venerdì 12 giugno 2009

C'E' SOLO UN CAPITANO

“C’è solo un capitano!” gli cantavamo dalla gradinata, “c’è solo un capitano!” Sandro Melotti è stato per tanti di noi senza esagerare “Mito e Leggenda” non solo per le qualità di grande calciatore (grande numero 10 e poi numero 7 nelle ultime stagioni) ma anche e soprattutto perché la grinta che metteva in campo più di qualunque altro.
Il capitano. Classe 1972, originario di Sorbolo (Parma), i primi calci tirati nei campi della Bassa del Po, nel Viadana. L’esordio in serie C con la maglia del Suzzara di Busatta in anni in cui o eri veramente “buono” o ti conveniva cambiare subito mestiere perché non c’erano regole che imponevano di schierare giovani e quindi se eri giovane emergevi solo se avevi talento, se eri “buono” davvero. Dopo Suzzara: Ravenna, Gualdo, Castel di Sangro, Brescello, Gubbio, San Marino. Una carriera vissuta tutta da protagonista fra i professionisti al Nord e al Sud e a trent’anni l’approdo nella squadra di calcio della sua città di residenza: Fiorenzuola.
474 presenze, 96 gol in carriera. Sei stagioni in Valdarda con 187 presenze e un bottino di 72 reti nel forziere, numeri esorbitanti e se si aggiungono gare ufficiali di Coppa Italia e spareggi tocchiamo il traguardo delle 200 presenze con la maglia rossonera. Solo le bandiere Rocco Crippa e Danilo Bertelli hanno fatto meglio di lui in termini di presenze. Sandro Melotti, un nome legato per sei lunghi anni alle vicissitudini dell’U.s. Fiorenzuola Calcio, società con un passato glorioso precipitata nei dilettanti, alla ricerca di una propria identità nella sua nuova dimensione e che vede in Sandro, il gusto leader, l’elemento di esperienza capace guidare la squadra in campo. Sandro Melotti, un nome che specialmente in Eccellenza ci hanno invidiato per anni in tanti. Perché solo a sentirlo nominare metteva in allerta tecnici e intere squadre avversarie. Sogno del mercato estivo di mezza Emilia per il suo bagaglio tecnico e di esperienza che non aveva eguali. L’avevamo incontrato da avversario nelle file del Brescello di D’Astoli poi nel torneo del Solleone da “straniero” residente in città. Melotti diventa subito l’anima del Fiorenzuola e il principale
aaartefice del miracolo-salvezza della stagione 2002/03 in serie D; trequartista capocannoniere nella stagione successiva; lascia momentaneamente la città delle Rose nella stagione 2004/05 per sposare la proposta del Pizzighettone che porterà in C1, torna in Valdarda nell’annata 2005/06 sotto la guida di Massimo Perazzi accompagnando il Fiore alla conquista di buon terzo posto, chioma bionda, capelli lunghi, taglio corto: ogni anno un look diverso ma il rendimento di Sandro, quello no, quello rimane lo stesso negli anni. Altissimo. L’anno dopo c’è Massimo Abbati in panchina e conquistiamo gli spareggi promozione persi mestamente contro la Savignanese; la stagione 2007/08 è quella buona per una promozione che mancava a Fiorenzuola da 15 anni. Sandro Melotti piega con una doppietta e una prestazione da incorniciare lo Scandiano in quella domenica “da matti” del 5-4 in rimonta sui reggiani, autoritario in mezzo al campo e a volte fin troppo severo con i giovani, infallibile dal dischetto, dispensa assist vincenti a getto continuo ai compagni per tutta la stagione, con i gol è sempre in doppia cifra e la rete del pareggio su calcio di punizione a Pavullo nel Frignano è il sigillo più importante messo a segno con la maglia rossonera, è il gol che regala la vittoria del campionato al suo Fiorenzuola. Sandro Melotti è un pezzo di storia rossonera. I giornali hanno parlato di lui come il miglior calciatore visto nell’ultimo decennio in Valdarda e come dare torto a questo meritati riconoscimento. Ripercorrendo i suoi anni in rossonero dimenticheremo mai: la frase tormentone: "Fiorenzuola Melotti dipendete", la rete di Sandro nel “drammatico” spareggio-salvezza contro la Bergamasca che ci ha spianato la strada verso la vittoria, il gol-capolavoro contro il capolista Casale nel 2003 che ha sancito il trionfo per 2-1 in inferiorità numerica del Fiore di Luigi Galli (9 contro 11), la decisione di restare a Fiorenzuola nell’estate del 2007 e nel gennaio 2008 con la squadra in corsa per lo scudetto rifiutando grosse offerte di altri club, i suoi famigliari sempre presente in trasferta con i tifosi, tutte le volte che ha stretto i denti e ha dato il massimo nonostante i problemi al ginocchio, non ha mai portato a casa un cartellino rosso che fair-play, la tripletta di Reno Centese nel settembre del 2007, il colpo da maestro nella sfida decisiva nella tana della Pavullese nella stagione 2007/08, e infine le belle parole di riconoscenza ai suoi tifosi rossoneri nell’ultima intervista d’addio lasciata ai quotidiani.
Ha avuto inoltre il merito di formare e crescere tanti giovani lui che ha calcato per decenni i campi della serie C, con quattro promozioni in bacheca, nessuna retrocessione e due spareggi per la promozione in serie B perduti con la maglia del Gualdo e del Brescello, con un assaggio di serie B nel Castel di Sangro non fortunato causa infortunio. Lui che in carriera ha avuto come maestri allenatori del calibro di: Luigi Del Neri attuale tecnico della Sampdoria in serie A, Walter Alfredo Novellino, Alberto Cavasin, Fiorenzuola-Salò Osvaldo Jaconi, Gianfranco D’Astoli è stato leader e anima del Fiorenzuola per tanti anni. Professionista vero in campo e fuori. Straordinario fuoriclasse. Chioccia per tanti giovani. Eroe di tante battaglie. Fantastico Condottiero.
A detta di assidui appassionati sportivi Fiorenzuolani che hanno vissuto gli anni del Fiorenzuola di Masi e del periodo d’oro della serie C non ricordano altro calciatore così forte tecnicamente e allo stesso tempo così legato alla maglia come il “Melo”.
Melotti, lascia la fascia da capitano e la maglia rossonero numero 7 fra lo scalpore generale. Lascia con rammarico il Fiorenzuola alla vigilia del suo trentasettesimo compleanno per le scelte e i piani di rinnovamento della società. Oggi come oggi, pensare di scovare un calciatore in grado di farsi carico dell’eredità lasciata da questo ragazzo di trentasette anni non sembra impresa facile.
Lui che è fiorenzuolano e che ha dichiarato che voleva finire la carriera nella sua città, lascia ai Fiorenzuolani il meraviglioso ricordo di tante domeniche indimenticabili, domeniche di grande calcio, domeniche di passione, corsa e tanto cuore; il ricordo indelebile di un calciatore che ha dato tanto ai Fiorenzuolani e alla squadra di calcio della sua città.
papua, la DecinaUltras, i tuoi compaesani


MELOTTI Sandro
31/05/1972 Parma
Centrocampista (trequartista) m 1.74, kg 66
1989/90 Suzzara C2 7 -
1990/91 Ravenna C2 16 -
1991/92 Ravenna C2 6 -
1992/93 Gualdo C2 31 - p
1993/94 Gualdo C1 34 7
1994/95 Gualdo C1 28 7
1995/96 Gualdo C1 23 -
1996/97 Gualdo C1 - -
" - /97 Castel di Sangro B 7 -
1997/98 Brescello C1 9 3
1998/99 Brescello C1 28 -
1999/00 Brescello C1 22 -
2000/01 Brescello C1 2 -
" - /02 San Marino C2 15 -
2001/02 Gubbio C2 29 3
2002/03 FIORENZUOLA D 28 5
2003/04 FIORENZUOLA D 33 18
2004/05 Pizzighettone C2 30 4 p
2005/06 FIORENZUOLA ecc 33 15
2006/07 FIORENZUOLA ecc 32 13
2007/08 FIORENZUOLA ecc 33 13 p
2008/09 FIORENZUOLA D 29 8