lunedì 30 agosto 2010

ULTRAS FIORENZUOLA e SQUADRA DEL CUORE Stagione 2010-11

Passata l’estate 2010 con: i Mondiali di SudAfrica in tv e le vuvuzelas, i lampioni in città verniciati di marrone, il tema caldo della TESSERA DEL TIFOSO, il luglio delle temperature africane, le amichevoli mica tanto amichevoli delle squadre di serie A. Passate le ferie con le vacanze estive per chi ha potuto farle. Passati ancora non del tutto i dolori degli spareggi play-out per noi di Fiorenzuola. Lo sconforto e la disperazione rossonera in campo e sugli spalti di quel 6 giugno 2010. Il ricordo di una stagione di sofferenza e di incomprensioni nata male già in estate. La salvezza quasi in tasca ad aprile poi il crollo. Il Cuore colmo di amarezza per settimane. Il futuro incerto. Sembra ieri.
Settembre 2010, l’inizio di una nuova stagione sportiva. 2010: fa un po’ impressione questo numero. E se ripenso all’ottimismo delle previsioni moderniste di vent’anni fa sul futuro dell’umanità nel nuovo millennio, beh mi fa uno strano effetto perché vent’anni, trent’anni fa si stava veramente molto meglio di oggi. Chiusa parentesi.
Dicevo: ..a giugno siamo usciti sconfitti dal campo ma abbiamo fatto i bravi. La Coppa Disciplina, il fare le cose sempre in regola, il nostro blasone e il nostro opulento passato ci hanno parato il culo. Fiorenzuola ripescato! Niente Eccellenza (almeno per un anno ancora). Niente figuracce contro le nuove corazzate del calcio dilettanti di zona. Niente derby contro l’odiato Fidanza. Niente visita all’ex Ospedale dei Matti di Colorno. Niente strade basse da percorre tutti in fila indiana in attesa impaziente di superare il trattore che ci sta davanti per andare a disputare il derby dello Stato Pallavicino in quel di Busseto. Niente scampagnate a Meletole e a Traversetolo. Niente brutta figura con la terza forza della Provincia: udite udite il BettolaPonte di patron Bianchi. Niente sfida contro il San Nicolò altra compagine piacentina salita alla ribalta. Niente Coppa Italia da giocare in contemporanea con Miss Italia a Salsomaggiore. Serie D ragass! La nostra serie A almeno ancora per un anno. La crisi, 20 club ripescati per colmare i “buchi” ma sarà ancora una serie D ”grandi firme” con tante nobili decadute: Mantova, Venezia, Trento, Treviso, Rimini, Arezzo, Perugia, Sambenedettese, Civitanovese, Teramo, Nola, Battipagliese, Casertana, Acireale e Messina solo per citarne alcune. E fra tutte queste ci siamo anche noi! C’è il FIORENZUOLA per l’orgoglio di noi tifosi e per il prestigio della nostra città. Sono felice sì. Siamo felici ma fino ad un certo punto.
Perché LA SCONFITTA SUL CAMPO RIMANE, E CERTI RICORDI NON SI CANCELLANO.
Poi ho constatato una cosa: per fare le cose a dovere in ambito calcistico a Fiorenzuola d’Arda bisogna prima prendere uno schiaffone, toccare il fondo e allora ecco che scatta la molla: una SPARATORIA di acquisti che non ti aspetti che riempie sul quotidiano la nostra casella degli acquisti, per mettere a disposizione di mister Gottardo un gruppo competitivo per centrare la SALVEZZA.
E POI MA COME CAZZO SI FA A FARE SENZA?!?.. e allora Noi SIAMO ABBASTANZA FIDUCIOSI dai MA ASSOLUTAMENTE DISINLUSI. Noi della smodata e incondizionata passione(-ossessione) per l’US FIORENZUOLA CALCIO 1922. Non l’Inter, non la Juventus, non il Milan ..ma avete capito bene: IL FIORENZUOLA come squadra del cuore. E non prendeteci per il culo! Prendeteci sul serio una volta tanto.
Siamo retrocessi ma poi (si è detto) per meriti sportivi ci hanno ripescati. Ricordo l’estate 2007: gli Asini essere nei nostri stessi panni. Li ricordo con la solita arrogante ipocrisia che li contraddistingue da sempre. Li ricordo essere certi di un ripescaggio che non poteva sussistere per loro. Dopo una stagione buttata alle ortiche, il disastro nei play-out contro il Santarcangelo.. dopo il fatela errore, dopo il suicidio: quanto l’avrebbero voluta di nuovo la serie D… e invece: Eccellenza, altre spese folli e preso di nuovo nel culo da noi che vinciamo il campionato al foto-finish in un vero girone di ferro (mica come quello di quest’anno..). Come ho goduto! Che ricordi! Ma torno subito a guardare nel mio orto perché noi non siamo come loro. Noi Ripescati. La Salvezza è arrivata. Non sul campo, ma da Roma, in una busta, su un pezzo sbiotto di carta. Lo ribadisco: l’amara sconfitta sul campo, quella che conta di più però rimane. E rimarrà. Indelebile come una macchia di inchiostro nero sul vestito della festa indossato all’appuntamento del 6 giugno. Una stagione che deve rimanere come esempio per non commettere più gli stessi errori. Da piccolo, sono cresciuto a televendite del Baffo. Scusate l’improbabile e per molti pazzesco esempio che vi sto proponendo. Ma fra “coglioni”, fra ignorantoni di pallone, usare questi paragoni ha + effetto. Le televendite primi anni ’90 del Baffo trasmesse dalle emittenti lombarde. Assolati e torridi pomeriggi d’estate passati incollato alle tele ad ascoltare/osservare incantato quel continuo ansimare quasi fino al coccolone, all’arresto cardiaco, quasi all’orgasmo del grande Roberto Da Crema.. la sua fronte abbronzata grondate di sudore (idem i baffoni neri), quell’urlare a squarcia gola, sbattere con violenza le mani su tavoli e prodotti in vendita, dimenarsi senza tregua in camicie strapezzate, quel DARE TUTTO con convinzione per raggiungere il fine.
Stagione 2010-11 vogliamo vedere DARE TUTTO DA TUTTI come Roberto Da Crema nelle sue televendite. Noi vogliamo questo!
DARE TUTTO SENZA SE E SENZA MA, SENZA RISPARMIARSI MAI, per PROVARE A SALVARE DI NUOVO LA SQUADRA DI CALCIO DEL NOSTRO PAESE, LA NOSTRA SQUADRA DEL CUORE.
“ FIDUCIOSI SI, MA DISINLUSI PER SCELTA ED ESPERIENZE VISSUTE. Perché dopo le cocenti delusioni di questi ultimi 2 anni (tralasciando quelle dell’ultimo decennio).. prima di SBATTERSI OLTRE LA MISURA per un ideale, per una fede, sempre con il cuore enfio di passione, con l’impegno, l’assiduità, l’entusiasmo, la pazienza sempre dimostrati vogliamo risposte e fatti sul campo ”.

ULTRAS FIORENZUOLA 1990

SUPPORT YOUR LOCAL FOOTBALL TEAM
ultrasfiorenzuola@libero.it

“ ANCHE SE SIAMO IN 4
NON CE NE FREGA UN CAZZO!
E FORZA FIORENZUOLA
ALE’ ALE’ ALE’! “

venerdì 27 agosto 2010

La Fabbrica Valdardese di pezze, drappi e striscioni

Un polveroso e buio scantinato in una nota zona della città.. è qui che nascone pezze rossonere e drappi per due-aste, striscioni, ecc.
Tintura o meglio smalto per balconi, pennelli, nastro adesivo e tanto estro...


martedì 24 agosto 2010

LA CATERVA AURINEGRA Peñarol

LA CATERVA AURINEGRA: la Barra Brava più numerosa, più famosa e più temuta dell'Uruguay al seguito de los carboneros del Club Atlético Peñarol.
La Caterva (la moltitudine incontrollata) è nata agli inizi degli anni '70 ed è suddivisa in più bande. "La Banda de los Feos" e "La 14" le più importanti.
Il tifo organizzato giallonero del club di Montevideo, quello della curva Amsterdam dello stadio Centenario (76.000 posti) è stato il primo a introdurre stendardi verticali ad aste ed a portare in curva ombrelli per dare colore.
Il luogo di ritrovo è "el Ombú" il passaggio da percorrere quando si esce dallo stadio.
Accessissimo il derby con il Nacional de Montevideo, la rivalità con La Banda del Parque e le sfide con le altre compagini Sudamericane (River Plate, Boca Junior, ecc.)

UN PO' DI PIEMONTE IN URUGUAY
Il CLUB ATLÉTICO PEÑAROL, noto come Peñarol, è una società calcistica di Montevideo, in Uruguay.
Fu fondata il 28 settembre 1891 col nome di Central Uruguay Railway Cricket Club (CURCC), che mantenne fino al 13 dicembre 1913, quando cambiò denominazione in Club Atlético Peñarol (dalla città italiana di Pinerolo), anche perché tra i soci fondatori alcuni erano di origine piemontese. Lo stesso nome, "Peñarol" ricalca quello di un quartiere di Montevideo, sorto attorno ai possedimenti di Giovan Battista Crosa, pinerolese e maestro della corale che nel 1770 venne chiamato in Uruguay, e li' fece fortuna.
I colori sociali, il giallo e il nero, sono ispirati alla colorazione dei segnali e delle barriere ferroviarie.
Nelle sue file militarono campioni come Alcides Ghiggia, Juan Alberto Schiaffino, Julio César Abbadie, Rodolfo Sansone, Obdulio Varela, Roque Máspoli, Luis Cubilla e Ladislao Mazurkiewicz.
Nel suo palmares si contano 45 campionati uruguaiani, di cui 5 vinti come CURCC, 5 Coppe Libertadores e 3 Coppe Intercontinentali, titoli che rendono il Peñarol la più titolata squadra uruguaiana. Il club è stato incoronato miglior del XX secolo in Sudamerica dall'IFFHS, istituto riconosciuto dalla FIFA, il 17 settembre 2009.
È tra le cinque squadre al mondo che siano riuscite a centrare in due occasioni, nel 1961 e nel 1982, il Treble composto dai 3 titoli di campione del proprio paese, del continente e del mondo. Ci sono riuscite anche, il classico rivale, Nacional Montevideo (1971 e 1980), Ajax (1972 e 1995), Boca Juniors (2000 e 2003), Manchester United (1999 e 2008). Nell'agosto 2007 è stato invitato in Italia dal Torino per disputare il Trofeo del Centenario, partita celebrativa dei festeggiamenti per i primi cento anni della società granata. Approfittando della trasferta, la squadra ha fatto visita a Pinerolo, dove è stata ricevuta in Comune dal sindaco.


sabato 21 agosto 2010

Quartieri di Fiorenzuola

Ogni Quartiere ha il suo simbolo, la sua bandiera che sventola alta su case, piazze, vie e persone.
Le bandiere realizzate dall'artista fiorenzuolano Norberto Civardi.



LA GERASSA Leone bianco che ruggisce in campo rosso per il rione storico di Fiorenzuola d'Arda. Gente sanguigna.
Il nome del quartiere in vernacolo deriva da ghiaia si trova dove un tempo sorgeva il grande deposito di ghiaia della città nato dallo sbancamento per i lavori di costruzione dell'antico palazzo Lucca in Corso Garibaldi.
Piazza Casalino, e Piazzale Cavour "la vecchia piazza del mercato" a lato della via Emilia sono i punti focali del quartiere.
I Gerassari sono considerati gli ultimi veri "Fiorenzuolani doc". Festa nella prima settimana di settembre.


IL PIAZZONE con il suo Gallo è un antico rione del centro storico di Fiorenzuola che si sviluppa con le sue besse case attorno al ex Convento San Giovanni (attuale sede del Comune) e la omonima piazza San Giovanni (da qui il nome Piazzone).
I colori di questo quartiere sono il giallo e il nero.


IL MONUMENTO piazza Caduti con i suoi giardini e il monumento ai Caduti, il passeggio in viale Cairoli e via Calestani. Elegante quartiere del centro storico di Fiorenzuola rivolto verso Parma e la stazione ferroviaria. Il Colore è l'azzurro.

POSTA CAVALLI quartiere al di là del ponte sull'Arda direzione Piacenza, lungo la via Emilia, con via San Protaso, il vecchio Albergo del Sole, dove una volta vi era la fermata della Posta Cavalli.

PRATI ROSILII il primo quartiere residenziale a Sud città dove anni e anni fa si narra vi fossero campi pieni di piante di rosa. Per arrivarci dal centro bisogna percorrere Viale Illica o viale Galilei. Piazzale Darwin è il cuore. Festa il Primo Maggio. Il simbolo è un aquila che afferrà in vola una rosa. Colori: Verde e bianco.

SAN ROCCO quell'agglomerato di case in fondo alla città posto fra il torrente Arda, il canalone (che oggi non c'è più) e l'analoga via. Il simbolo è il Cane di San Rocco.

MOLINETTO il quartiere più a Sud della città, dove una volta vi sorgeva l'antico Mulino. I tempi sono passati e sono spuntati i primi palazzoni. Festa a giugno.

CAPPUCCINI dove una volta vi era un convento di Cappuccini c'è un quartiere residenziale di recente realizzazione fra la Via Emilia e la zona Artigianale San Lazzaro, in direzione Parma.

TORCHINA per arrivarci dal centro della città devi prendere la Castellana (viale Illica) e percorrerla fino ai primi campi coltivati. La festa degli Aquiloni è la festa di questo quartiere nuovo.

mercoledì 18 agosto 2010

IL CAPITANO

MARCO ORRU' nato a Piacenza nel 1985, alla nona stagione al Fiorenzuola dove fino ad ora ha collezionato 191 presenza in campionato con 13 gol.

Il centrocampista rossonero ha deciso di rinnovare il lungo matrimonio che lo lega al Fiorenzuola, in odore di ripescaggio.

Non me la sono sentita di lasciare dopo una retrocessione – ha detto Marco Orrù a Cronaca – ho un debito morale nei confronti dei tifosi che sento di dover ripagare con una stagione positiva. Lo devo a quei ragazzi che ci hanno sempre seguito e sostenuto, anche quando le cose si sono messe male. Se mai lascerò il Fiorenzuola, voglio farlo da vincente”.

Marco Orrù (luglio 2010)

ORRU' Marco
29/03/1985 Piacenza
Centrocampista (mediano)
2002/03 FIORENZUOLA D 4 -
2003/04 FIORENZUOLA D 25 -
2004/05 FIORENZUOLA D 22 - r
2005/06 FIORENZUOLA ecc 24 4
2006/07 FIORENZUOLA ecc 32 2
2007/08 FIORENZUOLA ecc 32 4 p
2008/09 FIORENZUOLA D 23 1
2009/10 FIORENZUOLA D 29 2 r
2010/11 FIORENZUOLA D

..i fiorenzuolani Andrea Armani e Luca Rosi sono assieme ad Orrù gli altri VETERANI ROSSONERI della stagione 2010/11. La settima in rossonero per il primo, la sesta per il secondo.

domenica 15 agosto 2010

MOVIMENTO CASUAL e ULTRAS

Il movimento Casual nasce in Inghilterra alla fine degli anni '70 ad opera dei tifosi (hooligans) del Liverpool.
Questo fenomeno giovanile sorge privo di connotazioni politiche, tendenze musicali e legami con le culture giovanili già diffuse. Nasce e si diffonde negli ambienti del tifo organizzato e delle curve britanniche.
Il Casualismo è fin dagli inizi una cultura basata sull'estetica. Piccoli gruppi di giovani si aggirano nei pressi degli stadi contraddistinti da un abbigliamento che non richiama culture giovanili o gruppi politici. Un abbigliamento senza distintivi, senza materiale della squadra o del gruppo di appartenenza, dunque un abbigliamento e uno stile che potremmo definire casuale (Casual). Grazie a ciò riescono a sviare i controlli delle forze dell'ordine raggiungendo il loro obbiettivo: il contatto fisico con i tifosi rivali (Firms, Crews, Mob, Lads, Hools).
Dagli anni '80 in poi i Casuals iniziano il culto delle marche di abbigliamento e il fenomeno sbarca prima in Scozia (i primi furono i fans dell'Aberdeen) e poi nel resto dell'Europa. I primi Casual vestono abiti griffati: Lacoste, Burberry, Levi's, Lois, Slazenger; articoli delle marche italiane: Fila, Sergio Tacchini, Ellesse, Benetton, Diadora, Kappa, Puma.
In seguito: giubbotti Stone Island e Barbour, polo e cappellini: Ralph Lauren, Fred Perry, Hugo Boss, Henry Lloyd; maglioni: CP Company e poi: Paul Smith, Prada, Ben Sherman, Armani, Aquascutum, Umbro, Paul & Shark, Hackett, Only White Shoes, Mc Kenzie, North Face, Fjallraven, Bench.

...NEL DETTAGLIO
Il movimento casual prende piede in Inghilterra a partire dalla fine degli anni ’70. Fino a quel momento le gradinate erano "dominate" da schiere di giovani skinheads, che si portavano dietro una pessima fama dovuta soprattutto alle continue aggressioni verso gli immigrati pakistani; ed il look tutt’altro che sobrio di questi ragazzi faceva si che venissero presi particolarmente di mira dalla polizia (in alcuni stadi si arrivò addirittura a sequestrare i lacci degli anfibi). Lo stile casual partì per la prima volta dai ragazzi del Liverpool, che in quegli anni erano soliti girare per l’Europa a scrocco ed imboscarsi senza pagare il biglietto in tutti gli stadi in cui giocavano i Reds: ecco che abbandonarono il look aggressivo degli skins o dei boot boys per farsi crescere i capelli e cominciare ad indossare capi firmati come le tute Fila, Ellesse o Sergio Tacchini; polo Lacoste o Ralph Lauren, maglioncini a rombi Pringle e scarpe Adidas (nei primi anni andavano molto forte le "Gazzelle", poi esplosero le "Stan Smith"). Oltre al look da skinheads, venne completamente eliminato qualsiasi riferimento alla squadra del cuore (sciarpe, cappellini, spillette, ecc). Lo scopo era attirare il meno possibile le attenzioni degli Old Bill e riuscire così a muoversi con una certa agilità e senza dare nell’occhio. Il look scintillante dei ragazzi di Liverpool (quasi subito ripreso anche dai concittadini dell’Everton) lasciò di stucco l’intero paese, ed a distanza di pochissimo tempo venne addottato anche dalle "Mob" londinesi (Chelsea e West Ham in primis, mentre faticò un po’ ad attecchire a Millwall e Totthenam) e da tutto il resto del paese (negli anni ’80 una delle Firms più famose fu la 6.57 Crew del Portsmouth, non certo un club di primo piano o appartenente ad una grande città!). All’inizio degli anni ’80 sciami di ragazzi sfrontati ed eleganti giravano su e giù per il paese, evitando i treni "special football" e muovendosi con normali treni intercity o con la metropolitana (soprattutto per chi andava in trasferta a Londra). Molte "Firms" cominciarono a cambiare nome proprio in base alle marche utilizzate per vestirsi (ad esempio, "Pringle Boys" Chelsea) ed il look divenne un elemento importante delle gradinate, quasi come l’attitudine allo scontro: una "firm" poteva essere formata interamente da picchiatori, ma se questi non avevano il look giusto ed al passo con i tempi venivano comunemente considerati merda! I vecchi hooligans, rimasti fedeli al vecchio look fatto di magliette da rugby con i colori sociali e corpi pieni di tatuaggi, ridevano dello stile casuals, ma (come scritto anche da Cass Pennant nel suo libro "Congratulazioni….!" In cui narra le gesta dell’ICF del West Ham) diventavano improvvisamente rispettosi quando notavano con quale velocità i casuals in Lacoste e maglioncino a rombi estraessero la lama ed affettassero. La polizia ci capì sempre meno, ed i controlli negli stadi si fecero sempre più asfissianti; questo richiese ai ragazzi un nuovo salto di qualità organizzativo: l’abitudine di prendere le gradinate dei tifosi avversari mischiandosi a loro per poi colpirli e cacciarli dal territorio ("Take the end", abitudine molto diffusa negli anni ’70) sparì e le azioni si spostarono all’esterno degli stadi. Gli assalti ai pub delle firms rivali divennero un’abitudine non solo al sabato pomeriggio ma pure durante la settimana. Le firms più toste ed agguerrite abbandonarono pure le gradinate, trasferendosi nei posti a sedere e mescolandosi in trasferta nelle tribune in mezzo ai tifosi di casa. Di fatto, i casuals erano semplicemente incontrollabili ed imprendibili! Le cose cominciarono a cambiare con la tragedia dell’Heysel prima e di Hillsborough (1989) poi: il governo decise che era ora di dare un taglio agli hooligans, e la polizia britannica iniziò una serie di operazioni sotto copertura per individuare ed arrestare i capi delle firms più in vista: nel 1986 l’operazione "Own Goal" portò all’arresto di Steve Hickmott "Hickey" e di altri sette membri dei "Chelsea Headhunters"; due anni più tardi la polizia con un’operazione congiunta in tutto il paese mise letteralmente in ginocchio il movimento hooligans, arrestando membri di spicco di Londra, Manchester, Birmingham, Liverpool, Leeds. Quasi tutte le operazioni sotto copertura finirono poi col saltare, visto che metà delle prove e degli indizi raccolti non corrispondevano a realtà, ma tutto ciò fece comunque capire a molti che il divertimento era finito. L’avvento della scena Rave e di droghe sintetiche come l’extasy fecero il resto, con molti ragazzi che si spostarono nel magico mondo dei rave-party o che addirittura misero in piedi un nuovo business sia come organizzatori che come buttafuori. Negli anni ’90 poi il calcio britannico si rifece il look con l’introduzione di posti a sedere in tutti gli stadi e l’aumento dei prezzi dei biglietti che di fatto tagliò fuori la working-class e trasformò il calcio britannico in un divertimento per tifosotti idioti con in mano il programma, i pop corn ed addosso la maglietta replica della squadra. Ormai sembrava tutto finito, ma non è così: i nuovi casuals non fanno altro che adattarsi al nuovo calcio, e se negli anni ’80 avevano dalla loro la massa, negli anni ’90 il testimone passa ad una minoranza abituata a muoversi in gruppetti, decisamente più organizzati e pericolosi. Cambia il look e nelle firms cominciano a farsi largo capi d’abbigliamento come Burberry, Aquascutum, Paul & Shark, CP Company ma soprattutto Stone Island, che diventa di fatto la nuova divisa ufficiale delle gradinate. I controlli di polizia portano alla necessità di avere un tipo di violenza più rapido ed efficace possibili, e si assiste così ad una paurosa diffusione delle armi da taglio e di bombolette di gas CS. I tifosi che negli anni ’80 prendevano il treno di linea evitando lo "special football" cambiano nuovamente abitudini raggiungendo la città di destinazione ognuno per conto proprio, dandosi li appuntamento per poi marciare verso lo stadio tutti insieme. E quando l’Inghilterra crede di aver chiuso definitivamente i conti con l’hooliganismo, ecco che questo esplode nuovamente nel periodo 1997-98 quando i tifosi al seguito della Nazionale si rendono protagonisti prima a Roma poi a Marsiglia in occasione dei mondiali. Una nuova inchiesta porterà un giornalista della BBC ad infiltrarsi per qualche mese fra i Chelsea Headhunters, facendo arrestare i due capi della banda, Andy Frain e Jason Marriner; e portando di fatto alla ribalta un mondo hooligans che ha saputo rifarsi il look e ricostruirsi una credibilità mica da ridere. Capi come i famosi cappellini Burberry ed Aquascutum diventano un culto fra tutte le "bande" giovanili del paese (come ad esempio i Chavs) ed alcuni locali arrivano addirittura a proibire l’ingresso a clienti vestiti con delle ben precise marche d’abbigliamento. Ed ecco che si cambia di nuovo: nel nuovo millennio i casuals vestono Armani, Von Dutch, Prada Sport, riscoprono Lacoste e Sergio Tacchini… e lo stile casual si diffonde in tutta Europa, compresi quei paesi (vedi l’Italia) che per tradizione hanno un altro modo di tifare. Passano gli anni, ma i ragazzi rimangono imprendibili!


MOB, FIRMS e LADS: Le tifoserie hooligan in Inghilterra vengono indicate genericamente con il nome di "Mob" "Firm" o "Crew". Il termine "Mob" indica una tifoseria nel suo insieme (ad esempio "La Mob del Millwall"), mentre con Firm o Crew si indica un gruppo più ristretto di persone in genere provenienti dallo stesso quartiere (ad esempio "La Crew di Battersea" o "la Inter City Firm del West Ham). Col termine "Lad" invece sono indicati i singoli ultras ("Un lad cel Manchester City che conosco…."). I normali tifosi vengono chiamati "Scarvers", ovvero "sciarpisti", il corrispondente dei nostri "Sbandieratori". In Inghilterra infatti, contrariamente a qua, gli hooligans non indossano capi d’abbigliamento della squadra che sono lasciati ai tifosi normali. Ultimamente in questo senso si sono fatte delle eccezioni come ad esempio in occasione dei mondiali in Germania quando molti Lads hanno passato i controlli vestendosi col più classico look da Scarvers: maglia e pantaloncini dell’Inghilterra, viso dipinto!

ANARCHY IN THE PREMIER LEAGUE: Negli anni ’70 ed ’80 le Firms inglesi più rispettate erano senza ombra di dubbio gli Headhunters del Chelsea, l’Intercity Firm del West Ham (unanimemente considerati I numeri 1 d’Inghilterra) I Teatrement del Millwall, la 6.57 Crew del Portsmouth, i Cool Cats del Manchester City, la Mob dell’Everton, la Leeds Service Crew e gli Zulu Warriors del Birmingham. I tifosi del Liverpool non erano considerati bravi a scontrarsi come lo erano a rubare. I nomi delle firms derivavano spesso e volentieri dall’abitudine di prendere sempre lo stesso treno per spostarsi (vedi ad esempio "Intercity Firm" o la 6.57 Crew che prendeva il nome dall’orario in cui erano soliti prendere il treno!). Al contrario di quanto accade in Italia, la stragrande maggioranza delle Firms non ha l’abitudine di rappresentare il proprio nome su striscioni, e le pezze che spesso si vedono attaccate in occasioni di partite della Nazionale inglese rappresentano più facilmente gruppi di semplici tifosi. In seguito alle operazioni di polizia ed all’avvento della scena rave, mutò anche il panorama delle tifoserie, ed emersero nuovi gruppi prima sconosciuti come la Baby Squad del Leicester, la BBC Crew dello Sheffield United o la Villa Youth Firm dell’Aston Villa. Negli anni ’90 i Chelsea Headhunters erano di fatto considerati la Firm numero 1 di tutto il paese assieme ai Bushwackers del Millwall (i ragazzi più giovani che avevano preso il posto dei Teatrement).

venerdì 13 agosto 2010

TIFO, CURVA, e LIBRI

Libri, pubblicazioni, reportage sul fenomeno del tifo organizzato nelle curve degli stadi.


VITA DA ULTRA'
di Fabio Bruno, dicembre 1992, 176 pagine

RAGAZZI DI STADIO
di Daniele Segre, 1979

PRIMO NEMICO
di Cosimo Villari

GLI ULTIMI GUERRIERI

I FURIOSI DELLA DOMENICA. VIAGGIO AL CENTRO. DELLA VIOLENZA ULTRÀ
di B. Buford e Longanesi, Milano, 1991


FANATICS. VOCI, DOCUMENTI E MATERIALI DEL MOVIMENTO ULTRÀ
di D. Colombo, D. De Luca e Castelvecchi, Roma, 1996

LA TRIBÙ DEL CALCIO
di Q. Morris, Mondadori, Milano, 1982

IO ULTRAS, PADRONE DEL PALLONE
di Andrea Arena, Stampa Alternativa, 2001

DOVE SONO GLI ULTRÀ?
di Stefano Pozzoni, Milano 2006

CANI SCIOLTI
di Domenico Mungo

I FURIOSI
di Nanni Balestrieri, 1993



TRANQUILLI: OGGI NON VI PICCHIAMO
di Gabriele Viganò, Stampa alternativa, 1997

GABRIELE SANDRI
di Maurizio Martucci

ULTRAS, IDENTITA`, POLITICA E VIOLENZA NEL TIFO SPORTIVO
di Maurizio Stefanini

ULTIMO STADIO, VIAGGIO TRA I TIFOSI D`ITALIA
di Michele Monina

FOLLA, FOLLIA, TUMULTI
di D'Ambrosi, Barresi

SIAMO DURI COME ARTIGLI
di Luca Aleandri (a cura dell'Assessorato allo Sport e dell'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma)

HOOLIFAN, 30 YEARS OF HURT
Martin King and Martin Knight, Mainstream Sport, 1999

YOU'LL NEVER WALK ALONE, IL MITO DEL TIFO INGLESE
di Rocco De Biasi, ShaKe Edizioni, Milano, 1998

C'ERA UNA VOLTA AL FERRARIS...
(Genoa)

FOSSA DEI GRIFONI, IL VENTO DELLA NORD
Edito da Mengotti alla metà degli anni ottanta, (Genoa)


DALLA FIESOLE CON TUTTO IL CUORE
Edizioni ANMA & San Marco Sport Events, (Fiorentina), Dicembre 1999

FREAK BROTHERS TERNANA, 20 ANNI STUPEFACENTI
(Ternana)

SUD LA CURVA MAGICA
(Roma)

CUCS, COMMANDO ULTRÀ CURVA SUD
di Autori Vari, Multi Media, (Roma), 1988

IL GRUPPO, GLI ULTRAS JUVENTINI RACCONTANO LA LORO VERA STORIA
di Seve e Claudio, autoprodotto, marzo 1999, (Juventus)

I GUERRIERI DI VERONA
di Silvio Cametti, (Hellas Verona), Sport Communication S.r.l., maggio 1997

BRIGATE NEROAZZURRE ATALANTA, VENT'ANNI DI STORIA
(Atalanta)

ATALANTA FOLLE AMORE
(Atalanta)


GRADINATA SUD
di Roberto Martinelli, (Sampdoria)

IRRIDUCIBILI LAZIO
(Lazio)

NELLA FOSSA DEI LEONI
(Milan)

VITA DA ULTRÀ, VIGILANTES VICENZA
(Vicenza)

SIAMO PISANI, BATTETECI LE MANI
di M. Catastini, M. Grava, Mariposa Editrice S.r.l. (Pisa)

ULTRAS SPEZIA 1974/2000, LA NOSTRA VITA
(Spezia)

martedì 10 agosto 2010

NON C'HANNO I SOLDI... E C'E' CHI NON HA TIFOSI

E quelli di Fiorenzuola non c'hanno i soldi..
e quelli di Fiorenzuola sono degli straccioni..
e Pinalli non c'ha i soldi e quei pochi che c'ha non li spende..
e quelli di Fiorenzuola sono dei pioccioni..
e quelli di Fiorenzuola ma dove vogliono andare..?

RRR e cantilena ...RRR e cantilena
bla bla bla blaaa..
RRR e cantilena ...RRR e cantilena
TANTI bla bla bla blaaa e RRR e cantilena
dopo Alseno, dove SONO TUTTI ASINI CHE VOLANO


Rumors..?

E ADESSO CHE CI HANNO RIPESCATI PER DAVVERO E LA SQUADRA PER FARE LA SERIE D A FIORENZUOLA C'E'
COME LA METTIAMO?!?!
DEDICATEVI AL BASKET CHE VI DA + SODDISFAZIONI
DERBY RIMANDATO ALMENO DI UN ALTRO ANNO


VAFFANCULO! STRONS!

Dal loro sito, giugno 2010:
L'ipocrisia.. l'esternazione di una grandezza che non c'è, che non è mai esistita, davvero non ha limiti dopo Alseno.

Estate 2006 la spararono veramente molto grossa (per poi retrocedere mestamente al termine della stagione)... LEGGI!:

AC FIDENZA Calcio 1922
Campagna acquisti importante grazie ai grandi club
FIDENZA - La C2 in tre anni.
Ha preso il via sabato con questo nuovo obiettivo la stagione del neopromosso Fidenza. Una volta raggiunta l'Interregionale il presidente Parizzi vuole rinverdire i fasti del club borghigiano, come dimostra la campagna acquisti portata avanti. PrelevatI giovani interessanti da Parma, Piacenza e Sassuolo oltre a dei giocatori importanti provenienti dalla C come Damonte, Russo e Mandelli che dovrebbero consentire il salto di qualità
LA ROSA
PORTIERI: Andrea Rizzolini, Francesco Rizzolini. DIFENSORI: Enrico Bellesia, Paolo Bertoncini, Maurizio Damonte, Alessandro De Lazzari, Marco Ferrari, Alberto Mantelli, Fabio Mora, Luca Valsuani. CENTROCAMPISTI: Arnaldo Franzini, Matteo Gagliardi, Paolo Mazzacani, Niccolò Morsia, Andrea Pettarelli, Roberto Russo. ATTACCANTI: Jovica Aleksic, Lorenzo Cantini, Roberto Manfredi, Matteo Rastelli.
ALLENATORE: Gianluca Baratta.

domenica 8 agosto 2010

BIGLIETTI STADIO Serie D girone B 2009-10

Il girone B quello delle compagini lombarde. Noi emiliani abbiamo valicato il Po per percorrere in lungo e in largo buona parte della Lombardia per un anno calcistico intero.
Tanti ricordi e tanti aneddotti anche qui. Ora tutti riposti nel nostro cassetto della memoria comune assiemi a questi pezzetti di carta.


Biglietto stadio di Broni (PV), OLTREPO SBC-Fiorenzuola 1-5, 2009/10

Biglietto settore ospiti stadio di Cologno sul Serio (BG), COLOGNESE-Fiorenzuola 1-5, 2009/10

Biglietto settore ospiti stadio di Darfo Boario (BS), DARFO-Fiorenzuola 0-0, 2009/10

Biglietto settore ospiti stadio di Pizzighettone (CR), PIZZIGHETTONE-Fiorenzuola 2-2, 2009/10

Biglietto stadio XXV Aprile di Carate Brianza, CARATESE-Fiorenzuola 1-1, 2009/10

Biglietto settore ospiti stadio di Terno d'Isola (BS), PONTE SAN PIETRO ISOLA-Fiorenzuola 1-1, 2009/10

Biglietto stadio di Voghera (PV), VOGHERA-Fiorenzuola 1-1, 2009/10