come le conferenze stampa nella sala dell'orologio. Ed era anche assurdo. Possibile che non si impari mai dagli errori del passato? Il "Fiorenzuola più grande di sempre" (a patto di montare tapparelle e serramenti nuovi, sennò che Fiorenzuola è? dove vogliamo andare??) è retrocesso a dicembre quando non si è voluto ovviare alle cazzate fatte in estate. Come succede da alcuni anni. Possibile che non si voglia mai ammettere ed imparare dagli errori fatti in passato? Mai? Anzi, si ripetono gli errori e se ne aggiungono altri. Senza almeno un vecchio in mezzo al campo non vai da nessun parte...lo sanno tutti, lo abbiamo visto e ne abbiamo avuto la dimostrazione SEMPRE. Ma in via Campo Sportivo no...loro la sanno lunga...loro ascoltano quelli che di pallone non capiscono niente. Senza andare a scomodare Sandro Melotti (l'ultimo dei grandi), bastava tenersi stretto l'uomo chiave della salvezza dell'anno scorso: Gianni Garghentini. Sì, Garghentini...non uno da cifre astronomiche. E pensare che a novembre era a spasso...ma vogliamo ammettere di aver sbagliato e vogliamo tornare sui nostri passi? Essere umili? No, per carità...non sia mai.... Questa squadra ha delle qualità. Senza infortuni che, bisogna dirlo, ci hanno condizionato non poco, e con l'uomo giusto che desse esperienza e personalità in mezzo al campo, questa squadra poteva fare tranquillamente un campionato di centro-alta classifica. E si erano azzeccati gli uomini per poter costruire un gruppo, iniziare un ciclo...i giocatori di 25-26 anni arrivati l'estate scorsa hanno dimostrato serietà e attaccamento, oltre ad essere giocatori di qualità. Ma sono straconvinto che anche se avessimo fatto il campionato che speravamo, consolidandoci in categoria, ancora una volta non avrebbero capito niente e avrebbero fatto l'ennesima, sciagurata, piazza pulita. Ma il problema non si pone più ormai...ormai è andato tutto in vacca. Errori su errori, nessuna volontà di salvarci...niente rinforzi a dicembre...l'uomo giusto, per 6 mesi soltanto, sarebbe costato così tanto? Nessuna volontà. Però sempre pronti a tagliare, con figure ridicole... Errori su errori...come i dispetti all'allenatore...il taglio di un giocatore che stava entrando in condizione e stava dimostrando di essere utile alla causa (ma no, se ci fai caso abbiamo iniziato a vincere da quando è stato tagliato...o forse da quando...va beh, lasciamo perdere..). Ma forse scrivo solo cazzate, come qualcuno ha detto. In fondo siamo stati noi quelli incivili e beceri...qualcuno invece lo ha sempre difeso "tranne quando ho chiamato Viali" (e non parlo di Merli, che però pagherà come sempre per gli errori di altri). Ok, non abbiamo bisogno che certa gente metta le mani sul Fiorenzuola. Il Fiorenzuola non ha bisogno di chi, nel tentativo di convincerci ad accettare il nuovo salvatore della patria (?!?!) mariano, sputtana e smerda tutta la vecchia gestione, pur non avendone fatto parte. La squadra è stata lasciata sola, con anche segnali di disarmo come le dimissioni annunciate in un momento in cui c'era bisogno di certezze. E come commentare tutto ciò, alla luce dei disastri fatti e della voglia messa in mostra? Un grazie sincero per gli anni passati, non certo per questo presente indegno. Il tifo sta morendo. Non è solo colpa di tutti questi comportamenti e di queste stagioni fatte di delusioni, sofferenze e mancanza di competenza. Sarebbe troppo facile incolpare solo fattori "esterni". Però una bella mano ce la state dando...ed è anche quello che qualcuno vorrebbe. Mi ruga molto anche per questo motivo. Darla vinta a chi invece dovrebbe starsene alla larga dal nostro Fiorenzuola. Ma evidentemente a molti di noi non interessa più tanto neanche questo. Pensiamoci bene ragazzi. A quanti di noi frega ancora qualcosa? Il derby è alle porte...è l'ultima chiamata per dimostrare che ci tenete..
Jameson

foto Roberto Carboni
La palla non va più dentro. O meglio, va dentro ma sempre nella porta sbagliata. E quando la palla non va più dentro nell'aria c'è polline di te cantava Umberto Tozzi. Invece a Fiorenzuola d'Arda, nell'aria c'è eau de toilette! PROFUMO DI ECCELLENZA. Tanto cuore non basta all'undici di Settimio Lucci sistematicamente dilaniato da assenze importanti ogni domenica. La squadra più giovane della serie D (e si vedono i risultati), la sola squadra della colonna di destra della classifica a snobbare il mercato di riparazione invernale (e si vedono i risultati) batte in ritirata anche dallo stadio Matteo Legrer di Ponte San Pietro. Campo stregato, come nel 1984 quando non andammo oltre ad un pareggio contro i biancoblu (rete di Talignani) che al termine del campionato salutarono l'Interregionale per tornare in Promozione. Tornando ai tristi giorni nostri, sono saliti ora a quattro i punti di distacca che separano il FIORE dalla terz'ultima in classifica quando mancano sei giornate all'epilogo finale.
ultrasfiorenzuola@libero.it

Filippo Guerini ex Fanfulla, classe 1993, entrato nella ripresa al posto di Dell'Orco
PONTISOLA-FIORENZUOLA 1-0
PONTISOLA: Paleari, Andreoni, Perico (58' Turani), Gestra, Vanoncini, Nicolosi, Vitali (53' Kraja), Ruggeri, Salandra, Crotti (70' Risi), Augello. Panchina: Riboli, Bonassi, Traini, Bergamini. All. Cesana
FIORENZUOLA: Raffetti, Biolchi, Dell'Orco (70' Guerini), Fumasoli, De Angeli (65' Barocelli), Mancini, Ingribelli, N. Bovi (79' Rosi), Piccolo, A. Lucci, M. Bovi. Panchina: Zambonini, Santi, Russolillo, Gianluppi. All. M. Lucci
ARBITRO: Rossi di Novara (Cartaino-Coiro)
MARCATORI: 60' Kraja (P)
NOTE: giornata piovosa e ventosa, terreno in ottime condizioni. Spettatori 300 circa. Ammoniti A. Lucci (F), Nicolosi (F), Biolchi (F). Angoli 4-7.


SERIE D girone B - 32esima giornata
Risultati:
Pontisola-FIORENZUOLA 1-0 Kraja
Atletico BP Pro Piacenza-MapelloBonate 0-1 Mauri
AlzanoCene-Carpenedolo 3-2 Goisis, Spampatti (r), Pedruzzi
Seregno-Colognese 5-0 Samaden, Cerea, Nannini (r), Gioni, De Masi
Aurora Seriate-Gozzano 0-1 Martinella
Gallaratese-Castellana 1-1
Olginatese-Darfo 1-0 Rampinini
Voghera-Pizzighettone 0-2 Marchesetti, Marchesetti (r)
Rudianese-Sterilgarda Castiglione 0-3 Longo (r), Longo (r), Tognassi (C)
Fidenza-Caronnese 1-0 Dallaglio


Classifica: Sterilgarda Castiglione 63, Pontisola 56, Pizzighettone 55, Olginatese 55, MapelloBonate 52, Caronnese 49, Alzano Cene 47, Castellana 46, Voghera 44, Pro Piacenza 41, Gozzano 41, Darfo Boario 41, A.Seriate 40, Calcio Rudianese 38, Fidenza 36, Colognese 36, Seregno 35, Carpenedolo 34, FIORENZUOLA 29, Gallaratese 22.


Prossimo turno:
Caronnese-Pontisola, Carpenedolo-A.Seriate, Castellana-Fidenza, Colognese-Calcio Rudianese, Darfo Boario-Seregno, FIORENZUOLA-Olginatese, Gozzano-Pro Piacenza, MapelloBonate-Gallaratese, Pizzighettone-Alzano Cene, Sterilgarda-Voghera.


Pontisola-Fiorenzuola 1-0: Blues a fatica contro i Piacentini.

16° risultato utile di fila. Decide Kraja nella ripresa.

PONTE SAN PIETRO: Poteva sembrare una partita facile, contro un Fiorenzuola che si dibatte nelle zone caldissime della classifica: invece non lo è stata. La ferrea difesa e il contropiede messo in atto dai rossoneri hanno creato non pochi grattacapi alla squadra di Cesana, che nel primo tempo ha anche rischiato in due o tre occasioni di prendere gol. Ci ha pensato Kraja, a sfruttare una delle rarissime sbavature difensive dei piacentini, al quarto d’ora della ripresa, mettendo a segno la rete che poi ha deciso la partita. Il Fiorenzuola non si è dato per vinto ed ha cercato il pareggio, ma la squadra orobica ha mostrato solidità e comuqnue nel finale ha legittimato il successo. i Blues sono quindi riusciti a portare a casa i tre punti, che gli permettono di tenere il passo della capolista Castiglione, oltre che mettere a segno il 16° risultato utile consecutivo. Blues a 55 punti in classifica, Fiorenzuola che resta fermo a 29.
fonte: www.bgcalcionews.it/