mercoledì 19 giugno 2019

La vicenda Tabbiani e il saluto del mister all'A.S.D. Genova

Le parole del neo tecnico del Fiorenzuola LUCA TABBIANI e del Direttore Sportivo Enrico Ascheri, intervistati da Maurizio Medulla. Il racconto della scelta del tecnico genovese nella pagina Facebook ufficiale della società ligure.



"Per me Fiorenzuola è un occasione importante. Vado via da casa per la prima volta da allenatore per provare a mettermi alla prova in un contesto nuovo. Lasciare l'A.S.D. Genova Calcio è stata una scelta difficile perché stavo lavorando bene con Enrico in una società corretta, a modo e nella quale si può lavorare bene"
Luca Tabbiani

Oggi mercoledì 19 giugno è prevista la presentazione agli organi di stampa della nuova guida tecnica dell'US FIORENZUOLA, nella sede sociale di via Campo Sportivo 1 alle ore 17

martedì 18 giugno 2019

COLA sei un grande

Poteva avvicinarsi a casa ma non l'ha fatto. Dopo il buon campionato agli ordini di mister Brando, LUCA COLANTONIO ha rinnovato per un altro anno con il Fiorenzuola.


La prima esperienza lontano dalla Liguria è stata davvero positiva per il ventunenne matuziano che può vantare già 115 presenze in categoria condite da 4 marcature. 
Dal gol di Budrio nella domenica della 100esima presenza in serie D alla partitona nella semifinale play-off di Modena. E' entrato al Braglia all'andata nel momento clou della gara terminata in trionfo. A Crema contro la regina del campionato ha fatto capire di che pasta è fatto a un gigante come Cazzamalli. 


Anche se è di fede juventina i colori rosso-neri devono invogliarlo a fare bene. Già nella prima esperienza in una prima squadra, all'Arma Argentina aveva fatto grandi cose. In Emilia si è confermato su alti livelli e ora con Tabbiani allenatore è pronto a raccogliere un'altra affascinante sfida.


Duttile, capace di mettere in pratica al meglio quello che gli viene chiesto, strutturato fisicamente il centrocampista di Riva Ligure ha tutti i requisiti per essere protagonista anche nella stagione 2019-20.

lunedì 17 giugno 2019

LUCA TABBIANI nuovo allenatore?

Giugno inoltrato. Dopo il sì di Gianpaolo al Diavolo si è conclusa a lieto fine anche la spay story fra Sarri e la Juventus. Ora nei pensieri e nelle preoccupazioni primarie della Fiorenzuola pallonara è rimasto solo il vuoto della casella di mercato dell'Uesse alla voce allenatore, punto di partenza, da cui poi prenderà il via il calcio mercato rossonero.
IL NOME NUOVO - Incontri occasionali in San Rocco, all'ombra di un condominio di tre piani di via Gorizia. Sguardi languidi di appassionati, di compagni di domeniche allo stadio, che si cercano da lontano. "Sai qualcosa?". "Macché, niente". Fa caldo d'estate in Val d'Arda. Meglio tenerle chiuse le persiane durante le ore calde della giornata. Intombati in casa si sta meglio con i sogni d'estate che possono frullare liberi nella testa. Lucio Brando è pronto a giocarsi la sua grande occasione sulla panchina del Mantova. "Chi sarà il nuovo allenatore del Fiore?". Che attesa ragazzi. 
Alle 22 di domenica 16 giugno arriva finalmente la soffiata da un amico giornalista di Urgnano. Urgnano non è in Liguria, ma evidentemente dalle loro parti si danno da fare. Freneticamente ci si impossessa del laptop e della linea router per tornare allo strimpellio compulsivo e frenetico a caccia di dettagli e informazioni su internet.
Il nome del nuovo allenatore potrebbe essere LUCA TABBIANI. Quarantenne genovese. Un passato da calciatore professionista di un certo livello. Una storia da allenatore ancora tutta da scrivere, con le prime pagine che hanno un contenuto molto simile a quello della storia avvincente del predecessore Alessio Dionisi.
QUEGLI ANTICHI INCROCI - Gli inizi a Vado, poi la Lavagnese, la grande occasione mancata di Savona e il ritorno a Lavagna. Due esoneri ma anche due salvezze ottenute da protagonista e soprattutto i play-off conquistati un anno fa con la Lavagnese. Ma partiamo dall'inizio. Tabbiani e il Fiorenzuola si sono sfiorati più volte in passato. Il suo nome era già desiderio nell'estate del 1998. La società del presidente Villa aveva appena stretto una collaborazione con il Genoa di Dalla Costa e Mauro che avrebbe dovuto portare in Valdarda fior fiore di talenti. Ma dal Genoa non arrivò nessuno, tantomeno Tabbiani ma il centrocampista offensivo però una scappata a Fiorenzuola la farà anni dopo in uno dei giorni più tristi della storia dell'Uesse. Spareggio retrocessione Fiorenzuola-Trento campionato di serie  C2 2001-02. Tabbiani maglia gialloblu numero 6 sostituito al minuto numero 61 da Pezzoli. Il Trento si salva una settimana dopo e il Fiore allenato da Massimo Ficcadenti sprofonda nei dilettanti. L'anno dopo si accasa a meno di trenta chilometri dal capoluogo della Val d'Arda. A Cremona vi resta per 4 anni con due promozioni e il ritorno nel campionato di serie B assaggiato nei primi anni al Genoa. Sempre grazie ad internet si scopre che i due suoi grandi maestri sono stati Rolando Maran e Giorgio Roselli. Ed è proprio Roselli a portarselo dietro in giro per l'Italia, formandolo. Nel biennio 2007-08 e 2008-09 arriva a vestire la maglia del Bari di Matarrese. E' l'apice della carriera. Dopo l'esperienza alla Triestina torna a giocare in serie C. Nel 2014 decide di appendere le scarpette al chiodo. La sua carriera parla di 334 presenze da professionista di cui 149 in serie B. 38 reti.
CARRIERA DA ALLENATORE - Il tempo necessario a capire cosa si vuole fare da grandi è brevissimo. L'ex esterno offensivo inizia come secondo allenatore nell'FC Vado nel campionato di serie D 2014-15, e la grande occasione arriva già dicembre con Tabbiani che non se la fa scappare prendendo le redini della squadra dopo l'esonero di Buttu. Il Vado si salva con i testate sportive locali che parlano di "miracolo sportivo" e il tecnico di Genova viene confermato. Ma a dicembre della stagione seguente viene esonerato. Passa alla Lavagnese (altro club con una storia centenaria alle spalle) dove conquista i play-off. In semifinale i bianconeri devono affrontare il Savona ed è proprio il club bianco-blu a ingaggiarlo l'anno successivo per puntare al ritorno in serie C. L'avventura nel club rivierasco dura poco, a novembre arriva l'esonero. Torna alla Lavagnese conquista la salvezza nell'ultimo campionato di serie D. Decide di scendere di categoria, sposando la proposta dell'ambizioso A.s.d. Genova prima della chiamata del Fiorenzuola. 
IL 4-3-3 TANTO CARO - Dopo un mister toscano e uno piemontese, è giunta l'ora di un ligure? Forse il primo nella storia quasi secolare dell'Us Fiorenzuola. Ma come si è arrivati a questo nome? Il giovane tecnico sembra prediligere quel 4-3-3 tanto caro dalle nostre parti e che ha fatto le fortune del Fiorenzuola negli ultimi anni. Sembra avere sempre fatto molto bene con squadre giovani. Analizzando i tempi e le tappe di questo possibile matrimonio si scopre che Tabbiani si presenta alla stampa come allenatore dell'ambizioso A.s.D. Genova il 4 giugno. Si deduce forse che il mister genovese non rappresentava la prima scelta per il ds rossonero  Simone Di Battista.
ALTRA OPERAZIONE RILANCIO? - Nell'intervista rilasciata al portale Dilettantissimo.tv Tabbiani spiega i motivi della sua decisione. Parla di aver ricevuto diverse chiamate da società di serie D del Sud ma di avere sempre declinato fino all'offerta di una società ambiziosa che ha mire importati e agganci con società professionistiche. Si legge anche di una proposta definita irrinunciabile da parte di una società importante fuori regione. "Sono sempre stato ambizioso e questo è un treno importante che potrebbe cambiare il mio futuro"
Parole che riempiono di orgoglio chi legge e danno alcuni indizi sui programmi futuri del Fiorenzuola. Sì sa, dalle nostre parti siamo poco avvezzi a sbandierare proclami, ma sappiamo quanto sia chiaro e conciso Di Battista quando parla. E sicuramente anche con Tabbiani avrà usato la massima trasparenza nell'illustrare i piani rossoneri per la stagione 2019-20. Aumento di budjet da parte della società? Ancora un campionato di vertice nel mirino?
Come detto Tabbiani allenava lo scorso anno la Lavagnese dove hanno brillato il centravanti Oneto, il centrocampista camerunense Fonjock, il trequartista Di Pietro. O Marco Tognoni fra le altre ex Borgosesia? Potrebbero rientrare questi nomi negli obiettivi di mercato del nuovo Fiorenzuola?

domenica 16 giugno 2019

FIORENZUOLA D'ESTATE: una serata con Migone


"Completamente spettinato" è il frutto di un lungo percorso artistico ed umano.
Paolo Migone racconta, in chiave autobiografica e attraverso il filtro della sua comicità corrosiva, l'eterno gioco fra uomini e donne cardine imprescindibile del suo repertorio artistico.
Il comico ci porta per mano attraverso la sua vita alla ricerca di quelli che sono stati i momenti salienti della sua esistenza, alla scoperta di risposte che riemergono dal passato per spiegare il presente.
Sul palco così si affollano vari personaggi, alcuni appartenenti alla vita personale dell'artista altri provenienti dalla storia, il tutto presentato all'interno di una scenografia essenziale sulle tavole del palcoscenico.
Protagonista è la parola mordace, a volte irriverente nello stile di questo puro toscano, e la musica che accompagna e scandisce i tempi scenici e di narrazione creando forti suggestioni e picchi emotivi.
In "Completamente spettinato" alla risata spontanea si alternano momenti di riflessione sul teatro e sulla sua finzione, sulla vita e sulle esperienze che la segnano e la condizionano.
Grande prova di arte e sensibilità per questo artista che non approda oggi al teatro ma che ci torna con coscienza più salda dopo tanti anni.

fonte: http://www.apriteilsipario.it/archivio/panoramica04-05/schede/sch373.htm

Paolo Migone è un comico e cabarettista toscano, approdato a Zelig nel 2000.
Forte di un’esperienza teatrale di anni, camaleontico, dallo stile visionario, sul palco Paolo Migone ha la capacità di raccontare, attraverso una gestualità essenziale, situazioni e immagini rievocandole con l’ausilio di uno stile di scrittura sobrio e di grande impatto.

www.paolomigone.com

FIORENZUOLA D'ESTATE: Festa degli aquiloni

Al quartiere CANTONE DELLA TORCHIA, 
venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 giugno

sabato 15 giugno 2019

Lo ammettiamo

Lo ammettiamo. Domenica scorsa davanti alla tv abbiamo tifato Triestina.


Rivedere MASSIMO PAVANEL protagonista nelle vesti di allenatore, in una cornice di pubblico a dir poco eccezionale ha fatto pendere l'ago della bilancia decisamente dalla parte degli alabardati.

Allo stadio Nereo Rocco ci siamo stati nel 1993-94 e fu una domenica indimenticabile con emozioni riassaporate di recente in Modena-Fiorenzuola 1-4 Come a Novembre dello scorso anno i Rossoneri vittoriosi lasciarono il campo fra gli applausi dei 7mila presenti.

Poi c'era il capitano dei friulani Alessandro Lambrughi fratello minore del nostro MARCELLO LAMBRUGHI. Ve lo ricordate nel Fiorenzuola di Perazzi?

Quando a fine gara abbiamo visto Frescatore a terra in lacrime, abbiamo rivisto per un attimo ROCCO CRIPPA, nel nostro spareggio di Bologna finale play-off dell'anno 1995.

La finale play-off di serie C è andata male per Pavanel. Peccato

Il Pisa. Che giocatore Di Quinzio. 
Con i neroazzurri avevamo avuto a che fare nei nostri ultimi anni di serie C. Sicuramente chi era sul pullman dei tifosi fiorenzuolani diretto all'Arena Garibaldi si ricorda ancora il pareggio a reti inviolate imposto al club di mister D'Arrigo. 

Il testa a testa fra il FIORENZUOLA di Gregorio Mauro e i toscani era stato davvero avvincente fino al termine del girone di andata, campionato di serie C2 girone A 1998-99. In quel Pisa c'era lo spilungone di PIERPAOLO LAURETTI terzini che poi sbarcò in Valdarda l'anno seguente.

MARCELLO LAMBRUGHI ai tempi del Fiorenzuola

giovedì 13 giugno 2019

quanti aggettivi, infiniti


Cosa rappresenta FRANCESCO BIGOTTO per noi, tifosi dell'Uesse? 
Proviamo a riflettere un attimo.

Per quel gesto tecnico realizzativo che lo porta sovente a immortalare il Parola delle figurine Panini lo possiamo battezzare una volta per tutte: il bomber acrobata dalla rovega facile?

O per l'impegno e la professionalità che ci mette é forse la vera bandiere? 

Per come si muove e intuisce le cose da fare potrebbe forse appresentare quel centravanti "intelligente" che tutti gli allenatori sognano di avere? 

O per il suo rendimento costante e l'apporto alla causa è forse classificabile: splendida macchina da guerra tedesca? 
Una macchina tedesca perché è diligente, "quadrata" e non accetta compromessi e quasi perfetta potremmo aggiungere in seconda battuta perché gli infortuni a cadenza biennale lo costringono a fermarsi sul più bello per poi ripartire e fare cose pazzesche per esserci più forte di prima l'anno dopo. 

Gli aggettivi in questi due anni si sono sprecati per questo attaccante pendolare lungo tratta ferroviaria Milano-Fiorenzuola... e sarà bellissimo avere almeno ancora un anno a disposizione per confezionarne altri e poi altri ancora.

FRANCESCO BIGOTTO sarà ancora attaccante dell'US FIORENZUOLA 1922 per la stagione 2019-20 !

mercoledì 12 giugno 2019

Chi per il dopo Brando?

In questa attesa che non passa mai ci sentiamo un po' come la Juve e il Milan. Sovente i grandi club scelgono all'ultimo e il ruolo della guida tecnica non è da poco. Dalla scelta definitiva può dipendere l'esito di una stagione intera. Era dagli anni della serie C che non si ritardava così tanto a Fiorenzuola.
Lucio Brando andrà al Mantova con molta probabilità. Forse era destino l'interruzione del rapporto perché andando a rivedere la carriera del tutista di Biella raramente è stato per più di un anno nella stessa società. Fare la spola tra il Piemonte e l'Emilia per un anno intero non è il massimo, ma l'aspetto logistico sembrava ormai superato quando sono iniziate a piovere prospettive davvero allettanti. E il richiamo di una piazza come Mantova è stato decisivo nella scelta. Un'eredità quella di Morgia non facile da caricarsi sulle spalle, ma siamo sicuri che Lucio ha le credenziali per fare davvero bene anche in terra virgiliana. 
LA RUBRICA DI DIBA - Pare che il nome di Brando fosse trascritto anche sul taccuino della Reggiana a lato di quello di Di Battista. Cosa che a momenti ci ha portati all'arresto cardiaco. Rientrato il pericolo siamo precipitati in questa attesa quasi spasmodica, con la fantasia di ognuno a correre da tutte le parti. Motori di ricerca intasati. Connessi costantemente al router in attesa di notizie.  
La rubrica telefonica di Diba acquisisce in questi periodi del anno un valore inestimabile. Quasi come un quadro di Van Goog o di Monet.
TECNICO GIOVANE O ESPERTO? - A quanto si dice il nostro Direttore Sportivo sta lavorando veramente sodo e il nome del nuovo tecnico uscirà allo scoperto in settimana fra una rosa di tre o quattro profili. Un mister di esperienza o un giovane preparato e desideroso di emergere? Nomi se ne sono fatti e parecchi da Vincenzo Manzo che rimbalza ogni estate dalle nostre parti, all'ex vigorino Stefano Rossini e per ultimo quello di Pasquale Catalano. Quest'ultima ipotesi sembra al quanto remota; l'ex vice di De Zerbi a Palermo reduce dall'ultima esperienza alla Primavera del Parma ha richieste in serie C.
Le parole della scorsa settimana del presidente Pinalli sembrano però indirizzare ad un profilo simile a quello di Catalano. Allenatore giovane ed emergente con esperienza in panchine di formazioni Primavera di società di serie A.
E ALLA JUNIORES? - Di Battista non è solo impegnato nella ricerca della scelta giusta per la guida tecnica della prima squadra. C'è da riempire anche il posto lasciato da Nicola Binchi sulla panchina della formazione Juniores. L'ex terzino di Volterra ha risposto sì alla chiamata del diesse Riccardo Francani (che lo aveva portato ventenne in Valdarda dalla Primavera della Fiorentina) e il prossimo anno si cimenterà per la prima volta alla guida di una prima squadra: l'Agazzanese "dei miracoli" nel campionato di Eccellenza. Un nome giunto nelle ultime ore da Reggio Emilia: Matteo Maria Vullo? Allenatore sulle panchine di Arcetana, Fabbrico e Borgo San Donnino in Promozione e Brescello (Juniores).
Sappiamo quanto sta a cuore alla società il settore giovanile. Anche qui la certezza è che non sarà una scelta campata per aria o dettata dalla fretta.
TRA CONFERME E ADDII - Tornando alla prima squadra sono arrivate le prime conferme: capitan Guglieri e Andrea Corbari. Anche qui stanno continuando i colloqui. Detto di Anastasia salito nei professionisti, anche Libertazzi sembra stia cercando una squadra in serie C. Come l'anno scorso, quando la firma del portiere piemontese arrivò all'ultimo per questo motivo. 
Sempre il Mantova del presidente Setti e del diesse Righi sembra avere messo gli occhi sul nostro attaccante Lorenzo Rivi.
L'arrangiatore di centrocampo Luca Colantonio sembra avere richieste dalla sua ex squadra, la Sanremese del tecnico Ascoli.
Di lavoro ce n'è e tanto. Di Battista forse è contento così. I cambiamenti innescano rinnovamento, scelte coraggiose e nuove scommesse. Il ruolo del diesse "vive" di queste materie. Come Monchi alla Roma, per una volta potrà succedere di sbagliare (e in tal caso di bonus ne ha accumulati parecchi dalle nostre parti).  Però, di certo il coraggio e il fiuto non gli mancano.

DIONISI e BRANDO, i mister "lanciati in alto" da DI BATTISTA al Fiorenzuola. chi sarà il prossimo

martedì 11 giugno 2019

CORBA ancora Rossonero

Chi ci avrebbe scommesso su quel giovane centrocampista che indossava la maglia del Pallavicino avversario del Fiorenzuola nelle sfide di Eccellenza del campionato 2012-13 ?


In pochi si ricordano ma Corbari aveva già calcato il terreno del Comunale nell'undici bussetano agli ordini di mister Ciceri. Dopo i primi calci nello Sported Maris, tanta gavetta fra Promozione ed Eccellenza prima dell'approdo e la consacrazione in serie D in Val d'Arda.

ANDREA CORBARI rappresentava assieme a mister Lucio Brando le vere scommesse della stagione 2018-19, entrambe vinte dalla società di via Campo Sportivo 1.

Dalla trasferta di Soliera ai pomeriggi magici allo stadio Braglia di Modena e al Mapei Stadium il salto poteva essere enorme, se non "mortale". Andrea ha dimostrato di non soffrire affatto di vertigini ripagando a mille la fiducia offerta dalla società rossonera.

Per come è stato impiegato (fra centrocampo e difesa) a tanti è parso di rivedere una sorta di Rocco Crippa in lui. Paragone non da poco. 
2 reti all'attivo ma soprattutto 27 presenze alla prima esperienza in serie D, che sarebbero state sicuramente molte di più se non fosse arrivato l'infortunio alla spalla nel derby di Carpaneto a dicembre. Stop arrivato nel momento di massima forma e rendimento del jolly Rossonero. 
L'entourage di via Campo Sportivo n.1 non ci ha pensato più di tanto nel proporre il rinnovo del contratto al venticinquenne originario di Cremona. 

Ieri è arrivata "la firma" ...CORBARI potrà essere ancora protagonista con la maglia della nostra grande passione.

AVANTI ANDREA !

lunedì 10 giugno 2019

il saluto di Lucio

ANCORA UNA VOLTA - La cosa si ripete. L'anno scorso Dionisi. Quest'anno Brando. Gli allenatori fanno bene a Fiorenzuola, salgono agli onori delle cronache e diventano uomini mercato.
Arrivato a Fiorenzuola da lontano e senza alcuna esperienza in categoria, aveva suscitato qualche perplessità con addosso l'incombenza non facile di dare continuità al lavoro e ai risultati del collega partente Alessio Dionisi. 
Passo dopo passo con il lavoro e l'impegno Lucio si è impadronito di quello che aveva tra le mani e soprattutto ha messo dalla sua parta la fiducia dell'ambiente. E alla fine è riuscito a costruire quello che tutti speravamo: confermare il Fiorenzuola nel gruppone delle big della serie D.
IL LAVORO PAGA - La squadra messa a disposizione era davvero una buona squadra. Però Brando ha avuto il suo da fare, cercando di ottenere da subito i risultati con un undici in costruzione. La coppia di attaccanti scelta in estate (Marra-Ceria) è stata presto rimpiazzata con una fase di transizione non breve. L'organico ha cambiato volto a più riprese e ha raggiunto la sua fisionomia vincente con il passare del tempo, raggiungendo l'apice di forza nella fase finale del campionato fondendo qualità individuali al processo di crescita studiato da Lucio.
MISSIONE COMPIUTA - I risultati ottenuti sono sati da incorniciare: 5° posto in classifica, squadra giovane e valorizzata, gioco, equilibrio e continuità di risultati, l'impresa di Modena e quella finale play-off negata da un gol regolare cancellato all'ultimo secondo. 
 Al di là di alcune sfumature su scelte tecniche e interpretazioni quello che ha fatto è stato qualcosa di davvero importante e il suo nome andrà ad impreziosire i capitoli della storia quasi secolare dell'Us Fiorenzuola Calcio e la scuola dei maestri allenatori di Biella (Braghin, Prina, ora anche Brando).
IL CONGEDO - Fai bene a Fiorenzuola e le squadre a fine campionato bussano alla porta. Se poi ci si lascia bene il dolore emozionale si acuisce. E alla fine si è anche orgogliosi perché il calciatore che ha indossato la maglia dell'Uesse o l'allenatore andrà a fare carriera.
"Per me in questo momento lasciare Fiorenzuola è come andare via da casa, a prescindere da dove si vada. Ringrazio tutti per quello che è stato. …Chi lo sa cosa riserva la vita, ma il Fiore andrà avanti e noi continueremo a tifarlo." le parole che accompagnano il saluto di Lucio Brando. 
Qui di seguito l'intervista rilasciata a Franco Polloni del quotidiano LIBERTA' nella serata di sabato scorso:



sabato 8 giugno 2019

Quasi un patto di sangue

A questo punto è forse il caso di parlare di patto di sangue. Fra ETTORE GUGLIERI e il FIORENZUOLA è feeling consolidato. Un legame che si rinnova nonostante lo scorrere del tempo.

Tagliato il traguardo delle 150 presenze in Rossonero, il prezioso mancino di Ferriere ha rifiutato proposte di rimborso spese quasi da nababbo e si accinge così a indossare maglia numero 3 e fascia di capitano dell'Us Fiorenzuola per il sesto anno consecutivo.

Nonostante le trentacinque primavere sulle spalle di questo eterno condottiero, non tramonta mai la voglia di guidare i più giovani verso traguardi sempre più ambiziosi.

Che bella notizia esclamano esultando i sostenitori Rossoneri…

grazie GUGLIE !



giovedì 6 giugno 2019

Estate 1988, i movimenti di mercato

Dalla serie C arrivano: CORTI (ex serie A nel Genoa), PECORARIO, VERCESI, LODA e DELLA VOLPE per puntare alla vittoria del campionati di Interregionale. Ma il vero colpo ad effetto è l'ingaggio del massese GIANLUCA PESELLI capocannoniere del girone toscano con 20 reti nelle file del Cecina neo-promosso in serie C. Dal Vigevano approdano il nazionale PEROTTI e il centrocampista lucano FABRIZIO SPAGNUOLO (nella foto accanto). 

Singolare la storia di Spagnuolo, uno del Sud trapiantato al Nord nella provincia di Pavia. Esordiente in serie A con la maglia granata in Ascoli-Torino del 1980 poi sceso in serie C e al termine di un lungo girovagare divenuto oggetto dei desideri di numerose società di serie D. Curiosità: il centrocampista Della Volpe militava nel Kroton, denominazione degli anni ottanta dell'attuale Crotone Calcio.

Fondamentale la conferma di MARCO TORRESANI nella doppia veste di calciatore e responsabile del settore giovanile. Con lui prolungano il contratto anche i difensori RAVASI e CRIPPA, il centrocampista QUERIN e quell'esterno d'attacco di DARIO ACQUALI fresco di nomina di coordinatore tecnico dell'area agonistica nel Fanfulla.

All'apparenza un motore da fuori serie. Una vera e propria Ferrari da affidare al nuovo allenatore ALESSANDRO GIBELLINI, bergamasco, ex calciatore professionista e allenatore sulle panchine del Leffe e della Stezzanese.
A Fiorenzuola non c'era ancora il centro commerciale Cappuccini, il telefono aveva i fili, non c'era la tangenziale e internet. Ma eravamo felici: bevevamo litri e litri di latte Sole da stare male e soprattutto sognavamo la serie C.

CHI SI RICORDA 
COME SI CONCLUSE LA STAGIONE 1988-89 ?

L'organico della formazione Under 18 (la juniores) allenata da GIANCARLO D'ADDA

martedì 4 giugno 2019

ACADEMY, Festa di fine anno

Portare i giocatori del nostro vivaio in prima squadra. Farli salire da protagonisti (non da meteore) sul palcoscenico nazionale della serie D, sfruttando il volano della prima squadra. 
Un obiettivo su cui si sta lavorando da tempo e che rappresenta uno degli obiettivi numero uno per le società dilettantistiche. Fiorenzuola e i suoi giovani per continuare a puntare in alto.
L'US FIORENZUOLA va oltre, da anni, al calcio che viviamo alla domenica. 
Non solo prima squadra ma anche impegno nella crescita e nell'educazione sportiva dei giovani delle nostre valli. 
Come ogni anno si è svolta la festa di chiusura dell'Academy Rossonera.  Nella serata di giovedì 30 maggio, i ragazzi del settore giovanile, lo staff e la dirigenza si sono ritrovati per un saluto finale al Cinema Capitol. L'incontro è stato anche occasione per tracciare un bilancio e mettere a fuoco i programmi futuri. 
Presenti come testimonial FRANCESCO BIGOTTO  e NICOLO' BEDINO, protagonisti nel Fiorenzuola di mister Lucio Brando. Due calciatori che possono rappresentare per i più giovani esempi da seguire. Bigotto nell'Inter e Bedino nella Pro Vercelli, entrambi sono cresciuti in settori giovanili importanti abbinando lo sport allo studio e arrivando ad essere protagonisti in serie D in campionati di vertice con la maglia del Fiorenzuola.
Le foto di questo post sono state inserite dall'aggiornatissima pagina Facebook dell'Us Fiorenzuola 1922. Per visualizzarle tutte accedi alla pagina e all'album


domenica 2 giugno 2019

Se ne va «Jack Rabona», l'incantatore di folle. Intervista a EMANUELE ANASTASIA

Forse è stata una magica illusione vissuta per l'intera stagione appena conclusa e coniata ora tra le pagine di questo blog con il nome «Jack Rabona», il bomber seriale che mai avremmo detto
Già stavamo pregustando il sogno di rivederlo trascinarci in C a suon di gol e assist e invece siamo già ai saluti. Costretti ad “innamorarci” di uno nuovo che verrà.
Ma era tutto maledettamente pronto. La t-shirt commemorativa per i tifosi da fare stampare. Davanti la scritta «Jack Rabona» con l’immagine di Ana mentre è intento nel suo gesto atletico più spettacolare: la rabona.
E’ stato per una stagione intera protagonista con la maglia del Fiorenzuola, serial killer di grandi giocate, abile illusionista, incantatore di folle con le sue New Balance ai piedi e i suoi colpi di genio. Emanuele Anastasia lascia Fiorenzuola per tornare in serie C. Abbiamo sentito forse per l’ultima volta EA11 :

Ciao Emanuele, innanzitutto grazie a nome di tutti i tifosi rossoneri per quello che hai fatto. Ci piacerebbe sapere qualcosa di più su di te e sullo splendido campionato appena concluso. Per iniziare, vuoi raccontaci la tua storia calcistica dagli inizi a oggi?
Con piacere. Ho iniziato nella squadra del mio paese, l'Aurora Pontecurone, per poi essere ingaggiato dall'Inter dove ho giocato per 4 anni. In seguito sono passato al Piacenza per 3 anni, fino al fallimento della società. Sono dunque approdato al Pavia dove ho giocato gli ultimi anni di settore giovanile, affacciandomi alla prima squadra allenata da Maspero. Ho esordito in Coppa Italia di serie C a 18 anni con mister Marcolini, e l'anno dopo ero un giocatore della prima squadra dove ho collezionato 13 partite segnando un goal. Purtroppo nel calcio non ci sono molte persone oneste, e anche da Pavia vado via causa il fallimento societario. Passo al Chieri in serie D dove agli ordini di Vincenzo Manzo vinciamo la Coppa Italia di serie C e in campionato gioco tutte le partite segnando 11 goal. L'anno successivo torno in serie C con la maglia del Cuneo disputando 13 partite e segnando 1 goal. A gennaio cambio società e vado al Casale, dove sono stati sei mesi difficilissimi per tutto. Infine sono arrivato al Fiorenzuola, una delle scelte più azzeccate mai fatte nella mia vita.
Emanuele e il calcio. A casa Anastasia hanno appoggiato la tua passione?


I miei genitori mi hanno sempre appoggiato per ogni cosa che ho fatto, soprattutto per il calcio che che è la mia grande passione. Hanno sempre fatto sacrifici per me, e mi hanno fatto sentire sempre il loro appoggio.
Questa cosa della rabona ha stupito un po' tutti. Non eravamo abituati a vedere cose del genere al Comunale. Da dove è nata questa tua attitudine spettacolare?
La rabona è un numero che mi piace particolarmente. Quando hai la fiducia dei compagni e della società trovi il coraggio di fare questi numeri senza neanche pensarci. Pensi solo a divertirti senza calcolare le conseguenze. Questo è il mio segreto.
Hai un modello di calciatore a cui ti ispiri?
 Ho un idolo: Leo Messi. Però non prendo ispirazione. Posso dire che mi piacciono molto nel mio ruolo  Neymar e Martial.
Come è avvenuta la trattativa con l’Us Fiorenzuola?
Il Fiorenzuola mi aveva cercato tramite il direttore sportivo Di Battista già lo scorso anno a giugno, e dopo a gennaio, ma alla fine non si era fatto nulla. Quest'anno a luglio ero ancora sotto contratto da professionista a Cuneo, ma c'era una situazione societaria non chiara, e ho deciso di cambiare. La scorsa estate il mio procuratore ha preso di nuovo contratti con il direttore ed è stato facile trovare subito l’accordo.
Come ti sei trovato da noi, in questo piccolo spicchio di Emilia?
A Fiorenzuola sono stato molto bene. Ho trovato una società seria e sana paragonabile a una famiglia che non ti fa mancare nulla. C'è tutto per lavorare bene con serenità. Posso affermare che ci sono tutti i presupposti per fare stagioni ottime, come è successo a noi quest'anno.
In rossonero sei arrivato dopo un lungo infortunio. Cosa ha rappresentato per te la stagione appena conclusa?
Sono arrivato con una frattura al quinto metatarso. Sono stato costretto a stare fermo 3 mesi. Ho giocato la mia prima partita ufficiale con il Fiorenzuola a fine ottobre a Carpenedolo contro il Calvina. Questa stagione è stata sicuramente per me la più importante. Mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa per tutte quelle persone che non hanno creduto in me.
E arriviamo ai gol che non sono mai mancati nel Fiorenzuola di Brando soprattutto grazie a te. Hai indicato il cuore con le dita per ben quindici 15 volte con lo sguardo rivolto alla tribuna. A chi era dedicato se si può dire?
L’esultanza col cuore era rivolta alla mia ragazza Martina che mi sopporta e supporta da 5 anni.
Quali ricordi più belli porterai con te in valigia?
Sicuramente la doppietta allo stadio di Braglia di Modena sarà un ricordo che porterò sempre nel mio cuore. Mi porto via anche tutte le immagini dei momenti in cui i miei compagni sono venuti ad abbracciarmi dopo ogni mio goal.
Non si è ancora aperto ufficialmente il calciomercato estivo che tu l'hai già infiammato. Come sono nati i contatti con la tua nuova squadra? Avevi ricevuto altre proposte?
Ho ricevuto diverse proposte dalla serie C, ma l'Arzignano mi ha colpito per il progetto e la serietà. Anche loro mi volevano da un paio d'anni. Adesso devo aspettare l'apertura del mercato per ufficializzare il tutto.
In verità non sarai un novello, la serie C l’hai già “assaggiata” a Pavia e a Cuneo. Che differenza c’è fra fra serie C e serie D? Cosa ti aspetti da questa nuova avventura che ti appresti a vivere?
mi aspetto di riuscire a confermarmi in categoria, di provare a essere protagonista e di divertirmi come ho fatto quest'anno. Ti dico la verità, per mia esperienza tra serie C e serie D cambia l'intensità durante gli allenamenti e le partite. In serie C trovi più squadre fisiche, ma noi quest'anno abbiamo dimostrato seppure in amichevole di poter tenere testa a squadre di categorie superiore, vedi la nostra mentalità e i risultati ottenuti contro l’Imolese e il Monza.
Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
I miei obbiettivi futuri sono arrivare più in alto possibile. Io nel calcio non smetterò mai di crederci.
L’ultima parola spetta a te…
Voglio ringraziare tutta la società e tutto lo staff tecnico per avermi aspettato dopo l'infortunio e aiutato a tornare in forma, per avere creduto in me dal primo giorno. Voglio poi ringraziare i miei compagni per l'anno magnifico appena concluso, per le emozioni che mi hanno regalato ogni giorno. 
Un grande abbraccio a tutti e naturalmente Forza Fiore!
il 10 novembre 2018 accade l'incredibile. Gli highlights di MODENA-FIORENZUOLA 1-4 con doppietta di Emanuele Anastasia :

venerdì 31 maggio 2019

Ma guarda te il Cittadella

La Gazzetta dello Sport l'ha definita "la sera dei miracoli"

Trovarsi sul posto il giorno stesso della finale per serie A. La serie A. Ma vi rendete conto?

Ventimila anime non di più, un intero paese in fibrillazione, vestito di granata. La gente dentro le mura sembra essere sospesa nell'aria, se vieni da fuori lo percepisci ancora di più.
i segreti del miracolo? Forse alla base un progetto di gestione moderno, simile a quello prodigato dal nostro Simone Di Battista. La serenità della piazza.  
Diaw, diaw… Cittadella-Hellas Verona 2-0 fine primo atto.

Lo ammetto, proviamo una certa invidia, e i motivi sono i seguenti :

- sappiamo cosa si prova in queste situazione. Anche noi abbiamo vissuto un grande sogno. A due passi del cielo, anzi ad undici, ma siamo crollati giù.

- Venturato non ci piace tanto per dirla tutta.

- al "Tombolato" (premiato quest'anno come miglior impianto della serie cadetta) ci avevamo fatto una scappata nel nostro primo anno di serie C2. Non era come adesso. E tutti i cognomi degli avversari in distinta erano rigorosamente veneti. C'era l'ex Milan Giancarlo Pasinato e l'attaccante Sambo ma era poca cosa tanto che gliele avevamo suonate 0-3 con i gol di Pompini, Mazzi e Marco Pozzi. Fa impressione tutto questo.

a lunedì (ultimo atto) !


mercoledì 29 maggio 2019

“Chi l’avrebbe mai detto” intervista a Paolo Rebecchi

“Chi l’avrebbe mai detto” è l’espressione che esce spontanea al termine dell’appassionante lettura della storia di Paolo Rebecchi. Una vita ricca di soddisfazioni in ambito professionale e non meno in ambito sportivo. Rebecchi e il Fiorenzuola, un legame nato male, sotto una cattiva stella e tramutato quasi inaspettatamente in una grande passione. 
Ci siamo incontrati in un caffè del centro per uno scambio di riflessioni sulla stagione calcistica appena conclusa. Ad accompagnarlo come annunciato, il dottore, nonché medico sociale e amico Bruno Sartori, che lui stesso definisce con un pizzico di ironia “il mio procuratore”.
Rebecchi e la Tailo Group Srl, azienda leader nel settore del beverage. Con impianti automatizzati per l’imbottigliamento installati in tutto il mondo. Il marchio campeggia in bella mostra allo stadio Comunale, nel sito ufficiale del club di via Campo Sportivo 1 e sulle maglie della formazione juniores nazionali. Paolo Rebecchi si racconta ai lettori del blog.


Paolo, oltre all’impegno economico profuso lei è spesso presente agli allenamenti della prima squadra e alla domenica non si fa mai mancare una partita dei rossoneri. Che significato ha per lei fare parte oggi dell’Us Fiorenzuola?
E’ un grande onore. Oltretutto sono circondato da tante persone brave e competenti. E vi dirò di più: mi capita di frequente di discutere e confrontarmi con dirigenti di società limitrofe e visto da fuori il Fiorenzuola è una delle società più stimate e ammirate, non solo per il suo glorioso passato ma anche per l’immagine e la struttura che ha attualmente. Ma la cosa più bella è che ho trovato in questa “famiglia allargata” un gruppo di amici con cui ritrovarmi anche fuori dall’ambito calcistico . Tutto è nato cinque anni fa in un Fiorenzuola-Fidenza di serie D dove ho incontrato di nuovo Pinalli e da lì è partito tutto.

Ci spieghi meglio…
Erano trent’anni se non di più che non mettevo piede a Fiorenzuola se non saltuariamente; confinato per motivi di lavoro a Fidenza, dove vivo con mia moglie Anna , che ringrazio per l’infinita pazienza e ho la mia attività. Luigi Pinalli è stato (e lo è tutt’ora) un grande amico, con un legame che affonda le radici nell’adolescenza , quando eravamo compagni di squadra nella Virtus (la squadra giovanile degli anni settanta della canonica di Fiorenzuola n.d.r.). In quel momento venivo da alcuni anni di sponsorizzazione al Fidenza Calcio. Dopo l’incontro in quel derby al Comunale ci siamo rivisti al Bar Commercio  e successivamente a cena , e il presidente ci ha messo due secondi per convincermi ad entrare in società. In questi quattro anni abbiamo consolidato un’amicizia ibernata per trent’anni.  E ci tengo a rivelare a tutti una cosa: da giovane non mi andava molto a genio il Fiorenzuola…

(foto di squadra anni settanta con Rebecchi in piedi a destra)
E per quale motivo?
Per i miei trascorsi da calciatore. Sono stato avversario del Fiorenzuola per ben tre campionati quando la Promozione era forse qualcosa di più dell’attuale Eccellenza. Vestivo la maglia della Vigor Carpaneto e i derby di allora erano molto sentiti. In quel Fiorenzuola c’era Giovannino Gavazzi ( come allenatore ) che aveva militato nella Reggiana e nel Catania in serie A, il portiere Frugoni ex Pontolliese , cognato di quel Brocchieri del Carpaneto ricercatissimo nei tornei estivi (soprattutto quelli di Castell’Arquato e Vigolo). Conoscevo bene anche Tanzi, difensore centrale bandiera del Fidenza, perché era borghigiano e io a Fidenza avevo iniziato a bazzicare già ai tempi della scuola all’Istituto Tecnico Industriale. Poi c’era bomber Bertelli che era davvero di un’altra categoria. Ricordo in particolare con tanta emozione un derby giocato a Carpaneto. Il Fiorenzuola era davanti a noi in classifica. Eravamo sotto di un gol a pochi minuti dalla fine. Negli ultimi minuti segnai la rete del pareggio e quella del sorpasso, e non potete immaginarvi la gioia immensa provata in quegli istanti con gli sguardi rabbuiati di diversi tifosi fiorenzuolani che stavano già pregustando la vittoria dopo averci provocato per tutta la gara. Nel finale ci furono discussioni e scambi di vedute animate e qualcuno di loro non se la passò affatto bene, prima che le cose tornassero alla calma.
Com’era il Rebecchi calciatore? Attualmente c’è un calciatore dell’Uesse che si sente di paragonare a lei?
Il calcio di oggi e i suoi interpreti sono cambiati notevolmente. Non è semplice trovare paragoni. Sono nato centravanti, e con il tempo sono passato a fare la mezz’ala, di quelle che fanno gol, tanto rare oggi giorno. Vedevo la porta e calciavo dal limite tanto da mettere assieme una decina di gol a campionato. A pensarci bene e con le dovute proporzioni credo di rivedermi a tratti in Francesco Bigotto, anche se lui è molto più bravo di me. Io rispetto a Francesco ero meno prezioso per i compagni ma vedevo di più la porta, finalizzando per la squadra. 

 (una formazione della Virtus. Rebecchi è il secondo in piedi a partire da sinistra. Il secondo in piedi a destra è Luigi Pinalli)
Proviamo a fare un confronto fra il calcio dilettanti degli anni settanta e ottanta e il nostro. Siamo molto distanti per quanto riguarda l’aspetto del gioco e dell’organizzazione a livello societario?
La differenza più rilevante è nell’aspetto organizzativo. Noi ex calciatori degli anni settanta eravamo meno “coccolati” dalle società. Per fare alcuni esempi: non avevamo il supporto di un preparatore atletico, tutto era incentrato nella figura dell’allenatore. Ci allenavamo due, massimo tre volte alla settimana, rigorosamente alla sera dopo il lavoro (e io facevo il fabbro). Il materiale tecnico era una chimera, e la poca roba ce la portavamo a casa per far lavare. La società possedeva solo tre palloni: quello “della festa” per la partita della domenica, e due di allenamento. I terreni di gioco certamente non erano paragonabili a quelli di oggi. Sotto l’aspetto tecnico: il gioco era meno veloce, ed era molto più duro. Non era vita facile con i difensori. Entravano senza fare tanti complimenti sulle caviglie di noi attaccanti. Categoria sicuramente meno tutelata rispetto ad oggi. La regola sull’obbligo dei giovani da schierare non esisteva. Perciò un ragazzo alle prime armi come me riusciva a ritagliarsi un posto da titolare solo se lo meritava.

(un'altra formazione della Virtus del presidente Allegri. Rebecchi è il terzo in piedi a partire da destra)
Riavvolgiamo il nastro sui suoi trascorsi calcistici
Avevo disputato due partite negli Allievi dell’Us Fiorenzuola. Non avevo ancora 14 anni e non potevo essere tesserato. Però il Fiorenzuola evidentemente era nel mio destino. Essendo di Chiaravalle conoscevo un paio di ragazzi della città sull’Arda: Ughetto Malchiodi e Daniele Morsia. I due mi convinsero ad andare a giocare nella Virtus. Oltre a loro furono determinanti gli ammiccamenti dell’allenatore Giorgio Montescani che veniva sempre in trattoria a Chiaravalle. Iniziò così la mia avventura nella Virtus Fiorenzuola. Si giocava “sull’uno” (lo stadio Comunale) che non era come lo vediamo oggi alla domenica. C’era un po’ di erba ad inizio stagione a settembre, e poi basta. Nella formazione dei boys federali spiccava Mauro Rosi. Un bravo centravanti che però era spesso infortunato. Allora mi vennero a pescare dagli Allievi e mi ritrovai a 14 anni a dovermi fare valere (e fare gol) in mezzo a ragazzi più grandi di me di due anni. In squadra c’era anche un certo Luigi Pinalli nelle vesti di portiere, già allora “abbastanza focoso” per la verità, nonostante fosse confinato tra i pali. Con la maglia a strisce giallo-verdi ho vinto il campionato provinciale Allievi 1971-72 assieme a Fanni e ai due fratelli Morsia per citare alcuni miei compagni. Quando la società ha chiuso i battenti ci hanno venduto in blocco (8 giocatori) al Cadeo in Seconda Categoria. Non avevo ancora la patente e per recarmi agli allenamenti Pinalli mi passava a prendere a Chiaravalle alla sera con la sua Fiat 500. Come sono cambiati i tempi. Con il Cadeo siamo arrivati secondi, e ho segnato 28 gol a soli 17 anni, tanto che il Carpaneto aveva messo gli occhi su di me; e l’anno dopo mi ritrovai in Val Chero a giocare nel campionato di Prima Categoria con l’ex Fiorenzuola Mario Gabbiani allenatore. La Prima di allora era ben diversa da oggi. Abbracciava addirittura quattro provincie: la nostra, quella di Lodi, Pavia e Cremona. Abbiamo vinto il campionato e in Promozione ho trovato per due anni avversario il Fiorenzuola (1977-78 e 1978-79). In quel periodo come detto non amavo il sodalizio Rossonero e guarda te adesso ne faccio parte e ne sono allo stesso tempo tifosissimo.
Sono stato avversario anche nell’anno al Pro Piacenza (1979-80) ancora con Gabbiani allenatore poi sostituito dall’ex Piacenza Beppe Corbellini. Dal Pro sono poi passato al Salso sempre in Promozione con alla guida Mauro Masi.

(ancora maglie a strisce in lanetta, in una formazione con Rebecchi calciatore)
Che pasta di allenatore era Masi?
Era preparato e avanti con i tempi, un lusso per la categoria. In quegli anni il Salso stazionava sempre nella zona compresa fra la metà e la bassa classifica. Ricordo che Masi fu chiamato dal club salsese per disputare un campionato da colonna di sinistra. E infatti arrivammo terzi, e in seguito Masi passò al Fiorenzuola del presidente Eugenio Villa vincendo il campionato e approdando in Interregionale. I miei anni migliori sono però stati senza ombra di dubbio quelli di Carpaneto, con la vittoria del campionato di Prima Categoria e le due stagioni in Promozione Lombarda. La Promozione era un campionato non facile. Nel girone erano presenti società come la Vogherese e il Codogno, l’anno prima il Pavia. Alcune trasferte che ti portavano a giocare fino nelle zone di Malpensa. Alcune squadre erano davvero ben attrezzate annoverando calciatori che avevano calcato i campi della serie A come l’ex viola Ugo Ferrante nel Robbio e Gavazzi nel Fiorenzuola. Purtroppo con la morte precoce di mio padre dovetti dire presto addio al calcio giocato. Avevo solo 26 anni. Vorrei prima di concludere rammentare un altro aneddoto legato ad una occasione mancata della mia vita. Negli anni della Virtus disputammo un torneo della selezione giovanile provinciale. Si giocava tutto in un’intera giornata a Pavia. Io, Fanni e Sorrenti eravamo nella squadra allenata da Gianni Rubini diventato poi dirigente affermato del Piacenza calcio negli anni della serie A. Vincemmo tutte tre le gare con i miei gol. Il Piacenza al termine del torneo prese tutta la squadra eccetto me perché Giorgio Montescani considerava migliore il settore giovanile della Cremonese e voleva piazzarmi al di là del Po. Al primo provino ci presentammo in ottanta, al secondo eravamo in ventisei. Li passai entrambi. Nella settimana prima della selezione definitiva partecipai a una partita fra amici a Fiorenzuola. Mi ruppi il malleolo facendo svanire la possibilità di essere ingaggiato dalla Cremonese. Scherzi della vita segnati dall’incoscienza e dalla sfortuna, ma senza alcun rimpianto.
Tornando ai giorni nostri, è soddisfatto del campionato del Fiorenzuola di quest’anno? Chi l’ha impressionata di più?
Abbiamo fatto a mio avviso un grande campionato ricordando che siamo stati derubati clamorosamente al termine della semifinale play-off di Modena. Siamo orgogliosi per quanto è stato fatto. Con l’eredità lasciata da Dionisi non era facile ripetersi. Devo fare un plauso sincero a tutti i ragazzi, allo staff tecnico e alla società che in toto ha dato piena fiducia al ds Simone Di Battista. Per lui vedo un futuro importante. Per quanto concerne i ragazzi, è impossibile stilare una classifica di merito ma se devo fare alcuni nomi vorrei citare l’ala Emanuele Anastasia per il livello tecnico e la personalità e poi Mattia Tunesi arrivato a stagione in corso che mi ha impressionato molto per le capacità tecniche e per la testa. Questo ragazzo può fare molta strada.

Un appello ai sostenitori rossoneri prima dei saluti..
La Società merita rispetto e considerazione visti gli sforzi che fa per la città, dunque, vi aspettiamo sempre più numerosi.
(Paolo Rebecchi assieme all'amico Bruno Sartori)

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