martedì 21 febbraio 2017

quegli assurdi ottavi di finale e i 50 anni di "Codino"

Aspettando il City, avanti Tottenam, Manchester United e Arsenal. Il sogno del Sutton e degli altri club dilettantistici anglosassoni si è interrotto. La FA Cup sta per incoronare le semifinaliste. Seguire di striscio questa competizione estera mi solletica i miei ricordi più belli del mio Fiorenzuola...

gli "assurdi" Ottavi di finale di coppa Italia raggiunti dall'US FIORENZUOLA CALCIO 1922 (annata 1995-96) con la vittoria contro il TORINO.


Rivedere quelle immagini di Raiuno con la gente di Fiorenzuola ammassata su tre file alla recinzione del Comunale mette tanta malinconia.

Era il Fiorenzuola sulla bocca di tutti gli italiani, reduce dalla scottata dello spareggio di Bologna. Un Fiorenzuola che non aveva ceduto i suoi pezzi da novanta perché voleva tentare di ripetersi. I Rossoneri giocavano a memoria, un gran calcio. Avevamo attaccanti che sapevano fare male, vivevano per il gol. Quello più rappresentativo aveva realizzato 22 gol l'annata precedente. Lo volevano in serie B ma Antonio Villa non volle lasciarlo andare via. Era stato pescato dal fallimento Mantova (dopo il fallimento Arezzo). I capelli riccioluti li portava lunghi alla Roberto Baggio. Cresciuti entrambi nel settore giovanile del Lanerossi Vicenza. Un solo anno di differenza. 20 chilometri separano San Vito di Leguzzano a Caldogno. Siamo nella provincia di Vicenza.
Tutto è in simbiosi. Come il "Codino": le prime esperienze al Vicenza (esordio in serie B con Burgnich) poi il passaggio alla Fiorentina ma alla Primavera decisivo per la vittoria del Torneo di Viareggio.
"Codino" ha compiuto 50 anni la scorsa settimana. Quando dai quotidiani e dalla tv ho sentito della notizia la mente è andata a quel Baggio più offensivo che vestiva la maglia del Fiorenzuola più forte di tutti i tempi.



Roberto Baggio il fuoriclasse, il campione fragile e imperfetto. Con quel magico gol alla Nigeria avrebbe tenuto in vita negli ottavi dei mondiali di Usa 94 e guidando gli azzurri di Arrigo Sacchi da leader fino alla finale, poi persa ai rigori con il Brasile (e con errore proprio di Baggio) nella finale di Pasadena.

Claudio Clementi il bomber di razza che a Fiorenzuola perse la serie B dagli undici metri.
Dopo l'exploit di Coppa nella stagione 1995-96 realizzò solo 8 reti. Ma forse la testa del bomber vicentino era già alla stagione successiva alla serie A con la maglia dell'Udinese.

Per la cronaca anche "Codino" ha calcato il terreno del nostro stadio Comunale. Era il 19 agosto del 1997, Memorial Eugenio Villa. Un triangolare di prestigio assieme a Bologna e Cremonese, per il Fiorenzuola di Cavasin che militava ancora in C1.
Quel FIORENZUOLA-BOLOGNA da 45' terminò in parità con le reti di Roberto Baggio e di Luca Toni per i Rossoneri. I due poi, si ritrovarono compagni di squadra anni dopo nel Brescia di Carletto Mazzone e Pep Guardiola.

erano altri tempi in quegli anni a Fiorenzuola...


lunedì 20 febbraio 2017

FIORENZUOLA-Delta Rovigo 0-1

ALESSANDRO VAGGE protagonista di giornata
A un certo punto del match (fino al bel gol di De Anna, anzi fino al cambio di Contini) ho sognato di rivivere l'euro-gol del fiorenzuolano Mazzoni al Delta Rovigo di due anni fa e tornare finalmente alla vittoria poi sono tornato alla nuda e cruda realtà. Buona la prova dei Rossoneri che sono stati più forti delle assenze e dello Psycho di turno in maglia fuorescente per buona parte della gara, ma non è bastato. Troppo timido, sterile e inconcludente questo Fiorenzuola negli ultimi metri. C'è mister Ciceri in gradinata con gli altri squalificati. Al posto dell'ex capitano siede in panchina l'allenatore dei portieri Tonioli. Meno gente del solito in gradinata e ti capisco: si soffre, si soffre troppo da molto tempo. E perdere non piace a nessuno. Ma il campionato va e non aspetta, contro Rovigo bisogna farsi forza e fare punti. Fiorenzuola decimato dalle assenze che parte contratto ma ritrova l’Alessandro Vagge salvatore di inizio stagione. Il portiere bresciano ha tenuto in partita la squadra con quei due interventi a dir poco strepitosi di inizio gara. Scampato il pericolo riusciamo a non correre più rischi tenendo bene il campo con la porta dell'ex Piacenza Boccanera che però rimane sempre troppo distante per gli attaccanti valdardesi. Si va al riposo sullo zero a zero e quattro ammonizioni per i nostri ma con l'asticella del numero dei falli commessi che pende dalla parte degli avversari. Ma come può essere? Ripresa senza cambi. Il Rovigo fatica a fare gioco e il Fiorenzuola crea qualcosa di buono e interessante con un Ettore Guglieri che fa tutto e di più: il regista, il tornante e l'attaccante. In quella posizione lo avevo ammirato da avversario ai tempi del Crociati Noceto di Torresani in Eccellenza. Imprendibile. Come era imprendibile ai tempi della Vogherese sulla corsia mancina. L’occasione più ghiotta, capita sulla testa proprio del mancino della Val Nure su traversone millimetrico di Bouhali. Boccanera deve superarsi per evitare il gol e sulla ribattuto non c'è nessuno rossonero appostato. Ribaltamento di fronte con Vagge che si immola salvando ancora su Zubin (vecchia conoscenza dei tempi della serie C) per poi capitolare pochi minuti dopo su azione di contropiede veneta finalizzata splendidamente dal classe 1998 Marco De Anna. La reazione del Fiorenzuola al vantaggio ospite c'è ma è sterile negli ultimi metri di campo. Male e molli: Napoli, Lari e Storchi. Bene: Koliatko, Contini, Messina e Reggiani. Guglieri, Bouhali e Vagge i migliori. Tanta generosità e tanto cuore non bastano. Al Comunale a far festa sono ancora gli avversari. Ma poi metti che avessimo segnato il gol del pari  sarebbe stato fin troppo amara la cosa alla fine. E’ un peccato perché l’impressione che questa serie D era alla portata fa rattristare ancora di più. Meno male che poi la sera, almeno il Milan mi ha fatto gioire con due gol e ha portato a casa una vittoria vitale. Come a Lentigione i Rossoneri hanno saputo tener testa a una squadra di alta classifica senza però raccogliere nulla, e dunque resta una magrissima consolazione. Ripensando, era meglio quando si vinceva e si giocava così così. Va anche detto che il calendario ci ha riservata un cammino davvero avverso con le sfide contro squadre più forte tutte ravvicinate in questo inizio di girone di ritorno. I 45 punti di tranquillità sono lontanissimi ma non bisogna mollare. Ora arrivano partite più abbordabili dove è proibito sbagliare. Si riparte subito con due trasferte consecutive: Castelvetro Modenese e San Giovanni all’Arno dove contano solo i punti (e i gol).


fra i migliori in campo
FIORENZUOLA-DELTA ROVIGO 0-1
Fiorenzuola: Vagge, Contini (63’ Delporto), Koliatko, Bouhali, Reggiani, Messina, Storchi, Pessagno (66’ Buffagni), Napoli, Lari (71’ Lombardi), Guglieri. A disposizione: Ballerini, Vago, Veneziani, Botchway. All.: Ciceri.
Delta Rovigo: Boccanera, Castaldo, Fabbri, Sentinelli, Capogrosso, Tarantino, Gattoni (53’ Soro), Nichele, Zubin (78’ Ferrari), De Anna (66’ Miotto), Ilari. A disposizione: Careri, Mboup, Potenziani, Fortunato, Oliveira, Alessandro. All.: Parlato.
Arbitro: Rosami di Carrara (Colasanti – Varrà)
Reti: 60’ De Anna
Ammoniti: Koliatko (F), Bouhali (F), Storchi (F), Napoli (F), Miotto (R)



sabato 18 febbraio 2017

IL SOGNO CONTINUA

Competizioni e sfide improbabili che ci riportano alla mente i nostri gloriosi e magici precedenti di Coppa Italia anni 90' :



Sutton United, il quartiere alla conquista della capitale

Il countdown è ufficialmente cominciato. Tra poco, in uno stadio semi sconosciuto poco fuori Londra, andrà di scena il tanto atteso match tra i pluricampioni dell’Arsenal e dilettanti del Sutton United. Un Davide contro Golia dai contorni puramente calcistici.
Dalle parti di Garden Green Lane si sogna in grande. Anzi, le aspettative sono anche maggiori di quanto invece la realtà lasci intendere. Del resto, come non essere fiduciosi dopo aver battuto ed eliminato una squadra del blasone del Leeds United?
Nessuno ci credeva eppure quei ragazzi hanno lottato e combattuto per essere li e vedere realizzato un sogno chiamato Arsenal. Si perché al di là del risultato finale, quella di lunedì sarà una vera e propria festa per lo sport e per il calcio inglese in generale: i tifosi sono già euforici di poter ospitare una delle squadre più blasonate del paese e avere la fortuna di vedere i propri idoli giocarsela (anche se non alla pari) con avversari di quel calibro. Siete davvero convinti che credano nell’impresa? Probabilmente un barlume di speranza nel loro cuore è rimasto ma i primi ad essere consapevoli di ciò che li aspetta sono proprio loro. Sconfitta, pareggio o vittoria, quella di lunedì sera, sarà una festa.
A questo proposito, abbiamo avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere al riguardo anche con Gabriele Giustiniani, una delle principali voci di Fox Sports e rinomato giornalista sportivo. Oltre a ricordarci l’assurdo paragone tra le due squadre, con un occhio di riguardo agli stadi (qui lo spogliatoio che ospiterà l’Arsenal), Gabriele ci ha svelato un aneddoto che probabilmente in pochi conoscono: lunedì infatti sarà un vero e proprio derby dei derby perché i seggiolini dello stadio del Sutton, non sono di colore giallo (ovvero il colore sociale del club) ma bensì blu, e questo tutto grazie al Chelsea che, per avere il permesso di far nascere una scuola calcio proprio all’interno dell’impianto, si è preso la briga di rifare tutti i posti a sedere.
Insomma, i presupposti per un match entusiasmante e ricco d’emozioni ci sono tutte. Noi avremo la fortuna di seguirlo su Fox Sports, canale 204 di Sky, lunedì sera a partire dalle ore 20.00. Segnatevi data e orario sul calendario, di partite così non avrete la fortuna di vederne tante nell’arco della vostra vita.

FONTE: http://www.footballpints.com/2017/02/14/sutton-united-il-quartiere-alla-conquista-della-capitale/



Con un portiere più da birre al pub che da FA cup il Sutton tenterà l'impresa. Wayne Shaw è il portiere XXL da 120 kg dei gialloneri.


We remember :

venerdì 17 febbraio 2017

Radio e Pallone

Un pezzetto di Calcio italiano che va a riporsi nel cassetto. La voce che racconta il gioco del pallone della massima serie italiana. Dalla serie A a 16 squadre a quella di oggi commerciale e spezzettata.

sulle onde di RADIO RAI ci siamo finiti con orgoglio anche noi. Per le sfide del mercoledì dopo cena di Coppa Italia con le grandi. Quel Fiorenzuola-Inter trasmesso anche in diretta tv e quell'altra volta, l'anno prima, nell'autunno del 1994 all'Olimpico di Roma contro i giallorossi di Mazzone e Totti. La sintesi della finale play off di Bologna e i riepiloghi dei risultati della serie C1 in tarda serata. Una domenica di settembre "la trasmissione tutto il calcio minuto per minuto" fu dedicata completamenta alla serie D con interventi dallo stadio di Bolzano dove il Fiorenzuola di Galli era impegnato contro la squadra locale.



Riccardo Cucchi, giornalista e famoso radiocronista sportivo italiano, ha fatto domenica 12 febbraio la sua ultima radiocronaca a Tutto il calcio minuto per minuto, su Radio 1 RAI, prima di andare in pensione. Cucchi ha 65 anni, è romano e laureato in Lettere: lavorava alla RAI dal 1979, dal 1994 era il radiocronista della Nazionale e la “prima voce” di Tutto il calcio minuto per minuto. La sua ultima radiocronaca è stata Inter-Empoli.
Cucchi ha raccontato sei Olimpiadi e quattro Mondiali di calcio, tra cui quello di Germania 2006. Dal 2014 ha smesso di fare il radiocronista della Nazionale, che oggi è Francesco Repice.

Stefano Perini da Mantova entra dura su Muzzi e cerca di contrastare Totti
Cristian Trapella in azione mentre Cappioli calcia il pallone
Lo striscione dedicato ad Agostino Di Bartolomei in curva Sud.

giovedì 16 febbraio 2017

mercoledì 15 febbraio 2017

Gli ergastolani del pallone

gli ultimi impegni contro Colligiana e Lentigione che hanno visto protagonisti in negativo i nostri ragazzi riportano alla mente episodi analoghi del passato.
E' un momento difficile, e quando tutto gira male ci vuole un niente per mandare i nervi a fior di pelle.


Dopo le 5 giornate di squalifica rimediate da Pezzi piovono due giornate per Arati, una per capitan Petrelli mister Ciceri. Sanzioni anche per il dirigente accompagnatore Jonathan Zappieri.
Per assurdo, a Lentigione hanno perso le staffe i calciatori più esperti che perderemo per i prossimi impegni. E ora si fa dura. Veramente dura.
 Che Andrea Ciceri non fosse uno stinco si santo lo sappiamo un po tutti: era vero ardore in campo, con la palla fra i piedi e non. Almeno 2 giornate di squalifica le ha portate a casa anche qualcuno degli avversari (si, perché in questi frangenti si è sempre in due). Sane del Lentigone: "Per avere, al termine della gara, tenuto comportamento provocatorio all'indirizzo dei tesserati della squadra avversaria. Venuto a contatto con questi, simulava cadendo a terra." si legge dal referto.

Ma se al tuffo olimpionico di Pandiani con conseguente rigore regalato, se alle provocazioni dei calciatori reggiani avessimo risposto con i gol probabilmente non saremmo qui a temere il peggio per le prossime sfide importanti per cattare su punti in chiave salvezza.

gli infelici precedenti che tornano alla memoria sono : Trento-Fiorenzuola e Fiorenzuola-Casale 0-0 nel 1992, Brescello-Fiorenzuola nel 1998 al Mirabello di Reggio Emilia, Fiorenzuola-Spezia 1-1 nel 1999, Fiorenzuola-Lecco 0-3 dello scorso anno con le tre giornate a Girometta,
e poi andando in dietro davvero tanto quel Fiorenzuola-Forlì che mandò tutto a remengo. Dall'archivio di Davide Solenghi di Piacenza, riportiamo qui sotto vecchi articoli di giornale dove il concittadino Giuseppe Ponti racconta quella domenica maledetta :

Ponti fiorenzuolano doc, gestiva con la famiglia l'antico Albergo Croce Rosa in largo Alberoni, dove oggi c'è il ristorante del Borgo di Elio La Gorga e Giovanni Tomeo.

lunedì 13 febbraio 2017

Lentigione-FIORENZUOLA 1-0


Forse basterebbe metterla dentro. Incentrarsi sull'essenza del calcio: fare gol. Niente di più. Se non la si sbatte dentro tutti i nodi poi vengono al pettine (nervosismo compreso). Senza un finalizzatore e con poca incisività negli ultimi metri non si fa strada. Gli altri segnano e con poco fanno strada, in un girone che sembra davvero modesto quest'anno. Poi c'è l'autolesionismo a fare il resto, di una squadra che non accenna a correggersi, a migliorarsi sul piano della maturità e del carattere.
L'impegno c'è ma l'evidenza di una classifica che piange sottolinea che non basta. Che sarebbe stata una partita infuocata lo si poteva immaginare visti gli animi caldi della gara di andata. Anche a Lentigione, un'altra domenica amara per i colori Rossoneri che fa scendere ancora di più il morale e la voglia di Fiore. All'undici di Zattarin è bastato all'inizio della ripresa un gol di Marijanovic (che per la cronaca doveva vestire la maglia Rossonera a Settembre ma poi arrivò Ceccarelli) per conquistare l'intera posta in palio. Al "Levantini" è arrivata la quarta sconfitta in poco più di un mese. Un solo punto raccolto in cinque gare, un rullino di marcia che fa tornare gli spettri vissuti lo scorso anno. Con altre due espulsioni pesantissime che indeboliranno ancora di più il Fiorenzuola di mister Ciceri tutto sarà ancora più difficile nei prossimi due impegni previsti contro avversarie organizzate che viaggiano in alta classifica.


LENTIGIONE-FIORENZUOLA 1-0
Lentigione: Nava, Traore, Santagiuliana, Roma, Rieti, Galuppo, Molinaro N. (dal 41’ st Ferrari), Sane, Marijanovic (dal 26’ st Bignotti), Pandiani, Rocco. A disposizione: Borges, Vecchi, Candio, Fyda, Ogunleye, Fanti, Miftah. Allenatore: Gianluca Zattarin.
Fiorenzuola: Vagge, Contini (dal 41’ st Storchi), Koliatko (dal 50’ st Reggiani), Petrelli, Pizza, Messina, Napoli (dal 35’ st Lombardi), Arati, Delporto, Lari, Guglieri. A disposizione: Ballerini, Bouhali, Buffagni, Fucarino, Fany, Lombardi. Allenatore: Andrea Ciceri.
Marcatori: 8’ st Marijanovic (L).
Direttore di gara: Sig. Cusanno di Chivasso (T) con Assistenti il Sig. Spinelli di Busto Arsizio (VA) e il Sig. Natalizi Baldi di Monza.
Ammoniti: Sane (L), Contini (F), Pizza (F).
Espulsi: Petrelli (F) al 46’ st, Arati (F) al 46’ st.

mercoledì 8 febbraio 2017

gli antipatici del calcio

problemi seri in vista per mister Andrea Ciceri
Era meglio non riguardare le immagini in tele lunedì sera, della gara contro la Colligiana. Danneggiati letteralmente.

Due gol regolari cancellati incredibilmente. Sconcerto. Una cosa così non ha precedenti nella lunga storia Rossonera. Poi l'espulsione che ci è costata l'uomo in meno con il misero vantaggio di un gol da difendere per tutto il resto del secondo tempo. Ancora occasioni da gol sciupate. Il rammarico di non aver potuto giocare alla pari (in 11 contro 12) fino al termine della gara. Forse ce l'avremmo fatta lo stesso a mettere il quarto pallone dentro, quello regolare, per una vittoria che sarebbe stata di fondamentale importanza dopo il suicidio di Adria.

Ai "culattoni" di Colle val d'Elsa è bastato fare meno del compitino di giornata per evitate una sconfitta che sarebbe costato l'aggancio del Fiorenzuola. Che culo cazzo. Troppo facile per gli altri, sempre troppo difficile per noi. Noi antipatici. Ma forse a questo punto andrebbe proprio detto a qualcuno che il nostro nome non è più un nome da tempo, gli anni gloriosi ai vertici del professionismo italiano quando davamo su al Novara, alla Spal e all'Empoli sono lontani dei lustri. Lo stadio è da grande ma grandi noi proprio non li siamo più da tempo. Perchè antipatici e da sfavorire allora?


Con attaccanti che vedono poco la porta, o che non hanno i 90 minuti di gara nelle gambe si proverà ora a continuare a stare al passo delle contendenti alla salvezza in questa parte finale di campionato, perchè proprio non siamo capaci di staccarci dal fondo della classifica.

L'espulsione di Lorenzo Pezzi costerà uno stop di cinque giornate (un mese e mezzo) al giovane attaccante ex Piacenza. Segna davvero poco la nostra unica punta centrale ma per generosità e movimenti la sua assenza si farà sentire. Pensare ora che non si è andati decisi sul mercato invernare per cercare una punta in quanto il reparto era in sovrannumero mette tanta angoscia. Si puntava molto su questo ragazzo e sull'unità del gruppo.
E' difficile scovare un precedente all'altezza della pesante squalifica inflitta a Pezzi. Neanche Franchi Luca le combinava così grosse. Ecco, forse Pompini. Andando indietro negli anni è proprio Stefano Pompini l'attaccante che andava curato con lo schioppo. I tifosi di lunga data si ricorderanno della pazzia di Trento all'inizio del campionato 1992-93 di serie C2. Quella manata al volto allo stopper ex serie A Sanguin che lo aveva punzecchiato per tutto il match costò una squalifica di tre turni. Mister Veneri prese in pugno subito la situazione spostando il sublime Marco Pozzi a fare quasi la mezza punta dietro all'unico attaccante di ruolo da schierare ogni domenica: Giovanni Rossi generoso spilungone toscano oggi direttore sportivo del Sassuolo in serie A. "Il bomber di Noceto" finì accantonato ma trovò comunque occasione di infilare ancora le porte avversarie contribuendo alla storica promozione in serie C1 dei Rossoneri. Quel Fiorenzuola era stato costruito per vincere, aveva alternative/rincalzi di lusso e calciatori di altri pianeta, oggi è diverso. Lo spilungone da mettere la davanti Ciceri ce l'ha ma ha saltato tutta la preparazione ed è rientrato da poco (in un'altra società non lo avrebbero neanche accettato il giorno del raduno). Lapadula all'ultimo non è arrivato. C'è Alessandro Napoli che si è dato un gran da fare domenica ma non ha nemmeno inquadrato la porta per tutta la gara. Quest'anno le sue ex squadre le ha sempre castigate, da vero attaccante campano. Al "Lovattini" ricordo una delle partite in trasferta più belle dei "tutti neri" degli ultimi anni (campionato di Eccellenza 2012-13, 0-0). Speriamo.
Perchè domenica si va a casa del Lentigione secondo in classifica poi in casa ci aspetta il Delta Rovigo anch'egli secondo in classifica. Con le grandi abbiamo raccolto niente, tutte sconfitte; perchè o vinciamo o perdiamo, pareggiare (vedi domenica) è un caso, una forzatura.

E allora nel nome della giustizia che spetta anche a noi! non ci penso e mi tocco le balle!


difensori che sapevano fare bene il loro mestiere. Dario Sanguin

domenica 5 febbraio 2017

FIORENZUOLA-Colligiana 1-1 Lorenzo Pezzi


Resta tanto amaro in bocca a una squadra che dopo il grave stop di Adria ha messo tanto cuore, anima e corpo per tentare di tornare alla vittoria nello scontro salvezza contro una Colligiana rinata, in serie positiva da nove turni. Amarezza mista a rabbia per le situazioni sfavorevoli che si sono create e certe decisioni della terna arbitrale che hanno condizionato alla lunga l'esito della gara. A Fiorenzuola, il paese dei dossi, sembra non essere mai caduta acqua dal cielo. Scroscia forte il maltempo sul terreno di gioco completamente inzuppato del Comunale. Dopo lo scivolone di Adria, contano solo i tre punti anche perchè poi ci attenderanno due sfide proibitive contro Lentigione e Delta Rovigo, squadre  in lotta per lo scudetto, e il rischio di non incamerare più punti è alto. Capitan Petrelli ha una vistosa fasciatura alla testa ma non da forfait, è li al centro del campo per dare il via alle ostilità. Il Rossonero di Salsomaggiore sarà il migliore dei nostri del primo tempo, balzando senza remore su ogni pallone a arringando i compagni. L'avvio dei Rossoneri è ferale e al secondo tentativo passiamo in vantaggio. Il movimento di Lorenzo Pezzi nel fango dell'area piccola manda in confusione un difensore toscano e la palla finisce dentro alle spalle dell'ex Pro Piacenza Iali. Il gol mi sento di darlo di cuore all'attaccante di Casalpusterlengo per la generosità e poi perchè pochi minuti dopo Pezzi viene scippato. Il numero 9 Rossonero va in gol al termine di un batti e ribatti nel fango a pochi metri dalla porta avversaria ma l'arbitro di Novara nega, annullando per irregolarità.  Dalla tribuna, di primo acchito il quinto sigillo in maglia Rossonera di Lorenzo Pezzi ci è parso regolare. Il Fiore protesta poi si mette il cuore in pace e riprende a correre e a lottare. Abbiamo la palla buona per raddoppiare ma a porta sguarnita i nostri attaccanti ci arrivano in ritardo ancora una volta e la palla-gol termina mestamente sul fondo.  Rientriamo in campo dopo l'intervallo. Le maglie di entrambe le squadre sono le stesse di prima, totalmente fradice, inzuppate di acqua e fango. Questo è il calcio minore fatto di passione e fatiche in queste partite d'altri tempi. Petrelli, pedina fondamentale per lo scacchiere di Andrea Ciceri resta ai box. Prima tegola. Allora dentro Lorenzo Reggiani che farà un’ottima partita, con Pietro Pizza che dal centro della difesa passa alla corsia di destra sotto la tribuna. Si riparte, presunta timida manata, dai una manatina di Pezzi all'indirizzo di un toscano a palla distante e l'arbitro non ci pensa su niente estraendo il cartellino rosso. Seconda tegola. Un gol da difendere con l'uomo in meno per tutto il secondo tempo. Con i cartellini gialli che fioccano sui "tutti neri" di Ciceri mentre per la Colligiana tutto è dovuto e più facile. Non siamo simpatici ecco la spiegazione, ma i "tutti neri" non si abbattono e lottano su ogni pallone con generosità quasi che l’inferiorità numerica non si nota. Pessagno viene anch’egli colpito al volto da un biancorosso ma l’arbitro soprassiede cosa che non aveva fatto con Pezzi. Al 60’ gli ospiti allenati dall'ex serie A Carobbi trovano il gol del pari su l'unica vera occasione nata ancora una volta da una palla ferma (un fallo evitabile commesso dai nostri). In tribuna sale la paura ma i ragazzi sono bravi a non scoraggiarsi e addirittura trovano il gol che potrebbe valere una meritata vittoria. Ma Croce ancora una volta dice no ai Rossoneri. Il gol di testa annullato a Pessagno fa gridare allo scandalo. Prolungate e rumorose le proteste dei Rossoneri. Niente da fare. A testa bassa e con l'uomo in meno il Fiore riesce a controllare l'avversario evitando grossi rischi, cerca di scagliare palloni all’indirizzo delle due punte Lombardi e Delporto ma la porta di Iali si fa sempre più distante con le ultime energie che stanno per svanire. Alla fine in saccoccia ci arriva un solo punto che vale veramente poco ma più di così non si poteva fare.
Alessandro Vagge in uscita (foto di www.colligianacalcio.it)
FIORENZUOLA-COLLIGIANA 1-1
FIORENZUOLA: Vagge, Petrelli (1’ s.t. Reggiani), Koliatko, Pessagno, Pizza, Messina, Napoli (35’ s.t. Lombardi), Arati, Pezzi, Lari (30’ s.t., Del Porto), Guglieri. A disp.ne: Ballerini, Vago, Buffagni, Fucarino, Botchway, Storchi. All. Andrea Ciceri.
COLLIGIANA: Iali, Tafi, Di Renzone, Strano (32’ s.t. Santi), Tognarelli, Spinelli, Islamaj, Vianello (6’ s.t. Mugnai), Crocetti, Cristiano, Biagi (20’ Nnaji). A disp.ne: Squarcialupi, Arapi, Galasso, Segoni, Pierangioli, Pecchioli. All. Stefano Carobbi.
ARBITRO: Francesco Croce di Novara; ass.ti: Andrea Fabrizio Jr Donadello e Stefano Galimberti, entrambi della Sezione di Seregno.
MARCATORI: 6' Pezzi (F), 61' Tafi (C)
AMMONITI: Pessagno, Arati, Lari, Cristiano, Pizza, Nnaji.
ESPULSI: 1’ s.t. Pezzi.
RECUPERO: 3’ p.t.; 4’ s.t.


il gol di Lorenzo Pezzi

Matteo Arati lotta a centrocampo (foto di www.colligianacalcio.it)

il gol del pareggio di Tafi per i toscani (foto di www.colligianacalcio.it)

Geremy Lombardi cade a terra in area (foto di www.colligianacalcio.it)

giovedì 2 febbraio 2017

ancora briciole di US Fiorenzuola

L'ho visto, era proprio lui. Quel collo taurino inconfondibile, i capelli a spazzola. Parlottava con uno dei belli del calcio che in tanti definiscono "che conta". Lui che fa da vice, alla fine della partita sembrava averla vinta lui dispensando consigli e correzioni ai suoi in completo celeste.

Mi sto piano piano riconciliando con il calcio di una serie A che sta virando sui giovani di casa Quando le cose non vanno benissimo si cerca di sviare e trovare interesse in altre cose. E allora mi abbandono alle serate infrasettimanali di coppa, una coppa nazionale che in molti criticano per la sua forma. Noi da squadra di serie C stavamo per andare ai quarti negli anni Novanta. Tim Cup, è il suo nome oggi. Nulla a che vedere con la FA Cup inglese in tanti dicono. Io non mi esprimo, sono poco informato e ignorante in fatto di Leghe e coppe estere. Lascio agli altri, e mi limito ad ammirare i nostri giovani talenti lanciati in prima squadra. Se la Spagna ha finito un ciclo ..perché non sognare?

Dicevo dell'aiutante di Inzaghino. Me lo ricordo come se fosse ieri, i capelli nerissimi a spazzola, il collo come detto taurino, la basiola pronunciata con la bocca stretta, la circonferenza dei quadricipiti che metteva paura. Quando calciava di sinistro (il suo preferito), picchiava così forte la palla che spesso e volentieri finiva sulla linea ferroviaria adiacente allo stadio Comunale. A fine stagione retrocedemmo dalla C1 alla C2 nel suo secondo campionato in Rossonero. Quando si retrocede non si lascia un ricordo buono nella memoria collettiva dei tifosi, questo è automatico. 

Ieri, poi ho replicato. Osservavo e sognavo nel vedere quello stadio mastodontico quasi vuoto. Le poltroncine non più azzurrino chiaro come quando c'eravamo stati noi nel lontano 1994 ma blu, un blu d'impatto brutto a dire il vero. Mi sono spaparanzato ancora di più sul divano davanti allo schermo, sognando il Davide che abbatte il Golia, fino a quando il sig. Maresca (o mascara, non ricordo bene) ha deciso che poteva bastare così. Niente tempi supplementari all'Olimpico.

MASSIMILIANO FARRIS allenatore in seconda della Lazio di Lotito.

sembra ieri quando come diceva Francani, si potrebbe costruire una rosa al Fantacalcio di soli ex Fiorenzuola militanti in serie A.

Qualcosa è rimasto ancora.. briciole

STEFANO PIOLI tecnico fortunato del rilancio dell'Inter (con le piccole del campionato). Della serie: ci vuole culo nella vita. Che brutti ricordi di questo ex stopper della sua parentesi di fine carriera a Fiorenzuola. Compagno di Farris in difesa. Da esperto e pluridecorato calciatore ex serie A, dispenso niente alla squadra. Protagonista in negativo della retrocessione del Fiorenzuola campionato 1997/98.
Pioli ai tempi del Fiorenzuola :

le prime esperienze da calciatore in una prima squadra avute da noi a Fiorenzuola d'Arda, in SERIE D per :

CRISTIAN DELL'ORCO oggi al Sassuolo di Di Francesco. Lodigiano come Ciceri. Alle dipendenze di mister Lucci che lo aveva voluto espressamente portandoselo dietro dal Parma. Quasi sempre preferito a Samuele Barba quell'anno.


GM FERRARI capitano del Crotone, quasi retrocesso. Un gol al Marassi per evitare la sconfitta contro il Genoa del talento Simeone.