martedì 31 luglio 2012

il Presidente (1922-2012 Novant'anni di US FIORENZUOLA CALCIO)

VILLA, LE DUE ANIME DEL PRESIDENTE. luglio 1993, nella foto in alto a sinistra assieme a Spartaco Labadini diesse del Genoa nel dicembre del 1992 in occasione dell'amichevole FIORENZUOLA-Genoa. Sotto, con i dirigenti e il padre, il Cavalier Eugenio Villa.
 Nel giugno del 1977, con la squadra in Promozione, la famiglia Villa acquista l'Us Fiorenzuola Calcio da Gabriele Tosi patron uscente. Eugenio Villa ricopriva già da alcuni anni la carica di vice-presidente. Prima segretario poi, nell'autunno del 1985 il figlio Antonio è diventato presidente, carica ereditata dal padre a soli 27 anni di età, arrivando ad un rigore dalla serie B del famoso spareggio di Bologna. Lo ricordano in tanti, alla domenica, al Comunale per le gare casalinghe, sempre nella sua postazione, accanto alla recinzione nel prato fra gli spogliatoi e la sede.

La grande passione per il Calcio. Progetti e Ambizioni, con le panchine bollenti degli anni '80 e la grande ascesa dal campionato di Promozione alla serie C. "estate 1989, partiti in ritiro in 12 abbiamo poi vinto il campionato". Le spese sostenute per il Comunale che cambia volto di pari passo ai successi della squadra trasformandosi in un vero stadio, e in quello che è ancora oggi, un piccolo gioiello ereditato dai trionfi di quei tempi. Era il Fiorenzuola dei miracoli che per un soffio stava per anticipare la favola ChievoVerona. Era il Fiorenzuola delle collaborazioni con i settori giovanili più forti d'Italia. Era il Fiorenzuola sulla bocca di tutti, fucina nazionale di talenti. 25 anni di presidenza rossonera portando in alto il nome della nostra città e facendo grande il velodromo Attilio Pavesi.
Vittorie e ricordi indimenticabili.
Raduno del luglio 1992, nella foto il presidente con il vice Roberto Bricchi e il nuovo mister Giorgio Veneri

la storica promozione in serie C1

Spareggio di Bologna
l'addio dopo 25 anni in rossonero nell'estate del 2002, con il passaggio di consegne a Pinalli (non a Boiardi). Una frase ad effetto del Presidente estrapolata dall'intervista di allora che deve far riflettere sul quanto sia difficile fare i Presidenti nel calcio di oggi: " dopo la legge Bosman, le squadre di serie A hanno cambiato politica. Ci pagavano per far giocare e valorizzare i loro giovani, noi sapevamo di avere già 400-500 milioni di base nel nostro budjet. Poi è arrivato lo svincolo.." e tutto si è complicato.

agli inizi di carriera

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